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  1. #41
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    L'altra sera a PortaaPorta..."gli inceneritori sono una soluzione" dopo che LUI li ha fatti bloccare per 14 anni...davvero incredibile la faccia di bronzo di questa sinistra ambientalista...credo però che finalmente anche se tragicamente sta finendo l'epoca del Prodismo e dell'Ambientalismo all'italiana.

    Non mi piace Veltroni (che ha tante cosa in comune con Bassolino) ma vedere che finalmente la Sinistra ha deciso di crescere (almeno a parole) mettendo da parte il medioevo culturale di Prodi e Pecoraro Scanio è già una buona notizia!

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    No, non posso ripetere ogni volta tutto un discorso lungo e complicato..

    L'unico che può risolvere il problema è Bassolino ed il Governo Prodi.. Altrimenti lo avrebbe fatto Re Silvio al suo tempo che al massimo si è fatto un giro in auto per Napoli con Malvano..
    Mi devi scusare ma forse ti sfugge qualche dettaglio . Bassolino più volte aveva anunciato e assicurato che il problema era prossimo ad una soluzione .
    L'altra cosa che ti sfugge è che i soldi per gestire le varie emergenze rifiuti li ha amministrati la regione Campania . Un'altra cosa che ti sfugge è che se Berlusconi ( e prima di lui altri visto che il problema non nasce negli ultimi anni ... ) ha fatto poco e niente per trovare una soluzione , lui ( Bassolino ) avrebbe dovuto fare una cagnara che sarebbe stata impossibile ignorare . Denunciare , informare , fare scipoeri della fame tutto quello che ti pare e piace .. ma non stare zitto . Oggi avrebbe potuto dire che ha fatto tutto quello che poteva fare e " altri " ( facendo nomi e cognomi ) non hanno fatto. Invece non è così .. Oggi lui dice che vuole ancora operare per tirare fuori la Campania dai casini ... che lui non ha saputo affrontare ..
    Ho è un incapace o non ha le palle

  3. #43
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    Tirare in ballo Berlusconi anche in questo caso è la riprova che il CentroSinistra non ha cultura di Governo,non ha idee ed è incapace di assumersi la minima responsabilità.
    Tutto quello che sanno fare,e bene,è rimanere attaccati alle loro Poltrone ed alle loro raccomandazioni (se la Campania fossa stata amministrata dalla CDL oggi sarebbero tutti in galera) a dare la colpa persino ai marziani...purtroppo per loro la favoletta (le TANTE favolette dei militanti di Sinistra) è finita ed è tempo di dura realtà...

  4. #44
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio


  5. #45
    avanti fidel
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    il problema e k in campania nn ce il senso dello stato perche' a molti laggiu' e lo stato che fa senso

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Come vuoi.. Io ho argomentanto le mie ragioni.. Non ho visto un bananas proporre una soluzione, se non quella di "far casino"... Come le bestie..
    Devi ammettere che in questo c'è una vera par conditio ... tra voi ..

    Comunque francamente non capisco la materia del contendere . In un paese veramente demmocratico il governo avrebbe pubblicato un " Libro bianco " con scritta la storia di questa vicenda bianco su nero con nomi , cognomi , date , circostanze ecc .-- Poi agnuno avrebbe tratto le sue conclusioni . In un paese dove tutti hanno sceletri nell'armadio e dove vige la regola del " tutti colpevoli nessun colpevole " fa più comodo fare la polemica inconclusiva

  7. #47
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  8. #48
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    Cosa aspettate a cacciare via questo qui? di GENNARO SANGIULIANO

    «I verdi si oppongono al più grande inceneritore d'Europa», firmato Alfonso Pecoraro Scanio, dispaccio Ansa delle ore 20.13 del 30 gennaio del 2003. «Il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che dell'opposizione alla termodistruzione faranno una battaglia nazionale», sempre un dispaccio Ansa, questa volta di un anno prima dell'aprile 2002. Il 29 agosto del 2004 Pecoraro Scanio è di persona ad Acerra per capeggiare una manifestazione: «Sono qui per ribadire che non possono essere prese decisioni sopra le teste dei cittadini». Il riferimento, ovviamente, è al termovalorizzatore di Acerra, che se fosse stato realizzato in tempo avrebbe potuto risolvere la metà dei problemi di questi giorni. Questo impianto è lo stesso che Prodi ha deciso vada completato e avviato rapidamente. Si è deciso, in altre parole, ieri quello che poteva essere realtà da almeno cinque anni.

