Avvio così una discussione che mi pare interessante affrontare qui...
http://www.youtube.com/watch?v=NLYoPAKVnrQ
PS: liberamente ispirata dalla lettura di un thread su Rif. Com.


Avvio così una discussione che mi pare interessante affrontare qui...
http://www.youtube.com/watch?v=NLYoPAKVnrQ
PS: liberamente ispirata dalla lettura di un thread su Rif. Com.


in che direzione dovremo commentare questo strano video?
1- dibattitto su come risolvere il problema della droga nella società
2- dibattito sui metodi draconiani che vengono attribuiti alla cina rivoluzionaria
??




be, una discussione sulla droga ricordo che fu aperta da me alcuni mesi fa, e ne usci' un bel dibattito. In ogni modo è una tema di grandissima importanza, sul quale spessissimo si fa una gran demagogia.
In due parole, per ripetere ciò che dissi a suo tempo, ritengo la droga la spazzatura simbolo della società contemporanea. Essa ha due significati:
1- il surreale convicimento di una cultura degenerata per cui vi è libertà nell'evasione e nell'uscita da se stessi ( quando la vera libertà è nella propria dimensione umana).
2- la perfetta complemetarietà tra droga e capitalismo, tra sballo e fuoriuscita da sè e mercificazione della vita come puro accidente materiale passeggero e svendibile al miglior offerente.
Dunque la droga deve essere combattuta con estrema forza culturale, e, posto che la distinzione tra leggera e pesante è importantissima, una cultura contro la droga dovrebbe avere come bersaglio proprio l'idea stessa di alterazione delle proprie caratteristiche e della propria stabilità.
Una cultura comunista contro la droga non solo è doverosa, ma è persino prioritaria per infondere un messaggio sobrio di adesione alla vita. Pr troppi anni la cultura antisistemica è vissuta sugli allori "libertari" dell'evasione dalla vita. Adesione alla vita, dunque, come messaggio forte ( e non moralistico di generica condanna qualunquistica) da opporre al mito dell'evasione e della liberazione della propria persona.
Sui metodi,poi, la discussione si fa molto molto difficile.
La repressione naturalmente deve colpire durissimo e a morte il mondo dello spaccio, vero asse criminale e capitalistico su cui si è costruito il degrado della droga nelle generazioni giovanili.
Sono contrario alla legalizzazione delle droghe leggere, salvo il loro sacrosanto utilizzo medico e terapeutico, da sottoporre comunque a controllo medico.
Questo non significa mettere al gabbio chi ne fa uso, ma scoraggiarne fortemente il consumo tramite la sensibilizzazione culturale, colpire lo spaccio.


