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  1. #51
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    Predefinito Ancora una rapina, protagonista un napoletano

    Dopo un annodi indagini è finitoin carcere Antonio Cortese. Era sparito con 26.000 euro
    I carabinieri hanno arrestato un napoletano
    Cerreto, colpo alla Mps Preso uno dei rapinatori


    CERRETO D’ESI - Nonostante sia passato più di un anno, i carabinieri del Reparto operativo di Ancona, diretti dal colonnello Luciano Ricciardi, a seguito di mirate ed accurate indagini hanno arrestato Antonio Cortese, napoletano di 34 anni, responsabile insieme ad un complice della rapina a mano armata avvenuta il 18 aprile 2007 ai danni della filiale della banca Monte dei Paschi di Siena, in via Dante, a Cerreto D’Esi.

    L’uomo era entrato nella banca indossando, così come il complice, una parrucca e degli occhiali da sole molto avvolgenti. In mano impugnava un coltello da cucina. Con questo, aveva minacciato gli impiegati riuscendo poi a farsi consegnare il denaro che, a seguito di tutti i vari accertamenti, era risultato essere oltre i 26.000 euro.

    Antonio Cortese al momento si trova nel carcere di Terni dove era stato rinchiuso a seguito di arresti per aver commesso ulteriori rapine in giro per l’Italia, in particolare quella a Passo di Treia. A Cortese, i militari dell’Arma sono arrivati a seguito delle indagini sviluppate nel tempo e che avrebbero visto anche la visione dei filmati a circuito chiuso della banca. Indagini che si sono chiuse in questi gironi, a distanza di più di un anno dal fatto, ma esclusivamente perché le attività tecniche sono solitamente molto impegnative e, per forza di cose, lunghe. Dunque, se in un certo senso si può dire che il colpo nella filiale di Cerreto D’esi non è andato completamente a segno, al contrario un pieno “centro” l’hanno fatto i carabinieri.

    Una rapina che avvenne nella mattina del 18 aprile 2007 alle 8,45. A quell’ora non c’era una folla particolare all’interno della filiale e, proprio grazie a ciò, i due malviventi riuscirono ad agire quasi in maniera indisturbata. Immediatamente dopo il colpo, i due di dettero ad una fuga a piedi. Nessuno riuscì a vedere quindi con esattezza dove fossero diretti. Poco distante da via Dante, infatti, probabilmente avevano lasciato in sosta un’auto sulla quale si dettero alla fuga con molta probabilità lungo la strada provinciale Muccese.

    Le indagini vennero subito avviate dai militari dell’Arma della Compagnia di Fabriano, che effettuarono subito tutti i rilievi di rito necessari a trovare indizi che potessero essere utile alla conclusione delle indagini. I carabinieri ascoltarono anche tutti gli impiegati, importanti e fondamentali testimoni di quello che era appena accaduto. Pian piano sono stati quindi collezionati vari tasselli che hanno permesso di ricostruire il puzzle e di arrestare dunque Cortese.

    ALBERTO BIGNAMI,



    ALBERTO BIGNAMI,

  2. #52
    gentiluomo di campagna
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    http://www.corriereadriatico.it/arti...12AD32D3835852

    Ai rapinatori piacciono i gioielli: tre assalti


    FANO - Tre assalti a rappresentanti di gioielli sono avvenuti a Fano nella giornata di ieri, nell’area del centro storico in un raggio di poche decine di metri, da parte di due giovani in moto.

    Due sono andati a vuoto e uno solo a segno per un bottino in gioielli del valore di circa 30 mila euro. Gli autori probabilmente sono gli stessi: uno ha agito mentre l’altro garantiva la fuga in sella alla potente motocicletta.

    Il primo episodio è accaduto alle 10 nel centro storico. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che hanno ricevuto la denuncia, un rappresentante di bigiotteria entrato nella sua Megane ha sentito il vetro del finestrino posteriore andare in frantumi: un malvivente si è allungato nell’abitacolo afferrando la valigetta che era stata appoggiata sul sedile posteriore. Il ladro si è ferito perché sono state trovate tracce di sangue. Poi è balzato in sella alla moto che è partita a razzo contromano in via Montevecchio, rischiando di investire una donna con la carrozzina e di provocare poco lontano un incidente con un furgone. Colpo inutile perché nella valigetta c’erano solo depliant.

