



Zimbabwe/ Tsvangirai torna ad Harare, lunedi' incontro con Mugabe
Lunedì presenti i leader di Sudafrica e Mozambico e Thabo Mbeki
Harare, 17 gen. (Ap) - Il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai è tornato oggi nello Zimbabwe dopo due mesi di assenza, in vista dell'incontro di lunedì prossimo con il Presidente Robert Mugabe.
Prima dell'incontro, Tsvangirai riunirà il suo partito, Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), per decidere se confermare o meno l'accordo raggiunto lo scorso settembre con Mugabe su un governo di unità nazionale. I colloqui tenuti da settembre a oggi si sono conclusi con un nulla di fatto per disaccordi sull'assegnazione di ministeri chiave, quali Difesa e Interno.
All'incontro parteciperanno anche i Presidenti di Sudafrica e Mozambico e il mediatore della Sadc (Comunità per sviluppo dell'Africa australe, ndr), Thabo Mbeki.
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Non servirà comunque a nulla, l'unica soluzione è che gli Europei tornino in Rhodesia ad insegnare come si governa.






Piccolo quadro della situazione:
Harare – Non si placa l’epidemia di colera che sta flagellando lo Zimbabwe. L’ultimo bilancio, diffuso ieri dall’Organizzazione mondiale della Sanità, parla di 2.024 vittime, e di quasi 40.000 contagi. L’ultimo bollettino, dell’8 gennaio scorso, contava almeno 1.822 morti. La zona più colpita rimane la capitale Harare, che ha registrato 238 decessi e 10.138 casi, seguita dall’area di Beitbridge, che si trova al confine con il Sudafrica, con 4.275 contagi.
La diffusione massiccia della malattia – si tratta dell’epidemia più grave mai registrata nel paese – è favorita dalla grave situazione politica ed economica in cui si trova lo Zimbabwe da molti mesi. L’anno scorso la campagna elettorale era stata contrassegnata da intimidazioni e violenze perpetrate da Robert Mugabe, presidente del paese dall’indipendenza del 1980, ai danni del leader d’opposizione Morgan Tsvangirai e del suo Mdc. Le urne avevano decretato la vittoria di quest’ultimo, ma nonostante gli accordi tra i due partiti per la formazione di un governo di unità nazionale non si è ancora arrivati alla spartizione delle cariche istituzionali.
La comunità internazionale continua a far pressione su Mugabe, accusato di non voler cedere parte delle cariche al vincitore, e intanto la situazione nel paese è sempre più drammatica.
Figlia della crisi politica è quella economica, che ha fatto raggiungere all’ex granaio dell’Africa un tasso di inflazione eccezionale, che tocca il 231.000.000%, e che ha fatto salire la disoccupazione all’80%. La situazione è così grave che lo stato, secondo quanto riferisce la Bbc, è arrivato a sfamare le truppe con carne di elefante, l’unica disponibile.
Proprio ieri l’organizzazione non governativa Physicians for Human Rights (Phr) ha denunciato che, con il sistema sanitario al collasso, gran parte dei malati che potrebbero essere salvati muoiono per mancanza di cure. Oltre alle vittime del colera, sono un numero imprecisato coloro che non vengono curati dagli ospedali che, da mesi senz’acqua corrente e con insufficiente materiale sanitario, sono stati chiusi perché la iperinflazione rende gli stipendi del personale insufficienti a pagare i mezzi di trasporto per recarsi al lavoro.
Phr accusa il governo di avidità, di incompetenza e di negazione della tragedia, e chiede alla Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) di indagare su Mugabe, dal momento che ritiene ci siano elementi sufficienti per farlo giudicare colpevole di crimini contro l’umanità. Per porre fine alla grave situazione umanitaria, l’organizzazione suggerisce di affidare all’Onu la gestione del sistema sanitario e di quello idrico, per fermare i decessi “non necessari”, per malattie facilmente curabili.
La situazione è grave anche nelle scuole, che non hanno ancora riaperto dopo le vacanze natalizie. Il ministro dell’Istruzione, Stephen Mahere, ha giustificato il protrarsi della pausa delle lezioni con la necessità degli insegnanti di correggere gli esami tenuti dagli studenti alla fine dell’anno scorso. Ma i docenti fanno sapere che rientreranno al lavoro solo dopo aver ricevuto l’assicurazione da parte del governo di pagare gli stipendi in valuta straniera, considerato che quella locale vale ormai così poco che è stata stampata una banconota da 10 miliardi di dollari zimbabweiani.
E così il paese che poteva vantare uno dei migliori sistemi scolastici del continente, che faceva registrare una frequenza di oltre il 90%, vede ora sui banchi meno del 20% degli studenti.
Lorenzo
Miles Insulae


