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Discussione: Loiero si dimette?

  1. #1
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    Predefinito Loiero si dimette?

    http://www.reggiotv.it/news.php?id=2248&categoria=3

    Venerdì 22 febbraio 2008, 17:19...E Loiero sfoglia la margherita... Catanzaro. Fra una manciata di ore, la Calabria potrebbe rimanere senza Consiglio regionale.

    Gli occhi sono infatti tutti puntati sul messaggio del Governatore Agazio Loiero (vedi foto): per la prima volta nella storia del regionalismo calabrese, il presidente della Giunta si rivolgerà direttamente ai cittadini sulle frequenze delle tv locali.
    Loiero, stando alla nota diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Alemanni, tratterà <l’attuale situazione politico-istituzionale>. Fatto sta che mercoledì sera i “numeri 1” nazionale e calabrese del Pd Walter Veltroni e Marco Minniti, a Roma, avevano avuto un importante colloquio con l’ex ministro… Al centro, il “caso Calabria” e le candidature per il Parlamento (cui lo stesso Governatore potrebbe aspirare, chiudendo di fatto una travagliatissima consiliatura).

    Ieri, intanto, s’era tenuta l’udienza preliminare del processo Ital-Tbs: ancora, però, nessun pronunciamento sulla richiesta di rinviare a giudizio Agazio Loiero per abuso e truffa in Sanità. Anche perché il gup catanzarese Antonio Giglio ha chiesto all’accusa di riformulare l’imputazione con maggior chiarezza.

    Nel frattempo, però, si registrano due ulteriori novità sulla scena politica. Una è clamorosa, ma in un certo senso anche attesa… Rifondazione comunista, dopo i traccheggiamenti, abbandona la maggioranza che sostiene l’esecutivo Loiero. E il segretario calabrese Pino Scarpelli, in sede di esecutivo politico, ha sbraitato contro <la crisi politica, sociale ed etico-morale> che avrebbe corso a Palazzo Campanella.

    Mentre sul fronte-Udeur, dopo la defezione di uno dei due commissari regionali Armando Veneto e l’arresto dell’assessore Pasquale Tripodi nell’operazione Naòs, anche l’altro commissario calabrese Ennio Morrone abbandona la guida dei mastelliani in Calabria & il coordinamento nazionale Enti locali. Alle porte, una rottura definitiva col partito.