    Il secondo episodio - quello più movimentato - è avvenuto alle 13,40 nel piccolo parcheggio antistante l’istituto Maestre Pie Venerini.

    Uguale il modus operandi. Secondo un testimone oculare, un malvivente si è avvicinato all’auto, mentre il rappresentante stava per mettersi alla guida: con un cacciavite ha sferrato un gran colpo al finestrino posteriore mandandolo in mille pezzi, non senza procurarsi una profonda ferita alla mano; si è impossessato quindi della valigia con l’intento di darsi immediatamente alla fuga. Ma non ha fatto i conti con la pronta reazione della sua vittima, la quale ha cercato in tutti i modi di trattenere il malvivente. I due si sono avvinghiati, sono rotolati a terra sul selciato cosparso di vetri, mentre la scena ha incominciato ad attirare l’attenzione dei passanti. Vista la perdita della sorpresa, il delinquente a quel punto ha deciso di desistere: mollando la presa dalla valigetta, si è rialzato ed ha attirato l’attenzione del complice che in sella alla moto lo attendeva poco lontano. Praticamente si è trattato di una tentata rapina impropria per la violenza usata contro la vittima.

    Infine, è andato a segno il terzo colpo, quello meno violento ma più produttivo per i ladri: alle 17 in piazza Avveduti. In questo caso, secondo quanto denunciato dalla vittima ai carabinieri, il rappresentante di gioielli aveva appena riposto due valigette nel bagaglio della sua Mercedes classe A. Mentre saliva al posto di guida un delinquente ha aperto il bagagliaio, che non era stato chiuso a chiave, e ha afferrato le due valigette. E’ balzato sulla moto e si è dileguato facendo perdere le tracce. Secondo un’ipotesi investigativa i due potrebbero essere campani. Tra gli elementi delle indagini le tracce di sangue lasciate in due luoghi.

    E’ andato a segno anche un furto compiuto in via Morganti, dove ignoti ladri si sono impossessati di una borsa lasciata all’interno di una Toyota, contenente carte di credito, documenti e una somma in contanti superiore ai 1.000 euro. La proprietaria conta almeno che qualcuno le riporti i documenti.

    Inoltre è stato compiuto anche un grosso furto nella zona industriale di Lucrezia, ai danni delle ditte “Valmex” che produce scambiatori per caldaie e “Sev” arredamenti per negozi. I ladri nella notte tra martedì e mercoledì hanno rubato due muletti ed un bancone pronto per essere consegnato a Ostravetere ad una parafarmacia. Il valore del bottino si aggira sui 150.000 euro.

  3. #53
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    Tre malviventi di origini meridionali, forse campani.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...B18030E10B5DFB
    Tre arresti lampo dopo il colpo in banca
    Rapina da 60 mila euro alla Bdm di Torrette, catturati in poco tempo i banditi

    ANCONA - Stavolta hanno vinto subito le guardie, i ladri sono stati presi. Non era un gioco ma l’ennesima rapina in banca e ai carabinieri è riuscito il triplice arresto-lampo. Il blitz s’è concluso nel peggiore dei modi per tre malviventi di origini meridionali, forse campani, che sono stati fermati subito dopo il colpo da sessantamila euro circa. La banda è entrata in azione nel primo pomeriggio, attorno alle 15 e 30, nella filiale di via Esino della Banca delle Marche, a Torrette. L’assalto agli uffici degli istituti di credito che si trovano nel centro commerciale del quartiere alla periferia nord della città è avvenuto in pieno giorno. Segno della tracotanza dei rapinatori. Sicuri di sé e intrepidi, in due sono entrati in banca, a volto scoperto e con un coltello in mano. Fuori c’era un complice che li aspettava.

    L’irruzione è andata in scena poco dopo il rientro al lavoro dei tre impiegati, che sono rimasti di sale davanti alla richiesta di tirar fuori il denaro urlata dai due armati di cutter. La coppia di banditi ha messo assieme banconote per diverse decine di migliaia di euro poi si è precipitata fuori per la fuga. Ma era tardi. L’allarme era scattato e i carabinieri del Reparto operativo al comando del tenente colonnello Luciano Ricciardi erano ormai in agguato.

    I rapinatori si sono sentiti braccati e hanno cercato scampo in qualche modo, senza trovarlo. Uno ha cercato una improbabile via di fuga dentro un supermercato, ma è stato bloccato. Un suo complice ha provato a scappare a bordo di una Ford Mondeo sgommando in direzione di Falconara. E’ stato inseguito da una pattuglia del nucleo operativo radiomobile che lo ha fermato sulla Flaminia.

    Il terzo se n’era andato a tutto gas sulla Renault Megane nella quale era rimasto sul piazzale a fare da “palo”. Ha provato a fuggire con la refurtiva, si è fiondato verso l’ospedale e al bivio aveva imboccato la rampa per Pescara. Pure lui è stato tallonato dai carabinieri che non hanno mollato un centimetro. Il bandito, ormai col fiato sul collo, arrivato all’altezza di Pontelungo ha provato a giocare la carta della disperazione abbandonando la macchina e cercando riparo nelle campagne di Candia. I rovi non erano il nascondiglio perfetto, lo ha capito quando i militari dell’Arma lo hanno scovato e portato anche lui in caserma insieme con i compagni di scorribanda. A tarda sera erano ancora in corso gli accertamenti anagrafici sui tre arrestati.

    I carabinieri hanno dovuto verificare se le generalità dichiarate dai componenti della banda che ha tentato, e fallito, il mordi e fuggi fossero quelle reali, e - anche attraverso il controllo incrociato con l’Afis, la banca dati delle impronte digitali - leggere il passato dei componenti della gang.

    I colpi in banca avevano offerto una pausa dopo l’estate rovente, percorsa da otto blitz in dieci settimane. La paura era entrata a intervalli regolari negli istituti di credito, dal 5 giugno al 20 agosto. L’allarme è tornato a squillare a settembre, quando due uomini a volto scoperto e taglierino in mano hanno portato via 20 mila euro dall’agenzia della Bcc di via Rismondo. Ieri, a un mese di distanza, ancora tensione. Stavolta è toccato alla Banca delle Marche di Torrette. E stavolta le forze dell’ordine hanno avuto ragione, e i ladri non sono riusciti a farla franca.

    EMANUELE COPPARI,

  4. #54
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    I rapinatori meridionali continuano a rapinare le banche marchigiane. C'è da dire che negli ultimi giorni qualcuno è stato arrestato.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...86136FA97E799E
    Malvivente foggiano consegnato alla polizia
    Rapinatore bloccato da cassiere e cliente


    FANO - Un tentativo di rapina ai danni di una banca andato a vuoto, grazie alla reazione istintiva di un cassiere e alla prontezza di uno dei clienti, che sono riusciti a bloccare il malvivente consegnandolo alla giustizia.

    E’ successo ieri mattina, intorno alle 11.20, nella filiale di via Roma 185 della Banca nazionale del lavoro, che si trova proprio accanto alla sede della polizia stradale. Un giovane si è introdotto nell’istituto di credito, aveva un cappello e una volta dentro ha alzato sul volto una sciarpa per non farsi riconoscere e si è diretto velocemente verso la cassa, scavalcando la postazione. L’impiegato, che si trovava di spalle, non si è nemmeno accorto della scena, ma quando si è voltato si è trovato di fronte il rapinatore a volto coperto e istintivamente l’ha stretto verso l’angolo, approfittando dello spazio piuttosto stretto. In suo aiuto è intervenuto prontamente un cliente di origini tunisine, che si trovava all’interno della filiale, e che è riuscito a bloccare fisicamente il giovane. Al momento della rapina in banca c’erano altri cinque clienti, oltre al direttore e a agli impiegati, l’episodio ha quindi creato un po’ di trambusto e spavento tra i presenti. Immediato l’intervento degli uomini della polizia di Fano, che sono accorsi dal vicino commissariato e hanno tratto in arresto il giovane. Si tratta di Roberto Moreo, 25 anni di Cerignola, in provincia di Foggia, già noto alla giustizia.

