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  1. #1
    Dilli che tu sì a voce rivolta
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    Predefinito Errori di traduzione...





    Bazzicando nel blog di Sardegna e Libertà mi sono imbattuto nella stesura del programma del PSDAZ in Lingua Sarda. Ovviamente all' inizio ero molto entusiasta riguardo il fatto che anche l' allegra congrega che ruota attorno al nuovo Messia Maninchedda si sia ricordata che in Sardegna oltre all' italiano si parli un' altra lingua...
    Lo leggo e mi salta agli occhi subito il punto 1:

    Ca cherimos unu guvernu chi nos azudet
    In lingua italiana il vervo utilizzato è "tuteli"...mah...

    Questa strana impostazione viene fuori anche nel punto 5:

    Ca sas impostas chi pagamus depen andare paris cun una politica chi nos azudet
    E torra! Nel corrispondente punto in italiano si parla invece di "tasse da indirizzare al nostro sviluppo". Solo un caso? Boh...

    Ma il bello deve ancora venire, nel punto 7:

    "E totu, s' Italia e s' Europa, depen mantenner libertade, democratzia, paridade, federalismu e, a chie la dimandat (nàmolu abellu abellu), indipendentzia [...]
    Il bello è che nella versione in italiano la parola indipendenza non viene scritta...a questo punto verrebbe da chiedersi: ma il PSDAZ per caso ha due target elettorali diversi e cerca di raggiungerli in maniera diversa utilizzando per questo due lingue, oppure si tratta solo di un simpatico traduttore che ha voluto aggiungere il suo tocco personale alla versione in sardo? Non vorrei che persistesse l' equazione di Lingua sarda = Casa, calore umano, ignoranza, visione "romantica" della Sardegna
    Lingua Italiana = Ufficio, rapporti formali, cultura, visione del mondo di chi sa come vanno le cose...

    Dopo questo piccolo appunto, vi saluto

  2. #2
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    Predefinito

    ...........Il bello è che nella versione in italiano la parola indipendenza non viene scritta...a questo punto verrebbe da chiedersi: ma il PSDAZ per caso ha due target elettorali diversi e cerca di raggiungerli in maniera diversa utilizzando per questo due lingue, oppure si tratta solo di un simpatico traduttore che ha voluto aggiungere il suo tocco personale alla versione in sardo? Non vorrei che persistesse l' equazione di Lingua sarda = Casa, calore umano, ignoranza, visione "romantica" della Sardegna
    Lingua Italiana = Ufficio, rapporti formali, cultura, visione del mondo di chi sa come vanno le cose...

    Dopo questo piccolo appunto, vi saluto [/quote]


    Quoto tutto, quoto in pieno.......
    L'ambiguità che viene spesso rimproverata al Partito Sardo è in realtà solo il riflesso dell'ambiguità di alcuni dirigenti, di alcuni recenti acquisti e di qualche rientro in pompa magna.....

