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Discussione: Gioventu' violenta

  1. #11
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    "E la società cadrà. La patria cadrà. Tutto cadrà..."
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    Pulsioni violente e irrazionali accompagnano da sempre l'agire umano e sovente rappresentano un punto di rottura, un afflato distruttore e liberatore.
    Purtroppo non è il caso di questa vicenda che si riduce ad un mero esercizio di potere di un gruppo di giovani disagiati ai danni di un ignaro passante.
    Lungi dal giudicare i fanciulli con l'occhio saccente del sociologo o con un ipocrita spirito umanitario, mi auguro che in futuro, qualora qualcuno dovesse essere nuovamente scosso da tremiti di ira, sappia volgere lo sguardo verso situazioni che ledono "realmente" * la libertà.

    *le virgolette sono d'ibbligo, ognuno riempia come meglio crede questo vuoto contenitore semantico...

  2. #12
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    Lonigo, 1 maggio ’08

    Dinnanzi alla recrudescenza della cronaca nazionale che ci propone quotidianamente decine di crimini compiuti per la stragrande maggioranza dei casi da extracomunitari con un’efferatezza animalesca, l’Associazione Culturale “Veneto Fronte Skinheads” denuncia il totale abbandono dei suoi cittadini da parte delle istituzioni statali: la società multietnica ha fallito e a pagarne dazio in termini di crimini e violenze, sono gli italiani che vivono nei quartieri popolari, non i politici che cavalcano certi temi solo in campagna elettorale per conseguire posti di potere sfruttando i disagi, le paure e l’insicurezza dei nostri connazionali.
    La coalizione che ha vinto la recente tornata elettorale del “problema sicurezza” ne ha fatto una bandiera, sbaragliando totalmente una sinistra che oltre ad essere cieca-sorda-muta dinnanzi a questo problema, ne è stata fortemente responsabile negli ultimi anni a causa di una gestione politica nazionale e locale, debole, servile e masochista.
    Con la speranza che le tante promesse non rimangano parole al vento,
    ferocemente
    Il portavoce


    A soli 3 giorni di distanza, alla luce dell'omicidio del ragazzo, ecco comparire un altro comunicato (http://www.venetofronteskinheads .org/)...

    Lonigo, 4 maggio ’08


    L’Associazione Culturale “Veneto Fronte Skinheads” con questo comunicato ufficiale, vuole prendere categoricamente le distanze dall’aggressione avvenuta a Verona nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio: come sempre la faziosità e la scorrettezza dei mezzi d’informazione hanno già provveduto a dipingere il balordo responsabile di questa stupida, inutile e brutale aggressione, come un appartenente alla nostra Associazione. Nulla di più falso!
    Il fatto che questo squilibrato mentale dichiari di essere vicino al nostro ambiente e che indossasse un giubbetto tipo “bomber” la sera dell’aggressione o che abbia anche ipoteticamente assistito ad un concerto organizzato dalla nostra Associazione, non significa assolutamente che abbia a che fare con noi, soprattutto dopo che la stessa Questura di Verona ha dichiarato che il soggetto non ha legami con il nostro movimento ne apparentemente con altri della destra radicale.
    Diffidiamo perciò qualunque giornalista a sfruttare faziosamente la situazione per tentare d’infangare il buon nome della nostra Associazione!
    Non saremo degli stinchi di santo, ne tanto meno seguiamo l’etica cristiana del porgere l’altra guancia, ma mai negli onorati ventidue anni di storia della nostra Associazione ci siamo resi responsabili di azioni così miserabili, stupide ed insensate!
    Per tanto ci avvarremo da subito del nostro collegio difensivo procedendo per vie legali contro chi utilizza senza comprovati motivi il nome della nostra Associazione, tirandolo inutilmente ed ingiustamente in ballo in questa circostanza.

    FEROCI PIU’ CHE MAI!
    Il portavoce

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    Intervengo contro l'ondata di strumentalizzazione della notizia.

    Strumentalizzare la questione ( e non è la prima volta) di un bruttissimo avvenimento di violenza, mi pare patetico.

    Che si voglia ridimensionare tutto ad una questione politica (nazi vs zeccoidi) quando politica non è, è deletereo a tutti i livelli.

    Qui c'è da capire le dinamiche delle culture giovanili made 2008, senza sparare sentenze da chi è esterno a certe meccanismi o chi si rifà a dimensioni di 30 anni fa.