    Il giovane, però, non ha agito solo, con lui altri due complici, uno dei quali ha anche provato ad introdursi all’interno della filiale usando un’uscita di sicurezza, che però era bloccata. Vedendo il compagno in difficoltà e che ormai il colpo era fallito, l’uomo si è data alla fuga con l’altro complice che l’aspettava in auto, pronto a partire. La vettura utilizzata per scappare è una Fiat Uno, modello vecchio, di colore bianco, rubata in zona Lido pochi minuti prima della rapina, e ritrovata subito dopo, nella vicina piazza del Popolo, abbandonata. Addosso all’arrestato gli agenti di polizia hanno ritrovato un taglierino che probabilmente il giovane non ha fatto nemmeno in tempo ad usare per mettere in atto le sue minacce vista la reazione del cassiere.

    “Il nostro impiegato ha agito d’istinto senza rendersene nemmeno conto – tiene a sottolineare il direttore della filiale – nella colluttazione si è procurato una leggerissima escoriazione alla guancia destra, è stato soprattutto un grande spavento, la nostra banca non aveva mai subito tentativi di rapina. Al momento dell’accaduto mi trovavo nel mio ufficio, è da lì che ho chiamato le forze dell’ordine quando mi hanno riferito che cosa stava accadendo”.

    Il cassiere non è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per farsi medicare trattandosi di una ferita lieve. A lui e al cliente tunisino l’apprezzamento generale per il coraggio e la forza della loro reazione.

    FEDERICA GIOVANNINI,

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio
    I rapinatori meridionali continuano a rapinare le banche marchigiane. C'è da dire che negli ultimi giorni qualcuno è stato arrestato.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...86136FA97E799E
    Malvivente foggiano consegnato alla polizia
    Rapinatore bloccato da cassiere e cliente

    [...]
    http://www.corriereadriatico.it/arti...BFE9ABF97934B0


    Intervista al cassiere della Bnl che ha bloccato il rapinatore aiutato da due clienti
    “Sembrava una iena, mi sono difeso”


    LORENZO FURLANI

    FANO - Dice di non aver fatto niente di eccezionale, la sua reazione la considera normale, addirittura aggiunge che è qualcosa che avrebbe fatto chiunque si fosse trovato nelle sue condizioni.

    Eppure non capita quasi mai che un malvivente venga arrestato mentre sta compiendo una rapina, tantomeno accade che lo blocchi un cassiere al quale poi danno manforte due clienti cosicché il malvivente viene consegnato già bell’e impacchettato alla polizia.

    M.L., 48 anni fanese, dipendente della Bnl in servizio nella sede di via Roma, è il bancario che ha consentito l’arresto di Roberto Moreo, 27 anni di Cerignola, il quale lunedì mattina aveva tentato di mettere a segno una rapina nell’istituto di credito.

    La minaccia “fermi tutti, questa è una rapina” a quel giovane è morta in gola e il taglierino gli è rimasto in tasca perché si è trovato di fronte questo cassiere, che si schermisce solo a sentire pronunciare la parola eroe ma che ha compiuto un gesto encomiabile, un gesto che può essere considerato l’eroismo ordinario di una persona perbene che affronta i propri impegni con dignità, sobrietà e anche coraggio.

    Il giorno dopo è al suo posto di lavoro.

    Come sta? Ha subito lesioni nella colluttazione ?

    “No, sto bene. Col rapinatore c’è stato un contatto senza alcuna conseguenza fisica”.

    Ma com’è nata la sua reazione? Si era figurato di opporsi ai banditi in caso di rapina?

    “Assolutamente no. Noi dall’istituto riceviamo l’indicazione di rimanere estranei a fatti del genere, per non mettere a rischio l’incolumità nostra e quella delle altre persone presenti. Ma quel giovane ha invaso il mio spazio, me lo sono visto piombare addosso come un iena”.

    Cioè?

    “Era entrato come un cliente normale, in testa aveva un cappellino con la visiera e una volta dentro si è calato sul volto una calzamaglia. Con un balzo ha scavalcato il bancone davanti alla mia cassa, che rispetto all’ingresso è più defilata. Non l’avevo notato prima, me lo sono trovato praticamente addosso e ho reagito d’istinto. Poi sono intervenuti un cliente tunisino e un ex maresciallo della Finanza, ora in pensione, che era seduto di fronte a me, i quali mi hanno aiutato a fermarlo”.

    Insomma, con quella calzamaglia in testa non le ha fatto paura per niente.

    “Certo un po’ di paura l’ho provata, ma dopo. In quel momento non ho neppure realizzato che si trattasse di una rapina. Al di qua del bancone c’è il mio spazio personale, ho dei valori, nessuno può entrare qui senza il mio consenso. Mi sono sentito aggredito e d’istinto mi sono difeso. Penso che l’avrebbe fatto chiunque”.

