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Discussione: Moratoria sull'aborto?

  1. #121
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    Andrea Tornielli ne "Il Giornale" di oggi

    ABORTO, L'ANATEMA DI FERRARA: "E' L'OMICIDIO PERFETTO"

    Milano - «La moratoria è uno strumento concreto per attirare l’attenzione sul fatto che negli ultimi tre decenni nel mondo sono stati compiuti un miliardo di aborti». Non è facile per Giuliano Ferrara, il direttore del Foglio, parlare al migliaio di persone che affollano il teatro Dal Verme: ci sono gruppetti di femministe che lo contestano, fischiando in continuazione. Ma l’Elefantino nazionale, che di assemblee un po’ se ne intende, tira dritto per la sua strada. Accolto da un nugolo di giornalisti e fotografi, inizia puntuale e comincia a dar lettura del testo che sarà inviato all’Onu per la moratoria sull’aborto.
    Poi, dato l’avvio da Milano alla «lunga e tenace campagna», Ferrara ribadisce ciò che la moratoria «non è», per sgomberare il campo dagli equivoci sollevati «dagli intolleranti e da chi è contro il dialogo». Dunque, la moratoria «non è una proposta di ripristinare la persecuzione penale per chi abortisce né di colpevolizzare o criminalizzare le coscienze individuali di chi abortisce o coopera all’aborto». «Non vogliamo - grida - mandare i carabinieri a casa delle donne costringendole a partorire. Attribuirci queste intenzione significa sottovalutare, e di molto, la nostra intelligenza».
    Che cos’è, allora, la moratoria? «Una scelta, impegnativa, di valore sociale», il «tentativo pratico di realizzare una riduzione possibilmente a zero il tasso dell’aborto di massa». Il direttore del Foglio spiega che andrà a trovare Paola Bonzi, del Centro di aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, che «ha portato all’esistenza centinaia di vite, senza costringere nessuna donna. Una persona non vedente, ma che vede molto più di noi». Ferrara prima definisce cinica e feroce la legislazione americana che regolamenta l’aborto come un «diritto alla privacy», sottolineando invece come in Italia non sia così. Ma elogia il presidente Bush per aver ricevuto alla Casa Bianca una quarantina di bambini «che erano embrioni rifiutati e invece sono nati». «Mi domando: perché il sindaco di Milano o di Roma, perché le nostre autorità non hanno mai pensato di dare un Ambrogino d’oro o un altro premio persone come Paola Bonzi, che lavorano contro l’aborto? Perché non hanno mai aperto le porte dei loro uffici ai bambini che non dovevano nascere e invece sono venuti alla luce grazie ai centri di aiuto alla vita?».
    Poi parla della 194, la legge che ha legalizzato l’aborto in Italia: «La rispetto, e credo che vada applicata fino in fondo anche nella parte in cui si tutela la maternità. Non possiamo però, dopo trent’anni, non renderci conto che l’aborto da “legale” è diventato “legittimo” e moralmente indifferente. Questo non lo può tollerare alcuna ragione laica al mondo. Oltre che legittimo - ha continuato - si è anche intinto di un veleno particolare, quello dell’eugenetica, che è cosa radicalmente diversa dalla cura delle malattie. L’aborto è un omicidio. Punto!», ha urlato tra gli applausi entusiasti della platea, spiegando che «noi non apparteniamo alla civiltà della rupe Tarpea» (da dove, nella Roma antica, si precipitavano i traditori della patria), apparteniamo «alla civiltà giudaico-cristiana». L’Elefantino ha poi presentato la questione dal punto di vista dei soggetti coinvolti: «Quando compio come soggetto un atto d’amore con un altro soggetto, se porta al concepimento di un terzo soggetto - che io abbia deciso di accoglierlo o no - questo terzo non è definibile come due o quattro cellule. È un terzo soggetto, ed è moltissimo. Siamo tutti noi. È il mio prossimo e gli altri due soggetti che l’hanno generato non sono il “progenitore A” e il “progenitore B” come sono definiti nell’infame codice civile di Zapatero, ideologicamente corrotto: sono un padre e una madre». E la decisione di abortire non allontana il terzo soggetto come un immigrato clandestino, «lo sopprime». «Non so come si possa non definirlo un omicidio», precisa, pur spiegando che non mai pensato di dare dell’assassino a chi compie un aborto.
    Ferrara ha quindi citato il leader radicale Franco Roccella: «Diceva che l’omicidio non è la cancellazione del passato, ma la negazione di un futuro. Non esiste omicidio più perfetto di quello di un embrione nel grembo di una madre, perché cancella tutto il futuro dell’essere umano».
    Proprio Bobbio, il «Papa laico», aveva affermato nel 1981 che «il diritto di nascere» andava difeso con intransigenza in nome dello stesso principio che lo faceva essere contrario alla pena capitale. Infine, Ferrara ha citato il libro e le ricerche del genetista laico Edoardo Boncinelli, ricordando che dal quattordicesimo giorno dopo la fecondazione «esiste la vita individuale». L’invito conclusivo, prima di lasciare la sala, è a fondare comitati per la moratoria nelle scuole, nelle università («perché non si riducano come La Sapienza di Roma dove vogliono negare la parola al professor Ratzinger»), nelle parrocchie, negli schieramenti politici: «Il Pd si è mostrato aperto, Veltroni ha definito l’aborto un dramma, spero che Berlusconi si decida a uscire da quella forma di riserbo o di assenza dalle questioni sociali o morali più impegnative».

