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Discussione: Relativismo

  1. #31
    Crocutale
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    Citazione Originariamente Scritto da norseman Visualizza Messaggio
    la realtà non è oggettiva...siamo noi che la logicizziamo...le leggi scientifiche non sono eterne.
    Buttati da un aereo senza paracadute e vediamo se la forza di gravità è relativa o no.

  2. #32
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Ungern Khan Visualizza Messaggio
    Benito Mussolini, Relativismo e fascismo



    (Da il Popolo d'Italia, n. 279, 22 novembre 1921, VIII)

    A pagina 62 del suo esauriente libretto sui "relativisti contemporanei", Adriano Tilgher così e troppo rapidamente accenna al movimento fascista:



    Sotto i nostri occhi abbiamo visto in Italia, nell'improvviso venir meno dell'autorità statale sotto l'assalto proletario, insorgere il moto fascista, proclamante che lo Stato non "è", ma di volta in volta si fa da quelli che credono in esso e lo vogliono. Il fascismo non è che l'assoluto attivismo trapiantato nel terreno della politica.


    La definizione è esattissima. Con questa affermazione, Adriano Tilgher immette il fascismo nel solco delle più grandi filosofie contemporanee: quelle della relatività. Se il Tilgher avesse seguito da vicino, quotidianamente, l'opera del fascismo, avesse notato le fasi di sviluppo del movimento e i suoi principi direttivi, dico senza immodestia ch'egli mi avrebbe collocato fra i relativisti, se non teoretici, almeno pratici.
    In Germania, il relativismo è un'audacissima e demolitrice costruzione teoretica (forse la rivincita filosofica della Germania, che potrebbe annunciare quella militare?); in Italia, è solo un fatto. Il fascismo è stato un movimento super-relativista perché non ha mai cercato di dare una veste definitiva "programmatica" ai suoi complessi e potenti stati d'animo, ma ha proceduto per intuizioni e frammenti, di cui si trovano documenti in questo giornale. Tutto ciò che io ho detto e fatto in questi ultimi tempi, è relativismo per "intuizione". Se, difatti, per relativismo deve intendersi la fine dello scientismo, il tramonto del mito "scienza", intesa come scopritrice di verità assolute, io posso vantarmi di aver applicato questo criterio nell'esame del fenomeno socialista. In un discorso da me pronunciato a Bologna il 3 aprile del 1921, io dicevo che "niente al mondo era più grottesco che chiamare scientifico il socialismo"; e più tardi, dopo aver negato ogni verità alle dottrine scure, incoerenti del socialismo, negavo ogni carattere di fatalità all'avvento del socialismo stesso.
    Che i socialisti credettero per i più svariati motivi nella verità e nella fatalità del socialismo, è affare che riguarda loro, ma bisognava opporsi a che la fede in questa verità e fatalità oltrepassasse la cerchia degli adepti a quella chiesa. Bisognava insomma creare un'antiverità e un'antifatalità rispetto al socialismo.
    Fra queste due forze, il successo è giudice ed ha giudicato. I socialisti che credono in una verità in sé del socialismo, ad una fatalità ineluttabile del socialismo, sono pochi, anche se si vergognano di confessarlo. Niente prova che il capitalismo, col tipo di civiltà che da esso prende forma, debba necessariamente sboccare nel socialismo. Questa successione, che si pretenderebbe naturale e logica, è invece puramente arbitraria: la critica relativistica ha fatto tabula rasa di questa mentalità storicista e democratica, per cui la storia sarebbe "scontata" sempre in anticipo e si saprebbe sempre dove gli uomini e le società vanno a finire.
    Si credeva, ad esempio, che la guerra dovesse sboccare nella rivoluzione. E' probabile il viceversa. I rivolgimenti politici che abbiamo vissuto, possono costituire in realtà l'inizio di una grande restaurazione. Col processo al "cittadino", si fa il processo al secolo XIX. Non è detto che sia imminente un periodo di maggiori libertà, di maggiore democrazia con relativi suffragettismi. E' possibile che i prossimi decenni vedano la fine ingloriosa di tutte le cosiddette conquiste democratiche. Dal governo dei molti e di tutti, ideale estremo delle democrazia, è probabile che si torni al governo dei pochi o di uno solo. Nell'economia, l'esperimento del governo dei molti o di tutti è già fallito. In russia si è tornati ai dittatori di fabbrica. La politica non può tardare a seguire l'economia. Non vedo chiaro circa la sorte del suffragio universale e relativi amminnicoli proporzionalistici. Fra poco sarà "vecchio gioco". Gli uomini avranno forse vaghezza di un dittatore.
    Se per relativismo deve intendersi il dispregio per le categorie fisse, per gli uomini che si credono portatori di una realtà obiettiva immortale, per gli statici che si adagiano, invece che tormentarsi a rinnovare incessantemente. Per quelli che si vantano di essere sempre uguali a se stessi, niente è più relativistico della mentalità e dell'attività fascista. Se relativismo e mobilismo universale si equivalgono, noi fascisti, che abbiamo sempre manifestato la nostra spregiudicata strafottenza davanti ai nominalismi sui quali s'inchiodano, come pipistrelli alle travi, i bigotti degli altri partiti; noi, che abbiamo avuto il coraggio di mandare in frantumi tutte le categorie politiche tradizionali e di dirci a volta a volta aristocratici e democratici, rivoluzionari e reazionari, proletari e antiproletari, pacifisti e antipacifisti, noi siamo veramente i relativisti per eccellenza e la nostra azione si richiama direttamente ai più attuali movimenti dello spirito europeo.
    La nostra ripugnanza a costringerci ad un programma, pur coll?intesa che più di un programma si tratta di semplici punti di vista di riferimento e di un orientamento, la nostra posizione di agnosticismo di fronte al regime, l'aver tolto agli altri partiti ciò che ci piace e ci giova e l'aver respinto quello che non ci garba e ci nuoce, il deridere che facciamo su tutte le ipoteche socialiste e comunistiche sul misterioso futuro, costituiscono altrettante documentazioni della nostra mentalità relativistica. Ci basta di avere, per muoverci, un punto di riferimento: la nazione. Tutto il resto cammina da sé.
    Nel relativismo "alla vita e all'azione" viene riconosciuta - dice Tilgher - una supremazia assoluta sulla intelligenza.

