
Originariamente Scritto da
Lotari
Negare la validità di un sacramento amministrato da un ministro del culto "indegno" (dalle non specchiate qualità personali) è un'eresia. Si chiama donatismo (da Donato delle Case Nere), si sviluppò in Africa e il suo principale avversario fu S.Agostino.
Oggi esiste un pericoloso "donatismo" laico: quello per cui non sarebbe degno di spezzare una lancia a favore dei diritti di Dio una persona che non abbia una coerenza di vita al 100% con la totalità di quei principi o che abbia trascorsi, personali o politici, di un certo tipo.
Tempo fa Sandro Bondi diffuse un libretto denominato "I frutti e l'albero" (con ovvia, ma ahimè non scontata - in ambito politico - metafora cristiana: "dai frutti li riconoscerete") che, prima della campagna elettorale ultima, inviava a tutti i vescovi d'Italia descrivendo i frutti, a suo dire, 'graditi a Dio' del governo di centro-destra (lasciando perdere quelli meno graditi, che ce n'erano e come, ma tant'è): legge 40, rintuzzamento dell'iniziativa dei DS di abbreviamento dei tempi del divorzio, incremento del numero di insegnanti di religione, legge sull'affido condiviso dei figli, appoggio (troppo timido per la verità) al tentativo di inserire la menzione di religione cattolica nella costituzione UE (ma ricordo che il divorziato Berlusconi, che già aveva scritto un editoriale su "Avvenire" a proposito, ci provò a perorare la causa davanti a Chirac e al termine fu ringraziato ironicamente con un "Merci, mon père", cioè "Grazie, Padre"), etc.
Un Monsignore, del quale non farò il nome, rispose indignatissimo a Bondi, al quale scrisse, tra l'altro: "Non possiamo nascondere lo stupore o meglio, la nostra indignazione, non perchè lei ci ha inviato pubblicità elettorale, cosa legittima e che molti fanno, ma per aver avuto l'ardire di affermare che molti provvedimenti dell'attuale Governo sono in "forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa". Perbacco. La "piccata" risposta, oltre ad evidenziare inopportunamente un certo orientamento "politico" (il Monsignore poteva semplicemente cestinare la lettera e stabilire in cuor suo se quelle cose erano state, semplicemente, fatte o non fatte) e una certa civettuola voglia di mettersi in mostra (la contro-lettera è di dominio pubblico ed è stata pubblicata su numerosi siti Internet), proseguiva con uno sciorinamento e una dovizia di cifre economiche che certo non mi aspetterei da chi deve svolgere soprattutto il compito di pastore di anime. Dalla lettera non è dato sapere il motivo per cui quelle cose non sarebbero "in forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa". Ma, verso la fine, ecco il peccato: "[...] cosa non secondaria, il coinvolgimento di autorevoli personaggi nella tristemente nota Loggia massonica P2".
Infine, il Monsignore cita addirittura Sant'Ilario di Poitiers (IV secolo):
"Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga..., non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro".
Persecutore? Nemico? Credevo che Bondi avesse scritto solo una lettera per rimarcare le cose che quel governo aveva fatto alla luce della dottrina della Chiesa (non cose pelose tipo i mille euro per il nato o il taglio delle tasse alla "famiglia", no, cose inequivocabilmente di stampo 'confessionale', cose che ti possono portare a far cadere il governo, a perdere voti 'centristi', etc). Forse gli conveniva dire che era stato comunista, un tempo.
Sennonché, proprio su Ilario di Poitiers inciampa il Monsignore. Il nemico cui lui si riferiva era l'Imperatore Costanzo, accusato di cesaropapismo e di immischiarsi nelle dispute teologiche. Che forse quel governo voleva detronizzare il papa? Non mi risulta. Dunque il paragone non è calzante.
Premetto che del centro-destra in sé non me ne importa un baffo, sto ragionando solo su basi oggettive e se domattina Diliberto dicesse (non per secondi fini), per avventura, le stesse cose che dice Ferrara, lo loderei ugualmente, infischiandomene che è andato in Russia a visitare la mummia di Lenin.
Ricordo anche che a "Ballarò", un prete disse a Casini, più o meno direttamente, che si meravigliava che dicesse cose a favore della Chiesa colui che aveva una situazione personale irregolare. Casini disse: "Lei mi sta giudicando". Il sacerdote (spaventatissimo del fatto che, forse, doveva confessarsi): "No!". Casini: "Oh, sì lo ha fatto e l'hanno sentito tutti".
A questo punto, cito il passo (Lc, 9,49-50):
"Giovanni prese la parola dicendo: "Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci". Ma Gesù gli rispose: "Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi".
Eccellenza, quelle osservazioni non appartengono alla religione cattolica, nè al pensiero della Chiesa. Se ne sinceri presso altri colleghi. Se si tratta di un'altra religione è pregato di dirci quale sia. Fino a quel momento si tratta solo di un'eresia.