  2. #122
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    Predefinito Rendiamo grazie a Dio

    UNA GRAVIDANZA TENACE, FINO A VINCERE IL CANCRO
    Storia di Michelle tre volte madre
    GABRIELLA SARTORI
    I n questa convulsa fase della cronaca italiana e internazionale segnata da tenebrosi delitti, caos politico, ripresa dei terrorismi, tutto si può dire tranne che sia facile scovare qualche notizia capace di dare speranza. Ma la speranza c’è: e stavolta la buona notizia viene proprio da dove meno si sarebbe potuto aspettarselo, vale a dire da quella Gran Bretagna in cui – tra creazione di ibridi uomo*animale e proposta choc di proibire, a scuola, l’uso di parole e concetti davvero non negoziabili come mamma e papà – potrebbe sembrare che lo spazio lasciato alla speranza si sia pesantemente ristretto. E invece no. È, dunque, accaduto che in quel Paese Michelle Stepney, 35 anni, madre già di Jack, cinque anni, abbia scoperto, mentre era incinta di due gemelline, di essere affetta da tumore alla cervice dell’utero. Con una difficile decisione, (non volevo far del male né a Jack, privandolo della sua mamma, né alle sue due sorelline, privandole della vita, ha detto), ha deciso di non abortire, accettando solo una chemioterapia leggera che non danneggiasse irreparabilmente le bambine. Che sono nate felicemente,sane e vitali, anche se prive di capelli per gli effetti indotti della chemio materna, e si chiamano Harriet e Alice. Storia bellissima, che però, fin qui, assomiglia a tante bellissime storie analoghe. Perché quando una donna permette che, dentro di lei, nasca la madre, questo e tanti altri miracoli diventano possibili. Ma quel che di più particolare questa storia ha sta nel sèguito: le due gemelline, mentre crescevano nel ventre di mamma Michelle, hanno letteralmente spostato il cancro che l’aggrediva in modo da privarlo della sua carica maligna e impedendogli di diffondersi nei gangli vitali. Al punto che, una volta nate, la loro mamma ha potuto felicemente essere operata di isterectomia, senza alcuna conseguenza negativa. E adesso stanno bene tutte e tre: a Michelle è stata riconosciuta una nomination per il Women Courage Award,
    premio istituito dal Cancer Research britannico, destinato a chi faccia qualcosa di davvero speciale «per sé e per gli altri». E che Michelle l’abbia fatto, non c’è dubbio. Non solo per il fatto di aver rinunciato alle cure anteponendo al proprio interesse quello dei suoi figli, ma anche per averlo fatto in un Paese come la Gran Bretagna in cui, benché l’83% delle donne usino regolarmente gli anticoncezionali, e benché il ricorso a questo tipo di prevenzione sia caldeggiato dalle autorità, il numero altissimo degli aborti non accenna a calare e anzi, a livello di minorenni, è diventato una vera e propria piaga nazionale che non si riesce a frenare in alcun modo. A riprova del fatto che questo tipo di 'prevenzione' dell’aborto non serve allo scopo teorizzato. Anzi. Quello che serve, in Gran Bretagna come da noi o in Spagna e in tutti gli altri Paesi europei – dove, più avanza la 'libertà' di eliminare feti e embrioni, più avanzano vecchiezza e povertà umana, morale e perfino economica – è una moratoria a questo precipitoso andazzo verso la fine, è quella «riflessione culturale», non ideologica, di cui anche Giuliano Ferrara si è fatto promotore. E ancor più servono i 'miracoli' che hanno la forza del calore umano e del volto sorridente di mamma Michelle e delle sue stupende gemelline: tre donne, una grande e due piccolissime, che non solo hanno sconfitto la paura e il terrore, non solo hanno sconfitto, in un modo che la scienza non sa spiegare, il mostro del cancro. Ma hanno anche dimostrato che si può felicemente farlo vivendo in una Paese in cui tutto questo è terribilmente out,
    in cui tutto – leggi, parenti, amici, mentalità dominante – ti indurrebbe a fare il contrario. Il bene c’è, ed è duro tentare di farlo morire. Staremo a vedere, adesso, se sarà poi così semplice cancellare, nelle scuole britanniche, l’idea stessa di marternità e paternità. Staremo a vedere se, e come, sarà possibile impedire a Jack, ad Alice e ad Harriet, a casa o quando andranno a scuola, di chiamare Michelle e loro padre con gli insostituibili nomi di mamma e papà.

    http://edicola.avvenire.it/ee/avveni...80206&goTo=A02

  3. #123
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    ma la voce che circolava di una grande mobilitazione di piazza contro la legge 194?
    sarebbe il massimo!

