



Io sinceramente non ne sarei tanto sicuro , secondo il mio modesto punto di vista è stato proprio il socialimperialismo di Breznev una delle cause del tracollo concettuale del socialismo sovietico. Penso che il passaggio da elemento rivoluzionario ad elemento imperialista della politica sovietica non sia stato altro che il rinnego dei motivi di origine ed esistenza di una corrente filosofica/ideologica che fino a quel momento aveva stravolto determinati stereotipi contemporanei.


Caro Sovieticus,
io ho un po' il tuo stesso problema, non posso accettare la svolta
della dirigenza di RC ( per me il simbolo e l'idea devono rimanere
a prescindere da qualunque considerazione ), tuttavia gente alla
Ferrando mi convince poco e credo che non abbiano né le capacità
né le idee per contare qualcosa.
Credo che la cosa migliore per quelli come noi sarebbe di aderire a
Sinistra Arcobaleno, creando al suo interno una granitica e decisa
corrente Comunista per la ricostruzione del P.C.I.
Contribuiremmo così alla causa comune e manterremmo viva l'idea,
aspettando di avere i numeri per trasformare SA nuovamente nel
P.C.I. ( mi aspetto anche una larga affluenza di delusi del PD che,
in questa prospettiva, sarebbero molto più inclini a sterzare bruscamente
a sinistra invece di perseguire ancora soluzioni annacquate né carne
né pesce ).
Bisogna avere una visione e molta pazienza, un po' come i fondatori
del PCI all'inizio ... ricominciare da capo è faticoso ma può anche
essere entusiasmante.


Io sono tra quelli convinti che dopo Stalin e grazie al processo politico iniziato da Stalin l'Unione Sovietica sia sopravvissuta ma si sia involuta in un socialimperialismo esattamente come la Cina dopo Mao. Non mi piace assolutamente la dottrina sovietica post-leninista del paese guida e della via pacifica e l'immobilismo conseguente della Terza Internazionale. Sono anche tra quelli che sono convinti che i partiti non servano più ad una mazza, istituzionali (da Togliatti compreso in poi) o non (tutte le microcaccole gruppettare extraparlamentari). Se c'è stata una evoluzione effettiva di quella che dovrebbe essere non una ideologia ma una scienza sociale marxista c'è stata grazie all'autonomia. Da quella io ed altri compagni stiamo cercando di ripartire.
Questo è quanto.
Allora la pensiamo proprio diversamente.
Al contrario di te, io penso che l'evoluzione naturale del comunismo sia quella da Stalin in poi, quella del paese guida, quella del granitico partito comunista che ha il ruolo guida per l'instaurazione del socialismo.
Non mi convince la rivoluzione permanente, la cancellazione dello stato e via dicendo.


E sta roba dove l'avresti letta nel mio post precedente? Non sono un trockista (che poi quale trockismo? quello europeo, quello asiatico, quello sudamericano contaminato dal guevarismo?). Mai parlato di sta roba. E poi che tipo di stato? Cosa intendi? Come lo intendi? Il fatto che tu dica semplicemente "stato" mi fa pensare che tu prenda come naturale la versione odierna di stato. E i soviet? Sono la stessa cosa?




Ma infatti mica ho detto che l'era Brezenv era il mio modello di società ideale; semplicemente mi limitavo ad osservare che data la situazione atttuale (nazionale ed internazionale), avere l'Unione Sovietica in piedi seppur gestita in modo Brezneviano ci farebbe comodo.
detto questo non credo nel concetot di socialimperialismo, gli interventi nei paesi del blocco socialista vanno inquadrati nel contesto della guerra fredda e gli aiuti ai paesi e movimenti fratelli nel resto del mondo non sono, a mio modo di vedere, da considerare saocialimperialismo, ma l'ultimo sussulto d'internazionalismo proletario




Ottimo intervento; a mio avviso stare ad accapigliarsi in vane dispute tra breznevismo ed autonomismo, insomma tra partito come ruolo guida e autonomismo spontaneista non può portare ad alcun saggio e concreto contributo alla lotta di classe.
La domanda di Sovieticus penso abbia un carattere molto immediato e tattico: cosa puo'/deve fare un comunista oggi di fronte al costante annacquamento ideologico che sta attuando rifondazione?
Sulla risposta concordo pienamente con Masherov: chi non c'è ha sempre torto.
Per cui compagni vediamo di darci da fare a cambiare la guida politico-ideologica del partito.