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  1. #31
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    Predefinito Variazioni sul tema

    Dopo la sentenza di Firenze

    Roma. Capita, anche se non dovrebbe, che la legge proponga e il giudice disponga.
    Capita, per esempio, a proposito di divieto di diagnosi preimpianto sugli embrioni.
    Divieto stabilito dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita votata a larga maggioranza trasversale in Parlamento, divieto ribadito dalle linee guida della legge stessa, divieto confermato da un referendum popolare, divieto rafforzato da una sentenza della Consulta della fine del 2006.
    Divieto liberamente interpretato da due decisioni del giudice ordinario, una a Cagliari e l’altra, di pochi giorni fa, a Firenze.
    Quest’ultima, in particolare, sembra arrivare proprio al momento giusto per orientare le nuove linee guida della legge, attese a giorni, che dovrebbero apportare aggiustamenti al regolamento attuativo, come la legge stessa prevede succeda ogni tre anni, in armonia con eventuali progressi tecnicoscientifici nel campo della fecondazione artificiale.
    Stavolta dovrà davvero dimostrare grandi doti di acrobata, la ministra della Salute, Livia Turco, per conciliare l’inconciliabile.
    “Il mio compito è applicare la legge”, ha dichiarato, ma ha detto pure che la sentenza del giudice fiorentino “va tenuta in conto”.
    Quella sentenza, intanto, sembra non tener conto della legge 40.
    Nella quale il divieto di diagnosi preimpianto è stabilito senza equivoci dall’articolo 13, che esclude “ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni”.
    Per quell’articolo, la Consulta aveva già respinto l’eccezione di incostituzionalità sollevata a Cagliari, in nome del fatto che l’intero impianto della legge esclude la possibilità di selezionare gli embrioni “migliori” e stabilisce adeguata tutela per l’essere umano allo stato embrionale, che mai può essere considerato materiale da produrre e scartare senza limiti.
    Nemmeno se è in gioco, come sostiene la sentenza di Firenze, la presunta “salute della donna” che sarebbe messa a rischio dalla prospettiva di mettere al mondo un figlio malato.
    Si può abortire, dicono gli eugenisti democratici, e allora perché non scartare preventivamente gli embrioni “difettosi”?
    Dimenticano, per l’ennesima volta, che la legge non permette l’aborto eugenetico, perché il nascituro è malato, ma solo per un provato e “serio pericolo”, già in atto, per la salute fisica o psichica della gestante.
    Nel caso della diagnosi preimpianto la gestante non c’è.
    C’è una coppia che vuole scegliere, assistita dalla tecnoscienza, chi tra i suoi figli allo stato embrionale ha diritto di vivere e chi no.

    Le parole della Cassazione
    Anche la Cassazione, con una sentenza del luglio 2004, aveva escluso che questo interesse fosse meritevole di tutela: “Non esiste un diritto al concepimento di un figlio sano… la procreazione assistita… deve essere solo intesa a favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti da sterilità e infertilità, non potendo essere strumentale alla selezione del figlio ‘perfetto’”.
    E’ d’accordo il genetista Bruno Dallapiccola, presidente dell’associazione Scienza & Vita, il quale ha fatto parte della commissione di esperti incaricata di dare un parere al Consiglio superiore di sanità, in vista dell’aggiornamento delle linee guida della legge 40, “che è stata fatta per le coppie infertili, non per i portatori di malattie geniche. E le linee guida hanno il compito di accompagnare la legge, non di modificarla, come mi sembra si stia tentando di fare, in contrasto con un orientamento sul quale nella commissione c’è stata totale unanimità. L’unico perfezionamento da noi suggerito ha a che fare con la possibilità di consentire la fecondazione in vitro ai sieropositivi, ma con un’indagine sui gameti, non sugli embrioni”.
    Il professor Francesco D’Agostino, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, è alquanto stupito dal fatto che “si possa sostenere, come ho letto in più di un commento, che là dove non si sta cercando un bambino biondo con gli occhi azzurri, ma un bambino indenne da malattie, l’eugenetica non c’entra. Non raccontiamoci barzellette. Eugenetica significa precisamente controllare la ‘qualità’ delle generazioni future, e quindi mettere in discussione l’accettazione e lo statuto sociale dei portatori di handicap. Consentire che talassemici o portatori di altre malattie genetiche possano essere eliminati in vitro, e ridurre questa eliminazione a prassi riconosciuta e incoraggiata, significa dire che quei soggetti non hanno diritto a nascere”.
    E dunque, continua D’Agostino,
    “sopprimere gli embrioni portatori di malattie è pura eugenetica. Chi pensa sia legittimo, abbia almeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.
    Abbia il coraggio di dire che bisogna inserire nel nostro ordinamento qualcosa che mai era stato contemplato, e cioè la liceità delle pratiche di selezione eugenetica”.

