Ti riporto il Link del comunicato..
http://forzanuova.splinder.com/post/...per+comune+e+p
noi siamo coerenti..noi..


Ti riporto il Link del comunicato..
http://forzanuova.splinder.com/post/...per+comune+e+p
noi siamo coerenti..noi..
NIHIL DIFFICILE VOLENTI
Vero. Hai ragione in questo.
Complimenti per questo!
Anche se sicuramente contatti privati tra forzanovisti ed alemanniani Sionisti vi saranno pure, ma mi sembra l'unica formazione di Destra Radicale che non abbia appoggiato il centrodestra. Per questo complimenti sinceri.
30 DICEMBRE 2006: UN GIORNO DI INFAMIA
Gabriele Zamparini
</U></I></B></STRONG>1 gennaio 2007
Il 30 Dicembre 2006 sarà ricordato come un giorno di infamia. Violando il diritto internazionale e la decenza umana, il governo quisling dell'Iraq occupato, un regime fantoccio e settario instaurato dall'occupazione statunitense e sostenuto dall'Iran, ha assassinato il legittimo Presidente della Repubblica dell'Iraq, Saddam Hussein.
E' stato riportato che dopo l'esecuzione gli assassini hanno gridato: "Lunga vita a Muqtada, lunga vita a Muqtada" [Moqtada Al-Sadr].
E' stato riportato anche che Saddam Hussein ha subito torture prima della sua esecuzione e che il suo corpo è stato mutilato dopo. Un'altra fonte ci dice: "Il video non mostra sangue sulla faccia e sul corpo di Saddam, ma la TV ha trasmesso un video dove il corpo mostra sangue, ferite e lividi sulla faccia".
Sull'apocalisse irachena, Riverbend ha recentemente scritto: "Di nuovo, non posso che chiedermi perché è stato fatto tutto questo? Perché distruggere l'Iraq fino al punto in cui fosse irreparabile? L'Iran sembra essere l'unico ad averci guadagnato. La loro presenza in Iraq è così ben istituita: criticare un imam o un ayatollah equivale al suicidio. La situazione è uscita dai piani degli Stati Uniti fino ad essere irrecuperabile? O era tutto parte del piano? I miei mal di testa pongono le domande".
Il professor As'ad Abdul Rahman, presidente della Enciclopedia Palestinese, ha osservato: "Oggi, tre anni e mezzo dopo la disavventura irachena, l'esercito degli Stati Uniti non è la potenza decisiva lì. Nell'Iraq meridionale, è praticamente l'Iran che mantiene il controllo, e le varie milizie sciite ricevono semplicemente le istruzioni da Tehran".
Dopo aver redatto undici brevi note sul linciaggio di Saddam Hussein [vedi appendice], il 19 dicembre 2006, il giorno prima dell'omicidio, ho scritto, "Voglio dedicare il seguente testo di Layla Anwar, una donna irachena, al grottesco movimento pacifista occidentale e ai suoi influenti intellettuali, il cui vergognoso silenzio sul linciaggio di Saddam Hussein sarà ricordato come una delle più disgraziate pagine nella storia dell'infamia".
Comprendere il silenzio di quelli che avrebbero dovuto essere i primi, nell'Occidente, a denunciare l'oltraggioso linciaggio richiede la decostruzione del clima di propaganda e menzogna in cui siamo immersi. Ovviamente la ragione per questo vergognoso silenzio non può essere trovata nella storia del regime di Saddam Hussein e dei suoi presunti crimini. Nessuno ha chiesto o si aspetterebbe dal movimento pacifista e dai suoi intellettuali di schierarsi con Saddam Hussein e il suo regime. Questo non era richiesto per denunciare l'oltraggioso linciaggio che avrebbe potuto avere luogo, dobbiamo ricordarlo, solo a causa dell'illegale invasione ed occupazione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Quindi, perché questo assordante silenzio?
