



Deve essere dura essere un conservatore liberale in Italia.
Dove il fronte "liberale" si presenta guidato dal più grosso monopolista italiano e dove l'unico barlume di liberalizzazioni, seppure molto soft, tocca cercarle tra quelli che solo due decenni fa erano comunisti.
Hai tutta la mia solidarietà![]()






Perchè, va beh che uno non è più abituato a vedere liberali nella politica che conta, son stati spazzati via una quindicina di anni fa da uno gnomo cattivo proveniente da Arcore e da allora lui finge di essere come loro.
Facile che poi non ci si ricordi come sono.....




Io credo che molti elettori del PD siano preoccupatissimi di un'eventuale legge elettorale di tipo tedesco, piuttosto, così come molti elettori di cdx.
Non nascondiamoci dietro un dito, l'italia non è la Germania.
Quanto a tutte le altre riforme possibili e immaginabili, come dici tu non sono possibili intese in questo Parlamento, dunque l'ingovernabilità sarebbe assicurata.




Io sono convinto che l'unico motivo plausibile per non andare alle elezioni sia fare una nuova legge elettorale, anche solo reintroducendo le preferenze e togliere quella vergogna immonda che è il premio di maggioranza regionale. Delle altre riforme di cui ha bisogno il paese si occuperà la maggioranza che si formerà dopo le elezioni: il problema è solo che al momento abbiamo una legge elettorale fatta in fretta e furia all'indomani del 12-2 alle regionali dai cosiddetti "maggioritaristi" della CDL, ai quali è bastato dare uno sguardo a quei risultati elettorali per cambiare opinione e creare una porcata ad hoc per rendere instabile il governo che si fosse formato dalle elezioni politiche (quando non per far vincere il perdente! come è in effetti successo, ma al contrario di come l'avevano pensata gli autori della legge -Dio c'è!-). Ricordiamoci che la Casa Delle Libertà si è sfasciata proprio su questo punto, infatti, tranne Berlusconi che nel suo delirio di onnipotenza voleva andare a governare con la legge fatta apposta per non governare, tutti gli altri della CDL volevano un governo tecnico per la riforma elettorale, altrimenti era come tirarsi la zappa sui piedi. Berlusconi come c'era da prevedere non ha voluto sentire ragioni e, sempre come era molto prevedibile, le esternazioni dei vari Bossi, Casini e Fini si sono rivelate degli squallidi bluff, mentre si sono poi tutti accodati alla ennesima follia di Berlusconi.
Siamo quindi di fronte ad una legge elettorale che NESSUNO vuole, e NESSUNO vuole più vedere un parlamento eletto con questa vergognosa legge (tranne ovviamente Berlusconi), nè la destra, nè la sinistra, nè la confindustria, nè il sindacato, Nessuno.
Credo quindi che le esternazioni dei leader dell'Unione che parlavano di tornare a votare non si possano che inquadare in un contesto del DOPO RIFORMA ELETTORALE, che evidentemente si credeva di riuscire a fare prima della caduta del governo, e comunque, anche DOPO la caduta, si torna alle elezioni sempre DOPO aver rifatto la legge elettorale, perchè (almeno in un paese normale) dovrebbe essere IMPENSABILE tornare al governo con questa legge, e la riforma elettorale sarebbe dunque sempre sott'intesa. Ma probabilmente mi sbaglio, in un paese normale non si sarebbe neanche mai potuta PENSARE una legge elettorale come la PORCATA.
..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano


Governo lampo per nuova Legge elettorale: idea ottima, ma illusoria. Bene il voto per nuovo governo nella pienezza dei poteri
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
In molti in queste ore si affannano a chiedere a Silvio Berlusconi “senso di responsabilità”. Quella responsabilità che nessuno nel centrosinistra ha avuto nel 2006, quando l’intera coalizione, sullo slancio delle elezioni, lavorò per la bocciatura della riforma Costituzionale varata dal centrodestra – che era ottima nei principi, e che poteva essere corretta e aggiornata tecnicamente in varie parti nel corso della legislatura. Fu responsabile e lungimirante bocciare una riforma di cui si invoca oggi la necessità e di cui, oggi e solo oggi, si dichiarano di condividere i principi (riduzione dei parlamentari, fine del bicameralismo, e ampliamento dei poteri del premier)?
A Berlusconi si chiede di consentire prima del voto il varo di una nuova e migliore legge elettorale, in grado di consentire maggioranze coese e governi stabili. Ottimo, quale persona di buon senso, in astratto, non sottoscriverebbe tale proposito? Già, ma quale legge elettorale? Le modifiche “D’Alimonte”? Il Vassalllum? La prima Bozza Bianco? La seconda Bozza Bianco? Il maggioritario francese? Il proporzionale tedesco? Solo per fare chiarezza su questo punto occorrerebbe, allo stato attuale, almeno un semestre di scontri feroci tra le forze politiche che, nel frattempo, dovrebbero insieme garantire la fiducia al nuovo esecutivo.
Allo stato, dunque, per evitare che questa illusione finisca solo per assicurare altri mesi di non governo ad un paese che di governo ha bisogno, è bene che, caduto Prodi, si vada subito al voto, come richiesto peraltro dal coro unanime dei maggiorenti dell’Unione fino alla scorsa settimana. Il senso di responsabilità, sulla legge elettorale come su tutto il resto, potrà essere utilmente esercitato dopo il voto, a destra come a sinistra.
Roma, 28 gennaio 2008