



A Philadelphia, all'università, conobbi una ragazza russa, una studentessa come me. Non ne faccio il cognome, ma di nome faceva Natalia Klimentova (il patronimico).
Una cosa che apprezzavo dell'America, rispetto all'Italia, era la maggiore libertà nell'uso delle armi da fuoco. Potevo tenere tranquillamente la beretta 92 come quella che avevo avuto, in Italia, come arma d'ordinanza da ufficiale, durante il servizio militare (peraltro fu la stessa che mi diedero nella National Guard quando passai sottufficiale).
Inoltre mi procurai una delle primissime Glock!
Per farla breve, Natalia ci teneva ad imparare a sparare, ed in Russia il porto d'armi non era facile da ottenere per una semplice studentessa donna. Così fui io ad insegnarle l'uso delle armi da fuoco... e vi assicuro che imparò proprio bene!
Comunque, mesi dopo il mio ritorno in Italia e la nostra separazione, andai a trovarla a Mosca. Lì scoprii che mi aveva segnalato al suo responsabile della gioventù comunista come una sorta di "esperto di armamenti militari NATO", e questo temo a causa delle mie sparate. Per far colpo avevo un po' gonfiato le mie avventure sotto le armi, rendendole più avvincenti!
Come fu, come non fu, tentarono di reclutarmi nel KGB come agente coperto.


Sì, ma io declinai l'offerta, spiegando la mia fede politica fascista.




un vero comunista vede anche con un occhio solo!

