Razza ariana
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La quarta edizione di Meyers Konversationslexikon (1890) mostra "ariani europei" e "indo-ariani" che insieme a "popoli semitici" costituiscono la "razza caucasoide".
Razza ariana (in tedesco arische Rasse, dal sanscrito, आर्य, ārya, "quello nobile") indica il supposto gruppo razziale a cui appartengono tutti i popoli indoeuropei. Secondo tali teorie, la razza ariana origina da un unico popolo portatore del protoindoeuropeo, madre delle lingue indoeuropee, che in epoca preistorica è migrato da una patria originale detta Urheimat in tutta l'Europa e in parte dell'Asia centrale. Il concetto di razza ariana è stato alla base dell'ideologia nazionalsocialista e del genocidio delle "razze non-ariane" presenti in Europa, tra cui gli ebrei (Olocausto).
Il concetto di razza ariana non ha alcun significato in termini genetici. Attualmente il concetto stesso di razza come suddivisione rigida dei popoli umani è completamente decaduto. Le moderne ricerche di genetica hanno determinato che le differenze genetiche tra i popoli non possono distinguere razze in modo definito, ma che tutti i popoli umani mostrano caratteristiche genetiche che variano in maniera continua e progressiva[1]. Tale termine può essere unicamente inteso secondo il significato storico che assunse a partire dalla metà del XIX secolo e soprattutto nell'ideologia nazionalsocialista del XX secolo, che la intese come l'insieme dei popoli di lingua indoeuropea (Adolf Hitler, Mein Kampf).
Indice
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- 1 La situazione odierna del concetto di razza
- 2 Dove si trova l'Urheimat ariana?
- 3 Il concetto di razza ariana nella storia
- 4 Voci correlate
- 5 Collegamenti esterni
La situazione odierna del concetto di razza [modifica]
Secondo ricerche scientifiche recenti, riportate nelle dichiarazioni dell'UNESCO, la suddivisione della specie umana in razze diverse è convenzionale e arbitraria. L'UNESCO sostituisce al concetto di razza quello di popolo come unico segmento della specie umana in cui sia riscontrabile una vera omogeneità tra individui. In accordo con le più moderne ricerche genetiche di Luigi Luca Cavalli-Sforza si possono identificare quattro macrogruppi genetici della specie umana: aborigeni australiani, africani, orientali e caucasoidi.
Dove si trova l'Urheimat ariana? [modifica]
Sull'habitat primitivo degli ariani si è speculato molto. A causa dell'antica età della lingua iraniana e del sanscrito è stato inizialmente cercato un collegamento con la Persia o la cultura dell'Indo. Subito dopo è stata cercata in Europa l'origine (Urheimat) di questa civiltà.
Durante il XIX secolo si è creduto comunemente che la razza ariana provenisse dall'Europa settentrionale, in particolare dalla Germania o dalla Scandinavia, o almeno che in quei paesi l'origine etnica ariana originale si fosse conservata nel tempo[2]. Questa idea era diffusa sia nella cultura intellettuale che popolare all'inizio del XX secolo. La "teoria settentrionale " sulle origini ariane non era l'unica che circolava durante quel secolo, infatti molti eruditi britannici, americani e tedeschi hanno proposto che gli ariani provenissero dalle steppe del sud-ovest della Russia attuale includendo le montagne del Caucaso o anche dall'Asia centrale.
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Le regioni d'origine degli ariani secondo la teoria dei Kurgan.
L'ipotesi dell' invasione ariana, formulata chiaramente da Gordon Childe (The Aryans,1926) è famosa tra queste teorie di diffusione. Essa vede l'ariano come un cavaliere nomade che dalle steppe eurasiatiche si è diffuso sia al sud che all'ovest. In questa teoria la cosiddetta Kurgankultur avrebbe sparso la propria lingua, religione e cultura. Questa teoria è stata recentemente riproposta dall'archeologa Maria Gimbutas.
Un'altra teoria più recente propone un'origine anatolica dei popoli ariani. Questa teoria è stata proposta da Colin Renfrew e da Luigi Luca Cavalli-Sforza in maniera indipendente. Essa ritiene che le lingue indoeuropee si siano sviluppate a partire dall'odierna Turchia verso l'Europa. In un secondo tempo l'espansione sarebbe proseguita a partire dalle steppe euroasiatiche (culture Yamna e Andronovo) verso l'Iran e l'India.
Il concetto di razza ariana nella storia [modifica]
Origine ottocentesca del concetto [modifica]
L'idea di razza ariana è nata dalla linguistica: all'inizio XIX secolo è stato notato che molte lingue d'Europa (lingue romanze, lingue germaniche, lingue celtiche, albanese, lingue slave, greco) così come altre in Armenia, in Persia(Iran) e in India mostrano molte caratteristiche in comune nel vocabolario e nella grammatica. Inoltre è stata determinata una somiglianza notevole nella mitologia e nel culto di questi popoli. In questo è stato trovato il presupposto di una patria comune oltre che di un'unica lingua originaria per queste lingue ariane (denominate anche lingue indoeuropee o indogermaniche); questa dichiarazione è oggi completamente riconosciuta dopo un lungo formulare e riformulare ipotesi nel campo della linguistica. Ci si è basati su documenti persiani ed indiani per dichiarare che i portatori di questa lingua probabilmente si autodenominavano Ariani (Arya).
