vorrei prendere spunto dai post partiti all'interno di Osho per ascoltare le opinioni di come un discepolo può riconoscere un Maestro, qual'è il metro da applicare, a cosa dare importanza e cosa rigettare
senza voler nascondere la mano che lancia il sasso, inizierei timidamente
credo che i Maestri siano di gradi diversi e quelli di massimo grado penso siano difficilmente rintracciabili dalla massa; il loro lavoro è spesso invisibile e ambientato nelle sfere elevate, da dove possono influenzare il piano terreno, e mentre alcuni sadhak tentano di raggiungere la liberazione rimanendo in equilibrio sull'orecchio, pulire la sushumna coi Mantra, risvegliare la kundalini col mahituna ecc., altri portano la loro azione silenziosamente, assieme alle grandi Anime che dimorano nei piani celesti, per contrastare le onde negative e gli effetti di queste sull'umanità; la loro sadhana non è più "egoistica" avendo rinunciato anche alla rinuncia
dove altri vedono un sadhu, un sacerdote, un monaco, un laico, una possibile fonte di ricchezza, Egli vede solo l'anima...
penso che le cariche temporali, all'interno della religione o della tradizione, non sono necessariamente indicative di conquiste spirituali
che il Maestro non dovrebbe procurarsi da vivere attraverso il suo "insegnamento"
che non rilasci diplomi, attestati, classi di merito ecc
che dovrebbe vivere conformemente ai suoi insegnamenti ed adeguare il cammino spirituale ai tempi e alla cultura (che senso potrebbe avere rifarsi incondizionatamente a testi scritti per un'altra umanità, in altri tempi?)
questo sempre secondo la mia modesta esperienza e visione![]()





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iango:
