



Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Mi permetto di riformulare la domanda, per rendere (forse, chi lo sa..) più agevole il sentiero: cosa si è proposta la filosofia nel corso della sua storia, in ultima analisi?
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


OT
ciao Platon
....intanto io mi prendo un po' di tempo per rispondere.....e per evitare fastidiosi malditesta
...cos'è la verità ?? ....mumble mumble3:
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


O sia conoscenza dell'Essere in quanto Essere...o sia analisi del linguaggio..
la filosofia in Occidente ha cercato di comprendere il mondo con il pensiero..la mente..
Il pesce cioè..puzza dalla testa..dalla presunzione della ragione di fondare la Conoscenza..mentre può solo organizzare la Sua formulazione in termini concettuali..che poi sarebbe questo il compito della vera filosofia....quella che china il capo di fronte alla Conoscenza Intuitiva....e non dico emotiva..ma sovra-razionale..e non infra-razionale..
concetto questo però non mentale..iniziatico..e quindi non oggetto di discussione concettuale ma solo di Percezione Intellettuale..
Comunque..per tornare alla domanda..di cosa si sia proposta la filosofia..la risposta cambia in funzione degli interessi di chi ci si è dedicato..e la differenza tra Socrate e i sofisti..segna lo spartiacque tra chi usa la filosofia per scopi materiali..e chi per scopi di Conoscenza..comunque la si intenda..ma sempre disinteressata a fini di potere mondano..perseguiti da chi sa già in modo intuitivo e irrazionale cosa sia la verità..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)




La filosofia è spiegazione dell'astratto, e indica un modello di vita.


E' un pò riduttivo, di che tipo di conoscenza stiamo parlando? Per esempio, cosa differenzia, secondo te, la conoscenza religiosa da quella filosofica? cosa caratterizzava l'organizzazione mitica, pre-filosofica dell'esistenza dell'uomo? Se parliamo di una conoscenza allora parliamo di una theorìa, cioè di un'immagine della vita, di una dimensione di significati all'interno della quale la vita assume senso..non è un chè di astratto eh..voglio dire, attorno a questo orizzonte di senso poi sono adeguate tutte le attività dell'uomo..gli strumenti da caccia danno potenza all'uomo solo se vincolati al modo in cui il Dio del mito intende prescriverne l'utilizzo.. le tecniche dell'uomo, la musica e la pittura, l'architettura sono essenzialmente deformate in relazione al significato che l'immagine mitica esprime..ma cosa distingue la theorìa mitica dalla Metafisica di Aristotele, per esempio?
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


E' sicuramente astrazione, ma quale lo scopo di tale astrazione? Inoltre se intende illuminare, come scrivi, un modello di vita, questo concetto astratto non sembra essere finalizzato a sè medesimo, ma intende instaurare una relazione profonda con il concreto..eppure Aristotele ci dice che gli uomini iniziarono a filosofare spinti dal zauma e che la filosofia prima è sapere libero, contemplativo e disinteressato..come conciliare queste prospettive? E sopratutto, che significato attribuire a quel zauma?
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.