Ci sono maestri e ci sono impostori,
il processo che ti porta a "conoscere" è sempre e solo tuo, chiunque sia ad azionare la leva che ti spinge a crescere ed alla ricerca. La "grazia divina" è talmente infinita che non è nemmeno escluso che possa essere un millantatore colui che smuove il tuo io verso la luce interiore.
L'unico rischio è che mentre un vero guru ti lascia crescere e vuole la tua indipendenza, un finto maestro tende a creare una cerchia di accoliti su cui e con cui esercitare il suo potere. Questo con fini non di accrescimento interiore/conoscenza ma per scopi personali e ci può riuscire o meno per un periodo più o meno lungo ma mai per sempre. Come ad esempio Osho che alla fine della sua carriera non poteva più fidarsi di qualcuno neanche per comprare il biglietto di un treno...
Sganciarsi da ogni illusione non è facile, la solitudine interiore può dare un senso di vertigine, per questo ci sono le religioni, per chi non vuole scostarsi dagli altri, per chi ha paura ad andare oltre.
Conoscere, quel famoso cercare l'illuminazione/liberazione sotto molti aspetti equivale a morire, cosa che era abbastanza implicita negli antichi misteri. Una morte simbolica che consiste anche nell'abbandonare i maestri, veri o presunti tali, è una rinuncia a delle forme "sicure" alle nostre certezze per un ignoto che quando arrivi al dunque può far paura.
Se il maestro è un impostore ci si ferma per strada e si interrompe il processo di realizzazione, di questo un eventuale impostore dovrà risponderne, per chi li segue l'unica consolazione è che ognuno risponderà sempre comunque solo per se stesso, l'importante quindi è l'essere almeno in buona fede...




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