E perché alcuni quadri della sinistra occidentale e del suo apparato nel movimento pacifista hanno stabilito una relazione speciale con il regime reazionario di Teheran e il governo quisling di Baghdad, o una parte di esso, come il movimento di Moqtada al-Sadr e la sua milizia, l'Esercito Mahdi, responsabile di enormi crimini contro l'umanità in Iraq? Forse che questo vergognoso silenzio è un altro segno della legittimazione del governo fantoccio iracheno? Significa forse che il supremo crimine internazionale, l'illegale invasione ed occupazione dell'Iraq, e i suoi effetti sono ora stati accettati? E perché la resistenza irachena a questa illegale invasione ed occupazione non è mai stata riconosciuta come tale, e ancor meno sostenuta, dal movimento pacifista occidentale che si riempie la bocca di parole come "pace" e "giustizia"?
Dopo l'iniziale silenzio sulla vera entità degli orrori in Iraq, quando le stime dello Iraq Body Count erano usate persino dal movimento pacifista nonostante l'apocalisse fosse già nota e dopo il perdurante silenzio sulla responsabilità delle milizie settarie nella strage e nella pulizia etnica, quest'altro silenzio sul linciaggio di Saddam Hussein solleva ancora una volta delle domande fondamentali sul ruolo della Sinistra occidentale e del movimento pacifista e costringe tutti noi ad una spiacevole ma onesta e necessaria riflessione. Se un mondo migliore è possibile, esso inizia qui.
Gabriele Zamparini
Fonte: http://www.thecatsdream.com/blog/
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/200...-of-infamy.htm
31.12.2006


Viva Tareq Aziz, onore a Fiore.


M. Khatami (ex presidente persiano): "Saddam è stato comunque uno dei maggiori criminali della storia, ed ogni criminale deve rendere conto dei propri atti." conferenza stampa del 2 gennaio 2007
"L'esecuzione del traditore Saddam.....che nessuno ha rimpianto...." discorso dell'attuale presidente persiano pronunciato il 3 gennaio 2007 nella città di Abadan
Saturday, December 30, 2006
Sadrist Shia/Iranian forces executed Saddam
A new video has surfaced showing Saddam saying the shahada just as he was being hanged.
Several men were chanting Muqtada Al-Sadr's name and the name of his rotting filth of a father as well as that of Baqir Al Hakim.
Justice for Iraq? Or justice for the Iranian Persian Shia horde of Muqtada Sadr and Badr.
Let no Iraqi mistake the meaning of this video. There is no government of unity in Iraq. That Sadr's men were the executors is evidence that it is they who have been behind all the killings, all the murders, all the attack on holy Shia and Sunni Shrines.
Let no Iraqi mistake the meaning of this video. The Sunnis are marked. One by one they will all meet Saddam's fate.
And yet the US military tells us that it wanted to take out Sadr. Remember Sadr? The man the US military said was wanted dead or alive.
Let there be no mistake what now awaits Iraq and all patriotic Iraqis.
I suppose you all heard of Sheikh Rubaie, right? The Shia Cleric who was gunned down by Sadrists and Badrists because he said that Muwaffaq Rubaie was not part of the clan or at least was an illegitimate member of the Rubaie clan.
You heard that right? These are the Sadrist and Badrist Shia. And they are coming for every peace-loving secularits, Arab nationalist, and non-Muslim in Iraq.
