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Operaio
Milva la rossa e i conti all'estero

Scritto da Paolo di Lautreamont mercoledì 19 marzo 2008
Non trovo soprendente la questione dei conti correnti segreti, "scoperti" nel Liechtenstein. Fa sorridere vedere Visco e Padoa Schioppa che si stracciano le vesti. Che, non sapevano che da 40 anni almeno gli italiani portano il risparmio all'estero. Sì, parliamo dei più ricchi, quelli che lo fanno per non pagare le tasse, insopportabilemente alte. La loro è una forma di legittima difesa contro la casta di coloro che esigono il denaro altrui per "redistribuirlo". Vediamo infatti da 40 anni come funziona la "redistribuzione"... e CHI viene nutrito e ingrassato da questa...
Non mi sorprende nemmeno che nell'elenco figuri Luigi Grillo, un senatore di Forza Italia che si ritrova puntualmente coinvolto in speculazioni, inchieste, illazioni (anche con senatori e ministri diessini, a giudicare dalle indiscrezioni che vengono dalle mie parti). Grillo sarà forse un "perseguitato politico". Lo spero per lui, ma comincio a dubitarne. Ecco, come mai F.I. non si libera da certi personaggi? Ne saremmo lietissimi.
Ciò che mi sorprende nell'elenco degli esporta-valuta è la presenza di Milva. Mina -più saggiamente- se ne è andata in Svizzera da decenni. Beata lei. Milva invece è rossa, rossissima. Una delle più efferate
compagne alla Dario Fo. Alta intellettuale di sinistra, universalmente elogiata. Ha passato gli anni '80 e '90 a cantare
L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht. La ultraborghesia rossa la applaudiva a teatro, sventolando copie di La Repubblica. Evidentemente non di tre soli soldi si trattava.
In fondo, se un imprenditore porta all'estero il suo guadagno, la cosa appare persino normale. L'inverosimile avviene quando chi grida contro l'imprenditore viene preso anche lui con le mani nel sacco. E' lui il sepolcro imbiancato (arrossato?), l'ipocrita.
L'implicazione di Milva e dei suoi 7 milioni di euro "esportati" a Vaduz non mi riguarda. Mi riguarda però l'osservazione politica: se si prende Milva come simbolo della Aristocrazia rossa (quella che manda i propri figli nelle
scuole private americane e cattoliche, dalla Melandri alla Berlinguer, dal Bertinotti a Nanni Moretti), è come se avessimo scoperto che Visco e Padoa Schioppa fossero proprietari di c/c in banche svizzere o della Costa Rica... Come se scoprissimo che Prodi denuncia meno di Berlusconi, ma non è meno plutocrate dell'avversario. Come se scoprissimo che le Coop rosse sono il "padrone" più potente dell'Italia, quello che guadagna di più e quello che paga peggio i suoi dipendenti...
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