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Discussione: Hitler bolscevico

  1. #31
    Reazionario Eurocentrico
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    Predefinito Crociata Europea contro il bolscevismo

    http://www.leondegrelle.org/degrellehimmleritaly.html

    ".......Anche la bandiera era un simbolo per noi. Cedere nella bandiera sarebbe stato cedere moralmente in molte altre cose. Noi portammo al fronte russo una bandiera che risaliva al passato remoto della nostra storia: lo splendido stendardo rosso e bianco della croce della Borgogna—coi bastoni nodosi di San Andrés—che i nostri grandi duchi di Occidente, a partire dal Medioevo, avevano fatto ondeggiare da Frisia e Zelanda all'Artois ed al Franco-contea. Carlo il Temerario l'aveva brandita nei suoi combattimenti tragici contro Luigi Xl, in Svizzera ed in Alsazia. Le nostre bandiere della Borgogna avevano condotto ai paesi dei Grandi Paese Bassi per secoli. Avevano attraversato i Pirenei per essere adottate nella Spagna di Carlos V. Avevamo solcato con lei gli oceani per ondeggiare in venti paesi dell'America ed Asia. Quella bandiera, per noi, era sacra.
    D'altra parte, gli avevamo messo i colori—nero, giallo e rosso—del Belgio del 1830, quello che volevamo almeno salvare, e nella misura di tutte le nostre forze e dei nostri sonni, ingrandire e glorificare.
    Ottenni anche questo.
    E dopo dissi a Himmler: "Evidentemente, conserveremo il nostro cappellano. »
    P.—Questo dovette traumatizzarlo.
    R.—Naturalmente, era provocante. Un cappellano cattolico nelle Waffen SS non si sarebbe immaginato mai.
    "Ascolti—dissi al Reichsführer—, abbiamo avuto con noi in quel fronte magnifici sacerdoti. Sono stati i nostri compagni ed il nostro appoggio morale in mezzo ai peggiori combattimenti. Come potrebbe pretendere lei allora, soldato e capo, che mettiamo per strada dei compagni di lotta tanto coraggiosi, appena entriamo nelle Waffen SS?"
    Quell'argomento fu decisivo. Un soldato non poteva cacciare un altro soldato. Avevo vinto la battaglia dei curati.
    Non potevamo cedere nenache in quel punto. Non è che io fossi clericale. Ancora mi facevano male i bernoccoli delle bastonate che mi assestò nel 1937 il primate del Belgio. Ma il nostro paese era religioso e non voleva soffrire pressione alcuna su quell'aspetto. Convinsi in tale modo Himmler che non avemmo solo i nostri sacerdoti, ma, di seguito, altri sacerdoti furono cappellani cattolici in altre unità delle Waffen SS.
    Il più famoso di essi fu monsignore Mayol di Lupé, della Divisione francese delle Waffen SS, prelato contemporaneamente truculento e cortese agli estremi. Con la carnagione scarlatta come quella di un canonico della Borgogna, ed il viso allegro ed esuberante, avrebbe decorato splendidamente il "Libro delle Ore" di un primitivo fliammingo. Retto sulla sua cavalcatura, percorreva instancabile la steppa. Come Pedro l'Eremita, era disposto ad abbracciare gli infedeli, ma anche a romper loro il cranio a colpi di crocifisso se era necessario. Fu, nel fronte dell'Est l'ufficiale più pittoresco della Divisione "Carlomagno". Se avesse vinto sarebbe stato un magnifico cardinale di Parigi. Molto più distinto dei democratici prelati di oggi, sempre disposti ad avvicinarsi al sole che più scalda, ed ad abbracciarsi col rabbino di fronte.
    Non chiesi mai ai nostri cappellani valloni che fossero rexisti. Al contrario, dicevo loro: "Che siate rexisti o no, importa poco; il vostro lavoro sta nelle anime e non nelle opinioni politiche, schede elettorali o rivendicazioni sindacali. Voglio solo nelle nostre file curati santi. »
    Fu così, con l'accordo di Himmler, come quella Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana entrò nel 1943 nelle acque battesimali delle Waffen SS
    ......."



