La "dignità" è quella cosa…..Frattini, Ministro degli Esteri del Governo Berlusconi, annunciando che i soldati italiani inviati in Afganistan prenderanno parte attiva ai combattimenti, dichiara: "è una questione di dignità" (1). Dichiarazione in sintonia con il Trattato di Pace, nel quale si sancisce che "l’Italia non perseguirà coloro che hanno aiutato gli Alleati a vincere la 2a Guerra Mondiale" e che "l’Italia proibirà la rinascita del PNF". Ne consegue che morire in Afganistan perché la UNOCAL vi costruisca i suoi oleodotti è "patriottico", mentre preoccuparsi dei nostri interessi nazionali è "biasimevole".
Per nostra fortuna, gli Italyani hanno capito la lezione. E si adeguano. E, difatti, politici, commentatori e giornalisti non fanno una piega. Anzi fanno a gara a chi si mostra più devoto e più servizievole alla causa di USA/Israel. Oggi Bush verrà a Roma e sarà accolto con tutti gli onori da Benedetto XVI, Napolitano e Berlusconi (2). I 3 grandi che siedono a Roma. E che, della dignità loro e delle Istituzioni che rappresentano, hanno fatto una bandiera.
Che confermeranno la loro "fedeltà" a chi, nel 1945, ci ha "liberato". Ridandoci una "dignità" ed una "livrea". Fu detto: "dulce et decorum est pro patria mori". E gli articolo 16 di cui al Trattato di Pace si adoperano per servire la loro patria di adozione. Solo che, a combattere e a morire, ci mandano gli Italiani. Loro hanno una "dignità" da prostituire a Roma.
Antonino Amato
- "L’offerta dell’Italia a Bush: Più impegno in Afganistan" in "Corriere della Sera" dell’11 giugno 2008, pagina 12;
- "Tre giorni di incontri. Dal Papa a Berlusconi" in "Corriere della Sera" dell’11 giugno 2008, pagina 13.


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