
Originariamente Scritto da
Lotari
Sulla materia della pena capitale la Chiesa non ha mai detto “uccidere mai e a nessuna condizione”. Dunque non puoi invocare un’uniformità di comportamento che in questo caso non può esistere.
Potrei dirti che Gesù disse che a coloro che scandalizzano “uno di questi piccoli” dovrebbe essere messa una macina da mulino al collo per essere gettati nelle profondità del mare. Se a uno gli metti una macina al collo e lo butti nel mare, mi pare difficile che possa sopravvivere.
Ma tu mi dirai: ah, ma quello è il peccato di pedofilia e pure io sono d’accordo alla pena di morte (faccio l’ipotesi). E’ vero che Gesù fece il discorso con un bambino accanto, ma parlava del fatto che un deve ritornare piccolo (=non superbo) per avere la vita eterna. Poi dice: se a uno di questi piccoli…Insomma, il dubbio rimane.
La Madonna a Medjugorje chiama i suoi figli “piccolini” e si riferisce ai suoi figli (di 1 o 100 anni). Lo scandalo, poi (secondo la Chiesa), non è solo un’azione o una violenza, ma anche un insegnamento molto cattivo fatto pubblicamente e senza remore, che travia dalle fondamenta l’essere umano, l’istigazione al suicidio (come facevano i catari), all’empietà, etc. Le parole ammazzano più della spada. Che ci siano stati eccessi, ovviamente non lo nego. Peccati di singoli, pure, e molti. Che però la “direzione”, quella di punire il diffusore di dottrine false, eretiche, sovversive, che rischiava di trascinare alla perdizione molte anime e che a nessuna condizione voleva piegarsi a ritrattare, mai e per nessun motivo (come fece Giordano Bruno) fosse giusta, non v’è dubbio. Che fosse giusto uccidere non lo ritengo, ma io vivo oggi, non nel XV o XVI secolo. Se dici che è relativismo, allora ti rimando alla prima frase del post.
Poi c’è tutta la questione della legittima difesa, ben dipinta nella “Guerra di Piero” da De Andrè. Dire se ha ragione Piero a non aver sparato oppure l’altro ad averlo fatto, è difficile. Di certo, se Piero avesse sparato il suo peccato sarebbe stato veniale, perché l’altro aveva il fucile in braccio puntato verso di lui e uno deve sempre difendere la SUA vita prima della vita degli altri. Ma avendo rifiutato di commettere anche il peccato veniale pagando con la vita, forse Piero è andato in paradiso per direttissima. Come vedi, non è così facile.
Per questo si dice che la Chiesa, in realtà, non ha mai peccato (gli uomini peccano) ma che gli errori commessi siano stati “errori invincibili”. La Chiesa deve badare alla cura di tutte le pecorelle e non può permettersi che una mela marcia le faccia marcire tutte. A quel tempo, cioè, condannare in determinati casi una persona era ritenuto il male minore perché si era intimamente convinti, in coscienza, che era meglio così per il mondo e - paradossalmente – pure per quell’anima. Molti condannati alla pena capitale, difatti, si pentivano sinceramente, contritamente e morivano con i sacramenti e in grazia di Dio. Lieto fine, dunque. Se fossero vissuti, magari avrebbero perseverato nella superbia e nello spargimento degli errori, forse per finire ammazzati di spada e senza confessione.
Dire oggi che non doveva esserci la pena di morte è facile. Bisogna trasferirsi nel ‘400 quando la sodomia era punita con la pena capitale* (e quanto erano più feroci gli altri stati italiani, penso a Lorenzo il Magnifico, che magnifici squartamenti ordinava lui!). Savonarola non se la prendeva mica per le pene capitali, ma per la purezza della fede. Dunque, pure un fustigatore della Chiesa come lui, a quel tempo, riteneva più importanti la dottrina e la purezza.
* nota: dunque, non mi pare che l’atteggiamento della Chiesa sull’omosessualità sia cambiato (e idem per aborto e eutanasia…)