  2. #32
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  3. #33
    Reazionario Eurocentrico
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    Francisco Franco, pur restando neutrale nella seconda guerra mondiale, inviò la Divisione Azul, volontari spagnoli cattolici nella Crociata contro il bolscevismo.




  4. #34
    beduino italico
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    Citazione Originariamente Scritto da Ektor Baboden Visualizza Messaggio
    possibile che sto forum da un anno a sta parte è invaso da troll?
    pazzesco.
    Sto pensando che siano persone dei servizi segreti o zecche che hanno lo scopo di infangare il fascismo.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da dArk88 Visualizza Messaggio
    kome è assai noto, Adolf Hitler durante la sua militanza, prima di passare alla destra anticomunista, fu x un certo tempo tra le fila dei marxisti-leninisti ke volevano una rivoluzione bolscevika e una repubblica sovietica, c sn scritti e lasciti d Adolf Hitler d questo periodo ke voi sappiate?
    sarebbe bello riabilitare l'Hitler rosso, visto ke già è stato fatto kon Mussolini
    Hitler comunista?! Ma quando mai?! Se riesci a dimostrare una cosa del genere bisognerà riscrivere i libri di storia. Ora le possibilità sono due: o sei un troll che vuole provocare e prendere in giro o sei un ignorante di prima categoria.

  6. #36
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    Da Lussin alla Marlera, da Calluda ad Abazia, per il largo e per il lungo torneremo in signoria d'Istria, Fiume, di Dalmazia, di Ragusa, Zara e Pola carne e sangue dell'Italia! Eja Eja Alalà!
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    viva la destra.
    viva il fascismo

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Chandra Bose Visualizza Messaggio
    Sto pensando che siano persone dei servizi segreti o zecche che hanno lo scopo di infangare il fascismo.
    che stiano infangando il fascismo è palese, ma non esageriamo adesso dai

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Iafet Visualizza Messaggio
    Francisco Franco, pur restando neutrale nella seconda guerra mondiale, inviò la Divisione Azul, volontari spagnoli cattolici nella Crociata contro il bolscevismo.
    il fatto è che Franco è stato, è e resterà una merda.

    non è degno di essere paragonato, nemmeno lontanamente, a Hitler e Mussolini.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Iafet Visualizza Messaggio
    http://www.leondegrelle.org/degrellehimmleritaly.html