    Dall'equivalersi di tutte le opinioni, lo scettico antico deduceva che, dunque, la sola cosa da fare era di rinunciare a giudicare e ad agire. Dall'equivalersi di tutte le ideologie, tutte egualmente finzioni, il relativismo moderno deduce che, dunque, ciascuna ha il diritto di crearsi la sua e di imporla con tutta l'energia di cui è capace. Il formidabile movimento odierno che dallo storicismo svolge il relativismo e lo scetticismo universale è, dunque, nient'altro che lo sforzo che le forze profonde della vita, nuove e perciò rivoluzionarie, compresse dalla ideologia storicista dominante, divinizzatrice del passato, e, in nome di esso, negatrice dell'avvenire, fanno per scrollare il ferreo giogo ed aprirsi il varco alla luce.

    Il fenomeno fascista italiano deve apparire a Tilgher come la più alta e interessante manifestazione della filosofia relativistica; e se, come il Wahinger afferma, il relativismo si riannoda a Nietzsche e al suo Willen zur Macht, il fascismo italiano è stato ed è la più formidabile creazione di una "volontà di potenza" individuale e nazionale.
    Se è per questo, il Fascismo diceva di ritenere, nella sua Dottrina, lo Stato come volontà etica universale e concepire se stesso come idea "universale".
    Inoltre, è chiaro qui il carattere provocatorio anti-marxista del Duce, anche perchè poi alla fine scrive che per lui un punto di riferimento fisso c'è ed è la nazione ed un vero relativismo non ammetterebbe ciò.
    Ma come detto all'inizio della discussione, non è in discussione il rapporto fra relativismo e Fascismo, ma la validità del relativismo. Anche se in effetti un vero relativista riterrebbe tale discussione inutile

  3. #33
    Reazionario caritatevole
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    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Buttati da un aereo senza paracadute e vediamo se la forza di gravità è relativa o no.
    Vuoi applicare il metodo scientifico all'etica ed alla civiltà?
    Non è un po' illuminista?

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da EternoOccidente Visualizza Messaggio
    I valori che tu elenchi sono propri della civiltà europea nella sua espressione più alta. Personalmente sono fiero della mia civiltà, ed avvertirò sempre come estranei a me i principi che guidano le altre civiltà. Ma possiamo ritenerli universalmente validi? Possiamo pensare di dover educare le altre civiltà ai nostri valori? Questo problema assume una rilevanza fondamentale nel momento in cui ci troviamo di fronte all'assalto mondialista, che vorrebbe estendere all'intero gloho una civiltà fondata sui principi, supposti universali, della democrazia, del mercato e dei diritti umani.
    No, ma possiamo ritenere giusto e legittimo che, come in ogni contesto organico e gerarchico, l'inferiore sia subordinato al superiore.

