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Risultati da 41 a 50 di 95

Discussione: Pd nel Pse?

  1. #41
    Democratico convinto (Piddino)
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    Gli ex-PSI, caso mai.
    Il socialismo non direi proprio.
    Ma in che paese vivi?



    Siamo in un paese nel quale gli zingari vengono cacciati a forza di pogrom, il presidente del consiglio si è salvato da certe condanne solo con leggi ad personam ed è in palese conflitto d'interessi, il governo prepara un piano per risolvere il problema dei rifiuti che è lesivo dei diritti costituzionali ed inefficace, il governo propone il reato d'immigrazione clandestina e l'aggravante della clandestinità per i reati, il ministro delle Pari Opportunità dice che gli omosessuali non sono discriminati, e tu sostieni che, "sul piano culturale", il socialismo è ovunque??
    Ma che stai a 'ddì.



    Un partito unico di socialisti e democristiani?
    Ma in quale paese si è mai vista una cosa del genere?



    E invece chi non si è astenuto si è beccato una bella tranvata elettorale dalla quale riuscirà a riaversi, se va bene, solo dopo anni, con le tue grandi trovate.
    Non dimentichiamo che la volta scorsa di anni ce ne sono voluti tre prima che il centrosinistra si riprendesse.



    C'entrano talmente poco che il PD non fa parte né del PSE, né dell'Internazionale Socialista, né del gruppo socialista al parlamento europeo.
    E, a sentire Castagnetti, non entrerà mai in alcuno di questi aggregati.



    Come dire che se mia nonna avesse il pisello, non sarebbe mia nonna...



    Io spero tanto che il PD ripeta alle europee lo stesso errore che ha fatto alle politiche.
    Va bene. Appena puoi salutami Bettino ed anche De Michelis!

  2. #42
    repubblicano nella sinistra
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    Secondo me conviene discutere cosa ci aspettiamo da queste aggregazioni europee.

    Se si tratta di decidere in quale gruppo parlamentare eleggeremo i nostri rappresentanti, rimanendo così il parlamento europeo, la cosa non è del tutto indifferente , ma ha una importanza relativa, non solo per i limitati poteri della assemblea ( che comunque ormai non sono solo simbolici) ma perché l’ unitarietà dei gruppi è abbastanza flebile: nel 2004 chi ha votato PSE in Germania e in UK non ha certo votato per la stessa idea di Europa , per lo stesso ruolo dell’ Europa nel mondo.
    Il punto è un altro , attraverso l’ appartenenza allo stesso gruppo parlamentare ma anche, e sarei portato a dire soprattutto per una certa solidarietà durante le elezioni nazionali, man mano si sta formando un comune sentire fra i governi del centro destra e un comune sentire fra quelli del centro sinistra , con eccezioni ovviamente la differenza fra GB e RFT valeva ancora di più per i governi nazionali.
    Ma se il fenomeno si accentuasse, e sia pure con lentezza a me sembra inarrestabile , l’ integrazione europea verrebbe prima nella classe politica che nelle istituzioni.
    Già ora chi vota a sinistra in Spagna “tifa” per i socialdemocratici tedeschi e i socialisti francesi., l’ auspicio e che le classi dirigenti di quei partiti portino alle estreme conseguenze quel sentire della base e dei militanti.
    In quest’ ottica l’ idea che il PD, se si consolida nelle attuali dimensioni , possa far parte di un “club” diverso da quello del PSOE, del PSF della SPD… è puramente folle. E nella stessa ottica il ruolo dell’ ELDR diventa sempre più ectoplsmatico

  3. #43
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    C'è un problema di subalternità culturale, in particolare del PD, nei confronti della destra. Quando si sentono parlare certi politici e certi commentatori, come la Mafai, si capisce una cosa: questa gente non è veramente convinta di avere ragione, di avere buone ragioni; e quindi è succube della destra, delle sue suggestioni, della sua propaganda, della sua ideologia, e si sforza di rincorrerla.
    Caro Jan,
    come molte altre volte hai espresso perfettamente quello che ho in testa da tempo.
    Perse le certezze di un tempo specie gli ex PCI spesso scivolano nell' affannosa ricerca del consenso di "lor signori". Un tipico esempio è Fassino sempre pronto a ricredersi : dal famoso "gli elettori iracheni sono i veri resistenti" al "forse per Moro bisognava trattare".
    Devo dire che però lo shock ha colpito anche i socialisti, non parlo solo dell' ala che si è trasferita sotto le ali di berlusconi ( non solo i dirigenti anche la base), ma anche chi è rimasto fedele al posizionamento storico mi sembra che ( a parte la meritoria solidità sui diritti civili) interpetri talvolta con troppa disivoltura le esperienze new labour .

