Ahmadinejad, Roberto Fiore, la Roma Sionista di Gianni Alemanno. Il nostro Presidente resta Saddam Hussein
Roberto Fiore è stato coraggioso. Stringendo pubblicamente la mano al presidente iraniano, si è, in un colpo, sbarazzato del tragico clima di definitivo irrimediabile "governo di occupazione sionista" stabilizzato dal nuovo sindaco Gianni Alemanno.
Ma purtroppo, a differenza dell'intera destra radicale italiana, noi non possiamo complimentarci con Roberto Fiore.
La nostra memoria ce lo vieta.
Ahmadinejad - lo sia invero o meno - si proclama continuatore di quel Khomeyni il quale, grazie alla volontà del potente Ebreo Brzezinski, prese prima il potere in Iran.
Scatenò poi, una tragica guerra contro l'Iraq baathista, sostenuto militarmente dall'entità sionista di Israele.
La studiosa Valeria Poletti, documenti alla mano (si consulti il prezioso libro: L'Impero si è fermato a Bagdad), mostra come Israele, Inghilterra, America abbiano sostenuto l'Iran nel corso del conflitto antiracheno. Ma la falsificazione propagandistica imbastì la menzogna secolare di Saddam Hussein "uomo degli americani". Come mai? Lo spiega bene Battiato in una sua nota canzone: il leader iraniano Khomeyni, era "santità" per i lobbysti d'oltreoceano: la medesima Bibbia, non a caso, testo sacro sia per Khomeyni e Ronald Reagan, era regolarmente scambiata dai due.
Ancora.
Durante le diverse guerre di tentato annientamento dell'eroica Serbia, guerre in cui l'Iran, sia in Bosnia, sia in Kosovo, a fianco di Germania, Vaticano, sauditi, Turchia, angloamericani, si adoperava attivamente per il genocidio del popolo serbo, alta, nobile, pura e luminosa si alzava da Bagdad la voce del Presidente Saddam Hussein. La sua voce invitava i patrioti serbi a combattere, senza sosta alcuna, la tirannia del Nuovo Ordine Mondiale. Quella che voleva il genocidio di Serbia e Iraq.
La Serbia ha resistito. La Serbia resiste ancora a una coalizione mondiale così potente quale mai si era vista nella storia.
Ma anche e soprattutto il grande popolo iracheno resiste dal 1980 alla medesima coalizione genocida.
Molti patrioti serbi che erano allora al fronte ricordano ancora con un pizzico di commozione, mischiata ad orgoglio, il coraggioso appello del Presidente Saddam Hussein.
E Vojislav Seselj, l'uomo che da sempre, più di ogni altro, ha incarnato con la sua azione, i sentimenti, le gioie, ma soprattutto i dolori e le ingiuste sconfitte di quegli uomini del fronte, nell'estate del 2002 volò a Bagdad, ospite d'onore del Presidente iracheno.
Quando tornò in Serbia, specificò che "l'Iraq è una nazione libera, amica dei veri cristiani" ("Velika Srbija", settembre 2002).
Ahmadinejad è un degno allievo dell'ayatollah Khomeyni.
Roboante nella dichiarazioni antisioniste, collabora con gli angloamericani (o più precisamente si accoda ai loro voleri) in Iraq, in Afghanistan, nei Balcani.
Quando si ebbe il martirio del Presidente Saddam Hussein, il presidente iraniano, gli stessi alti vertici sionisti, si complimentarono con i carnefici. Furono quelli giorni di festa in Iran. Anche in Israele.
Ma ci fu il lutto nei Territori palestinesi occupati.....
Nonostante questo, potrebbe anche darsi che di fronte alla indubbia intelligente espansione geopolitica dell'Iran, gli angloamericani ricorerranno ad operazioni chirurgiche contro la potenza regionale. Ma ciò avrebbe lo stesso valore, lo stesso significato della passata "guerra fredda" tra Usa ed Urss. Guerra guerreggiata alle spalle del nemico principale eliminato.
Non possiamo dimenticare che il Presidente Saddam Hussein, nelle sue ultime commoventi lettere al popolo Libero dell'Iraq, metteva continuamente in guardia circa l'esistenza di un "complotto persiano" per distruggere la Nazione dell'Iraq.
Quello che si sta puntualmente verificando.
Ma dall'altra parte, una dignitosissima e veramente forte resistenza patriottica - preparata con anni d'anticipo dai quadri del Baath su indicazione del Presidente Saddam Hussein e del suo vice Tareq Aziz - manda ogni giorno di più in frantumi il complotto iraniano di spezzettamento dell'Iraq.
Il falso mito della grande America armata invincibile sta crollando sotto i colpi dei patrioti iracheni!
Il falso mito della potenza planetaria che esporta democrazia e libertà sta crollando sotto i colpi dei patrioti iracheni!
I progetti persiani ed americani, orditi sulla pelle del grande popolo iracheno, si sbriciolano di giorno in giorno sotto i colpi dei patrioti iracheni!
Rispettiamo Fiore per il coraggio del gesto.
Ma noi stringiamo idealmente la mano:
a Tareq Aziz, simbolo dell'Iraq imprigionato ma non domato.
Al comandante ad Douri, comandante militare della resistenza nazionale irachena.
Al più grande amico europeo del Presidente Saddam Hussein, l'eroe serbo Vojislav Seselj.
A loro, solo a loro possiamo stringere idealmente la mano.....
ASSOCIAZIONE SPIRITUALE CRISTIANITA' EUROPEA
CS FRANCO COLOMBO
http://francocolombo.go.ilcannocchiale.it/


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