UNA LEGGE IDEOLOGICA, INIQUA E CRUDELE...
...COSI E' VIOLATA LA DIGNITA' DELLA DONNA
La Repubblica - 26 maggio 2004
di Miriam Mafai
La coppia, dopo questa prova, ha deciso di continuare la fecondazione assistita, ma intende proseguire l´azione civile ricorrendo contro la sentenza. Una legge «crudele», così l´avevamo definita a suo tempo. La sentenza di Catania non fa, dopotutto che applicarla, e rivelarne in questo modo tutta la crudeltà. Vengono violate la libertà e la dignità della donna, avevamo detto e scritto. E la sentenza di Catania lo conferma. Sempre ieri, mentre giungeva notizia di questa sentenza, si svolgeva a Roma un incontro nazionale, promosso dal Comitato «no alla legge 40», al quale partecipavano organizzazioni di pazienti, scienziati, bioeticisti, giuristi, parlamentari, sociologi impegnati a denunciare l´iniquità della legge e definire un´azione comune per cancellarla. Le possibili strade sono almeno due: il ricorso alla Corte Costituzionale, già promosso da un gruppo di giuriste, e la raccolta delle firme per un referendum abrogativo, già promossa dai radicali.
La sentenza di Catania cancella ogni velo di ipocrisia che finora circondava la legge, l´affermazione di alcuni parlamentari che offrivano a chi protestava contro la legge la furbesca via d´uscita della sua impraticabilità. No, la legge è applicabile. E´ già applicata. Già ora, molte coppie italiane cercano all´estero, appena fuori dai nostri confini, la soluzione ai loro problemi ricorrendo a quella fecondazione eterologa che solo in Italia viene considerata illecita. Anche i coniugi di Catania avrebbero potuto facilmente risolvere il loro problema facendo un viaggio a Barcellona o a Lione e fare lì l´analisi preimpianto. Hanno preferito mettere alla prova la nostra legge. E se ne è dimostrata così l´iniquità. Ma senza una modifica della legge nessuna ricerca sarà possibile in Italia sulle cellule staminali, unica speranza di sollievo o guarigione per le decine di migliaia di pazienti affetti da gravi malattie degenerative.
Una legge ideologica, una legge crudele, offensiva per le donne, per la libertà dei cittadini e della ricerca scientifica: e dunque, perchè nessuno dei grandi partiti impegnati nella campagna elettorale per le Europee finora ne ha parlato? A che è dovuta la timidezza o la prudenza di tanti candidati e candidate, anche tra quanti si presentano nello schieramento di centrosinistra? Nel corso del dibattito parlamentare l´Ulivo non è stato capace di raggiungere una linea condivisa. E, finora, l´unica voce che si è alzata, con forza, contro la legge è quella della radicale Emma Bonino. Sarebbe un fatto positivo se il drammatico caso di cronaca di Catania sollecitasse altri uomini e donne, anche del centrosinistra, a prendere una posizione e impegni chiari per la cancellazione di questa legge. Una posizione da sostenere con rigore oggi, dall´opposizione e domani, eventualmente, dal governo.
Wolare
www.emmabonino.it





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