Da qui nasce la preoccupazione...
26/3/2008 (7:19) - STUPEFACENTI- ALLARME ITALIA L'invasione delle droghe low cost
Boom di consumo di ecstasy
fra i giovanissimi: bastano
18 euro per un pastiglia
GUIDO RUOTOLO
ROMA
«Purtroppo quello delle droghe è un mercato che continua a tirare. Colpisce il “gradimento” in larghe fasce giovanili delle sintetiche, ecstasy in particolare. E per diversi motivi: il basso costo di una dose; l’idea, assolutamente sbagliata, che non produce danni; l’illusione che sia una droga socializzante». Rodolfo Ronconi, direttore dell’Antidroga, presenta il rapporto annuale sulle droghe. Numeri, cifre, statistiche impressionanti. «Che vanno lette - invita Ronconi - con intelligenza». E già perché quello che colpisce sono i confronti con l’anno scorso. Diciamolo subito: aumento dei morti (da 551 a 589). Due estremi: la più giovane vittima aveva 16 anni, la più anziana 71. E la droga assassina per eccellenza rimane l’eroina (234 decessi su 551). Riduzione del 4,9% del totale di droghe sequestrate (31,6 tonnellate); crescita vertiginosa dei sequestri di ecstasy e altre droghe sintetiche (+193,67%); aumento delle persone segnalate all’autorità giudiziaria (+6,68%). In particolare: 27.490 arrestati, 7.305 denunciati, 443 irreperibili (totale 35.238, di cui il 9% donne).
Dunque, il rapporto della Direzione centrale per i servizi antidroga. L’incipit: «La produzione della cocaina in Sud America e dell’eroina in Afghanistan continua a salire; arrivando a toccare rispettivamente le 984 e le 610 tonnellate per il 2006. Le previsioni per l’eroina afgana, per il 2007, registrano una nuova impennata raggiungendo il massimo storico di 820 tonnellate, ovvero il 93% della produzione mondiale». Previsione fosca: «Questa produzione eccede, di circa il 30%, la domanda globale. Quindi è ragionevole attendersi in Europa, nell’arco dei prossimi due anni, una nuova ondata di eroina caratterizzata da un verosimile abbassamento dei prezzi e da un superiore grado di purezza, fattori che potrebbero causare un nuovo aumento del numero delle tossicodipendenze e una possibile crescita dei decessi per overdose».
Giro d’affari del traffico di droga: «Il mercato illegale degli stupefacenti, paragonato a settori di commercio legale, supererebbe quello del ferro, dell’acciaio e di altri segmenti merceologici. Sostanzialmente, equivarrebbe all’8% circa del commercio mondiale». Riconferma del rapporto del primato della ‘ndrangheta calabrese nel narcotraffico. Seguono previsioni pessimistiche per l’Italia: «L’Europa rappresenta il secondo mercato mondiale di cocaina (circa 550 tonnellate all’anno) dopo quello statunitense. L’Italia è il secondo mercato per l’eroina».
Capitolo droghe sintetiche. Prodotti di laboratorio made in Europa: l’Olanda e il Belgio (segue la Polonia). Di queste pasticche se ne producono 480 tonnellate circa e una dosa di ecstasy costa 18 euro, quanto una pasticca di anfetamine. Il carniere del 2007 dell’Antidroga, rispetto all’anno precedente, è molto più ricco: i sequestri di droghe sintetiche hanno registrato un’impennata del 193,67%. Sono state sequestrate 393.457 dosi e denunciate 562 persone (94,66% per traffico illecito; il 5,34% per associazione a delinquere finalizzata al traffico). Ai primi posti nella triste classifica dei cittadini con maggior numero di segnalazioni all’autorità giudiziaria sono i campani, seguiti dai lombardi, piemontesi e veneti. Ma è la Lombardia che ha il primato di pasticche sequestrate: 213.802.
Invita il capo dell’Antidroga, Rodolfo Ronconi, a una lettura intelligente dei dati. E cioè a leggerli confrontandoli con le statistiche decennali I morti per esempio: negli ultimi 35 anni ben 21.422. Nel 1966 i decessi per overdose furono 1.566, l’anno scorso 589.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...1302girata.asp


In linea di principio sono totalmente contrario alla cultura amerikanista dello sballo,e sinceramente non sono favorevole a fare distinzione tra droghe leggere e pesanti,ma su questo punto non voglio insistere dato che non sono un medico.
La cultura comunista (e non la frikkettomania)è stata da sempre contro l'uso della droga, e tanto per citare un'esempio estremo, durante gli anni '70 le avanguardie davano la caccia ai spacciatori, a volte colpendoli pure a morte.
A pugno chiuso!


...già...diciamo che la mia proposta è una via di mezzo tra quello che sostieni tu e quello che dice il buon bixio_cv. Hic et nunc io sono per la mano pesante contro gli spacciatori, anche se sono convinto che solo una cultura dedita alla crescita culturale delle persone possa portare i giovani a gettare questa merda e chi gliela propina dentro ai cessi.


il narcotraffico è uno, forse IL più grande bussiness del pianeta, le sue rotte sono note ( per chi le vuol conoscere naturalmente...) e a fronte dei tanto sbandierati sequestri il traffico-consumo è in continua ascesa. E' un mercato che in quanto tale, ne segue le leggi ; agendo per suggestioni, innescando 'bisogni', ma anche soddisfacendoli ; che si adegua velocemente alle mutate esigenze del consumatore....etc etc.....Parlare poi di "droga" sic et simpliciter è scientificamente e sociologicamente falso, esistono "le" droghe, esistono le sostanze psicotrope in generale tra le quali non vanno annoverati solo i tanto strambazzati 'stupefacenti'......liquidare il tutto come cartina al tornasole della moralisticamente condannata 'vacuità' dell' odierna 'gioventù' è altrettanto falso in quanto riduttivo. Non creo per concludere che un individuo per il solo fatto di non usare o peggio di non avere mai usato 'droga' sia moralmente ( o eticamente) più appprezzabile, sociale, etc...etc...di chi ne abbia fatto uso. Il mio intervento è tutto tranne che un'esaltazione dei paradisi artificiali, e solo la presa di distanza, assoluta da ricette "draconiane" (sull' esempio del buon Mao che risolse il problema del consumo dell' oppio in maniera, diciamo.....brutale? )


Diffondere tra i giovani la cultura del rifiuto dell’uso di pratiche di alterazione della propria coscienza. Non è un discorso moralistico. Chi non si “droga” non è meglio di chi si “droga”. È vero. Ritengo che sia sempre meglio, però, avere a che fare con individui “liberi” e non “cauzionati” da sostanze e da pratiche che annichiliscono la propria coscienza.