posted by Truth About Iraqis at 4:03 PM
http://truth-about-iraqis2.blogspot....-executed.html
Izzat Ibrahim al-Douri faceva parte del "circolo ristretto" del raìs
all'arrivo degli Usa era già a Mosul per "difendere" il Nord del Paese
Iraq, morto il vice di Saddam
Da due anni fra i super ricercati
L'annuncio del decesso (forse per cause naturali) dato dal partito Baath
Izzat Ibrahim al-Douri
BAGDAD - Sulla sua testa pendeva una taglia di 10 milioni di dollari, era ricercato fin dall'aprile del 2003, dopo il crollo cioè del regime al quale era stato fino ad allora indissolubilmente legato. Izzat Ibrahim al-Douri, il temuto numero due di Saddam Hussein, sarebbe morto la sera di giovedì (le 2 di venerdì in Iraq). A dare l'annuncio, un comunicato del disciolto partito Baath, che parla della scomparsa del "capo della resistenza mujahiddin", principale latitante fra i gerarchi del vecchio regime. Secondo indiscrezioni, pare che al-Douri fosse affetto da una grave forma di leucemia. Probabile, dunque, che il decesso (sempre che sia vero) sia avvenuto per cause naturali. All'inizio di settembre del 2004, si era diffusa la notizia della sua cattura, annunciata dall'emittente satellitare araba Al Jazeera. Notizia seccamente smentita, di lì a breve, dalla Guardia nazionale irachena.
Questa volta, si diceva, c'è il comunicato ufficiale del partito Baath, che recita: "Dopo cinquant'anni passati nella lotta e nelle trincee del jihad e della resistenza, questo cavaliere dell'Iraq e capo combattente dei mujaheddin ha reso l'anima". Lo stesso documento prosegue indicando il successore: "Per proseguire il jihad, il comandante regionale del partito Baath ha deciso di affidare a Abdel Kader Talab al Douri, aggiunto del segretario generale del partito, la responsabilità di guidare i gruppi della resistenza nell'insieme dell'Iraq".
L'ex vicepresidente del Consiglio del Comando rivoluzionario di Saddam era nato nel 1942 nella cittadina di Ad Dawr, a sud di Tikrit. Nonostante le sue cattive condizioni di salute, era comunque ritenuto uno dei maggiori ispiratori e organizzatori delle operazioni militari contro la coalizione, con l'impiego di armi che erano state nascoste in vari arsenali del Paese su ordine di Saddam subito prima dell'attacco delle forze della coalizione.
Figlio di un venditore di ghiaccio e famoso per i capelli e i baffi rossi, al-Douri figurava al sesto posto nella lista dei 55 super ricercati dalle forze della coalizione guidata dagli Usa: era il "re di fiori" nel mazzo di carte da gioco distribuito dal comando americano.
Nel dicembre 2003 le forze della coalizione lanciarono una grande operazione in un ospedale nella città a maggioranza sunnita di Hawijah, dove ritenevano fosse ricoverato l'ex gerarca. L'operazione era durata circa nove ore, ma a quanto pare lui era riuscito a fuggire in tempo. E secondo la stampa irachena, era riuscito di nuovo a sfuggire alla cattura lo scorso marzo a Shura, una cittadina a nord di Tikrit.
Nell'agosto 1999 si era recato a Vienna per curarsi. In quell'occasione, però, dopo soli dodici giorni era stato costretto a rientrare in Iraq dietro la minaccia di arresto per crimini di guerra. Subito dopo era stato ricoverato nell'ospedale Ibn Sina di Bagdad, dove gli era stata diagnosticata la leucemia.
Leggendaria la sua lealtà nei confronti di Saddam. Sua figlia è stata sposata, per un breve periodo, con il primogenito del raìs, Uday. Al-Douri aveva fatto parte del nucleo di congiurati che organizzò il colpo di Stato del 1968, con cui Saddam conquistò il potere. Insieme ai due figli del raìs, Qusay e Uday (uccisi nel corso di un'operazione delle forze americane nel luglio 2003 a Mossul), al segretario presidenziale Abed Hamid Mahmud e al vicepresidente Taha Yassin Ramadan (catturato da combattenti curdi nell'agosto 2003 a Mossul e consegnato alle truppe Usa), al-Douri faceva parte del 'circolo ristretto' intorno a Saddam.
Era stato l'unico del gruppo ad aver lasciato Bagdad al momento della caduta della capitale, il 9 aprile 2003: aveva già stabilito il suo quartier generale a Mossul dopo che Saddam lo aveva designato responsabile della difesa del nord del Paese in vista dell'invasione delle forze della coalizione.
(11 novembre 2005)
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