    Forse proprio chiunque no. Ma il giovane non l’ha minacciata con il taglierino?

    “Non ha avuto il tempo di estrarlo dalla tasca. In una mano aveva il sacchetto dove mettere i soldi mentre l’altra l’ha usata per appoggiarsi al bancone e compiere il balzo”.

    Perciò un giovane agile e determinato, che non ha agito a caso. Eppure è stato lei a sorprenderlo. Pratica forse arti marziali?

    “Vado in bicicletta, sono allenato, le arti marziali le ho praticate un po’ in gioventù ma sono alto un metro e ottanta e un po’ robusto di natura. Faccio sport e conduco una vita sana, ma non sono aggressivo. Se quel giovane si fosse limitato a estrarre il taglierino dicendo che era una rapina non avrei reagito”.

    Quindi, gli è andata male per quel balzo da iena?

    “Sì, diciamo che gli è andata male”.

    I dirigenti della banca e i suoi colleghi si sono complimentati con lei?

    “Mah, niente di ufficiale perché, ripeto, la mia è stata una semplice reazione di istinto. Però sul piano personale sì, diversi colleghi hanno apprezzato ciò che ho fatto”.


  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio
    I rapinatori meridionali continuano a rapinare le banche marchigiane. C'è da dire che negli ultimi giorni qualcuno è stato arrestato.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...86136FA97E799E
    Malvivente foggiano consegnato alla polizia
    Rapinatore bloccato da cassiere e cliente


    [...]
    Arrestati i complici. Tre pugliesi, di Cerignoila, ed una rumena.

    Come volevasi dimostrare.


    http://www.corriereadriatico.it/arti...B46C87742F6495



    Rapina alla Bnl, arrestati i complici


    FANO - Dopo l’arresto del rapinatore che lunedì scorso aveva assaltato la sede della Banca nazionale del lavoro di via Roma - bloccato dal cassiere e da due clienti - sarebbero finiti in carcere anche i complici che erano riusciti a fuggire.

    I carabinieri di Rimini hanno arrestato quattro persone, tra cui tre giovani di Cerignola (paese foggiano di residenza anche del ventisettenne preso a Fano). I militari diretti dal maggiore Marcello Manca e dal capitano Nello Claudini (quest’ultimo già alla guida della compagnia di Novafeltria) ritengono di aver sgominato una banda specializzata nelle rapine composta in gran parte da cerignolani. L’indagine riguarda un colpo messo a segno alla Banca Carim lo scorso 10 ottobre che aveva fruttato 7.000 euro. Il modus operandi è lo stesso dei rapinatori della Bnl. In banca era entrato un malvivente come un normale cliente, poi aveva minacciato un impiegato con il taglierino e aveva fatto aprire la porta di sicurezza perché entrasse il complice (cosa non riuscita a Fano per l’arresto del primo rapinatore). Il blitz dei carabinieri a Rimini è scattato martedì. Due giovani di Cerignola (U.G. 28 anni e C.A. 20 anni) sono stati sottoposti a fermo per la ricettazione di un’auto rubata a Morciano, l’altro cerignolano (M.N. 27 anni) e una romena (R.V. 23 anni) sono stati sottoposti a fermo per rapina. Secondo gli inquirenti fondati indizi collegherebbero il gruppo alla rapina di Fano.


  7. #57
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    I rapinatori terroni continuano a razziare nelle banche marchigiane. In questo caso, il rapinatore pugliese è stato catturato anche grazie all'ottimo senso civico dimostyrato da un lavoratore rumeno.
    http://www.corriereadriatico.it/arti...ECCB94B97A769A

    Coordinamento carta vincente. Il questore si congratula col supertestimone romeno
    Trenta uomini in strada, bandito senza scampo


    ANCONA - Sei auto, più di venti uomini. In divisa e in borghese, appostati in ogni angolo di piazza Rosselli per scovare il fuggitivo. Ecco i numeri della cattura del bandito del Monte dei Paschi di Siena. Tratteggiano le dimensioni dello spiegamento della polizia davanti alla stazione per stroncare la fuga di Gianni Giardino, il 21enne di Bari con una vita da pendolare dei colpi in banca.