    Su www.ilfoglio.it del 27 12 07

    saluti

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    se chiami visioni materialiste....uno stupro....e parli di genitori....citi:nessuno è libero di prendere decisioni spettanti un'altra vita...........permetti che io come persona possa scegliere se tenere o non tenere?
    No, un attimo io considero visione materialista il riconoscere un feto da un encefalogramma e come tale riconoscerlo essere umano o non. Ti ripeto, tu come persona non puoi scegliere niente perchè se scegli comprometti la vita di un altro essere umano, cosa di cui tu assolutamente non hai facoltà; come ovviamente nessuno ha facoltà di levarla a te.

  3. #33
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da GLADIUS Visualizza Messaggio
    No, un attimo io considero visione materialista il riconoscere un feto da un encefalogramma e come tale riconoscerlo essere umano o non. Ti ripeto, tu come persona non puoi scegliere niente perchè se scegli comprometti la vita di un altro essere umano, cosa di cui tu assolutamente non hai facoltà; come ovviamente nessuno ha facoltà di levarla a te.

    guarda che io sono contrario all'aborto salvo pochissime eccezzioni......una era quella

  4. #34
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    La terra di Giovannino Guareschi
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    Thumbs up Binetti (Pd) concorda con la mozione di Bondi (PdL)

    Aborto, il ministro Turco: «Sì alla discussione, no a modifiche alla legge»



