Dopo un annodi indagini è finitoin carcere Antonio Cortese. Era sparito con 26.000 euro
I carabinieri hanno arrestato un napoletano
Cerreto, colpo alla Mps Preso uno dei rapinatori
CERRETO D’ESI - Nonostante sia passato più di un anno, i carabinieri del Reparto operativo di Ancona, diretti dal colonnello Luciano Ricciardi, a seguito di mirate ed accurate indagini hanno arrestato Antonio Cortese, napoletano di 34 anni, responsabile insieme ad un complice della rapina a mano armata avvenuta il 18 aprile 2007 ai danni della filiale della banca Monte dei Paschi di Siena, in via Dante, a Cerreto D’Esi.
L’uomo era entrato nella banca indossando, così come il complice, una parrucca e degli occhiali da sole molto avvolgenti. In mano impugnava un coltello da cucina. Con questo, aveva minacciato gli impiegati riuscendo poi a farsi consegnare il denaro che, a seguito di tutti i vari accertamenti, era risultato essere oltre i 26.000 euro.
Antonio Cortese al momento si trova nel carcere di Terni dove era stato rinchiuso a seguito di arresti per aver commesso ulteriori rapine in giro per l’Italia, in particolare quella a Passo di Treia. A Cortese, i militari dell’Arma sono arrivati a seguito delle indagini sviluppate nel tempo e che avrebbero visto anche la visione dei filmati a circuito chiuso della banca. Indagini che si sono chiuse in questi gironi, a distanza di più di un anno dal fatto, ma esclusivamente perché le attività tecniche sono solitamente molto impegnative e, per forza di cose, lunghe. Dunque, se in un certo senso si può dire che il colpo nella filiale di Cerreto D’esi non è andato completamente a segno, al contrario un pieno “centro” l’hanno fatto i carabinieri.
Una rapina che avvenne nella mattina del 18 aprile 2007 alle 8,45. A quell’ora non c’era una folla particolare all’interno della filiale e, proprio grazie a ciò, i due malviventi riuscirono ad agire quasi in maniera indisturbata. Immediatamente dopo il colpo, i due di dettero ad una fuga a piedi. Nessuno riuscì a vedere quindi con esattezza dove fossero diretti. Poco distante da via Dante, infatti, probabilmente avevano lasciato in sosta un’auto sulla quale si dettero alla fuga con molta probabilità lungo la strada provinciale Muccese.
Le indagini vennero subito avviate dai militari dell’Arma della Compagnia di Fabriano, che effettuarono subito tutti i rilievi di rito necessari a trovare indizi che potessero essere utile alla conclusione delle indagini. I carabinieri ascoltarono anche tutti gli impiegati, importanti e fondamentali testimoni di quello che era appena accaduto. Pian piano sono stati quindi collezionati vari tasselli che hanno permesso di ricostruire il puzzle e di arrestare dunque Cortese.
ALBERTO BIGNAMI,
ALBERTO BIGNAMI,




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