    ".......Anche la bandiera era un simbolo per noi. Cedere nella bandiera sarebbe stato cedere moralmente in molte altre cose. Noi portammo al fronte russo una bandiera che risaliva al passato remoto della nostra storia: lo splendido stendardo rosso e bianco della croce della Borgogna—coi bastoni nodosi di San Andrés—che i nostri grandi duchi di Occidente, a partire dal Medioevo, avevano fatto ondeggiare da Frisia e Zelanda all'Artois ed al Franco-contea. Carlo il Temerario l'aveva brandita nei suoi combattimenti tragici contro Luigi Xl, in Svizzera ed in Alsazia. Le nostre bandiere della Borgogna avevano condotto ai paesi dei Grandi Paese Bassi per secoli. Avevano attraversato i Pirenei per essere adottate nella Spagna di Carlos V. Avevamo solcato con lei gli oceani per ondeggiare in venti paesi dell'America ed Asia. Quella bandiera, per noi, era sacra.
    D'altra parte, gli avevamo messo i colori—nero, giallo e rosso—del Belgio del 1830, quello che volevamo almeno salvare, e nella misura di tutte le nostre forze e dei nostri sonni, ingrandire e glorificare.
    Ottenni anche questo.
    E dopo dissi a Himmler: "Evidentemente, conserveremo il nostro cappellano. »
    P.—Questo dovette traumatizzarlo.
    R.—Naturalmente, era provocante. Un cappellano cattolico nelle Waffen SS non si sarebbe immaginato mai.
    "Ascolti—dissi al Reichsführer—, abbiamo avuto con noi in quel fronte magnifici sacerdoti. Sono stati i nostri compagni ed il nostro appoggio morale in mezzo ai peggiori combattimenti. Come potrebbe pretendere lei allora, soldato e capo, che mettiamo per strada dei compagni di lotta tanto coraggiosi, appena entriamo nelle Waffen SS?"
    Quell'argomento fu decisivo. Un soldato non poteva cacciare un altro soldato. Avevo vinto la battaglia dei curati.
    Non potevamo cedere nenache in quel punto. Non è che io fossi clericale. Ancora mi facevano male i bernoccoli delle bastonate che mi assestò nel 1937 il primate del Belgio. Ma il nostro paese era religioso e non voleva soffrire pressione alcuna su quell'aspetto. Convinsi in tale modo Himmler che non avemmo solo i nostri sacerdoti, ma, di seguito, altri sacerdoti furono cappellani cattolici in altre unità delle Waffen SS.
    Il più famoso di essi fu monsignore Mayol di Lupé, della Divisione francese delle Waffen SS, prelato contemporaneamente truculento e cortese agli estremi. Con la carnagione scarlatta come quella di un canonico della Borgogna, ed il viso allegro ed esuberante, avrebbe decorato splendidamente il "Libro delle Ore" di un primitivo fliammingo. Retto sulla sua cavalcatura, percorreva instancabile la steppa. Come Pedro l'Eremita, era disposto ad abbracciare gli infedeli, ma anche a romper loro il cranio a colpi di crocifisso se era necessario. Fu, nel fronte dell'Est l'ufficiale più pittoresco della Divisione "Carlomagno". Se avesse vinto sarebbe stato un magnifico cardinale di Parigi. Molto più distinto dei democratici prelati di oggi, sempre disposti ad avvicinarsi al sole che più scalda, ed ad abbracciarsi col rabbino di fronte.
    Non chiesi mai ai nostri cappellani valloni che fossero rexisti. Al contrario, dicevo loro: "Che siate rexisti o no, importa poco; il vostro lavoro sta nelle anime e non nelle opinioni politiche, schede elettorali o rivendicazioni sindacali. Voglio solo nelle nostre file curati santi. »
    Fu così, con l'accordo di Himmler, come quella Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana entrò nel 1943 nelle acque battesimali delle Waffen SS......."






    a proposito di Leon Degrelle....


