Mi spiego meglio. Ai tempi di Marx erano necessari questi passaggi:
1) raggiungimento di una vasta maggioranza socialista (classe lavoratrice) attraverso l'organizzazione politica democratica;
2) dittatura del proletariato (capitalismo di stato) per migliorare sensibilmente le condizioni materiali dei lavoratori, che allora erano molto peggiori di quelle di oggi, e soprattutto per sviluppare ulteriormente le forze produttive al punto da poter realizzare il socialismo/comunismo;
3) periodo politico di transizione al socialismo/comunismo.
Oggi il punto 2 è anacronistico, perché dai tempi di Marx c'è stato un tremendo sviluppo delle forze produttive (sulla pelle dei lavoratori, ovviamente).
Ti faccio un esempio: io ho 34 anni e sono un lavoratore stipendiato (impiegato). Ho avuto un'educazione cattolica e ovviamente capitalistica. Poco più di quattro anni fa la mia personale esperienza di vita e soprattutto lavorativa, la propaganda socialista e la libera discussione (oggi entrambe molto favorite da Internet) mi hanno fatto diventare di mentalità socialista. Ecco, è questo che è successo ad altri (ancora pochi) e che dovrà succedere anche ad altri lavoratori, fino a raggiungere la maggioranza (punto 1).
Marx era un socialista (o comunista, per lui era la stessa cosa) e quindi non era una persona dogmatica.





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