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  1. #31
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    a dire che tutti sono uguali si finisce molto pesso con lo scegliere il peggiore. Credo che si debba essere figli della complessità e non fuggire nella semplificazione del non voto. Si può anche dare, io lo farò un voto differenziato. Al Senato per fermare Berlusconi, che certo peggiorerebbe anche il sistema elettorale, ed alla Camera per difendere il pluralismo e la laicità. Sono perfettamente consapevole della gravità della situazione, che per me dipende dalle scelte referendarie precedenti, ma per invertire la tendenza non si può pensare che la soluzione sia restarcene a casa. Negli Stati Unoiti l'astensione elettorale è fortissima, ma è ancor più forte che da noi lo stacco tra popolo ed istituzioni. Credo dobbiamo fare quel poco che possiamo, magari studiando una sorte di contro-referendum

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Inoltre il PD, ad esclusione di un PS che comunque va contro il liberismo, è l'unico partito laico attualmente sulla piazza. Al punto che candida capolista Veronesi, oltre che dare un ottimo posto ai Radicali.
    Il PD non è un partito laico (con il che non s'intende un partito mangiapreti, ma laico e basta) né intende esserlo.

    E il PS fa benissimo a non essere liberista e a non adottare il libero mercato come ideologia assoluta, a differenza di quegli ex DS che, con lo zelo tipico dei neoconvertiti, si prostrano per esaltare speculatori finanziari e per assecondare la politica estera avventuristica degli Stati Uniti (vedi riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo).

    Ad ogni modo: sommando la mancanza di laicità al "liberismo", il profilo del PD che si ottiene è quello di un partito di centro; qualcosa che ricorda un po' il vecchio PSDI, il Fine Gael irlandese o il Partito Democratico giapponese, ma di certo non il Partito Democratico statunitense (che, pur non essendo socialdemocratico, è nettamente più a sinistra del PD).

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    INTANTO IL FINTO GIOVANE HA DIMEZZATO IL DISTACCO DAL VERO VECCHIO IN SOLI 20 GIORNI
    E continuerà a dimezzarlo.

    Senza mai azzerarlo, però.


  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Non sazio delle sparate elettorali sui bonus a pioggia per i figli, sulle università che spuntano come funghi, sugli stipendi svedesi per i disoccupati, sull'aumento salariale, sulla cementificazione delle periferie con nuove case ad equo-canone, il buon Veltroni rincara la dose. Stavolta con le pensioni: da luglio aumenti per tutti!
    Una vera pacchia. Forse ha scoperto che il deposito di Paperone esiste davvero e non sta a Paperopoli, ma a Cinecittà. O forse pensa (a ragione) che esista ancora una quota sufficiente di elettorato medio che adora passare per fesso.

    Quell'altro, l'imbonitore navigato, rincorre sullo stesso terreno. Anch'io aumento le pensioni, le adeguo al caro vita. Scoprendo d'un botto che il caro vita cresciuto all'indomani del suo secondo governo, e alimentato vorticosamente dalla sua malagestione dell'euro, esiste davvero. Cosa che ha sempre negato di fronte all'evidenza per tutto il suo quinquennio.
    Anche lui guarda ai fessi. Come sul caso Alitalia: eccolo lì che gironzola a racimolare una colletta per una cordata elettorale, che simuli un'alternativa ad Air France e tenga vivo il dibattito fino al rush finale del voto.

    E' una campagna elettorale desolante.
    Che fotografa una degenerazione della politica senza precedenti. Vien voglia di cambiare Paese.
    Vien voglia di cambiare moderatore, fino a due mesi fa non ti andava bene Prodi perchè troppo ragioniere, non ci metteva entusiasdmo, adesso non ti va bene Veltroni perchè troppo entusiasta, non ci mette ragione, improvvisamente ti torna ad importare dei conti dello stato, Prodi li ha sistemati in un anno e sembrava che avesse preso il gelato tanto era semplice, chissà perchè non ci aveva mai pensato nessuno prima a dimezzare il deficit.

    Ma una linea di pensiero non sei mai capace di tenerla?

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    E continuerà a dimezzarlo.

    Senza mai azzerarlo, però.

    ascolta, e votare Veltroni e tenersi i socialisti come blog di riferimento? Troppo intelligente come scelta?

  6. #36
    colleziono trofei
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    Caro Arsena,
    la tua analisi pecca su un solo versante, ossia quello dei legami di Veltroni con la GF & ID (Grande Finanza & Industria Decotta), che probabilmente esistono, ma di cui noi siamo all' oscuro, tranne che per qualche notizia su contatti con Capitalia e con i palazzinari romani.
    Sarebbe importante che tu sviluppassi l' argomento.
    questo è un altro del club degli intelligentoni, lui vota Sinistra Alternativa.

    Ricapitolando i nostri politologi: c'abbiamo un astensionista forse liberale, un socialista e un comunista.

    Ce ne fosse uno normale.

  7. #37
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    [quote=Jan Hus;7545437]Il PD non è un partito laico (con il che non s'intende un partito mangiapreti, ma laico e basta) né intende esserlo.

    Mangiapreti? Un vero laico è sempre un buongustaio e certe cose non le mette in bocca

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Ma una linea di pensiero non sei mai capace di tenerla?
    E tu allora, che prima facevi il pasdaran di Prodi e ora lo fai di Veltroni, il sicario del governo Prodi?

