Al direttore – “Aderisco alla vostra moratoria.
Quando l’aborto fu legalizzato la maggior parte dei medici concepì la nuova legge come una soluzione a rari problemi medici.
Ma l’aborto divenne rapidamente materia politica, specialmente in America dove, anche oggi, è una questione totemica, divide destra e sinistra, liberal e conservatori.
Perché è successo questo? La risposta è che l’aborto riguarda qualcos’altro. E’ una disputa fra coloro che credono che dobbiamo sacrificare noi stessi per le future generazioni e coloro che invece pensano che le future generazioni possono essere sacrificate alla nostra utilità Ed è molto facile sacrificare il non nato, in quanto dipende interamente dalle nostre decisioni. In più, il non nato non può accusarci di nulla, né tanto meno guardarci negli occhi.
Possiamo benissimo persuadere noi stessi che lui non esiste davvero, che non è veramente umano, quindi possiamo ucciderlo.
Se il vivo si sacrifica per il non nato, la società ha un futuro, nel caso contrario il mondo volge alla fine.
E’ il principio dell’ecologia sociale.
C’è qualcosa di spaventoso nella facilità con la quale possiamo condannare un’intera generazione all’estinzione, qualcosa che ricorda i campi della morte del XX secolo”.
Roger Scruton
“Il filosofo più influente al mondo”, secondo il New Yorker, Roger Scruton divide la sua attività accademica tra Londra e Stati Uniti.
Nel 1980 ha scritto “The Meaning of Conservatism”, la Bibbia della rivoluzione di Margaret Thatcher. E’ stato uno dei più celebri difensori del dissenso anticomunista in Europa orientale e venne espulso da Praga, dove ha fondato la Libera Università.
www.ilfoglio.it del 31 12 07
saluti




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