  3. #3
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Caro Zarathustra, in piena campagna elettorale ho ritenuto poco opportuno aprire argomenti su quello che appare il “nuovo corso” in casa PSd’Az.
    Ma di osservazioni come la tua e forse più severe, credimi, sono vari militanti e dirigenti (in particolare della attuale minoranza) a rilevarle e stigmatizzarle.
    In seguito ci sarà il momento per farle emergere.
    Per ora mi sembra corretto far notare che, il “programma del PSd’Az” come lo hai chiamato, in realtà è un estratto in dodici punti dell’intervento che Maninchedda ha pronunciato in occasione dell’apertura della campagna elettorale del 15 marzo a Cagliari.
    Non ero presente, ma so per certo che il tenore (forma ma anche sostanza) di altri interventi è stato, diciamo, “più incisivo”?
    Dispiace non averne una documentazione scritta, ma è sufficiente partecipare agli incontri che si stanno svolgendo in questo periodo con i candidati a Camera e Senato, per coglierne il substrato.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Zarathustra Visualizza Messaggio
    Bazzicando nel blog di Sardegna e Libertà mi sono imbattuto nella stesura del programma del PSDAZ in Lingua Sarda. Ovviamente all' inizio ero molto entusiasta riguardo il fatto che anche l' allegra congrega che ruota attorno al nuovo Messia Maninchedda si sia ricordata che in Sardegna oltre all' italiano si parli un' altra lingua...
    Lo leggo e mi salta agli occhi subito il punto 1:
    In lingua italiana il vervo utilizzato è "tuteli"...mah...
    Questa strana impostazione viene fuori anche nel punto 5:
    E torra! Nel corrispondente punto in italiano si parla invece di "tasse da indirizzare al nostro sviluppo". Solo un caso? Boh...
    Ma il bello deve ancora venire, nel punto 7:
    Il bello è che nella versione in italiano la parola indipendenza non viene scritta...a questo punto verrebbe da chiedersi: ma il PSDAZ per caso ha due target elettorali diversi e cerca di raggiungerli in maniera diversa utilizzando per questo due lingue, oppure si tratta solo di un simpatico traduttore che ha voluto aggiungere il suo tocco personale alla versione in sardo? Non vorrei che persistesse l' equazione di Lingua sarda = Casa, calore umano, ignoranza, visione "romantica" della Sardegna
    Lingua Italiana = Ufficio, rapporti formali, cultura, visione del mondo di chi sa come vanno le cose...
    Dopo questo piccolo appunto, vi saluto
    Senza molto approfondire, ho l'impressione che qui il sardismo, come partito o semplicemente come idea, sia l'elemento comune a tutti, unificante; e allora mi chiedo come mai alcuni di noi vedono la pagliuzza e non la trave; come dire che tanta capacità di analisi e di critica potrebbe essere meglio utilizzata per un fine più costruttivo, o in altre direzioni, e non a detrimento di un partito che di mali ne possiede già abbastanza. Brevemente:

    - L'indipendentismo è presente nell'art. 1 dello Statuto; che lo si sbandieri o no, lì è scritto e nessuno lo toglierà. E' l'obiettivo finale, prima ci saranno quelli intermedi (De Candia lo vuole subito).

    - La lingua sarda e la lingua italiana hanno diverse sfere d'uso? Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non che che questo mi faccia piacere, ma così è. Alcuni linguisti appassionati e convinti (Paulis, Virdis, Pittau) tentano la difficile operazione di utilizzare un sardo "puro", limitando al massimo l'uso di "neologismi" asfissianti, che rubano dignità al sardo. Ciò è più facile se si devono raccontare dei fatti; ma trattando di filosofia e diritto, quindi di politica, la cosa è appena più complicata. Negli stessi documenti più antichi, come la Carta de Logu, abbondano italianismi, latinismi e formule bizantine, perchè chi scriveva era persona colta, e si fregiava della sua competenza. Ma è un discorso lungo, che potremo riprendere. Parlare e scrivere in sardo è difficile.

    - Ho letto l'articolo in "L'altra Voce" di Melis del 19.03: fango come al solito, stavolta sui manifesti di Maninchedda. Utilizza il suggerimento di Sa Socca, nella sua sferzante ironia, che in gennaio parlava di "Messia". Possibile che le nostre armi non possiamo utilizzarle in altre direzioni?

    - Indipendentisti e sardisti devono lavorare insieme, e devono farlo nel PsdAz, almenocchè non si voglia creare un nuovo partito (ancora?). Credo che questo convenga, e credo che bisognerà aprirsi anche ad altro, se si vuole arrivare un giorno all'obiettivo finale. Non vedo alternative.

    - I battibecchi fra sardisti costituiscono l'aspetto più disarmante. Sarò ingenuo, ma questo è ciò che provo; l'impressione all'esterno è anche peggiore.

  5. #5
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    All'amico su gurthu

    La critica, se fatta senza secondi fini, se basata su fatti concreti e incontestabili, è sempre un arricchimento della discussione e per questo, lievito per l'idea Sardista.
    Ho conosciuto nel Partito il lunghissimo periodo in cui l'informazione e la discussione avvenivano solo in certi salotti e ristoranti (e nei comizi, quando c'erano elezioni). E soprattutto coinvolgevano pochissime persone... Segretario, Presidente, Segretario Amministrativo e qualche altro cooptato alla mensa politica.
    Servono nomi? Non credo...
    Gli altri Sardisti, la base, i quadri intermedi pensavano alla Dirigenza come ad un Mito, come ad un Olimpo da cui trarre acriticamente cibo politico. Non mancavano gli indici puntati come in certa oleografia del socialismo reale, ed era forte l'attesa del Verbo.
    Che non arrivava mai, almeno quello utile.
    Anche perché il Verbo inteso come Pensiero Unico non esiste e tutto, ma veramente tutto, è sempre e comunque discutibile.
    Oggi, poi, il materiale umano al vertice è profondamente cambiato e i Sardisti analizzano il Verbo di chicchessia parola per parola.
    Forse non si può?
    Detto questo e datosi che i tempi sono comunque cambiati e che le tecnologie attuali permettono di inserire in un dibattito sconfinato le proprie convinzioni e conoscenze, in breve la memoria storica personale, mi stupisce davvero che critiche tutt'altro che offensive, niente affatto “livorose”, vengano considerate una sorta di tradimento della causa.
    Nessuno può negare che l'argomento “indipendenza” è un argomento di peso, visto che determina in modo incontrovertibile la natura del Partito Sardo d'Azione a partire dall'art. 1 dello Statuto. Ma qualcuno lo dimentica spesso..
    Prudenza?
    E malgrado ciò non mi sognerò di dire che qualcuno, volutamente o inconsapevolmente scordando nei propri discorsi, nei propri interventi, ed anche nei bellissimi manifesti che il Partito Sardo è Indipendentista, qualcuno dicevo, può essere accusato di tradimento della causa...
    Almeno all'atto.
    Di ciò che penso di Giorgio Melis, si può trovare traccia in qualche mio intervento precedente, cercando..... Ma io non mi preoccuperei più di tanto di certi personaggi... Basta seguirne il percorso storico.......e l'arrivo,
    Piuttosto mi preoccuperei di più di mantenere una certa coerenza tra gli ideali del Partito e la sua gestione, anche quella più elementare.
    Scrivi " - Indipendentisti e sardisti devono lavorare insieme, e devono farlo nel PsdAz....."
    Vorrei ricordarti che Sardisti e Indipendentisti nel PSd'Az sono la stessa cosa... Se invece ti volevi augurare che anche gli indipendentisti esterni raggiungano la casa Sardista, non posso che essere d'accordo con te.
    Ma non è certamente lasciando spazio all'ambiguità su questo tema che chi lotta per l'indipendenza verrà con noi.
    Detto questo prova a guardare la luna, ogni tanto, e non soltanto il dito che la indica.
    Con me la censura non funziona.




  6. #6
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    Amico "sa socca",
    censura non sia mai, naturalmente; chiedo venia per le imprecisioni, ma hai già spiegato tu.
    Mi inviti a guardare la luna, allo stesso modo con cui in bidda mea, talvolta, invitiamo qualcuno:
    -Benitiche a sa festa, ca t'amostro su tziu de su turrone!
    Praticamente "datti da fare e arrangiati".

    Sono anche volenteroso, ma non "perfettino"; qualche neo mi rimane , così è.
    Ho guardato direttamente la luna, bella, brillante e levigata, me sempre enigmatica, come fosse dipinta da Leonardo. Non bastasse, mi sono chiesto se l'altra faccia sia identica a quella che vedo, oppure se non abbia alcun che di diverso, o di inquietante, o persino di orrido. Ho pensato che, pur restando per noi sempre in ombra, qualcuno (i russi, mi pare, o i soliti americani?) comunque è riuscito a riprenderla e mostrarcela: ma sarà proprio la verità? Qualcuno dubita persino di quelle note impronte degli astronauti sulla luna: possono fare di tutto, lo sappiamo.
    Credo nel Dubbio e nella Relatività, e dunque ho bisogno di sentire gli altri, e devo dire che questo forum è molto stimolante e vivace, nessuno può negarlo.

    Dico soltanto che mentre noi (non io e te, naturalmente, ma noi sardi in genere) “ci becchiamo” tra parenti stretti, sos istranzos si che sun picande sas terras de su Papa, a chie si nde messat. Aiutati non da me o da te certo, ma da personaggi integerrimi e severi come G. Melis, il quale, per esempio afferma (http://www.altravoce.net/2008/03/19/debiti.html):

    <<...Lui (il Conte) va controcorrente: onore a Prodi. Va detto e gridato in Sardegna. Specie ora che è uscito di scena ed evocarlo non aiuta chi lo esalta. Tristemente, biecamente cancellato anche dal “suo” partito, dagli alleati che ha portato due volte sull'altare e due volte lo hanno trascinato nella polvere>>.