    http://www.libero-news.it/libero/LF_...icle=91109563#

  9. #49
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    Pecoraro, il solo che ride

    articolo di Massimo De Manzoni - giovedì 10 gennaio 2008, 095

    Per il ministro dell'Ambiente occorre "differenziare" e "superare" l'immondizia, non smaltirla. E scarica le colpe su Romiti e i camorristi

    Che debba dimettersi è pacifico e il Giornale lo sta ripetendo da giorni. Ma la questione è che Alfonso Pecoraro Scanio non avrebbe mai dovuto essere nominato ministro. Il Giornale aveva anticipato anche questo: era il 4 maggio del 2006, Prodi stava ancora compilando la lista dei componenti del suo esecutivo, e il leader dei Verdi-Il sole che ride era stato immortalato mentre sghignazzava in chiesa durante i funerali di tre militari italiani uccisi a Nassirya. «Uno spettacolo indecente», scrivemmo, «che lo rende indegno di entrare nel prossimo governo».

    «Atto indegno e basso», tuonò lo stesso Pecoraro. Ma si riferiva al fatto che avevamo osato pubblicare quella foto in prima pagina. «Un fotogramma carpito», aggiunse il leader ambientalista. Non voleva dire nulla, ma Prodi fece finta che fosse una spiegazione, accreditò la tesi dell’incidente di percorso e lo inflisse agli italiani: titolare del dicastero dell’Ambiente. Purtroppo non s’era trattato di una sfortunata circostanza. Pecoraro Scanio è proprio così, «un intreccio vertiginoso di estremismo e futilità», lo definì l’ex segretario dei Verdi Luigi Manconi; «la quintessenza dell’inutilità», lo folgorò il nostro Giancarlo Perna in un memorabile ritratto nel quale ricordava alcune delle sue prodezze: la proposta di proclamare la pizza patrimonio dell’umanità, il suggerimento di adottare in blocco le pecore sarde per salvarle dall’estinzione, l’iniziativa per la creazione del museo del mandolino, la campagna contro gli alberi di Natale, la nomina del cantante partenopeo Gigi D’Alessio «patrono del pesce azzurro». Folclore, si dirà. Da ministro tuttavia la sua possibilità di fare disastri è aumentata in modo esponenziale, come dimostra lo la sua terra, la Campania, sommersa dalle immondizie. Una crisi di cui lui porta grandissime responsabilità, essendosi opposto in tutti i modi alle uniche soluzioni possibili (discariche e termovalorizzatori), in cambio delle quali offriva utopie e vacue parole. Pecoraro Scanio con i rifiuti è disposto a fare praticamente di tutto, tranne che la sola cosa che può venire in mente a una persona sensata: smaltirli.

    Lui parla di «superarli», di «differenziarli» (la mitica «raccolta differenziata», un mantra nel suo eloquio), addirittura di «seguirli dalla culla alla tomba» (giuro, l’ha scritto nel suo blog), ma mai di eliminarli. Forse è per questo che vedere il pattume invadere le strade di Napoli all’inizio non l’ha sconvolto più di tanto. Quando però ha capito che avrebbero anche potuto muovergli qualche appunto, si è chiuso in difesa. «La colpa? Dei cammorristi (così, con due emme)», ha scritto nel sito. «I colpevoli? Cesare Romiti e la sua Impregilo che, dovendo realizzare gli inceneritori, non aveva alcun interesse alla raccolta differenziata», ha rivelato ieri su Repubblica in un’intervista sfrontatamente autoassolutoria: «In materia di rifiuti il ministro non è competente».

    La triste verità è che questo ministro è un incompetente. E non solo in materia di rifiuti. Passi che scambi un toro per una mucca, ma vogliamo parlare della monumentale figuraccia fatta nel settembre scorso alla conclusione della Conferenza nazionale sul clima? «La temperatura in Italia è aumentata quattro volte più che nel resto del mondo», annunciò davanti a scienziati e studiosi allibiti. Quattro volte! Il Corriere della Sera abboccò e ci aprì la prima pagina: peccato che fosse una delle tante bufale del nostro campano. Il giorno dopo il Cnr smentì. E anche l’illustre climatologo Franco Prodi, fratello del premier, sbugiardò Pecoraro, accusandolo di manipolare la scienza.