La parola "arianno" compare per la prima volta nel testo sacro indiano antico Rigveda e nel Gathas iraniano. I termini indiani ed iraniani sono derivati direttamente da *arya (proto-indo-iraniano), apparentemente un'autodenominazione dei proto-indo-iraniani. Il termine inoltre si trova nelle vecchie iscrizioni persiane ed in altre fonti persiane dal 500 a.C. in avanti, e la stessa parola "Iran" è derivata da esso (vedere Airyanem Vaejah). Dario il Grande disse: Io sono Dario il Grande Re, re dei re, re di paesi che contengono tutte le razze degli uomini, re in questa grande terra ampia e sconfinata, figlio di Hystaspes, un achemenide, un persiano, figlio di un persiano, un ariano, discendente da ariani. L'India inoltre si chiama Aryavarta, che significa "la terra degli ariani". Gli iraniani moderni considerano la loro origine etnica e storica come ariana e nell'Induismo storico il termine dal sanscrito ha preso il significato spirituale di nobile. Poiché, nel XIX secolo, gli indo-iraniani erano il popolo che parlava la più antica lingua indoeuropea conosciuta, la parola "ariano" è stata adottata per riferirsi non solo alla gente indo-iraniana, ma anche a tutti gli altri popoli indoeuropei. Si è argomentato che tutte queste lingue provengono da una radice comune - ora conosciuta come proto-indo-europea - parlata da popoli antichi che devono essere antenati dei popoli indiani, europei e iraniani. Dovrebbe essere notato che questo uso del termine è obsoleto. Nell'odierno inglese aryan è sinonimo di indo-iraniano, o in particolare proto-indo-iraniano.
Nel Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane pubblicato a metà del XIX secolo da Joseph-Arthur de Gobineau si trova la prima definizione di razza ariana come razza bianca pura. Il nobile francese ha affermato la superiorità dell'aristocrazia ariana rispetto al popolo, secondo lui invece frutto della mescolanza degli Ariani con razze inferiori. L'idea che gli europei fossero i più puri è stata successivamente affermata assiduamente non solo dal conte de Gobineau ma anche da altri scrittori: il più importante è stato il suo discepolo Houston Stewart Chamberlain, che ha scritto della razza ariana: Colei che ha parlato le lingue indoeuropee ed è stata prescelta per essere il più nobile dei popoli.
Nel XIX secolo c'è stato un ulteriore salto dalla linguistica all'etnologia: è stato dichiarato che gli esseri umani che parlano la lingua discendente dagli indoeuropei (cioè quasi tutti gli europei, ad eccezione dei lapponi discendono anche geneticamente da questo popolo. Di conseguenza gli esseri umani bianchi sono stati identificati come discendenti degli ariani. L'ebreo, anche se in Europa è simile agli altri popoli - ebrei aschenaziti - per il colore chiaro della pelle e degli occhi, è stato politicamente escluso da questa definizione durante il nazionalsocialismo, perché non di origine pura indogermanica.
Raj britannico [modifica]
In India, sotto l'impero britannico, gli inglesi hanno usato l'idea di razza ariana conquistatrice per fondere la dominazione britannica con il sistema delle caste indiano. Ampiamente è stato detto che gli ariani fossero gente bianca che aveva invaso l'India nei periodi antichi, sottomettendo i dravidi indigeni più scuri, che sono stati poi spinti verso sud. Così la fondazione dell'Induismo è stata attribuita agli invasori bianchi che si erano stabiliti come caste dominanti e che si è supposto scrivessero i testi Veda. Molto di queste teorie era semplicemente una congettura a sostegno dell'imperialismo europeo. Che l'idea di un'invasione ariana origini dalle fantasie coloniali britanniche dimostra che tutta la teoria delle espansioni indo-ariane storiche rimane altamente discutibile e in India anche oggi continua ad alimentare il dibattito politico e religioso. Molti dravidi, sostenitori del movimento di Dalit, più comunemente tamil, sostengono che il culto di Śiva è una religione dravidica distinta dall'Induismo ariano. In opposizione, il movimento nazionalista indiano di Hindutva sostiene che nessun'invasione o espansione ariana sia mai avvenuta, asserendo che la credenza Veda è nata dalla civiltà della valle dell'Indo, che è precedente alla presunta invasione degli indo-ariani in India e che è identificata come probabile candidata per una cultura di proto-dravidi.
