Si verifiò nello stabilimento di Pietarsa, nei pressi di Portici, Napoli. Correva l'anno 1863. Per non dimenticare!
Pietrarsa fu svenduta ad un certo Jacopo Bozza.
Gli operai, tutti specializzati erano 800. Il nuovo padrone, uomo senza scrupoli:«...diminuisce dapprima il salario da 35 a 30 grana al giorno, quindi ne conferma soltanto 440, mettendo una parte degli altri a mezza paga e molti cominciando a licenziare con i più vari pretesti... Bozza scherza col fuoco. Il 6 agosto, alle tre del pomeriggio, uno degli operai suona a distesa la campana dell’Opificio e seicento dei suoi compagni abbandonano il lavoro radunandosi nel cortile e lanciando urla di abbasso << ed altre parole di sdegno>>. Terrorizzato, Bozza corre personalmente a chiedere l’aiuto di una compagnia di bersaglieri che è di stanza poco lontano a Portici. Al comando di un baldo maggiore, i fanti piumati accorrono senza por tempo in mezzo a Pietrarsa, baionetta in canna, come se fossero ancora alla Cernaia; gli operai inermi spalancano ingenuamente i cancelli della fabbrica dinanzi a soldati che credono fratelli ( Fratelli d’Italia, ...vero Sig. Presidente Ciampi?), e i prodi guerrieri di re Vittorio si << slanciano con impeto su di essi, sparando e tirando colpi di baionetta alla cieca trattandoli non da cittadini italiani ma da briganti>> cinque lavoratori rimasero esamini al suolo, altri due che si sono gettati in mare per trovare salvezza vengono raggiunti dalle fucilate fraterne, i feriti sono venti. Bozza ha inventato per le vertenze sindacali una soluzione che Bava Beccaris e Pelloux utilizzeranno circa quarant’anni dopo e che Mussolini si incaricherà di perfezionare da par suo all’indomani della guerra mondiale...» Antonio Ghirelli, Storia di Napoli, Giulio Einaudi Editore s.p.a., Torino, 1973, pag. 274 ).
http://www.youtube.com/watch?v=P6fAj07W2nQ
éS
Per approfondire la storia di Pietrarsa, si consiglia
http://www.politicaonline.net/forum/....php?p=5973006




Rispondi Citando