    C’erano anche pattuglie dei carabinieri a dare man forte ai “cugini” perché la partita della sicurezza e del rispetto della legge non ha colore e si vince con il gioco di squadra. Forse giovedì mattina al Piano non sarebbero bastati i circa trenta uomini dislocati dalle forze dell’ordine per la ricerca del malvivente. E’ stato il coordinamento tra Squadra mobile e Volanti il segreto vero del successo. “Tutto era in mano ai poliziotti che ogni giorno fanno la sala operativa, loro sono il fondamentale trait d’union tra gli agenti sul posto e me e il questore alla centrale”, spiega il dirigente delle Volanti, la dottoressa Cinzia Nicolini. Regia perfetta, dunque. E in strada fiuto investigativo e coraggio. Quelli mostrati, per esempio, dai due poliziotti delle Volanti protagonisti dell’atto finale della caccia all’uomo. Accertata la presenza del rapinatore all’Hotel Rosa davanti alla stazione ferroviaria, hanno rapidamente salito le scale e fingendosi portieri dell’albergo hanno evitato che il bandito s’insospettisse. C’erano riusciti, da dentro filtravano le note di una radio, segno che lui stava tranquillo in camera.

    Poi gli agenti hanno fatto irruzione e lo hanno trovato mentre faceva i bagagli, stava per tornare a Bari in treno. I ventimila euro del malloppo erano quasi tutti appoggiati sull’armadio. C’è un terzo fattore decisivo per l’arresto del giovane pugliese: la collaborazione dei cittadini. Il riferimento è soprattutto al giovane carpentiere romeno che stava lavorando in via Fiorini, ha assistito alla fuga di Giardino e ha sentito l’obbligo morale di confidarlo ai poliziotti di quartiere che stavano coprendo la zona di loro competenza. “E’ stato bravo, ha chiamato i poliziotti raccontando di aver visto il ragazzo che si stava spogliando, e ha indicato il posto. E’ stato in gamba”, lo loda la dottoressa Nicolini. “Ha capito il valore di quel che stava facendo, è stato in gamba e ci ha aiutato”. Lui nella reception dell’albergo ha permesso di riconoscere nella foto di uno degli ospiti il volto del rapinatore. “Lo abbiamo conosciuto e ringraziato. Anche il questore gli ha personalmente voluto mostrare molta riconoscenza”. Un modello da seguire. “Se tutti facessero così, invece di voltarsi da un’altra parte. Bisognerebbe dargli un premio”, rifletteva ad alta voce un investigatore. Magari il Ciriachino, l’attestato di gratitudine dell’amministrazione ai cittadini che si sono distinti in comportamenti meritevoli.

    L’arresto-lampo dell’altro ieri segue di meno di una settimana quello triplice che i carabinieri avevano messo a segno venerdì 17 ottobre scorso dopo il blitz alla filiale di Torrette della Banca delle Marche. Anche in quel caso la pratica si era chiusa nel giro di un’ora, con la cattura dei tre malviventi che avevano cercato di fuggire con un bottino di oltre 70 mila euro. Senza riuscirci.

    EMANUELE COPPARI,

  8. #58
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    http://www.corriereadriatico.it/arti...9BC50A6030045F