  4. #124
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabione Visualizza Messaggio
    ma la voce che circolava di una grande mobilitazione di piazza contro la legge 194?
    sarebbe il massimo!
    Il fatto è che la strategia migliore non è unanimemente riconosciuta: che l'aborto sia un crimine è ben chiaro in testa a tutti gli uomini di buona volontà. Che ci siano però modi diversi, quali migliori e quali peggiori, per arrivare alla sradicazione del fenomeno, è evidente.
    Penso sia di gran lunga meglio, ora, puntare sul doppio binario moratoria internazionale-applicazione delle parti della 194 sulla difesa della maternità (che giacciono inapplicate da decenni, causa femminismo-radicalchicchismo-socialismo).
    La 194 è vecchia. In Italia siamo capaci di rifare due volte una stessa medesima legge nel corso di un paio d'anni. Possibile che non si possa rivedere una legge che ha un'età da dinosauro, e tratta di cose che lo sviluppo scientifico ha totalmente cambiato?

  5. #125
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    si ma bisogna trovare una via comune,altrimenti se si disperdono le forze non si farà niente!

  6. #126
    ooooWAGLIONEoooo
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Possibile che non si possa rivedere una legge che ha un'età da dinosauro, e tratta di cose che lo sviluppo scientifico ha totalmente cambiato?
    Tipo?

  7. #127
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Il fatto è che la strategia migliore non è unanimemente riconosciuta: che l'aborto sia un crimine è ben chiaro in testa a tutti gli uomini di buona volontà. Che ci siano però modi diversi, quali migliori e quali peggiori, per arrivare alla sradicazione del fenomeno, è evidente.
    Penso sia di gran lunga meglio, ora, puntare sul doppio binario moratoria internazionale-applicazione delle parti della 194 sulla difesa della maternità (che giacciono inapplicate da decenni, causa femminismo-radicalchicchismo-socialismo).
    La 194 è vecchia. In Italia siamo capaci di rifare due volte una stessa medesima legge nel corso di un paio d'anni. Possibile che non si possa rivedere una legge che ha un'età da dinosauro, e tratta di cose che lo sviluppo scientifico ha totalmente cambiato?
    Non sono del tutto d'accordo.. mi spiego.. se intendi che non è strategicamente opportuno chiedere espressamente una revisione della 194 posso darti ragione, non credo però che questo impedisca una mobilitazione contro l'aborto, tanto più opportuna secondo me, visto che siamo in campagna elettorale.. chiedendo magari l'integrale applicazione della legge, la modifica delle linee guida sul modello "lombardo" ecc.. vedremo così quali tra le forze politiche prenderà la posizione.. "meno equivoca" in materia!

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    la 194 e' una legge intrinsecamente cattiva (nel senso peggiore del termine); che senso ha chiedere l'applicazione integrale di una legge intrinsecamente cattiva, che peraltro e' stata contrastata con un referendum?

    c'e' una contraddizione, o no?
    Ah guarda.. su questo con me sfondi una porta aperta!! il fatto è che questa legge "mitizzata" dal referendum del 1981 (che politicamente è un'era geologica fa ed il risultato del 2005 secondo me lo dimostra ampliamente) è stata vista per anni come un totem intoccabile anche da coloro che non avrebbero dovuto amarla molto.. solo ora pare che questo muro di gomma stia mostrando qualche crepa.. ma visto che da parte cattolica la timidezza è ancora molta, come si dice.. prendo quello che passa il convento!!

  9. #129
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    Il nodo da sciogliere è se l'embrione di poche settimane possa ritenersi come degno della stessa tutela della persona, e cioè se possegga già quelle caratteristiche che rendono l'essere umano degno di maggiore tutela rispetto alle altre forme di vita.

    Carissimi cattolici romani, Voi invece volete sempre trattare argomenti fuorvianti, parlare di bambini di tre anni uccisi (quando non hanno nulla a che vedere con la materia del contendere), parlare di Feti uccisi (quando anche secondo la 194 non si può sopprimere l'embrione una volta diventato FETO), parlate genericamente di difesa della VITA quando non vi ho mai visto manifestare per la vita di un cespuglio o di un calabrone! insomma fornite una serie di informazioni palesemente false, invece di andare al nocciolo del problema. Questo è il comportamento tipico di chi sa di non avere argomenti e non avere ragione: è anche il vostro caso?
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    guarda, basta raccogliere le firme per indire un referendum abrogativo: percorso semplice, lineare, trasparente.
    già fatto, spiacente
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

 

 
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