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Discussione: NUCLEARE. Si parte.

  1. #1381
    Ottircsi
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino Visualizza Messaggio
    Bah, io ed altri amici ogni tanto lo mettiamo e sono alcuni anni e non abbiamo avuto problemi. Devo dire che non lo facciamo sempre un po' per paura di danneggiare il motore un po' per paura del fatto che così facendo si commette un illecito non pagandoci le tasse sui combustibili che è il VERO guadagno oltre al minore inquinamento.

    Comunque ognuno lo faccia a proprio rischio e pericolo. A me ed a quei due amici funziona...poi ognuno dica quello che vuole...

    certo come al solito ...mai abusare...

    Saluti
    ti credo su tutto il resto, ma veramente ti preoccupi delle tasse sui combustibili che non paghi ?

    cioe', temi di essere beccato dalle forze dell' ordine che analizzano chimicamente cio' che contiene il serbatoio della tua auto, oppure il tuo e' un problema di coscienza e non riesci a prendere sonno pensando alla colza che hai versato nel motora ?

  2. #1382
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    ciao buon pasquino, il problema nn e' solo di costi, (ke nel rinnovabile sono + alti), ma anke di spazio , dove lo trovi tutto quello spazio,
    mi auguro un ulteriore abbassamento di costi e distribuzione del rinnovabile, ma oggi nn possiamo fare a meno del nucleare !!!!!!

    Come saprai è legge di mercato...nel mercato tecnologico più il prodotto si diffonde più diminuisce il prezzo, più ci si investe, più c'è concorrenza, business e quindi ricerca e più migliora il prodotto!

    Basta guardarci intorno: PC, Cellulari, DVD,...

    Se la stessa diffusione e quindi crescita ci fosse stata nel fotovoltaico ed in tutte le forme di produzione da energie rinnovabili chissà cosa oggi avremmo!!!

    L'Italia è forse l'unico paese che ha la tecnologia necessaria, IL SOLE, ed una fame energetica abissale!

    Saluti

  3. #1383
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    Citazione Originariamente Scritto da zarath Visualizza Messaggio
    ti credo su tutto il resto, ma veramente ti preoccupi delle tasse sui combustibili che non paghi ?

    cioe', temi di essere beccato dalle forze dell' ordine che analizzano chimicamente cio' che contiene il serbatoio della tua auto, oppure il tuo e' un problema di coscienza e non riesci a prendere sonno pensando alla colza che hai versato nel motora ?
    Con lo stato non si sa mai... ci sono assassini che escono il giorno dopo e gente che per molto meno finisce in galera per anni...

    Saluti

  4. #1384
    Ottircsi
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino Visualizza Messaggio
    Con lo stato non si sa mai... ci sono assassini che escono il giorno dopo e gente che per molto meno finisce in galera per anni...

    Saluti
    abbiamo scovato l' unico italiano che non prova una profonda soddisfazione nell' evadere le tasse esorbitanti che gli vengono imposte ...

    se si sparge la voce ti danno il tapiro d'oro

  5. #1385
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    Citazione Originariamente Scritto da zarath Visualizza Messaggio
    abbiamo scovato l' unico italiano che non prova una profonda soddisfazione nell' evadere le tasse esorbitanti che gli vengono imposte ...

    se si sparge la voce ti danno il tapiro d'oro

    direi più:... sfiducia sui parametri con cui si viene giudicati in questo paese...

    Saluti

  6. #1386
    Ottircsi
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino Visualizza Messaggio

    direi più:... sfiducia sui parametri con cui si viene giudicati in questo paese...

    Saluti

    pensa che io ero tentato di usare la colza solo per la soddisfazione di evadere almeno un' euro ... e non lo faccio perche' temo di spaccare il motore. Ma mi sa che domani almeno un paio di litri li metto

  7. #1387
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Mentre le chiacchiere di Scajola e Tremonti "stanno a zero", chi ha il denaro si muove.
    E le Politiche energetiche sono fatte da questi, non dai fanfaroni.