    PS nota sulla citazione di Fassino in iraq, non contesto certo l'esaltazione del coraggio di chi andò a votare in quelle circostanze, ma quelle parole in quelle circostanze erano un chiaro schiacciamento sulla tesi che quello era il compimento di un processo democratico ( e non l' espresssione di una conta tribale) che avrebbe incmminato l' iraq sulla strada giusta. Sappiamo come è andata: le cose forse stanno migliorando daquando si è riconosciuto il ruolo dei capi clan.

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da r.oronzo Visualizza Messaggio
    Va bene. Appena puoi salutami Bettino ed anche De Michelis!
    suvvia,torniamo seri...

  5. #45
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    Siamo un paese conservatore, certo.

    Ma che significa?

    Innanzitutto, non siamo sempre stati un paese così conservatore. Alle elezioni del 1976 PCI, PSI, DP e PR ottennero complessivamente il 46,6 per cento dei voti; PSDI e PRI, allora partiti di centrosinistra, ottennero un ulteriore 6,5 per cento. I partiti di centro e di destra (DC, MSI-DN e PLI) che comunque erano, tranne l'MSI-DN, molto più di centro di quelli attuali, ottennero il 46,1 per cento.

    Quelle del 1976 furono le elezioni migliori per la sinistra; ma, anche tornando indietro, persino alle elezioni del 1948, i partiti della sinistra e del centrosinistra italiano non sono mai scesi al di sotto del 38-40 per cento.

    Lo slittamento a destra dell'elettorato italiano non ha niente di ineluttabile: è la conseguenza, almeno nella misura in cui si è verificato, di errori tattici e strategici dei partiti della sinistra italiana e dei loro leader.

    C'è un problema di subalternità culturale, in particolare del PD, nei confronti della destra. Quando si sentono parlare certi politici e certi commentatori, come la Mafai, si capisce una cosa: questa gente non è veramente convinta di avere ragione, di avere buone ragioni; e quindi è succube della destra, delle sue suggestioni, della sua propaganda, della sua ideologia, e si sforza di rincorrerla.
    Guarda che l'elettorato di una volta del PSI, per non dire di PSDI e PRI non era certo tutto di sinistra. Molti votavano per tradizione di famiglia, anche una volta perse le motivazioni concrete, come la lotta dei lavoratori. Dopo il 1976 poi molti votarono PSI per il dinamismo e il prgmatismo di Craxi, che ancora una volta non era di sinistra.
    Inoltre poi ricordare che a parte le motivazioni storiche sindacali, molti elettori del PCI erano tendenzialmente dei conservatori, in campo sociale.
    I primi a chiamare terroni i meridionali erano spesso gli operai del Nord verso quelli del Sud, e ricordo come fossero proprio i comunisti a lamentarsi che gli statali (identificati con la DC) lavorasero meno e fossero meglio pagati degli operai ad esempio. Una volta finita l'ideologia e la lotta padrone-operaio molti si sono spostati.
    Against all odds

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Guarda che l'elettorato di una volta del PSI, per non dire di PSDI e PRI non era certo tutto di sinistra. Molti votavano per tradizione di famiglia, anche una volta perse le motivazioni concrete, come la lotta dei lavoratori. Dopo il 1976 poi molti votarono PSI per il dinamismo e il prgmatismo di Craxi, che ancora una volta non era di sinistra.
    Inoltre poi ricordare che a parte le motivazioni storiche sindacali, molti elettori del PCI erano tendenzialmente dei conservatori, in campo sociale.
    I primi a chiamare terroni i meridionali erano spesso gli operai del Nord verso quelli del Sud, e ricordo come fossero proprio i comunisti a lamentarsi che gli statali (identificati con la DC) lavorasero meno e fossero meglio pagati degli operai ad esempio. Una volta finita l'ideologia e la lotta padrone-operaio molti si sono spostati.
    non reputare di Sinistra un riformista di cultura turatiana come Craxi mi sembra eccessivo!

