
Originariamente Scritto da
Zed
Il fatto è che la natura umana è molto, molto...."delicata". Il potere magico in sè non è un gran problema, il problema è la nostra indole che può fare di quel potere un'arma a doppio taglio... certe siddhi si trasformano quasi sempre in ostacoli insormontabili, in potentissime armi che in un modo o nell'altro scagliamo verso noi stessi... per come siamo fatti, basta poco, davvero poco per bruciare tutto e cadere nel baratro dell'ego.
L'ultima delle tre grandi barriere che intralciano il nostro cammino verso il raggiungimento del
Moskha, è il
Rudra Granthi, esso rappresenta il nodo più difficile da sciogliere. Nella fisiologia occulta tale nodo è collocato all'altezza dell'Ajna Chakra (terzo occhio) e rappresenta l'identificazione con la nostra "realtà" individuale, rappresenta il nostro ego ed il compiacimento delle nostre "facoltà", dei nostri "poteri" che abbiamo ottenuto nel corso del cammino.
Per poter giungere aldilà del nodo è necessaria la dolorosa folgorazione della Dea Chinnamasta, c'è bisogno del Suo violento impatto, c'è bisogno della Sua lama tagliente...e non tutti a quel punto sono disposti a farsi tagliare la testa da Lei...preferiamo rimanere nella nostra dimensione inferiore, compiacendoci delle nostre facoltà sottili, sguazzando nella nostra realtà illusoria....e così quando crediamo di essere giunti alla fine del cammino, non ci rendiamo conto di essere sprofondati molto, molto più indietro di quando eravamo all'inizio