    Tolto il fatto che i pischelli appartenessero alla DR, non deve fare sdeviare il problema, non è questione di antifascismo ma è abituale prassi di una società ipercapitalista e ultracompetitiva in cui i suoi appartenenti stanno costantemente alla ricerca di proprie identità.

    L'identità va dalla politica alla musica (ricordo le diatribe a suon di bastonate che imperavano i '90 fatte di bastonate per tag, rime...) all'appartenenza di quartiere(stanno spuntando le prime gang stile usa), all'identità nazionale (nel brutto senso della parola).

    Stupore per questioni che capitano da sempre.
    Nella mia città poco tempo fa, capita che uno va a ballare, si ubriaca, il buttafuori lo fa ragionare, questo prende il "pezzo" spara.Un morto.

    Invito tutti ad andare il sabato in una discoteca House (dove c'è la coattnza più pesante), la sigaretta chiesta è il minimo, basta uno sguardo (e la cronaca riporta molto la questione degli sguardi che finiscono in omicidio) per poter morire o andarci vicino.

    La "fascistizzazione" della cultura stradaiola, fa sì che molti di quei potenziali "criminali" girino nel mondo fascio, ma questo non vuol dire che stiano producendo fascismo.
    Analisi sbagliate portano a risposte sbagliatissime.


    ( ho fatto questo intervento abbastanza scontato, per reazioone alla notizia che i centri sociali stanno organizzando una fiaccolata che già immagino di quali contenuti sia riempita).
    Quoto ABBESTIA.

  4. #14
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    Vorrei permettermi di fare un piccolo ragionamento aperto su quanto accaduto ma che vada anche a racchiudere gli elementi di analisi elencati da Outis.

    Per quanto è trapelato nella vicenda di Verona, i giovani responsabili del pestaggio hanno circa 19 anni, si muovevano in gruppo abitualmente come abitualmente si fregiavano di manifestazioni di violenza nei confronti dei cosiddetti "diversi" (in questo caso bastava avere i capelli lunghi). Il piccolo quadro che emerge è quello di un contesto di estrazione borghese, insomma di buona famiglia con tendenze politiche conservatrici intrise da cattolicesimo e tradizionalismo spinto fino all'eccesso, inoltre emerge la difesa del "decoro" cittadino e quindi si può dedurre che vi sia un sub strato di giovani e non che si identificano nella cultura dell'ordine e del mantenimento della tradizione.
    Non sono Veronese ma devo dire che per certi versi vivo questa situazione anche nella mia città: Siena, una città borghese fortemente legata alla tradizione storica , provinciale , e con la cultura del territorio e della sua difesa.
    Naturalmente Siena è molto diversa da Verona per tanti altri aspetti, manca ad esempio la cultura cattolica , sostituita qui da laicismo esasperato che però cede spazio alla tradizione confessionale solo nei momenti di festa paliesca (e non è raro trovare gente che magari tira dei mega moccoli all'ingresso di una chiesa per le cerimonie religiose in contrada e poi dentro al luogo di culto si abbandona ad un "te deum" cantato in un latino biasciato e irriconoscibile )
    ...tornando a noi...
    Il contesto si compone di diversi elementi sociali e culturali e in questo caso sembra siano esclusi soggetti provenienti da realtà sub urbana e periferica e quindi il disagio sociale ed economico lo potrei anche escludere.
    Da cosa nasce allora tutto questo? Stiamo parlando ripeto, di ragazzi giovanissimi che credo non abbiano nemmeno una coscienza politica quanto piuttosto siano politicizzati, ad esempio il loro essere fascisti o nazisti potrebbe essere solo un derivazione del loro comportamento sociale e non una tendenza politica vera e propria.

    Aggiungo infine una piccola considerazione che riguarda la strumentalizzazione del fatto di cronaca.
    Come al solito quando accadono certi fatti dolorosi si scatena una guerriglia che cerca di abbattere il nemico più vicino e più facilmente individuabile ma come sempre non è possibile dare un volto a questo nemico (anche perché di volti ne ha diversi).

