





il processo evolutivo glielo auguro di cuore...
ma non vuol dire cambiare nome e simbolo!
SA ancora si trova in quella fase di stallo fra una sinistra comunista e una sinistra paleosocialista.
il salto che dovrà fare,dovrà essere superiore a quello della svolta della Bolognina e significherebbe rivoluzionare interamente il ruolo del partito e il suo modo di concepire la società e l'economia.
un partito non diventa socialdemocratico da un giorno all'altro,soprattutto con la stessa dirigenza,e il PDS ne è stato un esempio lampante!
in questo modo non può esistere convergenza con i Socialisti e le differenze sono sotto gli occhi di tutti...addirittura si aggiunge il loro fondamentalismo ecologista.
le potenzialità di cui parli potrebbero esserci,ma non so quanto potrebbero essere realizzabili senza autodistruggersi.
è logico che se abbandoni qualsiasi riferimento al Marxismo e ti apri alle ricette liberali,insomma continuare a ritenersi comunisti non avrebbe molto senso a mio avviso!
ma non credo arriverebbero a tanto...


Voterei Sa, ha Bertinotti....ma anche Diliberto e Rizzo


se aumentano i salari,aumenta il potere d'acquisto,ma questo non comporta la riduzione dell'inflazione che è legata ad altre cause!
i prezzi non vanno bloccati con l'intervento statale (controllo dei prezzi minimi o massimi),poichè questo provvedimento non risolve la causa (reale) dell'inflazione.
pur essendoci molta domanda,l'offerta rimane pur sempre limitata,indipendentemente dal prezzo.
la gente avrà maggiore potere d'acquisto,potrà permettersi più agevolmente l'acquisto di determinati beni,ma...non vi saranno le risorse necessarie per produrre il bene secondo le quantità richieste (quantità di domanda)!
in questi casi solitamente si utilizza il razionamento del bene,dunque si diminuisce la quantità offerta per permettere una distribuzione più equa,ma scarsa.
non è una prospettiva rosea a mio avviso!
è lo stesso principio di controllo del prezzo massimo dei fitti tramite l'equo canone edilizio che ho criticato in precedenza.
altro errore: l'aumento di produzione non comporta aumento di occupazione,casomai al contrario.
non c'è nemmeno correlazione con l'aumento dei consumi in caso di controllo dei prezzi e di aumento dei salari.
ciò comporta aumento potere d'acquisto,ma d'altro canto scarsità d'offerta (di beni e servizi disponibili sul mercato).
per cui l'aumento dei prezzi si riverserà su ulteriori beni in commercio,non annullando l'inflazione!
è un po' come il cane che si mangia la coda!




Punto su punto:
1)Non mi risulta che in Italia vi sia una crisi della produzione, anzi... c'è una crisi dei consumi! La gente non spende, e non ha soldi da spendere! L'aumento dei salari coi prezzi bloccati aumenta necessariamente i consumi, e quando l'offerta diminuirà aumenterà la produzione (visto che non possono aumentare i prezzi che sono bloccati). Aumentando la produzione potrebbe aumentare anche la richiesta di forza lavoro, e quindi di occupazione.
2)L'aumento di produzione genera necessariamente aumento dell'occupazione, a meno che non si incentivino gli straordinari, che fanno aumentare la produzione a parità di occupazione. Per questo la proposta di detassare gli straordinaria è sbagliata.
3)C'è necessariamente correlazione tra salari e consumi: più ho da spendere, più spendo. Se non spendo, risparmio: l'Italia da decenni non ha più piccoli risparmiatori.
4)il Socialismo con la S maiuscola è anticapitalista. Il Socialismo è un sistema economico, sociale e politico (e poi culturale) che va verso la direzione opposta degli pseudoliberali che si autodefiniscono socialisti.


1) sicuramente nei settori ad alta tecnologia,la globalizzazione ci fa il culo!
inoltre non è assolutamente vero che con la diminuzione della quantità offerta aumenti la produzione.
è un controsenso!
per giusta regola: la quantità offerta aumenta con l'aumentare dei prezzi a parità di condizioni costanti (reddito,preferenze e occupazione per esempio),in quanto per produrre maggiormente necessitano costi più elevati in termini di capitale da investire e/o di forza lavoro disponibile.
l'aumento dei salari comporta l'aumento del potere d'acquisto,ma la quantità disponibile di beni sul mercato non cresce e non può crescere al punto da soddisfare la domanda.
l'equilibrio di mercato non si raggiunge in questo modo!
se in questa condizione persiste inflazione elevata,è il colmo aumentare il potere d'acquisto se la causa dell'inflazione non viene risolta.
SA propone la scala mobile appunto per sviare dal problema.
peccato che se aggiungiamo il controllo dei prezzi,l'inflazione ricadrà su altri beni aumentando in modo esponenziale i prezzi di questi.
per questo motivo negli anni '80,prima del taglio della scala mobile,l'Italia aveva un tasso d'inflazione pari al 16%,impressionante!
sconsideratamente l'Arcobaleno non ci fa mancare nulla e propone di fatti pure l'equo canone edilizio,che è una forma di controllo dei prezzi massimi dei fitti.
2) ricadi nel solito errore: non è la produzione che determina l'aumento di occupazione,ma viceversa!
il ciclo di produzione può anche essere interamente meccanizzato,infatti vi è sempre quantità offerta.
sicuramente con l'aggiunta di lavoro umano può incrementarsi.
la Tecnologia è una di quelle variabili che traslano la curva di offerta lungo l'asse dei prezzi,diminuendoli...ecco perchè si deve investire sull'innovazione.
in questo modo la domanda aumenta e il mercato di determinati beni tende all'equilibrio.
Marx,ponendosi in veste anti-meccanicista,dimostrò di essere un coglione (oltre che incompetente),come rammentò con altri termini Keynes.
3) esempio semplicistico.
la variabile delle preferenze sui beni gioca un ruolo importante.
se i yo-yo vanno fuori moda e ritornato in auge i game boy (più costosi,comprese anche le cassettine),là il potere d'acquisto rapportato al reddito non rimane invariabile.
4) il Socialismo con la S maiuscola non è il Marxismo.
esistono tanti Socialismi,fra i quali quello marxista inliberale,rivoluzionario,anticapitalista e dialettico.
ti riporto volentieri ai lavori di Saint-Simon,all'approccio sociologico di Durkheim,agli scritti di Salvemini e soprattutto all'opera "Socialismo Liberale" del grande Rosselli!
Rosselli sottolineò che il Socialismo NON è un Sistema economico...
il socialismo è il perseguimento all'interno del preesistente sistema socio-economico dei principi di Giustizia Sociale e di tutela delle Libertà Personali.
in base a questi punti si fonda l'attività laica e riformista (persino morale e deterministica del ruolo umano) del Socialismo Liberale di Rosselli.
i marxisti non hanno nessun motivo per definirsi socialisti per antonomasia rispetto alle altre correnti socialiste sviluppatosi prima,durante e dopo i lavori di Marx.


AL DI LA DI TUTTO, un accordo elettorale SA e PS secondo me andava fatto....
E' una questione di seggi e non di percentuali.
A parte le idee e ideologie che non credo siano per questa domanda importanti, o almeno non chiare, dico di votare per il partito che pò prendere dei seggi, che possa pesare in parlamento. Le altre opinioni sono tutte legittime, ma penso che ci voglia un poco di realtà e ragionare se Boselli avrà una rappresentanza in parlamento, e il voto non risulterà inutile.
Ciao