



Per quanto credo fortemente che l'esperienza dei comunisti lungo il novecento sia stata fondamentale, come fondamentale l'esperienza dell'urss, vedo tra voi un ripiego verso quell'esperienza che fu.
Mi spiego, oggi come oggi, quell'esperienza fallimentare (nelle sue evoluzioni finali) pesa come un macigno su noi comunisti.
Ad un comune lavoratore in dubbio, sentendo questi discorsi ti risponde con 2 date: 89 e 91. Avremo poco da obiettare, nonostante la feroce critica di quanto la borghesia usi strumentalmente il crollo dell'urss a fini di sua egomonia contro ogni tentativo di superare criticamente il capitalismo.
Analizzare quell'esperienza ma non esaltarla, che, agli occhi della storia, per una serie infinita di motivi, è fallita.
La strada non è nemmeno quella di una revisione bertinottiana che porta dritti verso l'arcobaleno ma un'attenta nuova proposta che riprenda il meglio della nostra storia, smettendo di rifarsi a ciò che non farebbe che aumentare la nostra distanza e influenza con le nostre masse di riferimento.
Emanuele


Agli occhi della storia, però, il fallimento di un sistema non significa che detto sistema sia negativo o peggiore di quello sopravvissuto.
A volte crollano sistemi giusti, perchè minati e attaccati da quelli sbagliati, così come possono vincere (o meglio durare) sistemi che oggettivamente invece sono fallimentari.


Concordo.
I fatti sono fatti, non si scappa.
Dopo la metà degli anni 70 il sistema sovietico inizia ad entrare in crisi.
Crisi provocata certamente da effetti esterni (interferenze), ma resta il fatto che queste interferenze hanno trovato spazio e si sono diffuse, fino a quando nell'epoca di Gorbaciov qualcuno ha capito che ci si poteva vendere il blocco socialista, affondare il sistema socialista nella stessa URSS e in cambio dividersi con i propri compagni di merende la ricchezza e le risorse di quella terra.
Tutti gli uomini d'affari, gli imprenditori, ecc. che per lavoro incontro ERANO TUTTI membri dell'apparato del PCUS. E più sono anticomunisti oggi, più erano in alto nel partito allora.




non sono del tutto d'accordo.
Il capitalismo vero e schietto lo stiamo rivivendo ora; dal dopoguerra sino al crollo del blocco socialista il capitalismo ha dovuto fare concessioni su concessioni per reggere la competizione con il sistema sovietico, un sistema che garantisce la piena occupazione e grandissime tutele sociali aveva grande attrattiva fra i lavoratori.


Quello che tu giustamente dici è la prova che il sistema pervadente del partito, principale fonte di legittimazione di quanti volevano arrivare in alto è stato uno delle principali cause della crisi.
L'errore a mio avviso non sta solamente nel partito unico (l'esperienza di unità direttiva morale del partito cubano lo dimostra) ma nell'assenza di autonomia nei vari settori dello sviluppo della personalità umana, che per quanto intesi nell'interesse socialista, sarebbero dovuti essere ulteriori canali per l'emergere di nuove figure, liberando cosi il partito dei vari opportunisti che conosciamo bene.
Una partecipazione dal basso maggiore avrebbe evitato al pcus l'atomizzazione dalla società, altro grave errore dall'idea eccezionale storicamente e politicamente dei soviet.
Riprendendo il rapporto con il PRC, concordo con chi sosteneva l'esigenza di essere fortemente nel partito per liberarlo da questa dirigenza. Con tantissime difficoltà ideali ancora sn dentro!![]()
Emanuele




Esiste, a mio avviso, una colossale "Questione socialista" all'interno di Rc. Ho la sensazione, netta e sgradevole, che ci si voglia gradatamente affrancare dal comunismo come per compiacere le scellerate frange moderate, quelle che sembrano destinate a sdoganare una certa sinistra salottiera. Stiamo assistendo ad una squallida gara a chi si rivela più appetibile ad un ceto medio che sembra esistere solo più nella fantasia nostalgica di passati democristiani. Invece di riavvicinare e riaffermare la necessità del cominismo in una società squilibrata come quella che stiamo strutturando, si lavora nella direzione inversa, verso il famoso buco bianco che ossessiona i miei incubi notturni.