    la materia dei flussi elettorali è complessa.

    tendenzialmente la Sinistra dagli anni '70 in poi si è trovata davanti ad uno spartiacque...

    da una parte si cercano di rappresentare le categorie operaie,legate al mondo del lavoro tradizionale e in modo particolare al lavoro dipendente.

    dall'altra parte si cerca di percorrere l'ondata dei mutamenti sociali dell'epoca e di aprirsi al consenso,anche per ragioni strettamente politiche,dei nuovi ceti emergenti mediante un inedito approccio alla nascente imprenditoria che da là in seguito costituisce la maggioranza del settore produttivo italiano ed europeo.

    la concezione del lavoro dei due partiti di Sinistra si differenzia a questo punto.
    cambiano l'approccio e gli agenti,ma non le finalità sociali.

    uno vede il lavoro in modo statico e fermo all'attività del lavoratore dipendente,per cui adempie attraverso una prospettiva unilaterale e di interesse di prefigurate categorie sociali.

    l'altro vede il lavoro in modo dinamico e a seconda delle esigenze che richiede la globalizzazione,per cui adempie attraverso una prospettiva bilaterale fra lavoro autonomo e lavoro dipendente nella concezione di manovre maggiormente mirate alla produzione e al consumo delle famiglie.

    la disideologizzazione dei partiti,del secondo caso in modo più accentuato,risulta cosi meno vincolata dal classico limite imposto dagli schieramenti e dalla loro effettiva collocazione nell'emiciclo parlamentare.
    tuttavia questo nuovo approccio garantisce una visione più accurata e completa,più dinamica e contemporanea delle questioni materia di analisi della Sinistra.

    a voi il giudizio...

  7. #47
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    Tante cose da dire sull'ultimo post (della pagina 2)di Demi Romeo. Le dirò presto perchè ho sonno. Dico solo una cosa: la crisi della socialdemocrazia in Europa è evidente anche ai sassi; i successi di partiti populisti di estrema destra e in genrale la diffusione di pratiche populistiche è altrettanto palese.
    Non sono buoni giorni per le idee del progressismo in Europa, non sono buoni giorni per l'Europa.
    (nel 2007 in tutte le elezioni politiche che hanno avuto luogo in Europa le forze socialdemocratiche hanno perso voti o sono rimaste stabili. Nel 2008 vi è un recupero solo in Spagna e Croazia, con crescite esigue)
    Ma al di là del dato elettorlae sono i principi e le idee della socialdemocrazia ad essere decedute di fronte al liberismo che si è diffuso nelle menti, nelle prassi e nella naturalezza dell'azione politica dopo la caduta del muro di Berlino.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Guarda che l'elettorato di una volta del PSI, per non dire di PSDI e PRI non era certo tutto di sinistra. Molti votavano per tradizione di famiglia, anche una volta perse le motivazioni concrete, come la lotta dei lavoratori. Dopo il 1976 poi molti votarono PSI per il dinamismo e il prgmatismo di Craxi, che ancora una volta non era di sinistra.
    Inoltre poi ricordare che a parte le motivazioni storiche sindacali, molti elettori del PCI erano tendenzialmente dei conservatori, in campo sociale.
    I primi a chiamare terroni i meridionali erano spesso gli operai del Nord verso quelli del Sud, e ricordo come fossero proprio i comunisti a lamentarsi che gli statali (identificati con la DC) lavorasero meno e fossero meglio pagati degli operai ad esempio. Una volta finita l'ideologia e la lotta padrone-operaio molti si sono spostati.
    Banalizzi il tutto. destra e sinistra sono categorie standard in cui serve inquadrare il mondo, piu utile parlare di cleveages se vogliamo fare una vera analisi di quali sono le cause della vittoria di forze cosidette di "destra".
    Se vogliamo dirla tutta, cmq, in veneto votavano dc persone di sinistra, perchè nonostante la critica alla guida politica democristiana fosse durissimo l'elemento religioso superava nettamente ogni altro elemento politico, ogni altra frattura (capitale/lavoro).
    Ricerche degli anni 50 dimostrano che giovani metalmezzadri vicentini sapevano che socialcomunisti li avrebbero difesi meglio come lavoratori ma si doveva votare "la religione".