    Delle reti europee già avevo scritto mesi fa, allargando il discorso all'Africa ed a una Borsa Elettrica continentale.
    Scaroni la pensa allo stesso modo e dimostra, con i fatti, che il cammino che si è iniziato a percorrere non è quello dell'isolazionismo nazionale, alla ricerca di una fantomatica indipendenza energetica (persa negli anni '60), ma la creazione di una "rete intelligente" che possa tener conto delle mutate - e mutevoli - condizioni economiche e geopolitiche. Secondo una visione globale.

    Questo è il modo corretto e responsabile di ragionare, progettare, operare in un'ottica di lungo periodo. Diverso da quello adottato da quanti vorrebbero imporre con la forza la soluzione di problemi contingenti, proiettandola molto al di là negli anni, in una realtà territoriale locale.

    Questa è la realtà, non un set cinematografico.
    CIAK, "scetateve" !!
    Rischiate di veder andar via con l'incasso l'uomo del botteghino e restare al buio in sala, a veder niente, se non trailer di altri film.
    Eh si, hai proprio ragione...
    Ora l'Eni, e Scaroni, sono diventati improvvisamente bravi e buoni. Ora improvvisamente un ente come l'Eni, le cui pratiche ben note risalgono ancora a Mattei (la politica è come un taxi, salgo, pago, e scendo dove voglio), assume autorevolezza nelle linee da seguire.

    Vogliono i rigassificatori, "così possiamo diventare un hub per l'europa" dicono loro. Vogliono pensare in grande. Va bene, anch'io condivido l'idea delle reti interconnesse, saremmo matti a non pensarla così.

    Ma cosa c'entra tutto ciò con la produzione di energia elettrica? E' l'Eni che deve decidere la strategia del nostro paese? Ma come, vende gas e petrolio, che vuoi che faccia? Ma certo...smazzetta di sottobanco a quelli che sostengono il fotovoltaico, che come ormai arcinoto NON SERVE A UN CAZZO.
    Ma si, facciamo così. Suicidiamo la bestia moribonda...impicchiamola con la canna del gas, che la sta ormai strangolando.

    Diamo pure voce a questi Zdenek, che non fanno altro che manipolare le cose: e chi lo dice che l'Italia sarà mai indipendente? L'Italia non sarà mai indipendente dal punto di vista energetico, lo sanno tutti e lo dicono tutti.
    Ma la sovranità? Ci concede, signor Zdenek, che ci pensiamo noi italiani a come gestire il nostro sistema energetico, o dobbiamo sempre dipendere da emiri, beduini, cowboys, ubriaconi e mangiarane? Eh, ma lui dirà: ma l'Eni è italiana...che c'entrano gli stranieri? No, non c'entrano niente con l'Eni, l'Eni è questa:

    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    Corriereconomia

    Il gas uccise l' atomo

    Nel 1987 l' energia nucleare fu sepolta dal referendum. che pero' ebbe un complice. chi? Valerio Bitetto, l' ex amministratore dell' Enel in carcere per mazzette ai politici, non ha dubbi: la lobby del metano. che guidata dal PSI e in chiave anti DC. . . i verbali di tangentopoli riscrivono il capitolo dell' abbandono dell' energia nucleare in Italia. le strategie dei partiti di governo



    Nucleare, anatomia di un delitto. Personaggi e interpreti: Enel, Eni, Psi, Dc, Verdi, Pci. Partecipazione straordinaria: Bettino Craxi, Claudio Martelli, Ciriaco De Mita, Giovanni Goria. I verbali di Tangentopoli riscrivono la sceneggiatura di un giallo italiano: la morte dell' atomo e il suo frettoloso funerale. Nel 1987 lo avevano sepolto un referendum e una martellante campagna ambientalista. E sull' onda della paura radioattiva diffusa da una nuvola maledetta il Paese aveva detto "no, grazie". Sei anni dopo Chernobyl, lo scandalo tangenti ha riesumato anche la salma della "tecnologia che puo' fallire". E dopo i primi accertamenti sul banco degli imputati sale un altro accusato. Valerio Bitetto, ex consigliere dell' Enel, in carcere per le mazzette miliardarie incassate sul conto del Garofano, e' pronto a fare l' identikit dell' assassino. Il nucleare l' ha ucciso il referendum in complicita' con una lobby: quella del metano. Sponsor: il Psi. Movente: mettere in buca la Dc e sostituirsi allo scudocrociato nel controllo del settore. Un settore strategico e redditizio per il partito capace di assumerne il controllo. Nel wargame energetico che da trent' anni si gioca in Italia con i soldi pubblici, affiorano trame e congiure che l' inchiesta dei giudici di Mani Pulite non ha ancora messo a fuoco. Nel suo ufficio di via Vincenzo Monti, due giorni prima dell' arresto per una tangente da quattro miliardi pagata dalla Nuovo Pignone (gruppo Eni), Bitetto, 53 anni, ingegnere, socialista, ex colonnello di Craxi, cresciuto nella Cgil e approdato al consiglio d' amministrazione Enel all' inizio degli anni Ottanta, rilegge il libro nero della corruzione e racconta il suo ruolo di "combattente" all' assalto del potere Dc che fino ad allora dominava i grandi enti di Stato. "Avevo una missione da compiere e mi sono subito applicato: dovevo rompere l' egemonia Dc nel business energetico e trovare uno spazio per il Psi, sistematicamente tagliato fuori dai grandi appalti gestiti da ministero dell' Industria, Finmeccanica, Ansaldo, Enel ed Enea che facevano capo ai vari big dello scudocrociato: da Moro ad Andreotti, da Donat Cattin a Marcora. Dopo una fase di studio l' unica strada mi e' sembrata quella di aggregare sistemi industriali privati e portarli a gestire tangenti. Cosi' ho incominciato a taglieggiare i privati...". E una strada in salita quella di Bitetto. L' Enel e' un grande carrozzone di Stato, centomila dipendenti, un fatturato di 12 mila miliardi, una produzione elettrica di 158 miliardi di chilovattora, un presidente di nomina Dc e un consiglio d' amministrazione che fa da cerniera con i partiti di governo. Il cuore e' democristiano, ma nelle decisioni si forma spesso un asse con il Pci, come nel caso dell' atomo. Il piano energetico del ' 78, che prevede 12 mila megawatt nucleari, passa in Parlamento con il voto comunista e l' astensione del Psi. "Dc e Psi difendevano il sistema delle partecipazioni statali perche' con il nucleare avevano creato un sistema protetto, che garantiva una quota anche alle cooperative rosse . racconta l' ingegnere che con le sue prime confessioni ha portato al quarto avviso di garanzia Craxi .. Il Psi all' interno dell' Enel si era sempre limitato ad azioni di guerriglia, ma con l' avvento di Craxi bisognava trovare una nuova strategia: il suo disegno era quello di diversificare le fonti e centralizzarne la gestione. Ma per dribblare gli apparati dello Stato era necessario operare una politica di sfondamento coinvolgendo le imprese private. Io mi sono dedicato a questo: prima favorendo il ritorno al carbone, poi il risanamento ambientale, infine il mix che doveva comprendere anche una quota di nucleare. Ma dopo Chernobyl tutto e' diventato piu' difficile. La lobby del metano e' diventata un rullo compressore, una formidabile macchina da guerra per il consenso e le tangenti, con ramificazioni su tutto il territorio attraverso le concessionarie. Craxi, dopo avermi dato via libera, si e' schierato da quella parte e io ho perso la mia partita: non sono piu' stato il suo interlocutore". Pulito, ecologico, apparentemente conveniente il metano a meta' anni Ottanta diventa il grimaldello del Psi per ridiscutere da una posizione di forza tutta la politica energetica italiana. Il nucleare arranca, dei quattro impianti costruiti in vent' anni solo uno e' in funzione tra polemiche e fermate sospette, quello di Caorso. Garigliano e Trino Vercellese sono disattivati, Latina e' ormai a fine corsa. E quasi pronta Montalto di Castro: ma il cantiere e' diventato un pozzo senza fondo di miliardi. Mille, duemila, seimila. Senza mai entrare in funzione. Per il Psi cinque anni di pressing nell' Enel, il lavoro ai fianchi delle Partecipazioni statali e la presidenza dell' Eni hanno ribaltato gli antichi equilibri. L' industria privata appoggia l' onda lunga socialista, Bettino Craxi e' presidente del Consiglio, la Borsa tira e la nave Italia va. Nel 1985, alla scadenza del primo mandato, Bitetto ottiene la riconferma all' Enel senza fatica. E oggi ammette: "E vero, taglieggiavo i privati, ma c' e' stato un reciproco consenso. Quando ho chiesto ad alcune ditte come la Tosi o la Belleli se volevano entrare nel grande business degli impianti, sembrava che non aspettassero altro. La Tosi era in difficolta' e rischiava la chiusura. La Belleli e' riuscita ad entrare nel giro e senza il mio aiuto, non avrebbe avuto il decollo. Pagavano la tangente, ma erano d' accordo. Sapevano anche che non bastava solo il mio appoggio per concludere gli affari, ci voleva il consenso degli altri consiglieri. Ma coi soldi passava tutto". Quando il 26 aprile 1986 il vento dell' Est porta con una nuvola l' angoscia radioattiva il Psi e' il primo partito a dire "nucleare addio". Claudio Martelli, vicesegretario, cavalca la protesta ambientalista, la Dc e' spiazzata, il Pci lacerato. Attorno all' energia dell' atomo l' Italia si spacca: Chernobyl manda in corto circuito le fragili certezze della politica energetica nazionale. Sul nucleare ci si interroga, si litiga, ci si divide. E mentre i Verdi martellano l' opinione pubblica con dati da brivido sui rischi della fissione atomica, al governo si prepara la staffetta Psi Dc. E forte, fortissimo Craxi quando lascia il timone di Palazzo Chigi. Giovanni Goria, il suo successore, deve fare i conti con un referendum che ha detto no alle centrali nucleari. Tocca a lui e al ministro Adolfo Battaglia, repubblicano, firmare la smobilitazione. E quasi una nemesi storica: i partiti che piu' di altri hanno spinto questa tecnologia ora la condannano a morte. Crolla il fortino costruito dallo scudocrociato: le nuove fonti sono il metano e il carbone, sulle quali il Psi aveva investito in largo anticipo. Ora il business energetico puo' passare da via Del Corso. Ma sempre meno attraverso Bitetto. E' l' ora di Bartolomeo De Toma, collettore di tangenti nel settore energetico ambientale e di Silvano Larini, regista dei fondi neri del Garofano. C' e' il gruppo Acqua dei fratelli Ottavio e Giuseppe Pisante pronti a lasciare dall' 1 al 3% su ogni appalto per le centrali Enel. E poi c' e' l' Eni, che per i pagamenti ha un filo diretto con via del Corso senza dimenticare piazza del Gesu' . Chernobyl, referendum, campagna ecologistica, metano: tutti hanno colpito a morte il nucleare. "Sicuramente c' e' un concorso di colpa . racconta Bitetto .. Gli accordi per il gasdotto algerino hanno imposto all' Eni una politica d' assalto per favorire la nuova fonte energetica. E con il Psi c' e' stata un' unita' d' intenti. Anche l' appoggio dato ai Verdi, non e' un mistero. L' Eni si e' sempre coperta bene sul fronte ambientalista, con finanziamenti occulti e palesi". E la lobby dell' atomo? Distrutta, disintegrata. Resiste, come l' ultimo dei mohicani, Felice Ippolito, ex presidente del Cnen: "La pagina dell' addio al nucleare e' una delle piu' vergognose della storia italiana. In un cupio dissolvi la vigliaccheria della classe politica non e' neppure riuscita a salvare il presidio tecnologico. Chi prendeva le mazzette con il nucleare ha continuato a prenderle con il metano: dalla Dc al Psi e' solo cambiata la cassa".
    Schiavi Giangiacomo

    Pagina 23
    (7 aprile 1993) - Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1...04074230.shtml
    E allora facciamola fare all'Eni la nostra politica energetica, perchè come dice Zdenek

    "Scaroni la pensa allo stesso modo e dimostra, con i fatti, che il cammino che si è iniziato a percorrere non è quello dell'isolazionismo nazionale, alla ricerca di una fantomatica indipendenza energetica (persa negli anni '60), ma la creazione di una "rete intelligente" che possa tener conto delle mutate - e mutevoli - condizioni economiche e geopolitiche. Secondo una visione globale."

    Hai capito il boemo. Se sostieni il nucleare...sei un isolazionista! Magari, perchè suona bene, sei pure un negazionista...non fa mai male come accusa. E poi, se lo dice Scaroni...allora è autorevole. E' così bravo Scaroni...

    Questo è il modo corretto e responsabile di ragionare, progettare, operare in un'ottica di lungo periodo. Diverso da quello adottato da quanti vorrebbero imporre con la forza la soluzione di problemi contingenti, proiettandola molto al di là negli anni, in una realtà territoriale locale.
    Ottica di lungo periodo, dice lui. Ma come si fa a sostenere ASPO, e al tempo stesso dire che queste sono strategie di lungo periodo? Ma che razza di cervello si deve avere, per fare queste assurde manipolazioni? Ma queste logiche di lungo periodo come fanno a funzionare, quando non ci sarà più gas da pompar dentro? Ah perchè il picco del gas non esiste...c'è solo quello del petrolio. Ah si.

    Ma voi del nucleare, "proettate molto al di là negli anni"...2020, 12 anni. Un'era geologica...

  8. #1388
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    E allora facciamole ste reti interconnesse del gas, costruiamo centinaia di rigassificatori, forza!
    Paolo Scaroni, presidente dell'Eni e ministro dell'Energia. La vedrei bene come abbinata. Sottosegretario con delega alle scartoffie, Zdenek. Così siamo in una botte di ferro. Non vi dico, però, piena di cosa.

    Viva il gas. Energia del futuro.

    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    Dal sito Terna si possono ottenere i dati della produzione di energia elettrica in Italia per il 2007.



    Che semplificando diventa:



    Ossia, per chi non volesse fare i conti:

    Gas Naturale e Derivati: 48,2%
    Fossili: 72,5%
    Importazioni 13,3%
    Prod. nazionale 14,2%

    Vorrei far notare che:

    1) Il valore del fotovoltaico (40 GWh!) è risibile: 0,01%. Ora qualcuno mi spieghi come questa tecnologia può, anche solo lontanamente, coprire quote decenti del fabbisogno.

    2) Fossili:



    Mi pare evidente oltre ogni dubbio che più ci liberiamo di emiri, beduini, bevitori di vodka e cowboys, meglio è. Eppure pare che tutto debba andare sempre peggio, non c'è segno di cambiamento.

    3) A fronte di circa 7500 tonnellate di greggio prodotte in Italia all'anno, le importazioni valgono:



    4) Il gas di produzione nazionale copre circa il 13% del fabbisogno, che si aggira sui 90 miliardi di m3. Le importazioni, invece, vengono sempre dai "soliti noti". Il Ministero delle Attività Produttive arriva solo fino al 2005...sospetto che il beduino che dorme nella tenda sia ancora più pesante oggi.





    Alla luce di tutto ciò, c'è qualcuno che mi sa dire in quale modo ci si possa liberare (almeno in parte, più o meno consistente) dai ricattatori, senza ritornare al carro a buoi?
    C'è qualcuno che mi sa dire come si possa coprire in modo consistente con altre tecnologie quel 72,5%, che sale a 85,8% tenendo conto delle importazioni dall'estero (inutile dire come prodotte...)?

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=433710

  9. #1389
    Ottircsi
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    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    E allora facciamole ste reti interconnesse del gas, costruiamo centinaia di rigassificatori, forza!
    Paolo Scaroni, presidente dell'Eni e ministro dell'Energia. La vedrei bene come abbinata. Sottosegretario con delega alle scartoffie, Zdenek. Così siamo in una botte di ferro. Non vi dico, però, piena di cosa.

    Viva il gas. Energia del futuro.
    la Francia, che e' piu' o meno ricca di petrolio quanto noi, questo problema lo ha risolto egregiamente.

    sara' merito dei francesi o i dei loro governanti ?

  10. #1390
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    Citazione Originariamente Scritto da zarath Visualizza Messaggio
    la Francia, che e' piu' o meno ricca di petrolio quanto noi, questo problema lo ha risolto egregiamente.

    sara' merito dei francesi o i dei loro governanti ?
    E' merito dei francesi che non protestano anche se si muove una foglia come in Italia..

 

 
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