    Il sospetto è che l’allarmismo fosse destinato a forzare la mano per ottenere 7 miliardi di euro per le «politiche climatiche». Non ci sarebbe da meravigliarsi. Di soldi il ministero è avido, essendone prodigo: con l’attuale gestione i consulenti, che all’epoca di De Castro erano otto, sono passati a 344. Quasi tutti «verdi», ovviamente. Tanto, chi sorveglia? Basta un esempio: l’Agenzia protezione per l’ambiente e i servizi tecnici è commissariata, ma il commissario è il capo di Gabinetto di Pecoraro. Ergo: si danno gli ordini, li eseguono e poi controllano da soli se e come li hanno eseguiti. Fantastico. In quale altro Paese occidentale ci si terrebbe un simile ministro? Uno che l’11 maggio scorso, a proposito di una qualche presunta decisione del Cdm sull’ennesima emergenza rifiuti in Campania, scriveva: «Subisco questo decreto che porta la firma del premier ma non la mia. Il ministero dell’Ambiente non è stato coinvolto, non è concertante di questo decreto (che ci volete fare, scrive così...). Sono contrario». Se fosse serio, Prodi avrebbe cacciato il suo ministro ridens allora. Adesso ha un’altra occasione, ma vedrete che purtroppo perderà anche questa.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233058&PRINT=S

  10. #50
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    Le discariche Pecoraro le fa in Kenia...in Italia dice sempre no

    Scritto da Orpheus

    "I verdi si oppongono al più grande inceneritore d'Europa», firmato Alfonso Pecoraro Scanio, dispaccio Ansa delle ore 20.13 del 30 gennaio del 2003.

    «Il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che dell'opposizione alla termodistruzione faranno una battaglia nazionale», sempre un dispaccio Ansa, questa volta di un anno prima dell'aprile 2002. Il 29 agosto del 2004 Pecoraro Scanio è di persona ad Acerra per capeggiare una manifestazione: «Sono qui per ribadire che non possono essere prese decisioni sopra le teste dei cittadini». Il riferimento, ovviamente, è al termovalorizzatore di Acerra, che se fosse stato realizzato in tempo avrebbe potuto risolvere la metà dei problemi di questi giorni. Questo impianto è lo stesso che Prodi ha deciso vada completato e avviato rapidamente. Sono scampoli di carriera del "signor no", l'uomo dei divieti, al secolo Alfonso Pecoraro Scanio, un cursus costellato di rifiuti. Opposizione al nucleare, alle grandi opere pubbliche, all'alta velocità ferroviaria, ai rigassificatori, a tutto quanto, insomma, nel mondo e in Europa costituisce la normalità di una società complessa e moderna.
    Nella primavera del 2007, il direttore della Protezione Civile, Guido Bertolaso, mandato a fare il commissario per l'emergenza rifiuti, mette a punto un piano tampone per evitare che si arrivi alla tragedia di queste settimane. Tutti, col senno di poi, compreso Prodi e Amato, hanno riconosciuto che se fosse stato attuato non si sarebbe arrivati a questo punto. Il piano prevedeva la realizzazione di una discarica a Serre, nella zona più scarsamente popolata della Campania. Anche su questa scelta inizia il braccio di ferro con Pecoraro Scanio, ora ministro dell'Am biente. «Noi continueremo a vigilare perché a Serre non ci sia una mega discarica», afferma il ministro del no. . Pecoraro Scanio getta tutto il suo peso politico e dei Verdi sulla risicata maggioranza di Prodi. Alla fine Bertolaso è costretto a capitolare e si dimette.
    Il leader dei Verdi canta vittoria: «È stata sventata una mega discarica».
    A questo punto sorge spontanea una domanda :"Nel piano di Prodi per l'emergenza rifiuti in Campania, si conferma la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra e l'uso della discarica di Serre. Il ministro Pecoraro si è sempre detto contrario a queste due ipotesi e per Serre si è anche scontrato con Bertolaso, portandolo alle dimissioni. Ora Pecoraro si arrende pubblicamente o per coerenza si dimette?"Riassunto da Libero
    Questo non é tutto, mentre era impegnato ad avversare termovalorizzatori e discariche in Campania, per assicurarsi la simpatia dei "ribelli" e guadagnare voti (permettendo che la Campania si trasformasse in un immondizzaio a cielo aperto), Pecoraro Scanio ha stanziato 721mila euro per la bonifica di una discarica in Kenya, a Nairobi. Un paradosso, ma anche materia d’indagine per la procura di Roma: è stato aperto un fascicolo su presunte tangenti legate a quel progetto, autorizzato dal ministero dell’Ambiente italiano e ora bloccato dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio dopo l’apertura dell’inchiesta.
    La faccenda "puzza" e mentre si aspetta che la magistratura svolga il suo lavoro, non si può fare a meno di notare la scelta "bizzarra" e costosa del governo italiano, di provvedere con più entusiasmo allo smaltimento della spazzatura Kenyota che non a quella campana.
    Miracoli di questo governo di "onestini" e "verginelle" senza se e senza ma.

    http://www.legnostorto.com/index.php...=view&id=20357

 

 
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