



Cerchiamo invece di intenderci su cosa e' la moneta. Essa non puo' creare ne influire sulla creazione di ricchezza, e non e' adottandone una o un'altra che il nostro lavoro puo' valere di piu' o di meno.
Allo stesso modo la forza di una moneta e' data unicamente dall'appetibilita' delle merci contro le quali si puo' scambiare.... e non e' avendone una debole o forte che le merci acquistano piu' valore di quello che le persone gli assegnano.
Guadagnare sul rischio ? Accollarsi rischi a tassi bassi, significa perderci.Non mi interessa chi paga il rischio. A me interessa da europeo, solamente una cosa: che a guadagnare sul rischio sia la BCE e non un'altra Banca.
Il mio obiettivo di europeo è "costringere" o convincere le banche a spolpare qualche altro osso che non sia uno stato europeo, perchè semplicemente non c'è convenienza.
Se per prestare soldi alla grecia il mercato chiede l'8%... darglieli al 5% signfica non farsi remunerare il rischio corretto, cioe' sobbarcare i contribuenti europei di un maggior costo nel caso la grecia non dovesse rendere ne il capitale, ne gli interessi.
Ultima modifica di ciddo; 27-04-10 alle 11:54


non sono d'accordo.
Se io Italia, ottengo un prestito da BCE ad un tasso più basso di FMI, ho risparmiato sul mio bilancio e questo risparmio si ripercuote anche sul valore del bene che produrrò.
La differenza tra il tasso di sconto e quello dell'inflazione, è il profitto delle banche private.
Io cittadino europeo, mi aspetto che questa differenza rimanga in UE.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Guardi solo una faccia dello scambio. Guarda che la UE non ha soldi suoi... ha i soldi dei contribuenti o dei risparmiatori: quello che per te debitore e' un vantaggio, e' uno svantaggio per i creditori.
Se il prezzo di mercato del prestarti i soldi e' del 10%, se la ue te li da al 5% si prende un rischio ingiusitificato, e lo trasferisce ai cittadini europei. Capito ?


Il cittadino europeo si assume già il rischio, pagando gli interessi del 10% sul debito pubblico, attraverso le tasse.
Io stò dicendo che il prezzo di questo rischio ci costa meno, trasferendolo dallo stato nazionale a quello sovranazionale.
Poi non è vero che la deresponsabilizzazione degli stati nazionali sia sempre negativa.
Con l'istituzione della BCE abbiamo tutti rinunciato a un pezzo della nostra sovranità monetaria e se l'obiettivo era quello di controllare l'inflazione, si deve ammettere che questo obiettivo è stato raggiunto.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Ho letto alcuni post, non tutti, ma confesso la mia ignoranza su questi temi.
Se la Grecia dovesse andare in default, cioè non sarebbe più in grado di pagare i suoi debiti (giusto?), quali conseguenze, in due parole, si avrebbe sulla vita di tutti i giorni di noi italiani?
Grazie per la comprensione.
Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è divenuta la patria naturale del costume demagogico.
Piero Gobetti


prima di andare in default la fanno uscire dall'euro, ma in ogni caso la nostra moneta si svaluterà.
Non credo che la Grecia fallirà come non fallirà nessuno stato dell'UE perchè altrimenti fallirebbero anche molte banche europee.
Mio modesto parere, bisogna andare verso l'unione politica dell'UE, conviene a tutti.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


La cosa puo' star bene ai debitori (grecia, eventualemente italia), ma non sta certo bene ai creditori. Infatti ripeto: se la ue presta soldi alla grecia a tassi agevolati quei soldi li prende sul mercato dai risparmiatori europei e i tassi dei debiti pubblici dei loro paesi si alzeranno (come sembre accade se aumenta la domanda). Inoltre anche la ue puo' fallire... e accollarsi i debiti di coloro che stanno fallendo e' il modo migliore per mandare tutta la baracca a catafascio...




Posso dire con un discreto margine di sicurezza che è impossibile salvare la Grecia.
Infatti se si sta tentennando sino all'ultimo è proprio perchè si sa che darle il prestito non servirà a niente.
La questione vera è cosa fare della Grecia e del suo debito non appena sarà dichiarata ufficialmente insolvente.
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)