Questa volta, i nostri "trasfertisti" della Bassitalia, hanno fatto il bis. Hanno rotto i coglioni!
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Doppio assalto in banca, paura al Piano
ANCONA - Due rapine in banca in quattro ore, nel raggio di mezzo chilometro, riportano d’attualità l’emergenza sicurezza al Piano, proprio mentre i residenti chiedono più protezione e l’opposizione invoca misure drastiche e si prepara a organizzare qualcosa di simile alle ronde. Due colpi in fotocopia, senza l’uso di armi, commessi forse dalla stessa coppia di rapinatori, che con sangue freddo e minacce verbali hanno messo insieme circa 45 mila euro. Nessuno si è fatto male, ma i due banditi hanno messo in allarme un intero quartiere e spaventato terribilmente cassieri, impiegati e diversi passanti che li hanno visti all’opera. La seconda rapina è andata in scena sotto gli occhi allibiti di molte persone che erano tra i banchi del mercato del Piano. E i malviventi sono corsi via sfilando a due passi da un bambino che era lì con la nonna a fare bancomat.
Il primo assalto scatta alle 8 e 30 alla Banca delle Marche di via della Ricostruzione. La filiale è aperta da pochi minuti, dentro ci sono il direttore e quattro impiegati, tra cui due donne. Un giovane in camicia bianca entra a volto scoperto, scavalca il bancone e affronta l’unico cassiere presente nella zona aperta al pubblico costringendolo a disattivare il metaldetector e schiudere la bussola per far entrare anche il complice. “Non ho visto armi, ma il primo rapinatore aveva le mani in tasca e ho pensato che avesse un coltello”, racconterà più tardi il cassiere in questura. L’altro malvivente entra incappucciato, anch’egli a mani nude. Il blitz dura meno di tre minuti. Le due casseforti sono regolate da un timer e i rapinatori devono accontentarsi delle banconote contenute nelle casse per le normali operazioni con il pubblico. Il bottino, considerato anche l’orario, è magro: appena cinquemila euro. I due rapinatori scappano a bordo di una Fiat Uno rossa rubata la notte prima a Collemarino. Ma l’utilitaria viene abbandonata quasi subito e mezz’ora dopo gli investigatori della Squadra mobile la ritrovano abbandonata in via Raffaello Sanzio, a pochi metri in linea d’aria dalla filiale rapinata, che resterà chiusa tutto il mattino per i rilievi della Scientifica e le testimonianze dei dipendenti. Hanno descritto i rapinatori come due giovani che parlavano con accento meridionale.
Un identikit che potrebbe attagliarsi anche alla coppia che verso le 12 e 30 ha messo a segno la seconda rapina, nella Banca Popolare di Ancona di via Cristoforo Colombo, davanti a piazza D'Armi. I due, con accento meridionale, hanno minacciato a parole i cassieri. Uno è saltato sul bancone, scavalcandolo. Dopo aver aperto i cassetti, ha preso tutto il denaro che ha trovato, circa 40.000 euro. All'interno della banca, in quel momento, oltre ai dipendenti vi erano cinque clienti. A notare i rapinatori è stato poi un bambino che si trovava insieme alla nonna, impegnata a prelevare dal bancomat all'ingresso della banca. Il piccolo si è visto passare a fianco i banditi. “Mio nipote mi ha tirato per la maglia e mi ha detto: 'Nonna, stanno facendo una rapina guarda. Uno di quelli è saltato sul bancone', ma io lì per lì non gli ho creduto fino a quando non ho visto il successivo parapiglia, ha poi raccontato la donna ai carabinieri del Norm e della stazione Ancona Principale, intervenuti per i rilievi. Il piccolo, ironia della sorte, aveva una maglietta bianca con la scritta sul petto: Non rubatemi. I due rapinatori si sono dati poi alla fuga a piedi, in direzione del capolinea degli autobus di piazza Ugo Bassi. Da lì poi si sono volatilizzati. E' stato facile infatti per loro confondersi tra la gente che a quell'ora si trovava al Piano per il mercato.
ALBERTO BIGNAMIE LORENZO SCONOCCHINI,




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