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attenzione: messa cosi' la cosa, sembra che al giudizio delle corti sul caso Priebke si accompagni una mia ipotetica condanna morale.
Così non è, in quanto quella "colpevolezza appurata" rappresenta solo la sentenza del tribunale della Repubblica, e non già il procedimento giudiziario che porterebbe, per l'appunto a tale sentenza.
Sentenza che, come mi confermi, non puo' nemmeno avere fondamento presso la corte internazionale, nè secondo il documento dell'Aja, nè secondo la IV convenzione di Ginevra (riguardante il trattamento dei civili) che non si pronuncia sui famosi fattori di proporzionalità.
Allo status quo, Priebke rimane condannato anche dalla Cassazione, per cui adesso il rivolgimento delle azioni sarebbero intese non tanto alla libertà in quanto innocente (questo x quanto sopra) ma per evidenti limiti d'età che rendono lo stesso carcere nemmeno rieducativo (ammesso che una rieducazione serva a lui o forse a qualche legislatore di casa nostra), ma una semplice detenzione.
Nel caso di Ciavardini, invece, semplicemente non era a Bologna alle 10 e 25 di quel maledetto 2 agosto.
Qui subentra la presunzione d'innocenza.