  9. #39
    laico progressista
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    Scusate ma credo che se c'è una cosa non mi si possa imputare, è la linea di pensiero. Mi sembra di essere sempre stato chiaro e fin troppo, sulla lettura dell'esistente e sull'obiettivo.
    Semmai è Brunik che dopo tanti anni, fa finta di non aver capito.
    E, come dice Jan, fa il supporter di Prodi e del suo sicario.

  10. #40
    laico progressista
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    "Veltroni santo subito!"


    Lo andiamo dicendo da tempo che Veltroni gioca al gioco di Berlusconi. Che lo ha tenuto in vita prima, e che lo rende forte oggi (qualcuno ha detto, giustamente, che "ha resuscitato una salma").
    Oggi, dopo la sconfitta alle politiche e la débacle alle amministrative culminata con la resa di Roma, possiamo ripeterlo con nuovo vigore: la strategia veltroniana è stata un disastro; il suo modello d'Italia, un harakiri per tutta la sinistra.
    Da qui, l'osanna della destra, che si riassume nello striscione che racconta più di ogni altra cosa i danni della politica del Bruco: "Veltroni santo subito".

    Vediamo, facendo uno sforzo di lucidità, dove fallisce il veltronismo.
    Anzitutto (e soprattutto) fallisce nel presupposto bipolare e, peggio ancora, bipartitico.

    Vediamo come e perché, mettendo in fila elementi oggettivi, ormai di dominio comune.

    1) La sequela elettorale dal '94 ad oggi dimostra la matematica certezza che l'Italia ha una prevalenza di elettori di destra.
    Lo dicono i fatti e i numeri. Berlusconi ha perso solo due volte, e in modo del tutto particolare. Nel '96 solo perché orfano della Lega. Nel 2006* invece (dopo cinque anni di malgoverno che ha logorato nel profondo la fiducia del suo popolo) ha perso "vincendo": i meccanismi della legge lo hanno penalizzato, ma la conta finale dei voti era, malgrado tutto lo scempio del quinquennio, ancora a suo vantaggio. Quando ha vinto, invece, ha sempre stravinto.
    Dunque, se lo schema bipolare ha fortuitamente garantito l'alternanza, di fatto si ritaglia sui vantaggi numerici della destra.

    2) La destra, pragmatica, si dimostra compatta e capace di fare corpo in un solo partito, mentre la sinistra (ben più eterogenea e idealista) tutt'altro.
    Lo dimostra perfettamente il risultato delle ultime elezioni, e in un certo senso il voto romano.
    Alle politiche, Veltroni non solo non ha sfondato, ma ha ottenuto un risultato fittiziamente paragonabile a quello dell'Ulivo. Si aspettava di raggiungere il 38-40%. Si è fermato al 33, limitandosi a rosicchiare qualcosa ai suoi ex alleati, che comunque si sono ben guardati dal votarlo in massa. E quelli che l'hanno fatto, si sono pentiti subito. Per questo il 33% è fittizio. Perché i voti che dalla sinistra radicale sono confluiti nel PD, alla prossima occasione sono destinati a tornare indietro. Come appena successo nel caso di Rutelli, dove per vendetta e per orgoglio i comunisti gli hanno fatto mancare il voto.

    3) Se non fa cappotto a sinistra, Veltroni non recupera nemmeno al centro. Non ha preso voti alla destra, non ha rubato all'UdC. E malgrado la tempesta polarizzante abbia decimato partiti ben più forti, la resistenza di un Casini alternativo alla destra ma ben distinto dalla sinistra, è lì a certificare l'impermeabilità del PD nei confronti del centro. A questo proposito, si badi bene che un'alleanza PD-UdC non sarebbe una sommatoria proficua, ma soltanto un ulteriore regalo a Berlusconi, perché riconsegnerebbe in maggioranza alla destra il voto dei cattolici, svuotando lo stesso partito di Casini.

    Dunque, qual'è la morale? Ce ne sono due.
    Una è che, tra bipolarismo e bipartitismo, la sinistra nel suo insieme può contare di più diversificando l'offerta, quindi puntando alla crescita di più partiti (chi presidia l'ala estrema, chi i laici, chi il centro, chi le varie tradizioni). Tradotto: meglio il metodo-Prodi del metodo-Veltroni. Almeno il primo ha qualche chance di vittoria, mentre il secondo è condannato alla sconfitta perenne.

    La seconda morale, davvero risolutiva per la sinistra, ma anche per il Paese in generale, è che il sistema deve cessare di essere bipolare per diventare multipolare. Solo attraverso un'articolazione del panorama, è possibile smembrare la destra e riequilibrare i poli. Solo staccando il centro dalla destra, la sinistra può pensare di vincere.

    Veltroni questo non lo ha mai capito. E neppure oggi, sottraendosi al doveroso processo che lo deve attendere, dimostra di volerlo capire. O peggio, se lo ha capito e continua così, è solo perché si contenta di fare il capopartito a spese di tutti.
    Berlusconi invece ha compreso bene e ringrazia. Lo dice apertamente, e spera che la strategia veltroniana continui in eterno. Era politicamente morto, e Veltroni lo ha resuscitato. E come se non bastasse, ora gli garantisce prosperità perpetua.

    E' chiaro che la destra invochi subito la santificazione del Bruco.


    * errata corridge

 

 
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