  2. #2
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    Predefinito

    http://www.telereggiocalabria.it/ind...6894&Itemid=34

    Il messaggio integrale di Loiero ai calabresi
    2008-02-22 "Mi rivolgo a tutte le donne e a tutti gli uomini calabresi. Mi rivolgo a voi in una confessione senza freni, mischiando - e me ne scuso - elementi politici e personali". Inizia così il messaggio che sarà trasmesso stasera dalle tivù regionali da parte del Presidente della Regione, Agazio Loiero. "Mi rivolgo a voi - dice Loiero - perché voglio rendervi partecipi del mio dilemma. E' con voi che voglio confrontarmi in un momento così difficile per la nostra regione. Uso un metodo nuovo e mai adoperato dai miei predecessori perché mai era capitato a loro di arrivare ad un passo dallo scioglimento del Consiglio, cosi come sta capitando a me. Voglio ricordare a tutti, a quelli che mi hanno votato ed anche a quelli che non mi hanno votato, che la scelta di candidarmi alla guida della mia regione è stata una scelta pienamente cosciente e responsabile: ero, cioé, perfettamente consapevole dei rischi che mi aspettavano, dei pericoli a cui sarei andato incontro. Quei rischi e quei pericoli, li ho voluti correre perché mosso da un legame profondo con la terra delle origini. Un legame che diventava tanto più forte quanto più, in occasioni particolari, in presenza di eclatanti fatti di mafia e di sangue, la Calabria appariva agli occhi degli italiani indifendibile. Mi sono voluto candidare perché di questa mia terra, dove, dopo una vita di stenti, riposano i miei, conosco o, (forse, m'illudo di conoscere) le potenzialità e le indolenze, le risorse, le energie recondite ma anche i limiti, le negatività, i conflitti che sono il prodotto di una lunga storia di solitudine. Ho voluto accennare ad un pezzo della mia vita per meglio spiegarvi l'entusiasmo infantile con cui mi sono buttato in quella che io considero, ancora oggi, la sfida della mia vita. Tanto più che nell'imbarcarmi in questa nuova avventura ho detto no ad una posizione, tutto sommato, comoda: facevo il parlamentare, la politica nazionale mi aveva già dato tanto, di sicuro oltre i miei meriti e forse ancora avrebbe potuto darmi qualcosa. Candidandomi ho rinunciato a tutto questo per calarmi nella difficile trincea calabrese. Una scelta nella quale mi ha accompagnato una salda fiducia in me stesso, uno smisurato, caparbio orgoglio che affonda le sue radici nel mio essere calabrese a tutto tondo, ed una grande speranza di apportare nel costume della regione un metodo innovativo di regole e di trasparenza. Non so se ci sono riuscito, se ci siamo riusciti. Il cambiamento è duro nel nostro territorio. Credo però di avere, insieme alla giunta, avviato delle cose importanti, dalla Cittadella a una più razionale programmazione dei fondi europei che in caso di scioglimento non so quale fine farebbero, alla stazione unica appaltante, al rilancio del porto di Gioia Tauro, all'accorpamento delle Asl al piano sanitario, al trasferimento delle funzioni alle Provincie e agli enti locali e tanta altre cose che non voglio qui elencare. In questo almeno non abbiamo fallito. Ma non sarei onesto fino in fondo se non vi confessassi ciò che io stesso ho fatto fatica ad accettare fino all'ultimo: questi tre anni sono stati anche un inferno. Più che di sviluppo siamo stati costretti a parlare di inchieste, arresti, omicidi. Appunto, omicidi. A cominciare da quello di Franco Fortugno. E qui, permettetemi di ricordarlo: il 16 ottobre del 2005 non è stato ucciso solo un uomo politico del mio schieramento. La `ndrangheta ha ammazzato un mio amico. da quel momento in poi tutto è cambiato. Quei 5 colpi di pistola a Locri nel giorno delle primarie hanno fatto da spartiacque. Ma non ho mai usato quell'efferato fatto di sangue per farmene scudo anche se più di un investigatore, a cominciare dal Procuratore antimafia Grasso, ha sostenuto che quel delitto altro non era che un messaggio a me. Ma come non prendere atto che quel crimine ha fatto esplodere, in un corpo già infetto, una cellula cancerogena come tale capace di produrre una serie di effetti a catena. Il primo, se non altro in ordine cronologico, la conquista da parte della Calabria delle prime pagine dei giornali. Una conquista amara che purtroppo abbiamo mantenuto a lungo. In questi 3 anni siamo stati nei titoli di testa più di quanto lo fossimo stati nei precedenti 35 anni di regionalismo. E a questo danno di immagine non è stato più possibile porre riparo. Ma, può sembrare paradossale, quell'evento tragico ha prodotto anche effetti positivi: la magistratura e le forze dell'ordine hanno preso maggiore coraggio, hanno ricominciato ad indagare a 360 gradi, hanno riportato alla luce fatti che dormivano da anni, di cui si sussurrava nei bar e nelle piazze, ma che non trovavano mai un riscontro giudiziario. Opera meritoria che una coscienza pulita non può che apprezzare, incoraggiare. Anche se all'ombra di tante sacrosante inchieste che hanno interessato il Consiglio 'piu' indagato d'Italià, come è spesso definita con disprezzo la nostra Assemblea legislativa, se ne sono registrate alcune altre meno credibili. Inchieste, voglio ricordarlo, la cui attendibilità sarà stabilita dopo tanto tempo quando ormai alcune vite appariranno travolte. Alcune di queste inchieste hanno interessato anche me. Mi sono sempre difeso nei processi e non ho mai accusato chi mi accusava. Non c'é alcun motivo per cambiare oggi strategia. Voglio solo comunicarvi la sofferenza di essere stato inserito, da Presidente di una regione sia pure periferica, in un contesto criminale, in associazioni malavitose. E questo sì l'ho vissuto come un fallimento perché le inchieste hanno minato la mia credibilità di Presidente nei luoghi istituzionali in cui opero ed in cui mi batto per questa difficile regione. Il danno che è stato arrecato è di incalcolabile portata, specie quando sarà accertata la mia assoluta estraneità ai contesti in cui sono stato associato. Un danno personale, e un danno istituzionale francamente non risarcibile. In parte perché, se sei calabrese, anche quando ti assolvono un po' di alone, come ho spesso ripetuto, ti resta sempre".

  3. #3
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    se si dimette anche lui dopo Cuffaro, resta solo Bassolino a resistere-resistere-resistere come su una irrinunciabile linea di immondizia....

 

 

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