    «Non è per salvare il capitalismo che noi ci battiamo in Russia. È per questo che i soldati al fronte hanno una tale fiducia. L’esercito d’Europa, che si trova tra il fango e la neve, è il più bell’esercito che ci sia al mondo, il più fiero, il più unito che mai l’Europa abbia conosciuto. Quest’esercito possiede la Fede, cosa che non si era mai vista in Europa dopo le crociate. Le centinaia di migliaia di europei che seguivano Napoleone, seguivano la gloria di un uomo. Tutta la gioventù che lotta in Russia, combatte per salvare l’Europa, per fermare il bolscevismo, ma soprattutto perché ha una fede rivoluzionaria.
    La lotta contro i sovietici non è una lotta come la sognavano i borghesi prima della guerra. Essi volevano la lotta contro il comunismo perché avevano paura. Noi altri di cosa dovremmo aver paura? Non abbiamo niente da difendere, non abbiamo delle casseforti. La morte? La sfidiamo. È una vecchia donnaccia che domiamo ogni giorno. Coloro che hanno questa leggerezza nel portare le loro armi non tremano. I borghesi, loro tremano sempre e tremeranno ancora. Venti anni fa, avevano già bisogno di giovani per battersi contro i sovietici. Noi abbiamo dovuto corre là, perché i grossi banchieri potessero continuare ad avere le loro banche, affinché i grossi borghesi potessero continuare a fare indigestioni, perché le puttane potessero continuare ad andare tranquillamente a casa del signor Daladier o di Paul Reynaud. Era questa l’Europa, non è vero, era questa l’Europa d’anteguerra, che bisognava difendere e proteggere contro il bolscevismo?
    Se l’Europa deve essere ancora questa, se deve ritornare ad essere l’Europa dei banchieri, di questa grande borghesia corrotta, della facilità e dell’infiacchimento, ebbene, noi altri, lo diciamo senza giri di parole, preferiamo ancora che il comunismo avanzi e faccia saltare tutto per aria. Auspichiamo che tutto salti piuttosto di vedere ancora rifiorire questo marciume. L’Europa lotta in Russia perché essa è socialista. La gioventù d’Europa che ha imbracciato le mitragliette non farà come quella del 1918. Non le scambierà in cambio di pantofole.
    Noi altri guarderemo i caricatori, e dopo aver sbaragliato la barbarie bolscevica, affronteremo i plutocrati, per i quali abbiamo riservato le nostre ultime munizioni. Potremmo chiedere a milioni di giovani tali sofferenze, potremmo veder cadere i nostri migliori camerati, affinché questo mondo mostruoso della plutocrazia continui?
    Mi ricordo ancora la notte del nuovo anno. Alle undici partimmo all’assalto. Comandavo la Compagnia de la Jeunesse. Abbiamo nella nostra Brigata una Compagnia formata solo da giovani, ragazzi di sedici, diciassette anni. Vi sono anche i tre più giovani soldati delle SS: non hanno che 15 anni (Hanno manipolato la loro età sulla carta d’identità prima di arruolarsi).
    Alle quattro del mattino, conducevo questi ragazzi tra le nostre linee, portando sulle spalle uno di questi monelli di diciotto anni che aveva avuto le due ginocchia spappolate da una raffica di mitraglia. Vedendo il suo sangue che colava sulla mia uniforme bianca d’inverno, pensavo al cenone del nuovo anno. Alle quattro del mattino! Dovevano esserci ovunque nell’universo questi fasti mostruosi, ove vi erano quelli che avevano potuto mangiare, con grida stridenti di donne facili; c’era tutto questo vecchio mondo che se la godeva, mentre noi altri, la gioventù d’Europa, eravamo là con i nostri morti, i nostri feriti, le nostre sofferenze. Credete che a quell’ora noi non avessimo fatto il giuramento di costruire un giorno un mondo pulito e giusto?
    I soldati che hanno fatto la Campagna di Russia hanno sofferto ciò che mai nessun altro soldato prima di loro ha conosciuto. Tutti i vecchi combattenti della Grande Guerra che sono al fronte russo, sono unanimi nel dirlo. Questi uomini vanno fino in fondo al vuoto dell’anima. Durante settimane e settimane, vivono nelle buche di fango e neve. Dopo anni, vengono a conoscere paesaggi desolanti, vicino a queste isbe di argilla impastata. Dopo anni, centinaia di migliaia di giovani uomini compiono quest’immenso sacrificio della loro giovinezza, dei loro agi, di tutte le loro speranze. Quale più grande sacrificio è possibile concedere alla propria fede, che vivere in questi paesaggi umidi, o davanti queste nevi che fischiano, che niente vedono di bello, né una cattedrale che canta al cielo, né un viso sorridente; né mai occhi che esprimano tenerezza; né respirare mai sotto la dolcezza dei nostri cieli, e sapere che la morte ci aspetta al varco senza sosta? Credete che avremmo sofferto tutto ciò perché decine di magnati sfruttino milioni di lavoratori, perché la gioventù non possa respirare né vivere? Ricordatevi dunque di ciò che era la Germania prima di Hitler, questa Germania marcia dei democratici cristiani e dei marxisti, ciò che era la Francia decadente, in cui il popolo era l’oggetto delle più ignobili truffe, in cui milioni di lavoratori non conoscevano né rispetto, né gioia di vivere e ricevevano le ferie come un elemosina, affinché divertissero i piccoli borghesi.»


    Leon Degrelle



  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    bastonate ai lavoratori
    Che razza di buffone...

 

 
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