    2 gennaio 2008



    Legge inapplicata? No, è una legge applicatissima. Ridiscutere dell'aborto? Dibattito pubblico sì ma nessuna modifica della legge 194». Così il Ministro della Salute Livia Turco ribadisce che primario l'obietttivo della legge: «tutela sociale della maternità e della prevenzione dell'aborto attraverso la rete dei consultori familiari». «La nostra legge sull'interruzione volontaria di gravidanza - precisa - ha fatto sì che dal 1982 ad oggi gli aborti si siano praticamente dimezzati riducendosi del 45% e sia stato cancellato l'aborto clandestino e la conseguente altissima mortalità materna. La tutela sociale della maternità, ha spiegato il ministro, verrà inoltre perseguita nell'ambito delle politiche di tutela della salute delle donne per le quali «abbiamo già vincolato 10 milioni di euro nel fondo sanitario 2007 e stanziato specifici fondi nell'ambito degli interventi per la riorganizzazione dei consultori previsti dalla precedente finanziaria d'intesa con il Ministero della Famiglia».
    Nell'ambito del dibattito sulla legge 194 , il Cardinale Vicario di Roma, Camillo Ruini, è tornato a «chiedere una moratoria per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti» su quella che «é inevitabilmente la soppressione di un essere umano». Pochi giorni prima Giuliano Ferrara dal Foglio ha lanciato un richiamo alla politica italiana ad «applicare integralmente la legge sull'aborto», anche «in quelle parti che davvero possono essere in difesa della vita». A trent'anni ormai dalla legge, secondo Ferrara, bisognerebbe «aggiornarla al progresso scientifico». E il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi ha annunciato di aver presentato una mozione parlamentare, a titolo personale, per l'istituzione di linee guida sulla legge 194.
    Plaude la senatrice teodem del Pd, Paola Binetti e che si dice pronta a sostenere la mozione di Bondi, senza temere le critiche del suo partito o l'eventuale apertura di un nuovo fronte interno alla maggioranza. Per la Binetti la mozione del coordinatore di Fi «è un grande passo nella direzione giusta , cioè la difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita». «La 194 -aggiunge- è datata, ha trent'anni» e per rivedere le linee guida della legge si dice «disposta a dare il mio contributo alla formazione di una maggioranza trasversale».
    Da Forza Italia, Benedetto Della Vedova plaude alla prudenza di Bondi, che ha scelto di presentare la proposta a titolo personale. «È necessario che lo schieramento di centrodestra e ancor più il Popolo delle Libertà - sottolinea Della Vedova - non corra il rischio di divenire e neppure di sembrare un partito confessionale: sarebbe un errore sul piano politico ed elettorale».
    Dall'Udc Rocco Buttiglione annuncia l'appoggio del suo partito «con forza» alla richiesta di una moratoria sull'aborto lanciata dal Cardinale Ruini. E aggiunge: «il nostro partito è sempre stato all'avanguardia nella lotta in difesa della vita».
    Dalla Lega, Roberto Calderoli considera «condivisibile la proposta del cardinal Ruini di rivedere la legge 194, ma successivamente, non ora, non con questo questo governo, non con questa maggioranza, che hanno già ampiamente dimostrato di non voler tutelare la vita e la famiglia».
    Per Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani l'iniziativa di Bondi è una «nuova crociata medievale» e «la 194 è una buona legge: tutelarla è una questione di civilta».
    Marco Cappato dei Radicali chiarisce: «per noi la legge sull'aborto non è nè un totem nè un tabù». E «verificare l'impatto del progresso tecnologico sul rispetto della legge è opera utile e doverosa». Marina Sereni, capogruppo del Pd alla Camera sottolinea: «compito della politica è aggiornare la legge ai tempi, partendo però dalla difesa delle ragioni che hanno portato il Parlamento italiano ad approvare quelle norme e tutti i cittadini a difenderla con con un referendum». E si augura che «l'iniziativa a titolo personale dell'onorevole Bondi, che sa tanto di speculazione politica, resti assolutamente tale».



    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...8c&type=Libero

    Sulla Turco stendiamo un velo pietoso... manco i Radicali dicono che la legge 194 è un totem o un tabù...

  5. #35
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    Il direttore del Foglio Giuliano Ferrara, qualche giorno fa dalle pagine del giornale che dirige, ha lanciato la moratoria sull'aborto. Dopo quella sulla pena di morte eccoci al piatto forte dei novelli Teocon.
    Mi vergogno un po' di questo paese ipocrita e isterico. Ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni per carità. Sono però sinceramente stufa di gente che parla di famiglia (e ne ha due o anche tre), di gente che vuole rivedere la legge sull'aborto e di figli non ne ha mai avuti (proprio come Giuliano Ferrara).
    Anche la Senatrice Paola Binetti (Margherita ora PD)è in prima linea e appoggia la proposta del Foglio (magari è il Foglio che appoggia la sua ma questo ha poca importanza).
    Ho guardato il sito on-line della Binetti, interessante pieno di cose fatte e cose da fare. Leggi che ti rileggi, sfoglia che ti risfoglia non trovo traccia della famiglia della Signora Binetti. Mi chiedo: ma quanti figli ha? Che età avranno di suoi figlioli?
    Sfoglianto il courriculum della senatrice è tutto un fiorire di attestati, riconoscimenti. La signora dal 1973 al 1990 ha pure diretto un Centro di orientamento per adolescenti con servizio di consulenza per genitori (associazione FAES -Famiglia e Società).
    Ma mi richiedo: perchè on c'è scritto quanti figli ha e se è sposata?
    Bene decido di mandare una mail alla Senatrice per soddisfare la mia curiosità. Eccovi il testo:

    Gentile Senatrice
    ho visitato il suo sito è l'ho trovato molto esaustivo e
    completo. Mi è rimasta una curiosità, nella sua scheda
    non si parla della sua famiglia. Mi piacerebbe sapere quanti
    figli ha e che età hanno i suoi figlioli. La ringrazio
    per la risposta e le invio i miei più cordiali saluti.
    Rosanna Sapori