    Piuttosto che gridare al ritorno della violenza fascista dovremmo capire come mai dei ragazzetti possano pensare che la società sana è quella omologata secondo i dettami dello "specchio" (ovvero ovunque mi possa specchiare quella è la mia società ideale, perchè mi rappresenta appieno, o almeno ritengo che si a così).
    Piuttosto perchè non hanno preso la palla al balzo per capire una volta per tutte il fenomeno traversale e interclassista che riunisce ragazzi di "estrema destra" e o comunque appartenenti a formazioni fortemente identitarie?

  5. #15
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Nicola Tommasoli è morto, è vero, non è un omicidio politico, come non lo era l'omicidio di Dax o quello di Biagetti, ma ciò che spinge questi "figli di papà e/o sottoproletari" è questa cultura "fascistoide" e "razzista" che domina la società, non è facile uscirne, ma è necessario fare Resistenza e lavorare per ricostruire un coscienza e un tessuto Comunitario e Solidale, senza una rivoluzione cultural/antropologica non si và da nessuna parte.
    Quando mi ostinavo a dire che il NANO E’ il nemico qui è ora, dividevo i piani, NOI, tutti i giorni abbiamo a che fare con la società reale e materiale non con l'alta finanza e la grande industria e bla...bla...bla...lui, il NANO, è uno dei maggiori corruttori morali è culturali che abbiamo mai avuto, analizzate da quando è in circolazione cosa ha combinato, come ha cresciuto due generazioni vedrete che vi darete anche una risposta.


    Un fiore per nicola.




    Sono italianissimi. Sono di buona famiglia. Sono nazisti. Sono ricercati per quello che tutt’ora è il tentato (speriamo rimanga tale) omicidio di Nicola Tommasoli, il ragazzo di 29 anni ridotto in fin di vita a Verona la sera del 1 maggio per ESSERSI RIFIUTATO DI OFFRIRE UNA SIGARETTA!
    Uno di loro ha confessato: è un ultrà nazista di diciannove anni. Uno che va al liceo classico, ha provato a buttare lì il suo avvocato, come se questo cambiasse qualcosa.
    Il giovane fa parte di un gruppo, vicino al veneto fronte skinhead, che si è reso protagonista, tra il 2006 e il 2007, di almeno una dozzina di aggressioni in città:
    “Uno delle loro attività principali è «la caccia al diverso». È infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee. A conferma di ciò, le indagini avevano consentito di accertare violenze nei confronti di un giovane che indossava una felpa del Lecce e di due ragazzi appartenenti al centro sociale Chimica, aggrediti a colpi di spranga. Ancora, la banda sarebbe stata responsabile di un'aggressione ad un giovane seduto sulle scalinate di piazza Erbe, colpevole di danneggiare l'immagine di Verona «città di classe” (L’Unità on-line)
    Hanno impostato tutta la campagna elettorale sulla “sicurezza”. Lo staff di Alemanno telefonava alle elettrici e, se queste si dichiaravano per Rutelli, le incalzava aggiungendo: “ma come, non ha paura di essere violentata?” È tutta colpa degli extra comunitari” avevano detto; “è tutta colpa della sinistra buonista che li ha fatti entrare” avevano precisato. Delle violenze fasciste non si parlava. Nemmeno una parola sulle aggressioni squadriste del famigerato Cioccoblocco studentesco che, capeggiato da nazisti adulti, fa proselitismo nelle scuole a suon di pestaggi e intimidazioni. Il recentissimo raid fascista al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli derubricato a goliardata: so’ragazzi! Le braccia tese per Alemanno al Campidoglio, il grido “duce, duce!” nei caroselli dei tassisti romani, lo sfregio alla lapide delle Fosse Ardeatine, tutte bazzecole rispetto alla feroce e dilagante ondata di violenza degli extracomunitari, degli zingari, dei “bingo-bongo”.
    Per fortuna però, adesso hanno vinto loro. Adesso cacciano tutti. L’Italia agli italiani! Noi, invece, lo sappiamo chi sono i veri violenti; noi, molto più modestamente, prevedevamo un’ondata di crimini a sfondo xenofobo di stampo fascista, legittimati dalla situazione di tensione creata ad arte dai media della destra e scopo elettorale. Purtroppo avevamo ragione. Chissà se i genitori del povero Nicola saranno consolati dal fatto che a ridurre il figlio in quelle condizioni è stata una banda di padani doc, con tanto di ray-ban e scarpette della Etnies. Almeno i criminali stranieri li puoi accompagnare alla frontiera; questi invece dove li porti? Noi un’idea ce l’avremmo: in galera (possibilmente in cella con diversi omaccioni di colore, gay e di religione islamica, meglio se superdotati) per il resto della loro vita, a meditare sulla loro idiozia.

    tivoliantifascista.splinder.com

    ARDITI NON GENDARMI

  6. #16
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    Prendersela con le tv del Nano per il processo di omologazione e di americanizzazione di questo paese mi sembra un po' superficiale e tipico di certa "sinistra" se non c'era lui c'era qualcun altro..no le gang giovanili, le sottoculture da stadio non sono solo dovute a Berlusconi ma all'inevitabile degrado sociale ed umano della societa' alla sua completa disgregazione dove "pseudocomunita' " come la curva, il branco sostituiscono il bisogno soprattutto a livello giovanile di Comunita'..la violenza è diffusa a tutti i livelli e nasce dalla frustrazione, dal nichilismo e dall'assenza di valori condivisi a livello pubblico, allora si costitusicono altre microgruppi con propri "disvalori" che suppliscono alle carenze della societa' in questo senso..la cd cultura di strada è il classico rimedio peggiore del male se non ha forti valori positivi .
    Se poi si va diffondendo l'ignoranza e l'incultura prsso ampie fasce giovanili è dovuto anche al disastro in cui versano l'istruzione pubblica e il ruolo genitoriale ormai ridotto a zero.

  7. #17
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    Strumentalizzare la questione ( e non è la prima volta) di un bruttissimo avvenimento di violenza, mi pare patetico.

    Che si voglia ridimensionare tutto ad una questione politica (nazi vs zeccoidi) quando politica non è, è deletereo a tutti i livelli.

    Qui c'è da capire le dinamiche delle culture giovanili made 2008, senza sparare sentenze da chi è esterno a certe meccanismi o chi si rifà a dimensioni di 30 anni fa.

    Tolto il fatto che i pischelli appartenessero alla DR, non deve fare sdeviare il problema, non è questione di antifascismo ma è abituale prassi di una società ipercapitalista e ultracompetitiva in cui i suoi appartenenti stanno costantemente alla ricerca di proprie identità.

    L'identità va dalla politica alla musica (ricordo le diatribe a suon di bastonate che imperavano i '90 fatte di bastonate per tag, rime...) all'appartenenza di quartiere(stanno spuntando le prime gang stile usa), all'identità nazionale (nel brutto senso della parola).

    Stupore per questioni che capitano da sempre.
    Nella mia città poco tempo fa, capita che uno va a ballare, si ubriaca, il buttafuori lo fa ragionare, questo prende il "pezzo" spara.Un morto.

    Invito tutti ad andare il sabato in una discoteca House (dove c'è la coattnza più pesante), la sigaretta chiesta è il minimo, basta uno sguardo (e la cronaca riporta molto la questione degli sguardi che finiscono in omicidio) per poter morire o andarci vicino.

    La "fascistizzazione" della cultura stradaiola, fa sì che molti di quei potenziali "criminali" girino nel mondo fascio, ma questo non vuol dire che stiano producendo fascismo.
    Analisi sbagliate portano a risposte sbagliatissime.


    ( ho fatto questo intervento abbastanza scontato, per reazioone alla notizia che i centri sociali stanno organizzando una fiaccolata che già immagino di quali contenuti sia riempita).


    Quotissimo l'intervento di Bixio e Pietro...
    In una società alienante e disgregante come la nostra, la ricerca ossessiva di una identità diventa una costante.
    Nell'ipercompetitività anche la violenza è un mezzo...credo sia conseguenza di quella che terraeamore qualche 3d fa definì mercificazione dei rapporti umani.
    Una società che abdica ad un suo ruolo, che dipinge il feticcio amorale del mercato come la valvola che autoregolandosi legittima l'esistente, non può poi stupirsi di queste esplosioni di nichilismo insensato.
    Una società che legittima e incentiva lo sfruttamento degli esseri umani, non può stupirsi di trovar qualcuno che non è in grado di provare empatia per gli esseri umani.
    A dire il vero, quasi, mi stupisco che ci si stupisca.

    Comunque vorrei vedere la stessa copertura mediatica (ieri le prime 4 pagine di repubblica erano sui fatti di Verona con interviste a Tosi, sociologi e una mappa dei militanti della destra radicale italiana divisi per regioni) per le morti in fabbrica.
    Stracciarsi le vesti per un fenomeno, almweno numericamente inesistente, come i naziskin e non occuparsi delle morti bianchi mi pare, come minimo, un'assurda incapacità di ponderazione dei problemi...

  8. #18
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    Strumentalizzare la questione ( e non è la prima volta) di un bruttissimo avvenimento di violenza, mi pare patetico.

    Che si voglia ridimensionare tutto ad una questione politica (nazi vs zeccoidi) quando politica non è, è deletereo a tutti i livelli.

    Qui c'è da capire le dinamiche delle culture giovanili made 2008, senza sparare sentenze da chi è esterno a certe meccanismi o chi si rifà a dimensioni di 30 anni fa.

    Tolto il fatto che i pischelli appartenessero alla DR, non deve fare sdeviare il problema, non è questione di antifascismo ma è abituale prassi di una società ipercapitalista e ultracompetitiva in cui i suoi appartenenti stanno costantemente alla ricerca di proprie identità.

    L'identità va dalla politica alla musica (ricordo le diatribe a suon di bastonate che imperavano i '90 fatte di bastonate per tag, rime...) all'appartenenza di quartiere(stanno spuntando le prime gang stile usa), all'identità nazionale (nel brutto senso della parola).

    Stupore per questioni che capitano da sempre.
    Nella mia città poco tempo fa, capita che uno va a ballare, si ubriaca, il buttafuori lo fa ragionare, questo prende il "pezzo" spara.Un morto.

    Invito tutti ad andare il sabato in una discoteca House (dove c'è la coattnza più pesante), la sigaretta chiesta è il minimo, basta uno sguardo (e la cronaca riporta molto la questione degli sguardi che finiscono in omicidio) per poter morire o andarci vicino.

    La "fascistizzazione" della cultura stradaiola, fa sì che molti di quei potenziali "criminali" girino nel mondo fascio, ma questo non vuol dire che stiano producendo fascismo.
    Analisi sbagliate portano a risposte sbagliatissime.


    ( ho fatto questo intervento abbastanza scontato, per reazioone alla notizia che i centri sociali stanno organizzando una fiaccolata che già immagino di quali contenuti sia riempita).

    E infatti ora che sti ragazzi stanno tutti quanti al gabbio viene fuori che alcuni era nazi e altri no, alcuni andavano allo stadio altri no. Nessuno era un militante di alcun gruppetto naziskin o fascista (e infatti tutti i gruppetti nazi, skinhead e partitici compresa Forza Nuova si sono spicciati col fuoco al culo e senza tanti rpoblemi o distinguo a prendere le distanze dall'accaduto).
    E' certo che se la logica è quella dell'accumulazione di potere all'interno della cerchia di riferimento stile Scarface adolescenziale e giovanile le vie più sicure e facili da prendere al Nord sono le gang di quartiere o andare in giro a fare il nazi ma senza essere militante. Fare il frikkettone è limitante e non da potere, fare il metallaro è oggi considerato da sfigati e fuori tempo, fare il compagno serio militante è una pugnetta perchè tocca faticare e darsi da fare (e in certe zone non rende in termini di popolarità e rispetto tra fighette e ragazzini). E' questo quello che intendevo quando parlavo di aspetti estetico-simbolici. Estetica e simbologia per una posa. Una posa strumentale e finalizzata a scalare una scala sociale che per le età di chi ne è dentro è fuori dai rapporti di forza economici e dunque ricerca altre vie.
    A mio parere in questo senso non è tanto una ricerca di una identità aggregativa dunque quanto il raggiungimento di una identità già definita proprio dall'ambiente ultracapitalista e ultracompetitivo. L'identità di chi sta in cima alla piramide. La ricerca è nel mezzo da utilizzare e può essere appunto fare il nazi, stare in una gang stile Bronx o magari fare il piccolo aiutante dei piccoli camorristi di quartiere a Napoli oppure anche semplicemente dare fuoco ai capelli di un coetaneo e mettere poi tutto su you tube.

