Visto che sei tu, ti omaggio di un riassuntino.
Non sono contrario all'utilizzo del nucleare né alla costruzione di ponti.
Non mi lascio infinocchiare da chi vorrebbe aprire cantieri in Italia, ora, con le modalità annunciate, quando tutto lascia intuire quali saranno gli esiti.
Venti anni fa non fu detto "NO" a niente.
Avrebbero dovuto chiudere gli interruttori per il tempo necessario ad assicurarsi che noi fossimo migliori dei Russi, che gli impianti esistenti fossero a regola d'arte, che le denunce fatte contro infiltrazioni mafiose negli appalti di costruzione fossero false, che la Normativa italiana fosse adeguata.
Avrebbero potuto ricominciare in poco tempo, non l'hanno fatto.
Qualcuno decise per noi, comunisti e mafiosi, di "delocalizzare" in Francia.
Quella decisione ha fatto comodo a molti, petrolieri, politici, di casa nostra ed oltreoceano.
Fatti i conti, tutti, analizzando ogni costo ed ogni beneficio, non è escluso che abbia fatto comodo anche a noi.
La bolletta energetica dovrebbe leggersi all'interno di un computo totale per il Paese.
Si dovrebbe parlare di Cip6, finanziamenti alle rinnovabili dirottati verso inceneritori e rigassificatori, di intervento statale, più o meno palese, spesso giustificato come politica militare.
Non avessimo mai smesso, non so neppure quanto avremmo potuto guadagnarci dalla vendita della tecnologia agli altri.
Le Politiche di indipendenza energetica inseguite da Mattei erano fatte su scala globale, si basavano su rapporti diretti con altri Paesi e non solo con le "sette sorelle".
Avrebbe proseguito con il nucleare ma difficilmente avrebbe fatto come la Francia.
Non avrebbe tralasciato le altre fonti, sin dall'inizio.
Non si sarebbe fatto ridere dietro dal mondo come "il paese del sole che compra tecnologia solare dai Tedeschi".
Mattei avrebbe corso insieme ai migliori provando a stargli davanti, senza rincorrerli.
Noi abbiamo Tremonti, Scajola ... ed i liberisti della mutua.
Gente che vorrebbe togliere ai poveri per dare ai pochi ricchi.
Figuri che vorrebbero aprire cantieri sul vuoto, per il tempo necessario al loro gioco delle tre carte.





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