Pagina 5 di 5 PrimaPrima ... 45
Risultati da 41 a 43 di 43

Discussione: Menger o Marx?

  1. #41
    Bravo Picciotto
    Data Registrazione
    09 Mar 2008
    Località
    Sicilia Bedda!!
    Messaggi
    2,754
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    io ritengo che continui a confondere economia, ovvero quello che è o che sarà scoperto, con la politica economica, ovvero cosa eticamente è più giusto fare.
    Si può anche definire l'etica come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà.

    Quì spunta fuori Sen.
    Al più un individuo ha la garanzia dei suoi diritti e della gestione adeguata della sua libertà.
    Quindi ,l'economia politica studiando cosa eticamente è più giusto fare in un mercato dove 2 o più componenti prendono parte: Risulta per questo un paradosso

  2. #42
    Forumista
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    126
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'avalutatività è una condizione necessaria e comune a tutte le scienze sociali, i motivi sono ovvi e sono stati chiariti da oltre un secolo. La concezione mainstream dell'economia è basata su alcuni presupposti molto discutibili ed altri completamente errati, in ogni caso inaccettabili per il grado di precisione che sembra essersi posta. Il punto di vista austriaco è al contrario puntuale e abbandona dei paradigmi e con essi ogni vanità di modellizzazione, previsione e pianificazione: lo scarso positivismo o meglio quantitativismo della scuola austriaca è noto. Per tornare al discorso puntuale o più esplicitamente, individualistico questo approccio chiarisce la complessità del quadro, elimina ogni velleità scientifica dove non ne esiste alcun presupposto e dimostra l'impossibilità applicativa e la sostanziale inutilità di tutti gli altri corollari che vorrebbero interpretare insiemi definiti erratamente in modo univoco. Una prova di questo tentativo di definire un sistema di riferimento dove la valutazione è variabile soggettiva e di come ciò sia necessariamente legato ad espedienti o a presupposti non diversi da qualsiasi altra affermazione arbitraria è già stata fornita:

    La razionalità collettiva non è intesa come mera aggregazione di quelle individuali.
    Assumendo ciò, l'economia necessita allora di un approccio che consideri comunque le scelte degli individui come

  3. #43
    Critico
    Data Registrazione
    14 Jun 2006
    Messaggi
    1,424
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da vogel Visualizza Messaggio
    L'avalutatività è una condizione necessaria e comune a tutte le scienze sociali, i motivi sono ovvi e sono stati chiariti da oltre un secolo. La concezione mainstream dell'economia è basata su alcuni presupposti molto discutibili ed altri completamente errati, in ogni caso inaccettabili per il grado di precisione che sembra essersi posta. Il punto di vista austriaco è al contrario puntuale e abbandona dei paradigmi e con essi ogni vanità di modellizzazione, previsione e pianificazione: lo scarso positivismo o meglio quantitativismo della scuola austriaca è noto. Per tornare al discorso puntuale o più esplicitamente, individualistico questo approccio chiarisce la complessità del quadro, elimina ogni velleità scientifica dove non ne esiste alcun presupposto e dimostra l'impossibilità applicativa e la sostanziale inutilità di tutti gli altri corollari che vorrebbero interpretare insiemi definiti erratamente in modo univoco. Una prova di questo tentativo di definire un sistema di riferimento dove la valutazione è variabile soggettiva e di come ciò sia necessariamente legato ad espedienti o a presupposti non diversi da qualsiasi altra affermazione arbitraria è già stata fornita:
    Concordo con la Scuola Austriaca quando critica il riduzionismo positivista dei neoclassici, per i motivi che tu stesso hai brillantemente evidenziato, ma concordo anche con coloro che criticano l'approccio aprioristico e prasseologico di Mises. Per questo ti consiglio questa discussione: http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=438602

 

 
Pagina 5 di 5 PrimaPrima ... 45

Discussioni Simili

  1. Grandezza di Carl Menger
    Di Sollus nel forum Conservatorismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-09-09, 00:33
  2. I capisaldi dell'economia secondo il giovane Carl Menger
    Di JohnPollock nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-03-08, 03:05
  3. [Libri] Da Marx a Marx?
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-06-07, 23:27
  4. [Libri] Bellofiore Riccardo (a cura di), Da Marx a Marx?
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-03-07, 13:42
  5. "Pensare con Marx, ripensare Marx" - 25/26 gennaio - Roma
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-01-07, 16:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito