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    Predefinito 30 maggio - S. Ferdinando III, re

    Dal sito SANTI E BEATI:

    San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia

    30 maggio

    1198 - 30 maggio 1252

    Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel1217, all'età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l'ampliamento dell'università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671. (Avvenire)

    Patronato: Ingegneri, Spagna

    Etimologia: Ferdinando = guerriero audace, dal tedesco

    Martirologio Romano: A Siviglia in Spagna, san Ferdinando III, che, re di Castiglia e León, fu saggio amministratore del suo regno, cultore di arti e scienze e solerte nella diffusione della fede.

    Martirologio tradizionale (30 maggio): A Siviglia, nella Spagna, san Ferdinando terzo, Re di Castiglia e di Leon, per l'eccellenza delle virtù chiamato il Santo, il quale, illustre per lo zelo nel propagare la fede, in fine, soggiogati i Mori, felicemente se ne volò al regno celeste, lasciando quello terreno.

    San Ferdinando nacque nel 1198 da Alfonso IX, re di León, e da Berenguela di Castiglia. Con lui si unirono definitivamente i due regni della penisola iberica, senza guerre e spargimenti di sangue come spesso capita in simili circostanze. Tale unione fu infatti dettata dal matrimonio fra i suoi genitori: la morte prematura di Enrico I di Castiglia nel 1217 aveva inaspettatamente portato la corona castigliana alla sorella Berenguela, la quale, con grande prudenza e sagacia, volle cederla spontaneamente al giovane figlio Ferdinando, nel corso di una grande assemblea tenutasi a Valladolid. Fu così che nel luglio 1217 egli venne finalmente riconosciuto quale sovrano dai nobili castigliani. Nel 1230 prese anche possesso del regno di León, superati non pochi ostacoli derivanti dalle disposizioni testamentarie del padre, che poco prima della morte, aveva designato eredi universali le figlie Sancia e Dolce.
    L’unione definitiva fra i due regni di Castiglia e di León costituì uno dei meriti più gloriosi della vita di Ferdinando: preparata accuratamente dalla madre, favorita dalla gerarchia ecclesiastica ed appoggiata dai papi Innocenzo III ed Onorio III, tale unione annullò definitivamente una delle più frequenti cause di attrito tra i regni spagnoli e si rivelò vincente nella lotta contro il comune nemico, cioè l’Islam a quel tempo penetrato nel continente europeo.
    Ferdinando convolò a nozze prima con Beatrice di Svevia (nota anche come Beata Beatrice de Suabia) nel 1219 e poi, rimasto vedovo, con Maria de Ponthieu nel 1235: da queste felici unioni nacquero ben tredici figli. Questa politica matrimoniale instaurò strette relazioni con la casata imperiale di Germania e con quella reale di Francia, tanto che il primo matrimonio diede al figlio, Alfonso X il Saggio, fondamento giuridico per aspirare addirittura al trono germanico.
    L’aspetto più rilevante del regno di Ferdinando III è però costituito dalla cosiddetta “Riconquista”: armato cavaliere a Burgos nel 1219 e riappacificati all’interno i suoi regni, consacrò per trenta lunghi anni tutta la sua attività bellica alla lotta contro gli invasori musulmani, assumendo quale suo scopo non soltanto la completa liberazione della Spagna, ma anche il riuscire a schiacciare il potere nemico, aspirazione suprema tanto delle crociate quanto del pontificato. La riconquista di città e fortezze importanti quali Baeza, Jaén, Martos, Córdoba e Siviglia meritarono al sovrano l’appellativo di “Conquistatore dell’Andalusia”. Di pari passo si procedeva anche alla restaurazione religiosa e grazie alle generose donazioni elargite da re Ferdinando vennero restaurate le diocesi di Baeza-Jaén, Córdoba, Siviglia, Cartagena e Badajoz.
    L’impegno di questo santo sovrano nella lotta contro l’Islàm fu riconosciuto e premiato dalla Chiesa di Roma con il riconoscimento del diritto di patronato, benché limitato ad alcuni benefici, delle sedi restaurate. Ebbe inoltre facoltà di spendere per la “Riconquista” il ricavato della vigesima, raccolto dai collettori pontifici in Spagna per la crociata orientale, ed al medesimo scopo gli venne concesso il tributo delle “terze reali”, consistenti in una terza parte dei beni ecclesiastici destinata all’edificazione delle chiese. Tutto ciò, insieme alla frequente concessione di indulgenze mediante l’equiparazione dei crociati spagnoli a quelli orientali, permise a San Ferdinando di ingrandire il regno di Castiglia, ormai definitivamente egemone sugli altri stati della penisola iberica, e di rivelarsi un governante modello, dai sani principi cristiani, sagace ed abile nelle trattative.
    Il regno di Murcia si arrese mediante un trattato firmato da suo figlio, pattuì una tregua con il re moro di Granada, organizzò la marina castigliana riuscendo così ad avanzare trionfalmente lungo il Guadalquivir. Intransigente con gli eretici, per contro fu però sempre generoso e magnanimo verso i vinti, tollerante nei confronti dei giudei ed ubbidiente alle indicazioni ricevute dalla Chiesa. Liscrizione sul suo sepolcro in quattro lingue, ebraico, arabo, latino e castigliano, è la prova tangibile di come il sovrano seppe accattivarsi pienamente l’unanime rispetto.
    Re prudente, fu sempre affiancato da un consiglio di dodici persone circa gli affari gravi ed importanti del suo regno. Al fine di governare in pace e giustizia i suoi sudditi, intraprese la redazione di un codice di leggi, ultimato poi da suo figlio. Incrementò le scienze e le arti, avviando l’università di Salamanca, proteggendo quella di Valencia e lo Studio Generale di Valladolid. Contribuì economicamente all’edificazione delle nuove cattedrali di Leon, Burgos e Toledo, e riportò a Compostella le campane che Almansur aveva rubato. Accolse in Spagna i Francescani, i Domenicani ed i Trinitari, ordini allora nascenti.
    Oltre che quale re magnanimo ed invincibile capitano, Ferdinando si rivelò esemplare anche semplicemente quale uomo. Seppur in mezzo alle glorie del mondo riuscì a coltivare un’intensa religiosità ed una particolare devozione alla Madonna, nonchè dimostrarsi sempre grato al Signore delle sue vittorie ed umile sino al punto di chiedere la pubblica penitenza. Con edificante umiltà domandò perdono mentre gli venne amministrato il Viatico, che volle ricevere in ginocchio nonostante la grave infermità. Considerò il suo regno quale dono divino e perciò lo offerse al Signore unitamente alla sua anima il 30 maggio 1252, pronunziando prima di spirare queste parole: “Signore, nudo uscii dal ventre di mia madre, che era la terra, e nudo mi offro ad essa; o Signore, ricevi la mia anima nello stuolo dei tuoi servi”.
    San Ferdinando III, re di Lèon e Castiglia, sino ad oggi è stato l’unico sovrano spagnolo ad essere ritenuto dalla Chiesa meritevole della gloria degli altari e tutti i cronisti, persino l’arabo Himyari, concordano nel riconoscergli purezza nei costumi, prudenza, eroismo, generosità, mansuetudine ed un innato spirito di servizio nei confronti del suo popolo. Furono proprio cotante virtù, unite al saggio governo dei suoi regni, a santificare la sua vita raggiungendo una tale perfezione morale da costituire un vero modello di sovrano e governante cristiano.
    Il suo culto, inizialmente limitato alla città di Siviglia, fu poi esteso alla Chiesa universale: nel 1629 ebbe inizio il processo di canonizzazione, volto a dimostrare il suo culto immemorabile, la veridicità di molti miracoli e l’incorruzione del suo corpo, finchè il 4 febbraio 1671 fu finalmente canonizzato da Papa Clemente X. L’arma dei genieri dell’esercito lo elesse suo patrono, ma anche i carcerati, i poveri e i governanti lo invocano loro speciale protettore. L’iconografia lo raffigura sempre giovane, senza barba, con i classici attributi reali quali corona, scettro e sfera, a volte anche con una statuetta della Madonna che portava con sé nelle sue campagne militari o con una chiave in mano in ricordo di quella consegnatagli dal re moro dopo la conquista di Siviglia.

    Autore: Fabio Arduino

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    Bartolomé Esteban Murillo, S. Ferdinando III, XVII sec

    Juan de Valdés Leal, S. Ferdinando III, Cattedrale, Jaén

    Bartolomé Esteban Murillo, S. Ferdinando III, XVII sec., Museo del Prado, Madrid

    Charles-Joseph Flipart, La riconquista di Siviglia da parte di S. Ferdinando III, XVIII sec., Museo del Prado, Madrid

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    Jean-Auguste-Dominique Ingres, Il Duca Ferdinand-Philippe di Orleans rappresentato come S. Ferdinando III di Castiglia, 1842, Musée du Louvre, Parigi

    Jean-Auguste Dominique Ingres, S. Ferdinando III, vetrata, Cappella della Compassione, Chiesa di S. Ferdinando, Parigi

    Francisco de Zurbarán, S. Ferdinando III, 1630-34, Hermitage, san Pietroburgo




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    St. Ferdinand III

    King of Leon and Castile, member of the Third Order of St. Francis, born in 1198 near Salamanca; died at Seville, 30 May, 1252. He was the son of Alfonso IX, King of Leon, and of Berengeria, the daughter of Alfonso III, King of Castile, and sister of Blanche, the mother of St. Louis IX.

    In 1217 Ferdinand became King of Castile, which crown his mother renounced in his favour, and in 1230 he succeeded to the crown of Leon, though not without civil strife, since many were opposed to the union of the two kingdoms. He took as his counsellors the wisest men in the State, saw to the strict administration of justice, and took the greatest care not to overburden his subjects with taxation, fearing, as he said, the curse of one poor woman more than a whole army of Saracens. Following his mother's advice, Ferdinand, in 1219, married Beatrice, the daughter of Philip of Swabia, King of Germany, one of the most virtuous princesses of her time. God blessed this union with seven children: six princes and one princess. The highest aims of Ferdinand's life were the propagation of the Faith and the liberation of Spain from the Saracen yoke. Hence his continual wars against the Saracens. He took from them vast territories, Granada and Alicante alone remaining in their power at the time of his death. In the most important towns he founded bishoprics, reestablished Catholic worship everywhere, built churches, founded monasteries, and endowed hospitals. The greatest joys of his life were the conquests of Cordova (1236) and Seville (1248). He turned the great mosques of these places into cathedrals, dedicating them to the Blessed Virgin. He watched over the conduct of his soldiers, confiding more in their virtue than in their valour, fasted strictly himself, wore a rough hairshirt, and often spent his nights in prayer, especially before battles. Amid the tumult of the camp he lived like a religious in the cloister. The glory of the Church and the happiness of his people were the two guiding motives of his life. He founded the University of Salamanca, the Athens of Spain. Ferdinand was buried in the great cathedral of Seville before the image of the Blessed Virgin, clothed, at his own request, in the habit of the Third Order of St. Francis. His body, it is said, remains incorrupt. Many miracles took place at his tomb, and Clement X canonized him in 1671. His feast is kept by the Minorites on the 30th of May.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. VI, 1909, New York

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    Da dom Prosper Guéranger, L’Année Liturgique - Le Temps Pascal, Paris-Poitiers, 1902, XII ediz., t. III, p. 587-595

    LE XXX MAI.

    SAINT FERDINAND III, ROI DE CASTILLE ET CONFESSEUR.


    Dans les jours consacrés à honorer la naissance de notre Emmanuel, nous vîmes près de son berceau l'imposante figure du bienheureux empereur Charlemagne. Ceint du diadème impérial, tenant en main son puissant glaive, il semblait veiller sur l'enfant que des bergers avaient adoré les premiers Aujourd'hui, près du glorieux sépulcre visite d'abord par Madeleine et ses compagnes, nous apercevons un roi, Ferdinand le Victorieux, ceint de la couronne et faisant la garde avec sa vaillante épée si redoutée du Sarrasin. La France et l'Espagne sont ainsi représentées sur le Cycle par leurs plus nobles souverains: l'un vénérant le mystère du Dieu incarné, l'autre rendant son hommage au mystère du Dieu vainqueur de la mort.

    La catholique Espagne est personnifiée dans son Ferdinand, et la France très chrétienne reconnaît dans ce prince héroïque le sang de son saint Louis. Bérengère, mère de Ferdinand, et Blanche, mère de Louis, étaient sœurs. Pour former le royaume catholique, il fallut un des Apôtres du Christ, saint Jacques le Majeur; il fallut une épreuve formidable, l'invasion du Sarrasin qui déborda sur la Péninsule comme un déluge; il fallut un exploit chevaleresque qui dura huit siècles, et par lequel l'Espagne recouvra son sol et sa liberté. Saint Ferdinand résume en lui cette armée de héros qui ont repoussé le Maure et créé la patrie; mais au courage du soldat il a réuni les vertus du saint.

    Quels exploits dans cette vie qui compte autant de victoires que de combats! Cordoue, la ville des Califes, tombe au pouvoir d'un si fier chrétien, et les portiques de son alhambra n'abriteront plus le luxe et la mollesse féroce des sectateurs de l'Islam. Sa splendide mosquée est purifiée par l'eau sainte, et devient l'église cathédrale de Cordoue redevenue chrétienne. Les sectateurs de Mahomet avaient enlevé les cloches de l'Eglise de Saint-Jacques à Compostelle, ils les gardaient en trophée à Cordoue; par ordre du saint roi, ces cloches sont reportées à dos de Sarrasin, à travers l'Espagne, jusqu'à l'auguste sanctuaire auquel elles avaient été ravies.

    Séville, à son tour, après un siège de seize mois, tomba au pouvoir de Ferdinand, malgré sa double enceinte de murailles flanquées Je cent soixante-six tours. L'armée chrétienne était faible en nombre; la défense des Sarrasins servis par tous les avantages du site et l'habileté de la conduite, fut de la dernière énergie; mais le croissant dut s'éclipser devant la croix triomphante. Ferdinand accorda un mois aux Sarrasins pour se retirer de la ville et du territoire. Trois cent mille se replièrent sur Xérès, et cent mille passèrent en Afrique. Le vaillant chef de ce peuple abattu, jetant un dernier regard sur la ville rentrée au pouvoir des chrétiens, dit à ses officiers, les larmes aux yeux: «Il n'y a qu'un saint qui ait pu avec de si faibles troupes se rendre maître d'une place si forte et peuplée de tant de défenseurs».
    Nous n'énumérerons pas ici les villes et les provinces reconquises par le héros chrétien. Sa carrière toute de succès dut faire pressentir aux Maures que la Péninsule leur échapperait un jour tout entière; au reste, Ferdinand avait formé le projet de faire une descente sur la côte africaine, et d'aller ainsi éteindre l'islamisme jusque dans son foyer le plus ardent. La mort arrêta ce noble dessein, et parvenu à l'âge de cinquante-trois ans, le saint roi échangea la couronne de la terre pour celle du ciel.

    Sa piété l'avait rendu le ministre docile de la volonté de Dieu, dont il se regarda toujours comme l'humble instrument. Austère comme un anachorète, Ferdinand fut compatissant comme un père pour ses peuples: «Je crains plus, dit-il un jour, les malédictions d'une pauvre femme que toute l'armée des Sarrasins». Il dota richement les églises qu'il élevait dans l'Espagne reconquise, et, fidèle chevalier de la Reine des deux, il l'honora toujours comme sa dame et maîtresse. En retour d'un culte si fervent, Marie daigna bénir constamment les armes de son illustre champion. On doit voir aussi un gage de sa maternelle tendresse pour le saint roi dans un fait mentionné par les chroniqueurs contemporains, et qui dans ces siècles atteste l'intervention divine. Durant tout le règne de Ferdinand, ni la peste ni la famine ne vinrent affliger ses Etats. A la différence de notre saint Louis, dont la vie fut remplie d'épreuves, Ferdinand fut toujours heureux; comme si Dieu eût voulu donner à la fois aux hommes, dans ces deux admirables princes, le modèle du courage dans l'adversité et l'exemple de la modération dans les prospérités. A eux deux ils forment le plus complet tableau de la vie humaine régénérée dans le Christ, en qui nous adorons les humiliations de la croix et les splendeurs de la résurrection. Heureux siècles où Dieu choisissait les rois pour donner aux chrétiens de telles leçons!

    On se demandera comment un homme, un prince, tel que saint Ferdinand, accueillit la mort, lorsqu'elle vint tout à coup arrêter le cours de sa glorieuse carrière. Il était encore dans la force de l'âge. A l'approche du prêtre qui lui apportait le Corps du Seigneur, le pieux héros descend de son lit, et ce n'est qu'après avoir adoré son Sauveur, la face contre terre et la corde au cou, qu'il reçoit l'hostie sacrée. Ayant accompli ce grand acte, se sentant arrivé aux portes de l'éternité, il ordonne qu'on le dépouille des marques de la royauté, et appelle ses fils autour de son lit de mort. S'adressant à l'aîné qui fut Alphonse le Sage, il lui recommanda le soin de ses frères et les égards qu'il devrait à ceux qui sont les vassaux du prince et ses compagnons d'armes; puis il ajouta: «Mon fils, tu vois de quelles forces, de quelles possessions, de quel nombre de sujets tu es entouré, plus qu'aucun autre roi chrétien; fais en sorte d'user dignement de ces avantages; sois bon, avant tant de moyens de faire le bien. Te voilà maître de cette terre que les Maures enlevèrent jadis au roi Rodrigue. Si tu conserves le royaume dans l'état où je te le laisse, tu seras un bon roi, comme je l'ai été; il en serait autrement, si tu en laissais perdre quelque chose».

    La dernière heure approchait; une apparition céleste vint conforter le royal mourant. Il remercia Dieu de cette faveur, et demanda le cierge béni; mais avant de le prendre dans ses mains, levant les veux au ciel, il dit: «Seigneur, vous m'avez donné le royaume que je n'avais pas, vous m'avez donné plus d'honneur et de puissance que je ne méritais: recevez-en mes actions de grâces. Je remets entre vos mains ce royaume que j'ai accru autant qu'il m'a été possible: je vous présente en même temps mon âme». Il demanda ensuite pardon à ceux qui l'entouraient, les priant de lui faire grâce, s'il leur avait donné lieu quelquefois de se plaindre de lui. Toute la cour était présente; et l'on n'entendit que des voix entrecoupées de sanglots, qui à leur tour imploraient le pardon.

    Le saint roi prit alors le cierge en ses mains, et relevant vers le ciel, il dit: «Seigneur Jésus-Christ, mon rédempteur, je suis sorti nu du sein de ma mère, et je vais rentrer nu dans la terre. Seigneur, recevez mon âme, et par les mérites de votre très sainte Passion, qu'il vous plaise la placer parmi celles de vos serviteurs». Après ces paroles, il rendit le cierge, et demanda aux évêques et aux prêtres qui étaient autour de lui, de réciter les Litanies, après lesquelles il leur fit chanter le Te Deum. Tout étant achevé, il inclina la tête, ferma les yeux et expira doucement.

    Ainsi mouraient ces hommes dont la foi avait inspiré toutes les œuvres, et qui sentaient qu'ils n'étaient en ce monde que pour servir Jésus-Christ et le faire régner. Ces rois avaient fait l'Europe; ils lui avaient donné pour première loi l'Evangile, et pour droit public les canons de l'Eglise. L'Europe, après des siècles d'unité dans le lien catholique, a cherché une autre loi et un autre droit; elle se dissout aujourd'hui, et semble même avoir oublié l'élément qui la forma et la maintint durant tant de siècles à la tête de l'humanité. Puisse-t-elle un jour ouvrir les yeux, et, s'il en est temps encore, arrêter la décadence qui l'entraîne fatalement, et conjurer la ruine qui la menace!

    Nous empruntons les Leçons de l'Office du saint roi au Propre de la ville de Rome.

    Ferdinand III, roi de Castille et de Léon, à qui depuis quatre siècles l'accord des ecclésiastiques et des séculiers a attribué le nom de Saint, donna, dès son adolescence, de si grandes preuves de sagesse, que Bérengère, reine de Castille, sa mère, qui l'avait élevé très saintement, abdiqua la royauté pour la lui remettre entre les mains. A peine Ferdinand fut-il entré dans les soins du gouvernement, que l'on vit briller en lui les vertus d'un roi: la magnanimité, la clémence, la justice, et par-dessus tout le zèle de la foi catholique, dont il sut défendre et propager la pratique religieuse avec ardeur. Il montra ce zèle principalement en poursuivant les hérétiques, auxquels il ne permit jamais d'habiter dans ses royaumes. Il le fit voir encore en érigeant, dotant et consacrant au culte chrétien les églises de Cordoue, Jaén, Séville, et autres villes arrachées par lui au joug des Maures. Il rétablit avec une pieuse et royale munificence les cathédrales de Tolède, de Burgos, et plusieurs autres.

    En même temps, dans le royaume de Castille et de Léon, où il avait succédé à Alphonse son père, il réunit de fortes armées, et entreprit chaque année des expéditions contre les Sarrasins, ennemis du nom chrétien. Le plus puissant moyen de ce pieux roi pour s’assurer constamment la victoire fut dans les prières qu'il adressait à Dieu, dont il s'assurait le secours en flagellant sévèrement son corps avant la bataille, et se couvrant d'un rude cilice. Ce fut ainsi qu'il remporta d'insignes victoires contre les puissantes armées des Maures, et qu'il restitua au culte chrétien et à l'Espagne des villes nombreuses, ayant conquis les royaumes de Jaën, Cordoue et Murcie, en même temps qu'il rendit tributaire celui de Grenade. Il amena ses étendards victorieux devant Séville, capitale de la Bétique, après une vision dans laquelle on rapporte que saint Isidore, autrefois évêque de cette ville, lui en avait donné le conseil. Les historiens racontent aussi qu'il fut assisté du secours divin dans ce siège, en la manière suivante. Les Mahométans avaient tendu sur le Guadalquivir une chaîne de fer qui barrait le passage. Un vent violent s'éleva tout à coup, et l'un des navires royaux lancé par l'ordre du prince alla briser cette chaîne avec une telle violence qu'il fut entraîné plus loin, et alla rompre un Sont de bateaux dont la ruine enleva l'espoir aux laures, et amena la reddition de la place.

    Ferdinand a attribué toutes ces victoires au patronage de la bienheureuse Vierge Marie, dont il avait toujours dans son camp l'image qu'il honorait d'un culte spécial. Ayant pris Se ville, son premier soin fut de songer au culte divin. Il fit purifier tout aussitôt la mosquée des Sarrasins, et la dédia au service religieux des chrétiens, l'ayant pourvue avec une royale et pieuse libéralité d'un siège archiépiscopal richement doté et d'un collège de chanoines et de dignités convenablement établis. Il érigea encore d'autres églises et plusieurs monastères dans cette ville. Au milieu de ces actes de piété, il se préparait à passer en Afrique pour y anéantir la puissance musulmane, lorsqu'il se vit appelé au royaume du ciel. Etant arrivé à ses derniers moments, il adora la corde au cou, prosterné par terre, avec d'abondantes larmes, la sainte Eucharistie qu'on lui apportait pour viatique.

    Ayant reçu le divin sacrement avec la plus humble révérence accompagnée des plus vifs témoignages de son attachement à la foi catholique, il s'endormit dans le Seigneur. Son corps, demeuré sans corruption depuis six siècles, repose dans la cathédrale de Séville, où il est renfermé dans un tombeau de la plus rare magnificence.

    Vous avez délivré votre peuple du joug de l'infidèle, ô Ferdinand, imitant le divin ressuscité qui nous a affranchis de la mort du péché et rendus à la vie que nous avions perdue. Vos conquêtes n'ont point ressemblé à celles des conquérants profanes, qui n'ont d'autre but que de satisfaire leur orgueil et celui de leurs peuples. Vous veniez délivrer vos frères opprimés et courbés depuis des siècles sous un joug odieux. Vous veniez, les arracher aux périls de séduction qu'ils couraient dans un esclavage séculaire. Champion du Christ, c'est pour lui d'abord que vous forciez les remparts des cités sarrasines. Son étendard était le vôtre, et vous cherchiez avant tout à étendre son royaume. En retour, il daigna vous bénir en tous vos combats, et votre épée sortit toujours victorieuse.

    Votre mission, ô Ferdinand, fut de préparer au Seigneur un peuple que la sainte Eglise a honoré entre tous les autres, en lui décernant le beau nom de Catholique. Heureuse Espagne, qui à force de persévérance et de courage a su briser le joug musulman, que les peuples qui l'ont subi gardent toujours! Heureuse Espagne, qui a repoussé avec succès l'invasion de la prétendue Réforme au XVI° siècle, ayant ainsi conservé l'antique foi qui sauve les âmes, et est en même temps le plus fort lien de la patrie! Priez pour votre peuple, ô Ferdinand! Des doctrines perverses circulent dans son sein, des influences perfides cherchent à l'égarer, et beaucoup d'âmes sont séduites. Ne souffrez pas qu'il sacrifie jamais par d'imprudentes et lâches concessions ce dépôt de foi qu'il a su maintenir intact durant tant de siècles. Combattez les machinations ténébreuses par lesquelles les méchants cherchent à le lui enlever. Maintenez en lui l'horreur qu'il a si longtemps ressentie pour l'hérésie, et que rien ne le fasse déchoir du rang qu'il a conquis entre les peuples fidèles. L'unité de croyance et de culte peut le sauver encore, le retenir sur le bord de l'abîme où tant de nations ont sombré; saint roi, sauvez encore une fois le royaume que Dieu vous avait confié, et que vous remettiez entre ses mains avec une si humble reconnaissance, au moment où vous alliez échanger la couronne de la terre contre celle du ciel. Vous êtes resté son protecteur aimé; hâtez-vous de le secourir.

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    Lightbulb Re: 30 maggio - S. Ferdinando III, re

    30 MAGGIO 2018: trentesimo giorno del Mese Mariano di Maggio, inizio NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO (dal 30 Maggio al 7 Giugno), MERCOLEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DOPO LA PENTECOSTE; SANTA GIOVANNA D'ARCO, San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia, e SAN FELICE I, PAPA E MARTIRE…



    “San Felice I, papa, 30 maggio.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#SANTI2



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    Maggio mese di Maria: 30° giorno - La devozione alla Madonna
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...ria-30-giorno/
    “Maggio mese di Maria: 30° giorno.
    LA DEVOZIONE ALLA MADONNA.
    FONTE: Maggio mese di Maria, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”




    30 maggio - S. Ferdinando III, re
    https://forum.termometropolitico.it/...castiglia.html
    “San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia
    30 maggio 1198 - 30 maggio 1252.

    Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel 1217, all'età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l'ampliamento dell'università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671. (Avvenire)
    Patronato: Ingegneri, Spagna
    Etimologia: Ferdinando = guerriero audace, dal tedesco.
    Martirologio Romano: A Siviglia in Spagna, san Ferdinando III, che, re di Castiglia e León, fu saggio amministratore del suo regno, cultore di arti e scienze e solerte nella diffusione della fede.
    Martirologio tradizionale (30 maggio): A Siviglia, nella Spagna, san Ferdinando terzo, Re di Castiglia e di Leon, per l'eccellenza delle virtù chiamato il Santo, il quale, illustre per lo zelo nel propagare la fede, in fine, soggiogati i Mori, felicemente se ne volò al regno celeste, lasciando quello terreno.”



    https://forum.termometropolitico.it/...na-d-arco.html



    30 Maggio - Santa Giovanna d'Arco
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...nna-d-arco.htm
    "30 MAGGIO SANTA GIOVANNA D'ARCO
    Domrémy, Francia, 1412 circa - Rouen, Francia, 30 maggio 1431.

    Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un'armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.”




    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MERCOLEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DOPO LA PENTECOSTE, 30 MAGGIO 2018.
    Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7f&oe=5B7812D5





    «MERCOLEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DOPO LA PENTECOSTE
    SAN FERDINANDO III RE
    Confessore.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    SANTA MESSA

    Ferdinando III, nato a Zamora il 5 agosto 1501, fu Re di Castiglia e Leon dal 1217 alla morte. Fu zelante propagatore della Fede, patrono delle arti e delle scienze e valoroso combattente per il Regno di Cristo contro i Mori che allora occupavano varie regioni delle Spagne. Tra le alte imprese, degna di memoria è la liberazione di Siviglia (22 dicembre 1248) che aprì la strada alla completa redenzione dell’Andalusia, eccezion fatta per il Sultanato di Granada. Morì a Siviglia il 30 maggio 1252, dopo aver ricevuto devotissimamente in ginocchio gli estremi Sacramenti.
    Il suo corpo inumato nella cattedrale di Santa Maria della Sede dove tuttora si conserva e venera. Glorioso per miracoli, Alessandro VII l’iscrisse fra i Beati il 31 maggio 1655 e Clemente X fra i Santi il 4 febbraio 1671.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f7&oe=5BB70B2B
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ssore.html?m=1





    «MERCOLEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DOPO LA PENTECOSTE.
    SANTA GIOVANNA D'ARCO.
    Vergine.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    SANTA MESSA

    Giovanna d’Arco, nata a Domremy in Lorena il 6 gennaio 1412, fu eletta da Dio per andare in soccorso del futuro Carlo VIII di Francia contro gli Inglesi. Accolta nell’esercito francese, a diciassette anni, confidando in Gesù e Maria, lo guidò alle vittorie di Orleans e Patay, che permisero la consacrazione di Carlo VIII a Reims. Il 24 maggio del 1430 fu catturata dai Borgognoni che la vendettero agli alleati Inglesi. Questi, dopo un processo - in seguito invalidato da Callisto III - la arsero a Rouen il 30 maggio 1431. Questa vergine guerriera, dichiarata Venerabile da Leone XIII il 27 gennaio 1894, fu beatificata da san Pio X il 18 aprile 1909 e canonizzata da Benedetto XV il 16 maggio 1920. Pio XI la elesse a patrona della Gioventù Cattolica femminile.»
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    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rgine.html?m=1





    «NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO.
    (30 Maggio - 7 Giugno)

    I.O mio Gesù, che avete detto: "In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia (si esprima la grazia).
    Pater, Ave, Gloria.
    Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.
    II.O mio Gesù, che avete detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre vostro, nel vostro nome, io chiedo la grazia (si esprima la grazia).
    Pater, Ave, Gloria.
    Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.
    III.O mio Gesù, che avete detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle vostre sante parole, io chiedo la grazia (si esprima la grazia).
    Pater, Ave, Gloria.
    Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.
    O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbiate pietà di noi miseri peccatori, ed accordateci le grazie che vi domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, vostra e nostra tenera Madre.
    San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, pregate per noi.
    Salve, Regina.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0d&oe=5BB5EE9F









    San Felice I - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-felice-i/
    «30 maggio, San Felice I, Papa e Martire (+ Roma, 30 dicembre 274).
    “San Felice primo, Papa e Martire, il cui giorno natalizio è ricordato il trenta Dicembre”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-269x300.jpg






    https://www.youtube.com/user/sodalitium
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/




    “Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.”
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    CATECHISMO- PIO X - domusmarcellefebvre110815






    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    30 mai : Sainte Jeanne d'Arc, Vierge, Libératrice de la France (1412-1431) :: Ligue Saint Amédée
    “30 mai : Sainte Jeanne d'Arc, Vierge, Libératrice de la France (1412-1431).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._lWgAEq8Yb.jpg





    “A mettre entre les mains des petits catholiques!
    Sainte Jeanne d'Arc, priez pour notre jeunesse!”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...be&oe=5B7F68DF





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d7&oe=5B7B29E7





    «Gentil Dauphin, j’ai nom Jehanne la Pucelle, et vous mande le Roy des cieulx, par moi, que vous serez sacré et couronné à la ville de Rheims, et serez lieutenant du Roy des cieulx qui est Roy de France».
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cb&oe=5BC07638





    “30 mai 1232 : Antoine de Padoue, Frère mineur et Docteur de l’Eglise est canonisé par Grégoire IX.”






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    https://www.sursumcorda.cloud/articoli.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/carlo-di-pietro.html
    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Basilio ed Emmélia sua moglie, genitori dei beati Vescovi Basilio Magno, Gregorio Nisséno e Piétro di Sebaste, e della beata Macrina Vergine. Questi santi coniugi, al tempo di Galério Massimiàno, mandati in esilio, dimorarono nelle solitudini del Ponto; e dopo la persecuzione, lasciando i figli eredi delle loro virtù, si riposarono in pace. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi Santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Basilio ed Emmélia sua moglie possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”
    “San Gerardo pregate per noi. Vita almi Patris nostri Gerardi Episcopi Potentini –
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...ni.html”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1e&oe=5BBD3E49








    Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 53/17 del 30 maggio 2018, San Felice I.

    Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini
    30 maggio 1799: la popolazione riminese, guidata dal “parone” (pescatore proprietario di barca) Giuseppe Federici, detto “il glorioso”, liberava Rimini dagli invasori giacobini.»



    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/


    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/





    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “L'omaggio di Radio Spada a Santa Giovanna d'Arco, copatrona di Francia (festa 30 maggio).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cc&oe=5B7EC137





    “30 maggio 2018. Felice I, papa, santo, Romano (5 gennaio 269 - 30 dicembre 274), fu sepolto nella Cripta dei Papi, nel Cimitero di Callisto. Sue reliquie insigni sono in S. Sisto a Via Appia in un cofanetto murato nella parete sinistra.
    M.R.: 30 maggio - San Felice primo, Papa e Martire, il cui giorno natalizio è ricordato il 30 dicembre, il quale, governò la Chiesa al tempo del Principe Aureliano.
    [Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari].”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0d&oe=5B7EE691








    Ave Maria!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  7. #7
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    Lightbulb Re: 30 maggio - S. Ferdinando III, re

    30 MAGGIO 2019: trentesimo giorno del Mese Mariano di Maggio, Santi Basilio ed Emmélia, Santa Giovanna d'Arco, San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia, e SAN FELICE I, PAPA E MARTIRE; ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO AL CIELO…



    «ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Ascensione di Nostro Signore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-ascensione.htm


    “San Felice I, papa, 30 maggio.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#SANTI2





    Della festa dell'Ascensione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/della-festa-dellascensione/
    «Catechismo Maggiore di San Pio X – Dell’Ascensione del Signore.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content/uploads/6duomo.jpg





    http://www.sodalitium.biz/ascensione-del-signore/
    «30 maggio 2019, Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, festa di precetto.

    “L’ineffabile successione dei misteri dell’Uomo-Dio è sul punto di ricevere l’ultimo complemento. Ma l’allegrezza della terra è salita fino al cielo; le angeliche gerarchie si preparano a ricevere il capo già promesso, mentre i loro principi sono vigili alle porte, pronti ad aprirle, quando risuonerà il segnale del divino Trionfatore. Le sante anime, liberate dal limbo già da quaranta giorni, attendono il felice momento in cui la via del cielo, chiusa per il peccato, si aprirà improvvisamente, ed essi potranno percorrerla al seguito del loro Redentore. L’ora incalza, ed è tempo ormai che il divin Risorto venga a mostrarsi, ed a ricevere l’addio di coloro che l’attendono di minuto in minuto, e che deve lasciare ora in questa valle di lacrime”.
    O Dio onnipotente, te ne preghiamo, concedi a noi che crediamo nell’Ascensione al cielo del tuo Unigenito, nostro Redentore, di vivere sempre con la mente in cielo.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...on-300x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...46-211x300.jpg










    «Ascensione del Signore - Sodalitium.

    O nostro Emmanuele! Fiduciosi nella tua parola, risoluti a seguirti in tutti i misteri che non furono compiuti che per noi, ad accompagnarti nell’umiltà di Betlemme, nella partecipazione dei dolori del Calvario, nella Risurrezione della Pasqua, aspiriamo ad imitarti anche, quando l’ora sarà venuta, nella tua trionfale Ascensione. In questa attesa noi ci uniamo al coro degli Apostoli ed al loro saluto, ai nostri Padri, la cui moltitudine ti accompagna e ti segue, Volgi i tuoi sguardi sopra di noi, o divino Pastore! il momento della riunione non è ancora giunto. Proteggi le tue pecorelle, e veglia affinché neppure una si perda e manchi all’incontro. Istruiti, d’ora in avanti, sulla nostra fine, saldi nell’amore e nella meditazione dei misteri che ci hanno condotti a quello di oggi, noi l’adottiamo in questo stesso giorno, quale oggetto di nostra attesa e meta dei nostri desideri. Ma finché venga quel momento che ci riunirà a te, cosa faremmo quaggiù se la Virtù dell’Altissimo, che ci hai promesso, non scenderà presto sopra di noi, se non verrà a portarci la pazienza nell’esilio, la fedeltà nell’assenza, l’amore che solo può sostenere un cuore che sospira per il possesso? Vieni dunque, o divino Spirito! Non ci lasciare languire, affinché il nostro sguardo resti fisso nel cielo, ove regna e ci attende il nostro Salvatore, e non permettere che questo nostro occhio umano sia tentato, nella sua stanchezza, di abbassarsi su di un mondo terrestre, dove Gesù non si lascerà più vedere.»



    «San Felice I - Sodalitium
    Ascensione - Sodalitium
    30 maggio, San Felice I, Papa e Martire (+ Roma, 30 dicembre 274).
    “San Felice primo, Papa e Martire, il cui giorno natalizio è ricordato il trenta Dicembre”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-269x300.jpg





    “Della festa dell’Ascensione”
    https://www.agerecontra.it/2019/05/d...ellascensione/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...gino_cat75.jpg



    SANTE MESSE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    V domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=Xo3vvej3nT8
    V domenica dopo Pasqua - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=gMHZKktvVXE
    IV domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=BnTn5tCbAgw
    IV domenica dopo Pasqua (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=UnnMVHLXOr4
    III Domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=FrXb3TtbouM
    II Domenica dopo Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=71aZwW6lBYU
    II Domenica dopo Pasqua - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BuGlDuSs0LQ
    Domenica in Albis (Santa Messa e Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=UG870mk5GHo
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».








    “Ascensione del Signore al Cielo.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-al-cielo.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l-cielo-4.html

    “30 maggio - S. Giovanna d'Arco.”
    https://forum.termometropolitico.it/...na-d-arco.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-d-arco-2.html

    “30 maggio - S. Ferdinando III, re.”
    30 maggio - S. Ferdinando III, re
    “San Ferdinando III Re di Leon e di Castiglia.”
    https://forum.termometropolitico.it/...castiglia.html
    “San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia
    30 maggio 1198 - 30 maggio 1252.

    Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel 1217, all'età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l'ampliamento dell'università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671. (Avvenire)
    Patronato: Ingegneri, Spagna
    Etimologia: Ferdinando = guerriero audace, dal tedesco.
    Martirologio Romano: A Siviglia in Spagna, san Ferdinando III, che, re di Castiglia e León, fu saggio amministratore del suo regno, cultore di arti e scienze e solerte nella diffusione della fede.
    Martirologio tradizionale (30 maggio): A Siviglia, nella Spagna, san Ferdinando terzo, Re di Castiglia e di Leon, per l'eccellenza delle virtù chiamato il Santo, il quale, illustre per lo zelo nel propagare la fede, in fine, soggiogati i Mori, felicemente se ne volò al regno celeste, lasciando quello terreno.”





    Maggio mese di Maria: 30° giorno ? Stellamatutina.eu ? Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...ria-30-giorno/
    “Maggio mese di Maria: 30° giorno. LA DEVOZIONE ALLA MADONNA.
    FONTE: Maggio mese di Maria, P. Stefano M. Manelli, © 2010 Casa Mariana Editrice, 2010.”








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a5&oe=5D97B389






    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://sardiniatridentina.blogspot.com/

    Sardinia Tridentina: Ascensione
    “ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO AL CIELO.

    Stazione a San Pietro.
    Doppio di I classe con ottava privilegiata di III ordine.
    Paramenti bianchi.
    Nella Basilica di San Pietro, dedicata a uno dei principali testimoni dell'Ascensione del Signore, si celebra oggi (Orazione) l'anniversario di questo mistero, che segna il termine della vita terrena di Gesù.
    Durante i quaranta giorni, che seguirono la sua Risurrezione, il Redentore pose le basi della sua Chiesa, alla quale doveva poco dopo mandare lo Spirito Santo. L'Epistola e il Vangelo di questo giorno riassumono tutti gli insegnamenti del Maestro. Gesù lascia quindi questa terra, e tutta la Messa è la celebrazione della Sua gloriosa elevazione in cielo dove gli fanno scorta le anime liberate dal Limbo (Alleluia), che entrano al suo seguito nel regno celeste, ove partecipano più ampiamente alla sua divinità (Prefazio).
    L'Ascensione ci predica il dovere di innalzare i nostri cuori a Dio e, infatti, l'Orazione ci fa chiedere di abitare in ispirito con Gesù nelle regioni celesti, dove siamo chiamati ad abitare un giorno con il corpo. Durante tutta l'Ottava si recita il Credo: «Credo in un solo Signore Gesù Cristo Figlio unico di Dio... che è asceso al cielo, dove siede alla destra del Padre». Il Gloria dice pure: «Signore, Figlio unico di Dio Gesù Cristo, tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi». Nel Prefazio proprio che si recita fino alla Pentecoste, si rendono grazie a Dio pel fatto che «il Cristo risorto, dopo essere apparso a tutti i discepoli, si sia innalzato in cielo sotto i loro sguardi». Durante tutta l'Ottava si recita ugualmente il Communicantes proprio a questa festa; in esso la Chiesa ci ricorda che «celebra il giorno sacrosanto nel quale Nostro Signore, Figlio unico di Dio, si degnò di introdurre nella gloria e porre alla destra del Padre la nostra fragile carne» alla quale si era unito nel Mistero dell'Incarnazione.
    Ogni giorno la liturgia ci ricorda, all'Offertorio (Suscipe Sancta Trinitas) e al Canone (Unde et memores) che essa, secondo l'ordine del Signore, offre il Santo Sacrificio «in memoria della beatissima passione di Gesù Cristo, della sua risurrezione dalla tomba, e della sua gloriosa Ascensione al cielo». Infatti l'uomo è salvato solo per l'unione dei misteri della Passione e della Risurrezione con quello dell'Ascensione. «Per la tua morte e la tua sepoltura, per la tua santa Risurrezione, per la tua mirabile Ascensione, liberaci, Signore» (Litanie dei Santi).
    Offriamo a Dio il sacrifizio divino «in memoria della gloriosa Ascensione del Figliuolo Suo» affinché, liberati dai mali presenti, giungiamo con Gesù alla vita eterna (Secreta).
    Con l'Ascensione si aprono gli ultimi tempi, il tempo della Chiesa, in attesa della seconda venuta del Figlio di Dio a giudicare gli uomini e il mondo col fuoco.
    INTROITUS
    Act 1.11.- Viri Galilaei, quid admirámini aspiciéntes in coelum? allelúia: quemádmodum vidístis eum ascendéntem in coelum, ita véniet, allelúia, allelúia, allelúia. ~~ Ps 46.2.- Omnes gentes, pláudite mánibus: iubiláte Deo in voce exsultatiónis. ~~ Glória ~~ Viri Galilaei, quid admirámini aspiciéntes in coelum? allelúia: quemádmodum vidístis eum ascendéntem in coelum, ita véniet, allelúia, allelúia, allelúia.
    Act 1:11.- Uomini di Galilea, perché ve ne state stupiti a mirare il cielo? alleluia: nello stesso modo che lo avete visto ascendere al cielo, così ritornerà, alleluia, alleluia, alleluia. ~~ Ps 46.2.-Applaudite, o genti tutte: acclamate Dio con canti e giubilo. ~~ Gloria ~~ Uomini di Galilea, perché ve ne state stupiti a mirare il cielo? alleluia: nello stesso modo che lo avete visto ascendere al cielo, così ritornerà, alleluia, alleluia, alleluia.
    Gloria
    ORATIO
    Orémus.
    Concéde, quaesumus, omnípotens Deus: ut, qui hodiérna die Unigénitum tuum, Redemptórem nostrum, ad coelos ascendísse crédimus; ipsi quoque mente in coeléstibus habitémus. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Concedici, Te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che noi, che crediamo che oggi è salito al cielo il tuo Unigenito, nostro Redentore, abitiamo anche noi col nostro spirito in cielo. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    LECTIO
    Léctio Actuum Apostólorum.
    Act 1.1-11
    Primum quidem sermónem feci de ómnibus, o Theóphile, quæ coepit Iesus facere et docére usque in diem, qua, præcípiens Apóstolis per Spíritum Sanctum, quos elégit, assúmptus est: quibus et praebuit seípsum vivum post passiónem suam in multas arguméntis, per dies quadragínta appárens eis et loquens de regno Dei. Et convéscens, præcépit eis, ab Ierosólymis ne discéderent, sed exspectárent promissiónem Patris, quam audístis -inquit - per os meum: quia Ioánnes quidem baptizávit aqua, vos autem baptizabímini Spíritu Sancto non post multos hos dies. Igitur qui convénerant, interrogábant eum, dicéntes: Dómine, si in témpore hoc restítues regnum Israël? Dixit autem eis: Non est vestrum nosse témpora vel moménta, quæ Pater pósuit in sua potestáte: sed accipiétis virtútem superveniéntis Spíritus Sancti in vos, et éritis mihi testes in Ierúsalem et in omni Iudaea et Samaría et usque ad últimum terræ. Et cum hæc dixísset, vidéntibus illis, elevátus est, et nubes suscépit eum ab óculis eórum. Cumque intuerétur in coelum eúntem illum, ecce, duo viri astitérunt iuxta illos in véstibus albis, qui et dixérunt: Viri Galilaei, quid statis aspiciéntes in coelum? Hic Iesus, qui assúmptus est a vobis in coelum, sic véniet, quemádmodum vidístis eum eúntem in coelum.
    Nel primo libro ho raccontato, o Teofilo, tutto ciò che Gesú fece ed insegnò dall’inizio fino al giorno in cui, dati per mezzo dello Spirito Santo i suoi ordini agli Apostoli che aveva eletti, fu assunto in cielo. Ad essi ancora si mostrò vivo dopo la sua passione, dando molte prove, apparendo ad essi durante quaranta giorni, e parlando del regno di Dio. Ed insieme a mensa, comandò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la promessa del Padre, la quale avete udita per bocca mia: poiché invero Giovanni battezzò con l’acqua, ma voi sarete battezzati nello Spirito Santo di qui a non molti giorni. Ma i convenuti lo interrogavano, dicendo: Signore, ricostituirai allora il regno di Israele? Egli però disse loro: Non appartiene a voi sapere i tempi e i momenti che il Padre ha riservati in suo potere: ma lo Spirito Santo discenderà sopra di voi, vi comunicherà la sua forza e voi mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino all’estremo della terra. E detto questo si elevò da terra e una nuvola lo nascose ai loro occhi. E mentre stavano fissamente mirando lui che saliva in cielo, ecco due uomini in bianche vesti si avvicinarono ad essi e dissero: Uomini di Galilea, perché state mirando verso il cielo? Quel Gesù che da voi ascese in cielo, verrà così come lo avete veduto salire al cielo.
    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia
    Ps 46.6.
    Ascéndit Deus in iubilatióne, et Dóminus in voce tubæ. Allelúia.
    Ps 67.18-19.
    Dóminus in Sina in sancto, ascéndens in altum, captívam duxit captivitátem. Allelúia.
    Alleluia, alleluia
    Iddio è asceso nel giubilo e il Signore al suono delle trombe. Alleluia.
    Il Signore dal Sinai viene nel santuario, salendo in alto, trascina schiava la schiavitù. Alleluia.
    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Marcum.
    Marc 16.14-20
    In illo témpore: Recumbéntibus úndecim discípulis, appáruit illis Iesus: et exprobrávit incredulitátem eórum et durítiam cordis: quia iis, qui víderant eum resurrexísse, non credidérunt. Et dixit eis: Eúntes in mundum univérsum, prædicáte Evangélium omni creatúræ. Qui credíderit et baptizátus fúerit, salvus erit: qui vero non credíderit, condemnábitur. Signa autem eos, qui credíderint, hæc sequéntur: In nómine meo dæmónia eiícient: linguis loquantur novis: serpentes tollent: et si mortíferum quid bíberint, non eis nocébit: super ægros manus impónent, et bene habébunt. Et Dóminus quidem Iesus, postquam locútus est eis, assúmptus est in coelum, et sedet a dextris Dei. Illi autem profécti, prædicavérunt ubíque, Dómino cooperánte et sermónem confirmánte, sequéntibus signis.
    In quel tempo: Gesù apparve agli undici, mentre erano a mensa, e rinfacciò ad essi la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano prestato fede a quelli che lo avevano visto resuscitato. E disse loro: Andate per tutto il mondo: predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo: chi poi non crederà, sarà condannato. Ed ecco i miracoli che accompagneranno coloro che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, maneggeranno serpenti, e se avran bevuto qualcosa di mortifero non farà loro male: imporranno le mani ai malati e questi guariranno. E il Signore Gesù, dopo aver parlato con essi, fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio. Essi se ne andarono a predicare per ogni dove, mentre il Signore li assisteva e confermava la loro parola con i miracoli che la seguivano.
    Credo
    OFFERTORIUM
    Ps 46.6.
    Ascéndit Deus in iubilatióne, et Dóminus in voce tubæ, allelúia.
    Iddio è asceso nel giubilo e il Signore al suono delle trombe. Alleluia.
    SECRETA
    Súscipe, Dómine, múnera, quæ pro Fílii tui gloriósa censióne deférimus: et concéde propítius; ut a præséntibus perículis liberémur, et ad vitam per veniámus ætérnam. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Accetta, o Signore, i doni che Ti offriamo in onore della gloriosa Ascensione del tuo Figlio: e concedi propizio che, liberi dai pericoli presenti, giungiamo alla vita eterna. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
    PRÆFATIO DE ASCENSIONE DOMINI
    Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. Qui post resurrectiónem suam ómnibus discípulis suis maniféstus appáruit et, ipsis cernéntibus, est elevátus in coelum, ut nos divinitátis suæ tribúeret esse partícipes. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes:
    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: per Cristo nostro Signore. Il quale dopo la sua resurrezione apparve manifestamente a tutti i suoi discepoli, alla cui vista salì al cielo, per farci partecipi della sua divinità. E perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste, cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine:
    INFRA ACTIONEM
    Communicántes, et diem sacratíssimum celebrántes, quo Dóminus noster, unigénitus Fílius tuus, unítam sibi fragilitátis nostræ substántiam in glóriæ tuæ déxtera collocávit: sed et memóriam venerántes, in primis gloriósæ semper Vírginis Maríæ, Genetrícis eiuúsdem Dei ei Dómini nostri Iesu Christi: sed et beati Ioseph, eiusdem Virginis Sponsi, et beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum, Petri et Pauli, Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomaei, Matthaei, Simónis et Thaddaei: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni: et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuæ muniámur auxílio. Per eúndem Christum, Dóminum nostrum. Amen.
    Uniti in comunione celebriamo il giorno santissimo in cui nostro Signore, Figlio tuo unigenito, collocò alla destra della tua gloria l’assunta natura della nostra umanità: di più veneriamo la memoria, anzitutto della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre del medesimo Dio e Signore nostro Gesú Cristo: e poi del beato Giuseppe Sposo della stessa Vergine, e di quella dei tuoi beati Apostoli e Martiri: Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio, Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano, e di tutti i tuoi Santi; per i meriti e per le preghiere dei quali concedi che in ogni cosa siamo assistiti dall'aiuto della tua protezione. Per il medesimo Cristo nostro Signore. Amen.
    COMMUNIO
    Ps 67.33-34
    Psállite Dómino, qui ascéndit super coelos coelórum ad Oriéntem, allelúia.
    Salmodiate al Signore che ascende al di sopra di tutti i cieli a Oriente, alleluia.
    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Præsta nobis, quaesumus, omnípotens et miséricors Deus: ut, quæ visibílibus mystériis suménda percépimus, invisíbili consequámur efféctu. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Concedici, Te ne preghiamo, o Dio onnipotente e misericordioso, che di quanto abbiamo ricevuto mediante i visibili misteri, ne conseguiamo l’invisibile effetto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.”
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    “L'ANGOLO PATRISTICO.
    • Sermone di san Leone Papa.
    Sermone 1 sull'Ascensione del Signore.

    Quest'oggi, o dilettissimi, si compie il numero di quaranta giorni sacri trascorsi dopo la beata e gloriosa risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, colla quale, nello spazio di tre giorni, la potenza divina rialzò il vero tempio di Dio che l'empietà dei Giudei aveva distrutto, numero preordinato dalla santissima disposizione della provvidenza a nostra utilità e istruzione: perché il Signore prolungando in questo spazio di tempo la sua presenza corporale quaggiù, la nostra fede nella risurrezione vi trovasse le prove e la conferma necessarie. Perché la morte di Cristo aveva turbato assai i cuori dei discepoli: e lo stordimento della diffidenza era penetrato nei loro spiriti resi pesanti dall'angoscia causata dal suo supplizio sulla croce, dal suo ultimo sospiro, dalla sepoltura del suo corpo esanime.
    Perciò i beatissimi Apostoli e tutti i discepoli, ch'erano sgomenti per la morte di Gesù sulla croce ed avevano esitato sulla fede nella sua risurrezione, furono talmente confermati dall'evidenza della verità, che, lungi dall'essere rattristati al vedere il Signore ascendere nelle altezze dei cieli, furono al contrario ripieni di grande gioia. E certo, c'era là una grande ed ineffabile causa di gioia, allorquando in presenza di questa santa moltitudine, una natura umana s'innalzava al di sopra della dignità di tutte le creature celesti, per sorpassare gli ordini Angelici, per essere elevata più in alto degli Arcangeli, e non arrestarsi nelle sue elevazioni sublimi che allorquando, ricevuta nella dimora dell'eterno Padre, ella sarebbe associata al trono e alla gloria di colui, alla natura del quale si trovava già unita nel Figlio.
    Poiché l'ascensione di Cristo è la nostra elevazione; e il corpo ha la speranza d'essere un giorno dove l'ha preceduto il suo glorioso capo: esultiamo dunque, dilettissimi, con degni sentimenti di gioia, e rallegriamoci con pia azione di grazie. Perché noi quest'oggi non solo siamo stati confermati possessori del paradiso, ma nella persona di Cristo abbiamo penetrato ancora nel più alto dei cieli: e per ineffabile grazia di Cristo, abbiamo ottenuto di più di quanto avevamo perduto per invidia del diavolo. Infatti quelli che il velenoso nemico aveva bandito dalla felicità della prima dimora, il Figlio di Dio se li è incorporati e li ha collocati alla destra del Padre: col quale, essendo Dio, vive e regna insieme collo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.
    • Omelia di san Gregorio Papa.
    Omelia 29 sul Vangelo.
    Il ritardo che i discepoli frapposero nel credere alla risurrezione del Signore, non fu tanto loro debolezza quanto, per così dire, nostra sicurezza futura. Difatti a motivo del loro dubbio, la risurrezione fu dimostrata con molte prove: e noi quando leggiamo questi fatti, non siamo forse confermati dalla loro esitazione? La storia di Maria Maddalena, che credé subito, mi è meno utile di quella di Tommaso che dubitò per molto tempo. Perché questi, dubitando, toccò le cicatrici delle ferite del Salvatore e tolse così dal nostro cuore la piaga del dubbio.
    Per far penetrare in noi la verità della risurrezione del Signore, dobbiamo notare quel che riferisce Luca, dicendo: «Essendo insieme a mensa comandò loro di non allontanarsi da Gerusalemme» (Act. 1:4). E poco dopo: «A vista di essi, si levò in alto, e una nube lo tolse agli occhi loro» (Act. 1:9). Notate queste parole, osservate questi misteri. Dopo essere stato a mensa con essi, si levò in alto. Mangiò, e poi ascese: affin di renderci manifesta coll'azione del mangiare, la realtà della sua carne. Ma Marco ricorda che il Signore prima di ascendere in cielo, rimproverò ai discepoli la durezza del loro cuore e la loro incredulità. Che è da osservare in ciò, se non che il Signore rimproverò i discepoli quando li lasciava corporalmente, affinché queste parole, dette nel separarsi da loro, rimanessero più profondamente impresse nel cuore di quelli che le ascoltavano?
    Dopo aver ripresa la loro durezza, sentiamo ciò ch'egli comanda: «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Marc. 16:15). Forse che, fratelli miei, il santo Vangelo doveva predicarsi alle cose insensate, o agli animali privi di ragione, e perciò si dice ai discepoli: «Predicate ad ogni creatura»? Ma col nome di «ogni creatura» qui si indica l'uomo. L'uomo infatti ha qualche cosa di ogni creatura. Perché l'essere gli è comune colle pietre, la vita cogli alberi, la sensibilità cogli animali, l'intelligenza cogli Angeli. Se dunque l'uomo ha qualche cosa di comune con ogni creatura, si può dire, in qualche modo, che l'uomo è ogni creatura. Perciò il Vangelo è predicato ad ogni creatura, quando si predica all'uomo solo.
    • Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo.
    (Disc. sull'Ascensione del Signore, ed. A. Mai, 98, 1-2; PLS 2, 494-495)
    "Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo."
    Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore.
    Ascoltiamo l'apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3.1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso.
    Cristo è ormai esaltato al di sopra dei cieli, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni che noi sopportiamo come sue membra. Di questo diede assicurazione facendo sentire quel grido: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At 9:4). E così pure: «Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare» (Mt 25.35).
    Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in maniera da riposare già con Cristo in cielo, noi che siamo uniti al nostro Salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? Cristo, infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E noi, similmente, pur dimorando quaggiù, siamo già con lui. E Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile, non perché siamo esseri divini, ma per l'amore che nutriamo per lui. Egli non abbandonò il cielo, discendendo fino a noi; e nemmeno si è allontanato da noi, quando di nuovo è salito al cielo. Infatti egli stesso dà testimonianza di trovarsi lassù mentre era qui in terra: Nessuno è mai salito al cielo fuorché colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo, che è in cielo (cfr. Gv 3.13).
    Questa affermazione fu pronunciata per sottolineare l'unità tra lui nostro capo e noi suo corpo. Quindi nessuno può compiere un simile atto se non Cristo, perché anche noi siamo lui, per il fatto che egli è il Figlio dell'uomo per noi, e noi siamo figli di Dio per lui.
    Così si esprime l'Apostolo parlando di questa realtà: «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo» (1Cor 12.12). L'Apostolo non dice: «Così Cristo», ma sottolinea: «Così anche Cristo». Cristo dunque ha molte membra, ma un solo corpo.
    Perciò egli è disceso dal cielo per la sua misericordia e non è salito se non lui, mentre noi unicamente per grazia siamo saliti in lui. E così non discese se non Cristo e non è salito se non Cristo. Questo non perché la dignità del capo sia confusa nel corpo, ma perché l'unità del corpo non sia separata dal capo.”
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    “Amici della Milizia Angelica di San Tommaso d'Aquino - Confraternita
    Come nell'Antico Testamento il pontefice entrava nel santuario al fine di stare al cospetto di Dio per il popolo, così anche Cristo è entrato in cielo "per intercedere a nostro favore", come dice S. Paolo [Eb 7, 25]. Poiché la sua stessa presenza, con la natura umana portata in cielo, è come un'intercessione per noi: in quanto possiamo sperare che Dio, il quale esaltò in tal modo la natura umana in Cristo, abbia a usare misericordia verso coloro per i quali il Figlio di Dio volle assumere tale natura. San Tommaso d'Aquino.”

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ssore.html?m=1
    «SAN FERDINANDO III RE.
    Confessore.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    SANTA MESSA
    Ferdinando III, nato a Zamora il 5 agosto 1501, fu Re di Castiglia e Leon dal 1217 alla morte. Fu zelante propagatore della Fede, patrono delle arti e delle scienze e valoroso combattente per il Regno di Cristo contro i Mori che allora occupavano varie regioni delle Spagne. Tra le alte imprese, degna di memoria è la liberazione di Siviglia (22 dicembre 1248) che aprì la strada alla completa redenzione dell’Andalusia, eccezion fatta per il Sultanato di Granada. Morì a Siviglia il 30 maggio 1252, dopo aver ricevuto devotissimamente in ginocchio gli estremi Sacramenti.

    Il suo corpo inumato nella cattedrale di Santa Maria della Sede dove tuttora si conserva e venera. Glorioso per miracoli, Alessandro VII l’iscrisse fra i Beati il 31 maggio 1655 e Clemente X fra i Santi il 4 febbraio 1671.»


    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rgine.html?m=1
    «SANTA GIOVANNA D'ARCO.

    Vergine.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    SANTA MESSA
    Giovanna d’Arco, nata a Domremy in Lorena il 6 gennaio 1412, fu eletta da Dio per andare in soccorso del futuro Carlo VIII di Francia contro gli Inglesi. Accolta nell’esercito francese, a diciassette anni, confidando in Gesù e Maria, lo guidò alle vittorie di Orleans e Patay, che permisero la consacrazione di Carlo VIII a Reims. Il 24 maggio del 1430 fu catturata dai Borgognoni che la vendettero agli alleati Inglesi. Questi, dopo un processo - in seguito invalidato da Callisto III - la arsero a Rouen il 30 maggio 1431. Questa vergine guerriera, dichiarata Venerabile da Leone XIII il 27 gennaio 1894, fu beatificata da san Pio X il 18 aprile 1909 e canonizzata da Benedetto XV il 16 maggio 1920. Pio XI la elesse a patrona della Gioventù Cattolica femminile.»






    Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 53/17 del 30 maggio 2018, San Felice I.
    Insorgenze antigiacobine: la liberazione di Rimini
    30 maggio 1799: la popolazione riminese, guidata dal “parone” (pescatore proprietario di barca) Giuseppe Federici, detto “il glorioso”, liberava Rimini dagli invasori giacobini.»
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Basilio ed Emmélia sua moglie, genitori dei beati Vescovi Basilio Magno, Gregorio Nisséno e Piétro di Sebaste, e della beata Macrina Vergine. Questi santi coniugi, al tempo di Galério Massimiàno, mandati in esilio, dimorarono nelle solitudini del Ponto; e dopo la persecuzione, lasciando i figli eredi delle loro virtù, si riposarono in pace. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi Santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Basilio ed Emmélia sua moglie possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    “San Gerardo pregate per noi. Vita almi Patris nostri Gerardi Episcopi Potentini.”»
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    "La vera umiltà---> https://youtu.be/n9mF_GM9unc"

    "Video: 1818, i piani dell'Alta Vendita Suprema per arrivare all'elezione di un "papa" inebriato di ideologie massoniche, ovvero la genesi e l'evoluzione del "Vaticano secondo", da Roncalli a Bergoglio ---> https://youtu.be/Yq80fiJvVAc
    [VIDEO] Complotto contro la Chiesa e la società civile - La Massoneria e l'Alta Vendita Suprema
    https://www.youtube.com/watch?v=7nzZpaUVT7c
    da La Civiltà Cattolica, 1875, Vol. VII della Serie Nona, Anno Vigesimosesto
    Video a cura di Carlo Di Pietro."
    “[VIDEO] Ecumenismo Smascherato - Condanne della Chiesa all'eresia chiamata «ecumenismo».
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    Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
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    “Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano, Sursum Corda, Potenza 2017.
    Catechismo mariano composto da 235 articoli, semplici ma eruditi. Un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte.”

    “Raccolta di preghiere non contaminate dall'eresia dell'ecumenismo. Diceva Sant'Alfonso: "Chi prega si salva, chi non prega si danna" ->”
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    «Preghiera di San Pio X per i Sacerdoti.»
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    http://www.radiospada.org
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    “30 maggio 2019: ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE (Doppio di prima classe con Ottava).”
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    “L'omaggio di Radio Spada a Santa Giovanna d'Arco, copatrona di Francia (festa 30 maggio).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...94&oe=5D9F9946





    «Antiche pietre tombali cattoliche provenienti dal Nordafrica, datate fra il IV e il V secolo.
    Questi, ed altri reperti, testimoniano come, prima della dominazione ariana vandalica e quella maomettana, le attuali Tunisia, Algeria e Marocco fossero punti di vivace Fede.
    Il Nordafrica ci ha trasmesso le più dure, crude e reali testimonianze dei martiri, raccolte negli Acta Martyrum, che ci confermano come la Vera Fede per i berberi e i romani dell'Africa fosse questione di vita o di morte
    "Senza Domenica non possiamo vivere".
    Emerito, portavoce dei martiri di Abitinia (Tunisia), uccisi per aver celebrato e assistito alla Santa Messa.»
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    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/



    https://moimunanblog.com/





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/







    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


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    https://fidecatholica.wordpress.com/


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    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”


    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes


    “À propos de l’action héroïque de Sainte Jeanne d’Arc : « Dieu venait à nous cette fois encore par un chemin virginal.» - Cardinal Pie”
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    “A mettre entre les mains des petits catholiques! Sainte Jeanne d'Arc, priez pour notre jeunesse!”
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    30 mai : Sainte Jeanne d'Arc, Vierge, Libératrice de la France (1412-1431) :: Ligue Saint Amédée
    “30 mai : Sainte Jeanne d'Arc, Vierge, Libératrice de la France (1412-1431).”
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    “30 mai 1232 : Antoine de Padoue, Frère mineur et Docteur de l’Eglise est canonisé par Grégoire IX.”


    “Sermon du Père Joseph-Marie pour l'Ascension de Notre Seigneur Jésus-Christ.”
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_05_05_mai.mp3
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4b&oe=5D522D3B





    “Méditation pour la Fête de l'Ascension.”
    Méditation pour la Fête de l'Ascension
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    “Ascension de Notre Seigneur Jésus-Christ.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ab&oe=5D98F1D2







    «Per la tua morte e la tua sepoltura, per la tua santa Risurrezione, per la tua mirabile Ascensione, liberaci, Signore» (Litanie dei Santi).
    AVE MARIA!!! REGINA COELI, LAETARE, ALLELUIA!!!

    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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