  9. #19
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    D'accordo con le varie analisi fatte, bixio ecc...ecc... ma io non parlo di conflitto d'interessi come fà la "sinistra", io dico che dal 1979 con le tv, i giornali e le case editrici (quasi tutte le maggiori) che andava acquisendo ha formato in modo negativo due generazioni, ha inquinato, proponendo un nuovo modello umano, la nostra cultura, che possedeva e credo possegga ancora, gli anticorpi per evitare l'americanizzazione della società, ma bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per ricostruire una visione comunitaria e comunistica della società, se andremo dietro a tutte le analisi sociologiche, queste si di certa "sinistra", la continua disgregazione della società ci vedrà soltanto spettatori.

    ARDITI NON GENDARMI

  10. #20
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    Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un
    presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così.
    La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli
    ultimi anni ma anche di trent’anni fa. Abel e furlan. Figli annoiati
    della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a
    presenze non conformi della nostra città.
    Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più, chi
    meno figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo
    fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei
    movimenti o dei partitucoli dell’estrema destra cittadina.
    Vestiti bene, all’ultimamoda.
    Alcuni con precedenti recenti, per atti di razzismo o per problemi allo
    stadio.
    Perché la composizione sociale e il profilo caratteriale del neofascista
    scaligero negli ultimi anni è cambiato. Una certa clima culturale e
    sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha
    suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non
    limitarsi alle periferie, accantonare l’anima stradaiola e la “storica”
    attitudine “antiborghese” per rimpossessarsi del centro città. E con
    esso ridefinire formalizzare rappresentare un’identità.
    L’ossessione identitaria alla mia città, il mio territorio, la mia
    “forma di vita” si sostituisce all’appartenenza alla piccola compagnia,
    al bar, al quartiere, al giardino.
    Nicola è in fin di vita non perché avversario politico, non perché
    rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista,
    gay, zingaro, barbone..
    Solo e “semplicemente” l’estraneo.non familiare.non compatibile.
    Parte di un gioco “perverso” , perché di questo si tratta, di un gioco
    contro la noia: “ripulire il centro” per ripulire la città, da chi non
    merita, non è all’altezza. La “veronesità” e i suoi codici espressivi

    Verona è una città malata. E il virus sta proprio nel cuore, nel ventre
    molle del suo dna.
    Il male, il pericolo è sempre un elemento esterno, sempre importato.
    Come se ammettere ciò che non va all’ interno e cercare nelle radici
    facesse traballare le fondamenta stesse di ciò che siamo. Così è sempre
    stato in questi anni, ogni volta che Verona è finita sotto i riflettore
    nazionali per fatti di cronaca nera, che si trattasse di razzismo o di
    inquietanti fatti di cronaca (da maso a Stevanin ecc.) la città e le sue
    stesse istituzioni hanno fatto quadrato nella difesa di una presunta
    “forma di vita” che nulla avrebbe a che fare con i fatti in questione

    A che serve oggi raccontare per l’ennesima volta lo stillicidio di
    aggressioni?...

    Uno stillicidio di aggressioni motivate da “futili ragioni”, spesso nel
    pieno del centro città.
    Come gli accoltellamenti dell’ estate 2005, come le sistematiche azioni
    contro i diversi (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab…) compiute
    da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un
    inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa. Come la “cacciata” da
    piazza erbe, l’autunno scorso, l’episodio non più violento ma più
    emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per
    bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l’applauso
    generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come
    l’ultimo fatto “marginale” in valpolicella (il paese di Nicola) la
    lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si
    cercano testimoni di un’aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo
    di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle
    (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio,
    nell’imbarazzante omertà dei clienti,..

    Ad evitare che si ripeta.

    Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo.
    Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario, la paranoia della
    paura,l’emergenza criminalità diffusa, il decoro. da tempo e in maniera
    esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto.
    Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra,
    sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare.
    Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di
    questa città.

    Caro sindaco, alcune provocazioni….
    Dovremmo immaginare che quest’ ultima aggressione sia solo un effetto
    collaterale di una ronda autogestita?
    Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia
    per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe?
    Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di difesa
    personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?

    Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei
    mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della
    parola d’ordine sicurezza ha alimentato una forma di “insicurezza” che
    non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di
    ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai
    nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo poggia
    sull’odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile
    le cui conseguenze pagheremo a lungo.
    Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l’acqua
    che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese
    sarebbe diventata benzina…

    Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?

    A cosa è servita la tragedia di Nicola?

    Quanto è successo a Nicola non può “capitare”
    Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
    Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.

    *csoa la chimica*
    *circolo pink*

 

 
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