A Robert Mugabe va sicuramente riconosciuta una straordinaria capacità di rimanere in sella, di tenersi vivo ed attivo sulla scena internazionale, cosìcome di saper placare gli spiriti internamente al paese. Questo è tanto più vero, quando il suo paese è, di fatto, morto; con un'iflazione ha sei cifre, la paralasi di qualsiasi attività, la fame, il colera, nessuna prospettiva economica. Ma le mosse internazionali hanno dato i loro frutti:
Harare, 17 gen. (Ap) - La Cina ritiene che alla crisi in atto nello Zimbabwe non si possa rispondere con un inasprimento delle sanzioni già in vigore contro il governo del Presidente Robert Mugabe. E' quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi.
Yang ha quindi espresso apprezzamento per la mediazione del Sudafrica tra Mugabe e l'opposizione guidata da Morgan Tsvangirai, per favorire l'insediamento di un governo di unità nazionale e affrontare la grave crisi economica e sanitaria in cui versa il Paese.
"Noi riteniamo che questa questione debba essere risolta nello Zimbabwe e crediamo che le posizioni assunte da Unione africana e dalla Sadc (Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe, ndr) siano di fondamentale importanza - ha detto Yang alla stampa - non non crediamo che le sanzioni offrano una soluzione. Questo rimane il punto di vista della Cina". Lo scorso luglio, la Cina pose il veto contro la risoluzione presentata al Consiglio di sicurezza dell'Onu per approvare sanzioni contro Mugabe.
Anche la moglie di Mugabe è in visita in Cina:
Brutta avventura per un fotografo del 'Sunday Times' che e' stato picchiato e preso a pugni ripetutamente da Grace Mugabe. Alla moglie del presidente dello Zimbabwe, un Paese assediato dal colera e tra i piu' poveri del mondo, non e' piaciuto evidentemente di essere stata sorpresa dinanzi a un lussuoso hotel di Hong Kong. Sottobraccio una lussuosa borsa Jimmy Choo, avvolta in uno sgargiante scialle di cashemire rosso, sul volto un paio di occhiali Cavalli, la signora usciva dallo Shangri-la (2.000 euro al giorno) dove alloggia con il suo entourage. Ma la vista del fotografo l'ha indispettita. Mentre la guardia del corpo tentava di strappare la macchina fotografica al reporter, la signora si e' aggiunta all'assalto. "L'uomo immobilizzava il fotografo e lei lo ha colpito ripetutamente sulla faccia con i pugni. Urlava, completamente impazzita", ha raccontato un turista austriaco che ha assistito alla scena. Il fotografo 42enne ha riportato tagli e abrasioni al volto e alla testa causati dagli anelli incastonati di diamanti che Grace Mugabe aveva alle dita. La moglie di Mugabe e la sua accompagnatrice hanno allora tentato di dileguarsi ma si sono imbattute in un altro fotografo, che ha scattato alcune immagini prima che fosse anche lui perso di mira dalla furia della signora. La polizia di Honk Kong, che sta studiando il filmato, ha fermato la guardia del corpo e lo ha rilasciato dopo l'interrogatorio.
Lorenzo
Miles Insulae