    Parrebbe di capire che ce l’ha col PD e con i suoi alleati, ai quali dunque non bisognerebbe dare il voto.

    <<Lo ripetiamo con forza e convinzione. Il Professore e il suo governo, specie con Enrico Letta, hanno dato e fatto per la Sardegna cose che rimarranno nella nostra storia quando la squallida polvere dell'oblio miserabile sarà dissolta (singulti!). Non ricordo in decenni un altro governo sia stato concretamente tanto amico e solidale con quest'isola ingrata (sigh!). Ha consentito conquiste durevoli, che cambieranno nel tempo la nostra condizione...>>. Qui, però, cambia! Il governo è composto dalla maggioranza e dagli alleati! Boh! Si potrebbe anche concedere qualche voto?

    <<...Anche il G8 a La Maddalena, con i rischi che comporta, è un enorme potenziale di sviluppo concreto, con soldi pubblici per fare dell'arcipelago un polo di attrazione mondiale, è un regalo di Prodi ai sardi e a Soru>>.

    Sì, checché ne pensiate; proprio a lui. Solo per Lui, il regalo ai sardi.

    Aggiunge: <<Il Professore ha sempre mostrato, anche per il suo rapporto personale e anche familiare con Soru (non è mica roba da niente), attenzione, sensibilità e solidarietà per la Sardegna: come nessun altro premier, anche sardo, prima di lui… Per noi sardi non è un fatto di civismo, ma dovere profondo>>.

    E per merito di Soru, dunque, possiamo anche votarlo, questo PD.

    Ma non è così, Melis non è di quelli; lo dice chiaro chiaro:
    <<Sono considerazioni non occasionali, travalicano assolutamente e totalmente la scadenza elettorale: si collocano nel solco delle cose che restano, fuori dalla mischia del momento, dalla congiuntura politica>>. Non ci sono dubbi: qui non si parla di voto. Che cominci a perdere i lumi? Come potrà disintossicarsi fra un anno?


    Amico “sa socca”, per ottenere l’indipendenza è necessario il consenso di almeno il 51% dei sardi, se basterà. Come si potrà realizzare una tale maggioranza? Carte false, farei. Qualcuno ipotizza la “condizione necessaria” di una “forte componente moderata sardista”, come unica possibilità. Che fare?

    E mentre noi sardi ci becchiamo, sos istranzos si che sun picande sas terras de su Papa, a chie si nde messat. Una parte consistente degli eletti sarà certamente costituita da forestieri, ma de allargu, però!

    Questi giorni, raccattiamo voti. Per tutto il Partito.


  7. #7
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    Arrow SOS sardos e sardistas sardos weros

    Citazione Originariamente Scritto da Zarathustra Visualizza Messaggio




    Bazzicando nel blog di Sardegna e Libertà mi sono imbattuto nella stesura del programma del PSDAZ in Lingua Sarda. Ovviamente all' inizio ero molto entusiasta riguardo il fatto che anche l' allegra congrega che ruota attorno al nuovo Messia Maninchedda si sia ricordata che in Sardegna oltre all' italiano si parli un' altra lingua...
    Lo leggo e mi salta agli occhi subito il punto 1:



    In lingua italiana il vervo utilizzato è "tuteli"...mah...

    Questa strana impostazione viene fuori anche nel punto 5:



    E torra! Nel corrispondente punto in italiano si parla invece di "tasse da indirizzare al nostro sviluppo". Solo un caso? Boh...

    Ma il bello deve ancora venire, nel punto 7:



    Il bello è che nella versione in italiano la parola indipendenza non viene scritta...a questo punto verrebbe da chiedersi: ma il PSDAZ per caso ha due target elettorali diversi e cerca di raggiungerli in maniera diversa utilizzando per questo due lingue, oppure si tratta solo di un simpatico traduttore che ha voluto aggiungere il suo tocco personale alla versione in sardo? Non vorrei che persistesse l' equazione di Lingua sarda = Casa, calore umano, ignoranza, visione "romantica" della Sardegna
    Lingua Italiana = Ufficio, rapporti formali, cultura, visione del mondo di chi sa come vanno le cose...