Nazionalsocialismo [modifica]
Secondo l'ideologia nazionalsocialista la razza ariana comprende tutti i popoli europei eccettuati i lapponi (Mein Kampf). Al tempo stesso Hitler propone il principio della diversità tra gli ariani stessi, assegnando il primato "biologico" ai popoli nordici rispetto agli altri ariani.
Secondo il nazionalsocialismo i popoli semitici sono visti come presenza straniera presso le società ariane ed è stata indicata spesso come la causa della distruzione dell'ordine sociale e come portatrice di valori che conducono alla rovina della civilizzazione e della cultura. Secondo gli ideologi nazionalsocialisti, la razza ariana ha sviluppato una civiltà che ha dominato il mondo negli ultimi cinquemila anni. Questa civiltà è declinata in molti paesi al di fuori dell'Europa perché le "razze inferiori" hanno mescolato il loro sangue con quello ariano; tracce della civiltà ariana sono ancora visibili nel Tibet (attraverso il Buddhismo), in Cina (Tocari) e in India.
La convinzione di un unica civiltà indoeuropea millenaria portò alcune società razziste e in seguito lo stesso movimento nazionalsocialista ad adottare come proprio un simbolo induista: la svastica (Swastika).
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La svastica induista
Secondo l'ideologia nazista la storia è una lotta tra la razza ariana, creatrice di civiltà, e le altre razze che sono considerate inferiori (Untermenschen) sia culturalmente che biologicamente. La "visione del mondo" (Weltanschauung) nazista deriva in parte anche dal pensiero nietzschano della lotta tra l'uomo libero, forte, nobile, puro, ariano e l'uomo debole, piccolo borghese, moralista, malato nell'anima, scuro di pelle, morfologicamente meridionale.
La teoria che l'origine ariana sia stata nelle steppe della Russia è stata rifiutata in larga misura dai circoli nazionalisti tedeschi in Germania. Secondo teorie pseudoscientifiche (per esempio quella di Hans F.K. Günther) l'ariano è originario delle regioni meridionali della Scandinavia o della Germania settentrionale, o almeno le caratteristiche razziali originarie si sono mantenute particolarmente pure in tali regioni. L'ariano è stato considerato fisicamente e mentalmente superiore e sulla purezza è stata basata la razza. L'ideologia del nazionalsocialismo ha interpretato così il termine "ariano" come razza dominante puramente germanica, la cui missione era di sottomettere o estinguere tutti i presunti popoli inferiori. I nazionalsocialisti hanno così giustificato la catalogazione di semiti e di slavi come subumani (Untermenschen). Hanno usato ancora un termine originalmente linguistico (semiti) nel senso razziale. Gli esseri umani nel Terzo Reich e nelle zone controllate dai nazionalsocialisti hanno dovuto fornire il cosiddetto Ariernachweise come prova della loro purezza razziale. Con l'idea di mantenere pura la razza ariana, l'omicidio o la sterilizzazione sono stati usati su individui mentalmente handicappati o semplicemente soltanto esseri umani indesiderabili.
Una teoria completa ed altamente speculativa e razzista della storia può essere trovata nella pubblicazione di Alfred Rosenberg Razza e storia della razza. Il substrato storico di Rosenberg è ricercato molto bene, ma le sue conclusioni richiedono grandi salti logici. La natura apparentemente scientifica di tali teorie però è stata molto efficace nel diffondere le teorie ariane di supremazia tra gli intellettuali tedeschi nell'inizio del XX secolo, particolarmente dopo la prima guerra mondiale. Queste ed altre idee si sono evolute nel significato nazionalsocialista del termine "razza ariana" riferendosi a quella che è stata vista essere la razza matrice dei popoli europei nordici. Ciò portò all'estrema e violenta ricerca della purezza di questa razza con un ampio programma di eugenetica (legislazione di anti-miscelazione, sterilizzazione obbligatoria dei malati mentali e mentalmente carenti, l'uccisione del malato di mente istituzionalizzata come componente di un programma di «eutanasia» e lo sterminio sistematico degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei cosiddetti antisociali e degli oppositori del regime). Inferiori agli ariani sono stati considerati dai nazionalsocialisti anche i popoli slavi dell'Europa orientale, che dovevano diventare schiavi, lasciando i loro territori alla colonizzazione tedesca per assicurare lo spazio vitale (Lebensraum) alla Germania. In un suo famoso discorso Hitler ha detto che gli slavi dei territori occupati dovevano essere trattati come i pellirosse in America, benché le lingue slave rientrino nel gruppo indoeuropeo. La teoria dell'origine ariana, durante il periodo nazista, ebbe uno scopo puramente propagandistico, militare, ma finì per essere contraddittoria e priva di fondamento scientifico: si consta che durante l'operazione Barbarossa, a causa della morfologia del popolo ucraino simile a quella del popolo tedesco, i tedeschi arruolarono nelle SS parte della popolazione dell'ucraina occupata, pur avendo gli ucraini una nota discendenza di sangue dal popolo slavo.



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