    Filmato il blitz dei rapinatori


    OSIMO - Con ogni probabilità i due banditi armati di pistola che venerdì sera hanno rapinato il laboratorio analisi Beta provengono dal sud Italia. Le prime indagini avviate dal Commissariato di Polizia di Osimo e la squadra anticrimine hanno portato interessanti riscontri. I due malviventi scappando di corsa con il bottino di tremila euro hanno inevitabilmente attirato l’attenzione di negozianti e clienti dei centri commerciali di via Marco Polo. Tre i testimoni della fuga ascoltati dalla polizia che hanno fornito rilevanti indizi. Intanto la carnagione chiara dei due ladri, poi l’auto del complice che li attendeva in via Fagioli, una utilitaria di marca italiana con cui si sono dileguati nella campagna che da via San Giovanni porta verso l’Abbadia, e infine il passamontagna ritrovato dagli agenti proprio in via Fagioli, presumibilmente lasciato nel punto in cui i malviventi erano attesi dal “palo”. Ma saranno le immagini registrate dalla telecamera di sicurezza installata dalla banca Ubi al piano terra della palazzina dove si trova la Beta a fornire elementi ancor più significativi sull’identikit dei ladri. Le registrazioni sono già in mano agli uomini del commissario Margherita Furcolo che in questi giorni provvederanno ad analizzare attentamente per individuare, se possibile, i volti dei due ricercati. Ulteriore elemento che connota la vicenda è l’obiettivo scelto, un laboratorio privato di analisi chimiche cliniche. Un bersaglio insolito dalle nostre parti, anzi, ad Osimo è la prima volta che dei criminali assaltano un attività commerciale del genere. In passato rapine erano state registrate in residenze private o in istituti di credito, mai però incursioni a mano armata si erano svolte in negozi o laboratori. Attitudine, questa, molto più diffusa nel meridione, dove tabacchi e bar vengono assaliti proprio in orario di chiusura per arraffare l’incasso di giornata. Secondo la polizia di Osimo, i due malviventi, che dunque potrebbero essere di origine meridionale, avrebbero osservato le attività e i movimenti all’interno del laboratorio Beta negli ultimi giorni, scegliendo poi il momento della chiusura, quando il personale è intento a sistemare l’incasso e non c’è clientela. Da escludere che il furto a mano armata di via Marco possa essere riconducibile a quello di giovedì all’Acquaviva, dove il magro bottino di neanche 3000 euro lascia pensare a ladri non professionisti, come invece sarebbero quelli che hanno scassinato la Beta. L’episodio ha lasciato di stucco tutta la città, dove la Beta è una istituzione, mentre sconfortato il direttore sanitario, il dottor Giuseppe Palazzini, accorso sul luogo ha confidato che verranno prese delle precauzioni per porre in sicurezza il proprio laboratorio.

  9. #59
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    Un campano ed un albanese. Naturalmente stiamo parlando di rapinatori.


    Anziani rapinati Due in manette


    CUPRAMONTANA - Nuova importante operazione del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Fabriano. Proprio ieri, i militari dell'Arma, guidati dal comandante Benedetto Iurlaro, hanno tratto in arresto R.N., albanese di 25 anni, residente a Osimo, e A. G., 24enne di origine campane, residente a Castelfidardo, con l'accusa di rapina aggravata in concorso. I due giovani sono ritenuti responsabili della rapina messa a segno ai danni di una coppia di anziani di Cupramontana il 30 luglio scorso. In quella circostanza, due individui si introdussero nel cuore della notte nell'abitazione dei due anziani coniugi e, sotto la minaccia di un coltello, si fecero consegnare alcuni televisori, una macchina fotografica e altro materiale hi-fi, per un valore complessivo di circa 4.500 euro.

    Le indagini dei carabinieri, scattate immediatamente, sono state lunghe e certosine e alla fine hanno consentito di appurare che uno dei due rapinatori (A. G.), qualche mese prima, aveva effettuato una consegna a domicilio presso l'abitazione della coppia cuprense per conto di una ditta operante nelle Marche. In quell'occasione, A. G. si rese conto che non avrebbe trovato ostacoli particolari, in caso avesse voluto tentare un'azione criminosa, considerando anche che il capofamiglia era deambulante, poiché affetto da una grave malattia.

    Anche in seguito, l'attività investigativa è stata complessa ed i militari sono riusciti risalire al complice, R. N., grazie alle impronte lasciate da costui all'interno dell'abitazione.

    Il gip del tribunale di Ancona, dopo un attento esame dei risultati investigativi dei carabinieri, ha emesso l'ordinanza della misura cautelare della custodia in carcere e così i militari sono entrati in azione, arrestando R. N. e A. G., che ora si trovano a Montacuto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

    Anziani rapinati Due in manette


    CUPRAMONTANA - Nuova importante operazione del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Fabriano. Proprio ieri, i militari dell'Arma, guidati dal comandante Benedetto Iurlaro, hanno tratto in arresto R.N., albanese di 25 anni, residente a Osimo, e A. G., 24enne di origine campane, residente a Castelfidardo, con l'accusa di rapina aggravata in concorso. I due giovani sono ritenuti responsabili della rapina messa a segno ai danni di una coppia di anziani di Cupramontana il 30 luglio scorso. In quella circostanza, due individui si introdussero nel cuore della notte nell'abitazione dei due anziani coniugi e, sotto la minaccia di un coltello, si fecero consegnare alcuni televisori, una macchina fotografica e altro materiale hi-fi, per un valore complessivo di circa 4.500 euro.