    Gentile signora Sapori
    come forse avrà letto in alcune interviste rilasciate: Non
    sono sposata e non ho figli... le invio i miei più
    cordiali saluti
    Paola Binetti

    Grazie per la risposta Senatrice Binetti, non l'avevo letto in nessuna intervista rilasciata, perchè non l'ho mette in evidenza sul suo sito? Perchè ha deciso di non sposarsi e quindi di non avere figli e quindi di non farsi una famiglia tutta sua e quindi di far progredire questa nostra società e quindi di contribuire alla crescita dell'umanità?
    Non mi risponda che sono fatti personali. Non lo sono più dal momento in cui Lei ha deciso di scendere in politica e di rappresentare gli elettori, anche quelli che non l'hanno votata.
    DIFFIDATE DA TUTTI QUELLI CHE PARLANO DI FAMIGLIA MA NON SANNO COSA SIA AVERNE UNA PROPRIA.
    Buon Anno a tutti!
    Rosanna Sapori

  6. #36
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    complimenti rosanna

  7. #37
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    Aborto: medici, legalizzarlo ha portato riduzione del 45%

    03 Gennaio 2008, 13: 56

    ROMA - Dal 1982 a oggi, la legge 194 ha procurato in Italia la diminuzione del 45% degli aborti, e la sconfitta di ogni clandestinità. Lo ricorda Armando Masucci, della Federazione Medici Uil Fpl, che esprime ''totale e forte solidarietà al ministro della Salute Livia Turco per la decisa opposizione a rivedere la normativa, avanzata negli ultimi giorni da giornalisti, politici e dalla senatrice del Pd Paola Binetti. ''Questa scelta - afferma - sempre dura e dolorosa, deve restare una libera decisione della donna, purchè validamente assistita da personale sanitario preparato ed efficiente, sempre in un rapporto di alta professionalità e dialogo inter-umanò'. (Agr)

    http://www.instablog.org/ultime/11192.html

  8. #38
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    Peccato però che in Italia, di fronte ad una diminuzione degli aborti, siano drasticamente diminuite anche le nascite!!! siamo di fronte al calo demografico più spaventoso che si sia mai avuto. Allora, riportare le statistiche solo per mostrare che gli aborti siano diminuiti è fornire un dato parziale che non aiuta a capire l'intero fenomeno - senza dimenticare che, anche se sono diminuiti, si tratta pur sempre di circa 130.000 OMICIDI LEGALIZZATI di bambini che si trovano nel ventre materno (e non giudico le madri bensì chi fa propaganda a cuor leggero fregandosene del problema, dove alla fine guarda caso vien fuori che ad essere presenti per aiutare concretamente le madri in difficoltà sono solo ed esclusivamente i CENTRI DI AIUTO ALLA VITA - CAV)...

    Di fronte a tale disinformazione sistematica è opportuno fare un po' di chiarezza, anche se si tratta di un intervento di qualche mese fa:


    Carlo Casini denuncia trent’anni di bugie sull’aborto


    Il presidente del Movimento per la Vita sulla legge 194

    di Antonio Gaspari


    ROMA, domenica, 25 novembre 2007 (ZENIT.org).- A trent’anni dalla legge 194 che ha autorizzato l’aborto, Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, ha denunciato le tante bugie che sono state dette alle donne e ai cittadini italiani per far accettare la soppressione di 4 milioni e 800 mila tra bambini e bambine.

    Aprendo i lavori del XXVII convegno nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita (CAV), il 23 novembre a Roma, Casini ha sottolineato che “la legge 194 fu varata sotto la pressione del terrorismo” con pessimi risultati: “gli aborti terapeutici sono infatti passati dallo 0,5% del 1981 al 2,6% del 2006”.

    Il presidente del MpV ha ricordato che nel 1975 venne addotta anche la diossina fuoriuscita dall’impianto ICMESA di Seveso per autorizzare l’aborto di 39 gestanti.