    Non vogliamo chiamarlo universalismo? Chiamiamolo etnocentrismo. Ma alla fine è sempre la stessa cosa.

    L'attuale situazione rappresenta una sovversione in tal senso e l'inversione di qualsiasi criterio di giudizio giusto e retto.

  5. #35
    email non funzionante
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    il relativismo si basa sull'incapacità di superare un limite gnoseologico prima che ontologico. Non essendo l'uomo sufficientemente forte da affermare una verità oggettiva, invece che ammettere la sua debolezza, nega la verità oggettiva.Verità che incontrovertibilmente esiste, al di là delle percezioni che di essa si hanno e dei tentativi di logicizzarla al di fuori di una logica formale.Il relativismo è debolezza filosofica, inferiorità antropologica, timidezza scientifica.L'individuo che accetta forme di relativismo non merita di assolutizzarsi, di elevarsi. Si massifica, pur mettendo in mezzo necessità superiori che sfociano nella dialettica. Il relativismo è la vera filosofia del gregge.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Gen. Bava Visualizza Messaggio
    Vuoi applicare il metodo scientifico all'etica ed alla civiltà?
    Non è un po' illuminista?
    Non si può utilizzare un tritacarne per pelare le zucchine, però la risposta di Perseo era verso chi diceva che leggi scientifiche non sono eterne.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Buttati da un aereo senza paracadute e vediamo se la forza di gravità è relativa o no.
    che c'entra?
    io parlo di leggi scientifiche...
    La legge di gravitazione universale un giorno potrebbe non servirci più perchè sarà superata...

    Prendi l'esempio dell'atomo...prima veniva considerato uno e indivisibile,poi si è scoperto che era formato formato da altre particelle...ora si dice che queste particelle sono accumuli di energia,che noi esseri viventi siamo solo energia,...il dualismo onda-particella ecc...

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da norseman Visualizza Messaggio
    che c'entra?
    io parlo di leggi scientifiche...
    La legge di gravitazione universale un giorno potrebbe un servirci più perchè sarà superata...

    Prendi l'esempio dell'atomo...prima veniva considerato uno e indivisibile,poi si è scoperto che era formato formato da altre particelle...ora si dice che queste particelle sono accumuli di energia,che noi esseri viventi siamo solo energia,...il dualismo onda-particella ecc...
    sì ma un oggetto sospeso in aria è sempre caduto per terra, sia nel 200 a.C. che nel 2008.

  9. #39
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da il Federale Visualizza Messaggio
    il relativismo si basa sull'incapacità di superare un limite gnoseologico prima che ontologico. Non essendo l'uomo sufficientemente forte da affermare una verità oggettiva, invece che ammettere la sua debolezza, nega la verità oggettiva.Verità che incontrovertibilmente esiste, al di là delle percezioni che di essa si hanno e dei tentativi di logicizzarla al di fuori di una logica formale.Il relativismo è debolezza filosofica, inferiorità antropologica, timidezza scientifica.L'individuo che accetta forme di relativismo non merita di assolutizzarsi, di elevarsi. Si massifica, pur mettendo in mezzo necessità superiori che sfociano nella dialettica. Il relativismo è la vera filosofia del gregge.
    Sostanzialmente sono d'accordo con te.
    Il relativismo è un po' come la democrazia: la democrazia non riconosce nessuna forza politica come migliore delle altre. Per essa, in teoria, tutte sono uguali. Possono essere al tempo stesso giuste o ingiuste, non è in grado di stabirlo con certezza. Perciò chi è che governa? Governa il più forte. E nella democrazia il più forte è chi possiede maggiori consensi dal punto di vista quantitativo.
    Non è un caso che il relativismo sia sempre prosperato in climi e contesti politici democratici (l'Atene di Pericle ad esempio) o con una cultura fortemente "laicizzata".

  10. #40
    Britney National Party
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    sì ma un oggetto sospeso in aria è sempre caduto per terra, sia nel 200 a.C. che nel 2008.
    si sta più comodi a terra...

 

 
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