    Le indagini dei carabinieri, scattate immediatamente, sono state lunghe e certosine e alla fine hanno consentito di appurare che uno dei due rapinatori (A. G.), qualche mese prima, aveva effettuato una consegna a domicilio presso l'abitazione della coppia cuprense per conto di una ditta operante nelle Marche. In quell'occasione, A. G. si rese conto che non avrebbe trovato ostacoli particolari, in caso avesse voluto tentare un'azione criminosa, considerando anche che il capofamiglia era deambulante, poiché affetto da una grave malattia.

    Anche in seguito, l'attività investigativa è stata complessa ed i militari sono riusciti risalire al complice, R. N., grazie alle impronte lasciate da costui all'interno dell'abitazione.

    Il gip del tribunale di Ancona, dopo un attento esame dei risultati investigativi dei carabinieri, ha emesso l'ordinanza della misura cautelare della custodia in carcere e così i militari sono entrati in azione, arrestando R. N. e A. G., che ora si trovano a Montacuto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

  10. #60
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    Lo hanno preso. A Napoli, naturalmente. Un bravo ai nostri poliziotti.


    http://www.corriereadriatico.it/arti...563FC6041EF636

    Affiliato al clan degli “scissionisti”, aveva colpito la Bdm di Torrette. Arrestato a Napoli
    In manette il rapinatore camorrista


    ANCONA - Gli uomini della Squadra mobile sono andati a prenderlo a casa sua, nel cuore del Rione Berlingieri a Secondigliano. E’ legato al clan camorristico degli “scissionisti” Rosario Di Bello, napoletano di 40 anni, arrestato nella notte tra martedì e mercoledì scorso nel blitz degli agenti di Ancona agli ordini del dottor Luigi Di Clemente e dei loro colleghi del commissariato di Secondigliano. E’ accusato della rapina del primo agosto scorso alla Banca delle Marche di via Esino a Torrette, la stessa che più recentemente è stata al centro di un’incursione-bis conclusa con tre arresti lampo.

    In due mostrarono taglierino ma anche sangue freddo e determinazione costringendo clienti e dipendenti a restare chiusi nel bagno per 50 minuti dopo l’irruzione scattata alle 13 e 15, nell’orario in cui l’ufficio bancario chiude al pubblico. Avevano poi costretto il direttore a digitare le combinazioni delle casseforti a tempo. Infine la fuga con un bottino di 140 mila euro. Il drappello di impiegati e clienti erano poi stati liberati dagli agenti di una Volante della questura insospettiti da un ombrello che spuntava da una finestra dell’istituto di credito.

    Il fermo di Rosario Di Bello, accusato anche di sequestro di persona, è scattato dopo il provvedimento firmato dal sostituto procuratore Irene Bilotta, e a coronamento di indagini a tappeto alle quali hanno impresso un’accelerazione le immagini registrate dalle telecamere della banca, nelle quali il 40enne napoletano appare a volto scoperto.

    L’operazione della Mobile evidenzia come i mordi e fuggi in banca non sono firmati da banditi di mezza tacca. Di Bello è pluripregiudicato e affiliato alla criminalità organizzata.

    Ha parecchi precedenti sulle spalle anche un altro napoletano 31enne, ricercato in tutta Italia per aver preso parte al colpo di Torrette e pure a quello del 19 luglio scorso nella filiale di via Martiri della Resistenza della Unicredit.

    Anche in quel caso sono entrati in due e con la minaccia di un cutter hanno rinchiuso in una stanza i presenti aspettando il timer della cassaforte e del bancomat. Un’ora di attesa inutile, il meccanismo si è inceppato lasciando ai rapinatori solo ventimila euro presi in cassa. Il complice Giuliano Paparo, 35 anni anche lui di Napoli, è già in carcere dopo essere stato acciuffato dai carabinieri nel secondo assalto alla Bdm di Torrette.

    Dopo due mesi gli investigatori hanno identificato i responsabili di due rapine della raffica che aveva tormentato l’estate. Appartengono alle batterie che procurano alla camorra denaro da reinvestire nel traffico di cocaina.

 

 
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