    Dopo questo piccolo appunto, vi saluto
    ZARATU; RILEGGITTI IL 9 E IL 12 ATTENTAMENTE

    KI LEGGE QUESTO FORUM PUÓ CAPIRE CON CHE RAZZA DI SARDISTI ABBIAMO A KE FARE

    NO M'AMMENTO DHE KIE ITTI SU LIBRU "KE FARE"

    NO B'HATT KE PRANGERE

    SOS SOS SOS

    OH ZARATU MA KI ES SA CALYPSO
    SU TUNDU DHE S'UNIONE SARDA MI PARET AZZIKU TIPU TUTTI DA FULWIA IL SABATO SERA
    KUSTOS SUNI EXTRATERRESTRES ALIENAOS DAE MORIKONZU
    IN TOTTU SOS SINNOS

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da sa socca Visualizza Messaggio
    All'amico su gurthu

    La critica, se fatta senza secondi fini, se basata su fatti concreti e incontestabili, è sempre un arricchimento della discussione e per questo, lievito per l'idea Sardista.
    Ho conosciuto nel Partito il lunghissimo periodo in cui l'informazione e la discussione avvenivano solo in certi salotti e ristoranti (e nei comizi, quando c'erano elezioni). E soprattutto coinvolgevano pochissime persone... Segretario, Presidente, Segretario Amministrativo e qualche altro cooptato alla mensa politica.
    Servono nomi? Non credo...
    Gli altri Sardisti, la base, i quadri intermedi pensavano alla Dirigenza come ad un Mito, come ad un Olimpo da cui trarre acriticamente cibo politico. Non mancavano gli indici puntati come in certa oleografia del socialismo reale, ed era forte l'attesa del Verbo.
    Che non arrivava mai, almeno quello utile.
    Anche perché il Verbo inteso come Pensiero Unico non esiste e tutto, ma veramente tutto, è sempre e comunque discutibile.
    Oggi, poi, il materiale umano al vertice è profondamente cambiato e i Sardisti analizzano il Verbo di chicchessia parola per parola.
    Forse non si può?
    Detto questo e datosi che i tempi sono comunque cambiati e che le tecnologie attuali permettono di inserire in un dibattito sconfinato le proprie convinzioni e conoscenze, in breve la memoria storica personale, mi stupisce davvero che critiche tutt'altro che offensive, niente affatto “livorose”, vengano considerate una sorta di tradimento della causa.
    Nessuno può negare che l'argomento “indipendenza” è un argomento di peso, visto che determina in modo incontrovertibile la natura del Partito Sardo d'Azione a partire dall'art. 1 dello Statuto. Ma qualcuno lo dimentica spesso..
    Prudenza?
    E malgrado ciò non mi sognerò di dire che qualcuno, volutamente o inconsapevolmente scordando nei propri discorsi, nei propri interventi, ed anche nei bellissimi manifesti che il Partito Sardo è Indipendentista, qualcuno dicevo, può essere accusato di tradimento della causa...
    Almeno all'atto.
    Di ciò che penso di Giorgio Melis, si può trovare traccia in qualche mio intervento precedente, cercando..... Ma io non mi preoccuperei più di tanto di certi personaggi... Basta seguirne il percorso storico.......e l'arrivo,
    Piuttosto mi preoccuperei di più di mantenere una certa coerenza tra gli ideali del Partito e la sua gestione, anche quella più elementare.
    Scrivi " - Indipendentisti e sardisti devono lavorare insieme, e devono farlo nel PsdAz....."
    Vorrei ricordarti che Sardisti e Indipendentisti nel PSd'Az sono la stessa cosa... Se invece ti volevi augurare che anche gli indipendentisti esterni raggiungano la casa Sardista, non posso che essere d'accordo con te.
    Ma non è certamente lasciando spazio all'ambiguità su questo tema che chi lotta per l'indipendenza verrà con noi.
    Detto questo prova a guardare la luna, ogni tanto, e non soltanto il dito che la indica.
    Con me la censura non funziona.
    SA SOKA A TIWE SU RISPETTU DHE SIRADONU

    SIRADONIA NARAT GRATZIE A SA ZENIA SIRADONIKA

  9. #9
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    Exclamation Raccattiamo ?!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da su gurthu Visualizza Messaggio
    Amico "sa socca",
    censura non sia mai, naturalmente; chiedo venia per le imprecisioni, ma hai già spiegato tu.
    Mi inviti a guardare la luna, allo stesso modo con cui in bidda mea, talvolta, invitiamo qualcuno:
    -Benitiche a sa festa, ca t'amostro su tziu de su turrone!
    Praticamente "datti da fare e arrangiati".

