







Ripeto: una fabbrica data in mano ai lavoratori susciterà sempre il disappunto e l'incazzatura dei padroni. Concetto semplice e lineare. Se poi dovete ribadire che voi ve ne fregate delle classi sociali, degli schieramenti parlamentari, del progresso e della conservazione...fate pure! Per me rimangono chiacchiere.


Ovvio che no, e chi l'ha detto?
Che oggi ci sia sfruttamento e' pacifico, ma dal momento che in generale non voglio abolire la proprieta' privata, va da se che esiste la figura del proprietario. Personalmente non considero "sfruttamento" il fatto che qualcuno lavori come dipendente se gli sono garantite cose basilari come la sicurezza sul lavoro, uno stipendio dignitoso ecc ecc. (e te lo dico proprio da lavoratore dipendente). Lo sfruttamento nasce invece quando gli stipendi degli operai perdono il 10% di potere d'acquistoin 10 anni (quello dichiarato...), e il capoccione aumenta a dismisura i suoi introiti gia' multimilionari.
Quello che invece non ho capito della tua visione e' se e' ammissibile o no che qualcuno guadagni molto (Montezemolo "dichiara" 16 milioni l'anno mi pare...scendesse a 1 milione sarebbe sempre uno stipendio coi controcazzi) e altri poco (pur aumentando gli stipendi, facciamo a 2000euro al mese, o anche 2500, si tratterebbe sempre di "poco" rispetto al milione di prima), pur garantendo a quest'ultimi di poter vivere dignitosamente.


Ammazza e chi lo nega! Anche senza arrivare al comunismo, la "socializzazione" (te la metto tra virgolette cosi' sei contento) che proponeva il fascismo fu sostanzialmente boicottata e bloccata per 20 anni da Confindustria.
Una delle obiezioni che fanno e': se tu vuoi partecipare alla gestione della mia azienda, e quindi alla divisione degli utili, allora partecipi anche alla condivisione dei rischi, inclusi quelli patrimoniali. Effettivamente, ha una sua logica come obiezione.


Questo accordo ( 15 milioni in meno per il top management e 1000 euro in piu' per i lavoratori) lo sottoscriverei subito se fossi un sindacalista!
A parte gli scherzi, c'è una cosa che si chiama plusvalore...ma oggi non ce la posso proprio fare a convicere un anti-comunista che Marx aveva ragione...
...magari un'altra volta eh?


comunque i giornali padronali ,ai tempi, riportarono in maniera entusiastica la notizia dell'avvenuta "socializzazione" delle fabbriche! Se i padroni esultano per queste cose i fatti sono due 1) la socializzazione intesa come passaggio da proprietà privata delle fabbriche a proprietà pubblica non è mai stata concretizzata 2) in realtà si trattava del solito ordinamento corporativo colorito di retorica "sociale".