    Tipologie di voto, fratture, ragioni culutrali profonde portano le persoe a votare per questo o quel partito. Cosicchè "votare a sinistra" o "votare a destra" non significa avere prassi o idee coincidenti con ciò che si è votato.


    Diciamo, quindi, in breve, che i partiti della sinistra italiana sapevano interpretare vaste fette di elettorato nella I repubblica. Molto molto molto meno oggi. Per innumerevoli motivi.

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Guarda che l'elettorato di una volta del PSI, per non dire di PSDI e PRI non era certo tutto di sinistra. Molti votavano per tradizione di famiglia, anche una volta perse le motivazioni concrete, come la lotta dei lavoratori. Dopo il 1976 poi molti votarono PSI per il dinamismo e il prgmatismo di Craxi, che ancora una volta non era di sinistra.
    Prima mi contraddici, ma alla fine mi dài ragione: il PSI dell'era pre-Craxi era talmente di sinistra da risultare, agli occhi dei più, una specie di copia sbiadita del PCI, soprattutto all'epoca della segreteria di De Martino. Tanto è vero che esso beneficiò pochissimo dello spostamento a sinistra dell'elettorato italiano, e nel 1976 ottenne il peggior risultato elettorale della sua storia. Nel suo simbolo c'era ancora la falce e martello.

    Quanto a PSDI e PRI, io infatti non li ho computati nella sinistra, ma li ho computati a parte. Resta il fatto che i partiti di sinistra presero più voti dei partiti di destra, e che i partiti di centro come PSDI e PRI erano, per certi versi, persino più a sinistra del PD di oggi.

    Per cui, l'Italia sarà pur sempre stata una paese conservatore; ma non ci s'illuda di contrastare questa tendenza cercando di assecondarla.

    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Inoltre poi ricordare che a parte le motivazioni storiche sindacali, molti elettori del PCI erano tendenzialmente dei conservatori, in campo sociale.
    Non direi.
    Erano i gruppi dirigenti del PCI ad essere tradizionalisti sulle questioni dei diritti civili, a causa di limiti di carattere culturale e di considerazioni di calcolo politico.
    Quando si andò a votare nei referendum per il divorzio nel 1974 e per l'aborto nel 1978 le regioni in cui la percentuale dei Sì fu più alta furono quelle in cui il PCI prendeva più voti.


    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    I primi a chiamare terroni i meridionali erano spesso gli operai del Nord verso quelli del Sud, e ricordo come fossero proprio i comunisti a lamentarsi che gli statali (identificati con la DC) lavorasero meno e fossero meglio pagati degli operai ad esempio. Una volta finita l'ideologia e la lotta padrone-operaio molti si sono spostati.
    Questa poi è veramente tirata per i capelli.
    Per capirlo basta andarsi a prendere le zone in cui era più forte la DC fino agli anni 1990 e quelle in cui è più forte la Lega Nord oggi, e si scopre facilmente che le due mappe praticamente si sovrappongono.
    Il che non toglie che molti attuali elettori, e persino dirigienti (a cominciare da Bossi e da Maroni) della Lega Nord abbiano un passato di elettori e di militanti di partiti di sinistra. Ma da qui a dire che il bacino elettorale della Lega Nord è costituito prevalentemente da ex elettori di sinistra, ce ne corre.
    Se così fosse, dovremmo aspettarci che le roccaforti della Lega Nord siano l'Emilia, la Liguria e la Lombardia meridionale; invece si tratta delle zone del nord in cui la Lega Nord è meno forte.

  10. #50
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    Ragazzi, non facciamoci illusioni:

    1) Si creerà un sottogruppo del gruppo PSE per far entrare il piddì e qualche partito sfigato dell'Europa dell'Est

    2) Non solo il PD entrerà in sto gruppo, ma Fava e Nencini considereranno "quasi superata" la pregiudiziale PSE, e entreranno in una lista unica col PD alle Europee, magari in cambio di qualche piccolo ritocco cosmetico al simbolo. All'Europarlamento ci torneranno Fava, la Napolitano, e credo due tra la Locatelli, Battilocchio e Antinucci.

    E' solo la mia opinone personale, eh, ma credo che si finirà con una soluzione all'italiana del genere, specialmente se mettono lo sbarramento.

 

 
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