    Sono anche volenteroso, ma non "perfettino"; qualche neo mi rimane , così è.
    Ho guardato direttamente la luna, bella, brillante e levigata, me sempre enigmatica, come fosse dipinta da Leonardo. Non bastasse, mi sono chiesto se l'altra faccia sia identica a quella che vedo, oppure se non abbia alcun che di diverso, o di inquietante, o persino di orrido. Ho pensato che, pur restando per noi sempre in ombra, qualcuno (i russi, mi pare, o i soliti americani?) comunque è riuscito a riprenderla e mostrarcela: ma sarà proprio la verità? Qualcuno dubita persino di quelle note impronte degli astronauti sulla luna: possono fare di tutto, lo sappiamo.
    Credo nel Dubbio e nella Relatività, e dunque ho bisogno di sentire gli altri, e devo dire che questo forum è molto stimolante e vivace, nessuno può negarlo.

    Dico soltanto che mentre noi (non io e te, naturalmente, ma noi sardi in genere) “ci becchiamo” tra parenti stretti, sos istranzos si che sun picande sas terras de su Papa, a chie si nde messat. Aiutati non da me o da te certo, ma da personaggi integerrimi e severi come G. Melis, il quale, per esempio afferma (http://www.altravoce.net/2008/03/19/debiti.html):

    <<...Lui (il Conte) va controcorrente: onore a Prodi. Va detto e gridato in Sardegna. Specie ora che è uscito di scena ed evocarlo non aiuta chi lo esalta. Tristemente, biecamente cancellato anche dal “suo” partito, dagli alleati che ha portato due volte sull'altare e due volte lo hanno trascinato nella polvere>>.

    Parrebbe di capire che ce l’ha col PD e con i suoi alleati, ai quali dunque non bisognerebbe dare il voto.

    <<Lo ripetiamo con forza e convinzione. Il Professore e il suo governo, specie con Enrico Letta, hanno dato e fatto per la Sardegna cose che rimarranno nella nostra storia quando la squallida polvere dell'oblio miserabile sarà dissolta (singulti!). Non ricordo in decenni un altro governo sia stato concretamente tanto amico e solidale con quest'isola ingrata (sigh!). Ha consentito conquiste durevoli, che cambieranno nel tempo la nostra condizione...>>. Qui, però, cambia! Il governo è composto dalla maggioranza e dagli alleati! Boh! Si potrebbe anche concedere qualche voto?

    <<...Anche il G8 a La Maddalena, con i rischi che comporta, è un enorme potenziale di sviluppo concreto, con soldi pubblici per fare dell'arcipelago un polo di attrazione mondiale, è un regalo di Prodi ai sardi e a Soru>>.

    Sì, checché ne pensiate; proprio a lui. Solo per Lui, il regalo ai sardi.

    Aggiunge: <<Il Professore ha sempre mostrato, anche per il suo rapporto personale e anche familiare con Soru (non è mica roba da niente), attenzione, sensibilità e solidarietà per la Sardegna: come nessun altro premier, anche sardo, prima di lui… Per noi sardi non è un fatto di civismo, ma dovere profondo>>.

    E per merito di Soru, dunque, possiamo anche votarlo, questo PD.

    Ma non è così, Melis non è di quelli; lo dice chiaro chiaro:
    <<Sono considerazioni non occasionali, travalicano assolutamente e totalmente la scadenza elettorale: si collocano nel solco delle cose che restano, fuori dalla mischia del momento, dalla congiuntura politica>>. Non ci sono dubbi: qui non si parla di voto. Che cominci a perdere i lumi? Come potrà disintossicarsi fra un anno?


    Amico “sa socca”, per ottenere l’indipendenza è necessario il consenso di almeno il 51% dei sardi, se basterà. Come si potrà realizzare una tale maggioranza? Carte false, farei. Qualcuno ipotizza la “condizione necessaria” di una “forte componente moderata sardista”, come unica possibilità. Che fare?

    E mentre noi sardi ci becchiamo, sos istranzos si che sun picande sas terras de su Papa, a chie si nde messat. Una parte consistente degli eletti sarà certamente costituita da forestieri, ma de allargu, però!

