



Scusa Isabella, ma credo il punto non sia quello di sapere se una persona abbia buon motivo per interessarsi della politica di dove non abita più, ma se è giusto che la politica di una nazione sia decisa da chi non paga le conseguenza delle scelte elettorali. Ho già detto altrove che il voto agli emigranti dovrebbe essere modificato, distinguendo tra una pluralità di situazioni e , tra l'altro, non essere per corrispondenza ma presso ambasciate o, se possibile, consolati. Il diritto di voto, purtroppo, è visto da molti come una sorta di diritto dinastico. Credo l'Italia abbia ancora bisogno della presenza di persone come te. "A da passa' a nuttata" , anche se sarà lunga e difficile.






Secondo me no, per il semplice fatto che il tuo voto non ha diretta influenza sulla società in cui vivi. Credo che bisognerebbe, come dicevo sopra, occuparsi del posto in cui si è deciso di vivere e non occuparsi di invadere una sfera sociale dalla quale abbiamo deciso di separarci.


Guarda, se sei all'estero temporaneamente (studio/lavoro temporaneo) lo posso anche capire. Ma nel caso che tu non abbia una data, un'idea o una certezza di ritornare non credo che dovresti imporre le tue scelte senza doverle subire in prima persona. Anche il "torno quando cambieranno le cose" mi pare una soluzione di comodo; chi è rimasto e si adopera per rendere il posto in cui vive migliore ha maggior diritto di decidere dei cambiamenti politici rispetto a chi se ne è scientemente allontanato.


Ragionando in modo obiettivo come credo di esserne capace piu' della media non posso non condividere con chi pensa che chi vive sulla propria pelle i risultati politici abbia un grado di diritto di decidere superiore di chi ha lasciato, pero' allo stesso tempo, sara' la mia pignoleria o correttezza (nn sempre ma spesso sono la stessa cosa) , mi spinge a pensare che allo stesso modo anche chi rimane per propria scelta dovrebbe avere maggior diritto di chi vorrebbe tanto andarsene e non puo', e mi chiedo se abbia piu' diritto chi vive all'estero e tifa per il proprio paese oppure chi magari vorrebbe andarsene e tifa contro (in questi giorni ne ho visti molti nel forum).


Non capisco come questo tuo discorso, condiviso o meno che possa essere, sia in grado di proporre una qualsivoglia normativa. Prima del voto dobbiamo passare dallo pscologo che analizza le nostre motivazioni alla cittadinanza? Non basta la proposta di indagare sulla psiche dei magistrati, dobbiamo farlo anche con gli elettori? non credo tu voglia questo. Ci sono migliaia di ragioni per cui una persona è più o meno in sintonia con la comunità in cui vive, ma sono irrilevanti rispetto ai suoi diritti.




...Anche perche' sarebbe "lievemente" assurdo dover chiedere agli italiani di provare di essere residenti in italia per scelta![]()