    I feti abortiti vennero inviati a Leida, in Olanda, per essere esaminati con la conclusione che “nessun feto era portatore di anomalie e tutti i ragazzi nati, che oggi sono giovani di 30 anni, sono perfettamente sani”.

    Circa il numero degli aborti che la legge avrebbe dovuto limitare, Casini ha rilevato che “è vero che in Italia il numero sta calando dal 1983”, ma “sono intorno ad una cifra spaventosa di 130-140 mila all’anno”. In Francia “erano 134.000 nel 1976 e sono 210.000 nel 2004. Nel Regno Unito erano 25.000 nel ‘68 e sono divenuti 207.000 nel 2004”.

    Carlo Casini ha concluso il suo intervento ricordando il numero verde dell’S.O.S. Vita – 8008113000 – e ringraziando i CAV e il popolo della vita che, nonostante tutte le difficoltà, sono riusciti a salvare dall’aborto 85.000 tra bambini e bambine.

    I lavori si erano aperti con un messaggio augurale del Cardinale Camillo Ruini, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il quale ha ribadito che “il diritto alla vita non è negoziabile”

    “Sono lieto di esprimere un vivo ringraziamento per il servizio a difesa della vita umana che il vostro Movimento svolge da tanti anni nel nostro Paese” ha scritto il cardinale Ruini, aggiungendo di voler “esprimere un fervido augurio affinché i vostri lavori possano favorire la diffusione del diritto fondamentale alla vita, che il Papa Benedetto XVI, con forza e in più occasioni, ha definito non negoziabile”.

    Al convegno è intervenuto anche Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, il quale ha sottolineato che “la convergenza di tutto l’agire dei credenti intorno alla centralità della persona” è decisiva per affrontare “l’urgenza della questione antropologica”.

    “Il servizio alla libertà a all’intelligenza della persona umana – ha sottolineato monsignor Betori – parte dal riconoscimento e dalla difesa della vita fin dal suo inizio e nelle fasi della sua massima debolezza, proprio perché nella totale disponibilità degli altri”.

    Secondo il Segretario Generale della CEI, l’azione svolta in questo ambito dal Movimento per la Vita e dai Centri di Aiuto alla Vita “ha una connotazione profetica cui la comunità cristiana e quella civile debbono gratitudine e conforto”.

    Ha concluso l’incontro della prima giornata Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl e portavoce del Family Day, il quale ha invitato i cattolici “già mobilitati sulle questioni del lavoro a una maggiore mobilitazione per la vita”.

    Pezzotta ha denunciato l’aborto, la fecondazione artificiale, l’eutanasia, la clonazione e la selezione eugenetica, come espressione di una cultura che ha “messo in discussione la visione naturale dell’umano”.

    L’ex segretario del più grande sindacato cattolico ha spiegato che stiamo assistendo a una “devalorizzazione della vita” e, dopo aver precisato che “la vita umana è sempre unica ed irrepetibile”, ha lanciato un appello per difendere “i diritti dei più deboli, di coloro che non possono parlare, protestare e scioperare”, e cioè i concepiti.

    Secondo Pezzotta è necessario che laici e cattolici scendano in campo per “difendere il volto dell’uomo, la sua umanità e la radice della vita”.

    http://www.zenit.org/article-12659?l=italian



  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Ma, scusate: questo Ferrara, sarà mica lo stesso che qualche giorno fa, in Francia, è stato CONDANNATO per aver contraffatto ed illecitamente pubblicato un articolo (da pubblicare su) di Le Monde a firma Tabucchi DOPO averlo definito, in una puntata di Potta a Potta, uno dei mandanti "morali" del suo omicidio?

    E com'è che è ANCORA vivo NONOSTANTE continui a scrivere tutte queste minchiate?
    segnalato
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianfranco Visualizza Messaggio
    segnalato
    A Gianfra'; segnala 'sta cippa.
    Il Cicciopotamo ha denunciato i mandanti morali del proprio (suo di se) omicidio nel 2004: siamo al 2008 ed è ancora vivo.
    (ed ancora scrive, purtroppo)

    Questo il senso, a capirlo (ovviamente).

 

 
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