    Questi giorni, raccattiamo voti. Per tutto il Partito.

    SIRADONU NO TENET KUMMENTU

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da su gurthu Visualizza Messaggio
    Senza molto approfondire, ho l'impressione che qui il sardismo, come partito o semplicemente come idea, sia l'elemento comune a tutti, unificante; e allora mi chiedo come mai alcuni di noi vedono la pagliuzza e non la trave; come dire che tanta capacità di analisi e di critica potrebbe essere meglio utilizzata per un fine più costruttivo, o in altre direzioni, e non a detrimento di un partito che di mali ne possiede già abbastanza. Brevemente:

    - L'indipendentismo è presente nell'art. 1 dello Statuto; che lo si sbandieri o no, lì è scritto e nessuno lo toglierà. E' l'obiettivo finale, prima ci saranno quelli intermedi (De Candia lo vuole subito).

    - La lingua sarda e la lingua italiana hanno diverse sfere d'uso? Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non che che questo mi faccia piacere, ma così è. Alcuni linguisti appassionati e convinti (Paulis, Virdis, Pittau) tentano la difficile operazione di utilizzare un sardo "puro", limitando al massimo l'uso di "neologismi" asfissianti, che rubano dignità al sardo. Ciò è più facile se si devono raccontare dei fatti; ma trattando di filosofia e diritto, quindi di politica, la cosa è appena più complicata. Negli stessi documenti più antichi, come la Carta de Logu, abbondano italianismi, latinismi e formule bizantine, perchè chi scriveva era persona colta, e si fregiava della sua competenza. Ma è un discorso lungo, che potremo riprendere. Parlare e scrivere in sardo è difficile.

    - Ho letto l'articolo in "L'altra Voce" di Melis del 19.03: fango come al solito, stavolta sui manifesti di Maninchedda. Utilizza il suggerimento di Sa Socca, nella sua sferzante ironia, che in gennaio parlava di "Messia". Possibile che le nostre armi non possiamo utilizzarle in altre direzioni?

    - Indipendentisti e sardisti devono lavorare insieme, e devono farlo nel PsdAz, almenocchè non si voglia creare un nuovo partito (ancora?). Credo che questo convenga, e credo che bisognerà aprirsi anche ad altro, se si vuole arrivare un giorno all'obiettivo finale. Non vedo alternative.

    - I battibecchi fra sardisti costituiscono l'aspetto più disarmante. Sarò ingenuo, ma questo è ciò che provo; l'impressione all'esterno è anche peggiore.
    Caro Su Gurthu, se mi fossi voluto concentrare sulla trave avrei avuto tanto altro da dire riguardo al PSDAZ, invece ho preferito scegliere di farlo sulla pagliuzza
    Riguardo la differenza tra sardo ed italiano posso essere d' accordo, ma non intendevo iniziare una disquisizione puramente sociolinguistica. Lasciamo pure da parte il riferimento a "azuare" ma sul termine Indipendèntzia presente in una versione e non nell' altra come la mettiamo? La differenza è senza ombra di dubbio concettuale in questo caso...e a me ha dato come l' impressione che rispecchiasse in un certo qual modo le due anime presenti all' interno del PSDAZ.
    L' auspicio che tu fai su una collaborazione o fusione dei movimenti indipendentisti col PSDAZ è senz' altro condivisibile. Il problema è che con questo PSDAZ non si può fare: la dirigenza si è accomodata su questo sistema , ne trae vantaggio e contemporaneamente lo legittima, con alleanze in tanti comuni e all' occorrenza in province e Regione. Non ci si può dire realmente indipendentisti se ci si allea con i partiti italiani, soprattutto se lo si fa in condizioni di chiara subalternità .

    Nonostante questo credo che voterò PSDAZ alle prossime elezioni, dato che iRS non si candida e SNI ha fatto un passo indietro che va in qualche modo castigato. Lo faccio perchè ritengo esserci gli estremi per piazzare un rappresentante nel "Regno del Male" e soprattutto per quanto il Senato il suo valore in termini di "ricatto" potrebbe essere importantissimo. Ma che Maninchedda non commetta l' errore una volta là di svendersi all' UDC o al "caro amico" Lombardo ...in tal caso farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per perseguitarlo come il suo peggiore incubo.

 

 
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