Pagina 2 di 7 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 69

Discussione: Tremonti

  1. #11
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Ma la robin Tax non aggrava la situazione? cioè i petrolieri nn posson rifarsi aumentando i costi della benza? tra l'altro Draghi lo aveva rimroverato per qsto motivo ma Tremonti ha risposto che è una visione ideologica
    Altra cazzata di Tremoti. Draghi ha ragionissima e Tremonti non contento lo definisce ideologizzato e Comunista!! Capite?? Tremonti mette una tassa nuova, Draghi lo cazzia e Temonti gli da del Comunista!! Siamo proprio all'inversione dei ruoli e del significato delle parole. Mi fa pensare ai pompieri di Fahrenheit 451: in quel omnzo i pompieri non spengono gli incendi, li accendono....


  2. #12
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Uhm...ma la crisi dei mutui americani a cosa è dovuta? al fatto che i tassi d'interesse sono cresciuti e le famiglie non sono più in grado di starci dietro finanziariamente?
    E' dovuta a dei contratti fatti male. Le banche hanno concesso mutui senza prendersi le giuste e ragionevoli cautele, senza le neccessarie garanzie. I privati non pagano i mutui, le banche non possono portar via loro le case in caso di rata insoluta. In Italia non è così: le banche si prendono le dovute garanzie.

    Perchè i privati non pagano la rata? Molti pensano sia colpa dei tassi, per me no. Erano bassi. Per me è una bolla al contario. Su un milione, se dieci non pagano, e si difonde l'idea che le banche non possano far niente contro di te, io credo che in poco tempo tutti smettano di pagare. E' una cosa così ragionevole che anche un animale è in grado di capirla. Se metti ogni mattina un osso davanti al cancello di casa, ogni mattina arriveranno sepre più cani per prendersi l'osso.

  3. #13
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    E' questo che io non ho capito bene: cos'ha il sistema finanziario globale che non va?
    Che vuole che si cresca per forza, anche quando la gente non ha voglia di lavorare.

  4. #14
    simposiante
    Data Registrazione
    16 Jul 2007
    Località
    abitante della terra isolata
    Messaggi
    3,116
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Che vuole che si cresca per forza, anche quando la gente non ha voglia di lavorare.
    Ehm..puoi esser un pò più specifico?

  5. #15
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Ehm..puoi esser un pò più specifico?
    Ci sono periodi in cui, vuoi per eventi particolari, per torpore generale, per periodi di decadenza morale, la gente non ha voglia e volontà di investire e rischiare. E mi sembra normale: come si fa a investire sapendo che le banche centrali ogni sei mesi ti cambiano i tassi?? Se devo prendere un mutuo di dieci milioni di eruo e so che mi fanno un tasso del 6 per cento e mi aspetto che tra sei mesi il tasso scende, aspetto. E rimando l'investimento. E poi come si fa ad investire, se in tutto il mondo le tasse sono oltre il 60 per cento e lo Stato impone burocrazia, leggi, tempi, impossibili per lavorare?? C'è più tornaconto ad inventarsi una pensione facile o un posto da bidello. Ma la crescita logicamente frena. I Abruzzo l'80 per cento son pensionati. Chi lavora? Chi fa PIL????


    Noi lo sapiamo e su questo forum lo diciamo da sempe che le cose esploderanno. Chiedi a Ronnie o a Jefferson...stanno conservando armi e oro per i tempi critici....


    P.S.

    Stasera ero al campo, li dove si allena chi spara. Prossima spesa: un bel fucile.

  6. #16
    Vedo la mano invisibile
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Lussemburgo
    Messaggi
    29,966
     Likes dati
    4,733
     Like avuti
    5,054
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    E' questo che io non ho capito bene: cos'ha il sistema finanziario globale che non va?
    la finanza si occupa della gestione dei flussi monetari... le banche centrali offrono valute a prezzo politico e non a prezzo di mercato.
    il sistema ha questa falla enorme di partenza, di fatto il sistema finanziario è socializzato.

  7. #17
    Austrian libertarian
    Data Registrazione
    22 Sep 2007
    Località
    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
    Messaggi
    10,020
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Ma la robin Tax non aggrava la situazione? cioè i petrolieri nn posson rifarsi aumentando i costi della benza? tra l'altro Draghi lo aveva rimroverato per qsto motivo ma Tremonti ha risposto che è una visione ideologica
    in questo caso aveva ragionissima Draghi, difatti la risposta di Tremonti non è servita per confutare i dubbi (anzi, certezze) espressi da Draghi.

  8. #18
    Anarcocapitalista
    Data Registrazione
    02 Feb 2007
    Località
    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
    Messaggi
    11,362
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Abbott Visualizza Messaggio
    in questo caso aveva ragionissima Draghi, difatti la risposta di Tremonti non è servita per confutare i dubbi (anzi, certezze) espressi da Draghi.
    La cosa triste è che ha dato del Comunista a Draghi...e lui cosa è???


  9. #19
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Con Tremonti


    Premetto che non sono un economista e che solitamente mi trovo più a mio agio con le lettere che con i numeri. Tuttavia negli ultimi tempi ho cercato di ragionare in merito alle posizioni divergenti di due politici ed economisti da me egualmente stimati: Antonio Martino e Giulio Tremonti. Il primo è stato l’indimenticato artefice del programma economico di Forza Italia nel 1994; il succo della “rivoluzione liberale” allora tanto citata da Berlusconi è suo, così come è ancora lui il portabandiera del conservatorismo anglosassone in Italia. Tremonti invece è l’attuale mente economica del Popolo della Libertà, il vicepresidente di Forza Italia e forse il politico di maggior spicco del centrodestra italiano; i suoi ultimi libri sono stati best sellers per Mondadori ed hanno catalizzato l’attenzione dentro e fuori il PDL suscitando trasversalmente critiche e consensi.

    Nonostante stimi molto Martino e comprenda a livello teorico molte critiche di questi nei confronti di Tremonti, devo confessare che sono rimasto affascinato dalla capacità politica con la quale l'attuale Ministro dell'Economia e delle Finanze è riuscito a intercettare le ansie e le paure interne alla società occidentale contemporanea e allo stesso tempo offrire a quest'ultima una speranza di salvezza attraverso il recupero di un “pensiero forte” e di uno Stato autorevole e decisionista.
    In quanto conservatore mi sforzo sempre di guardare al bene della comunità nazionale prima d'ogni altra cosa. E per quanto mi annoveri tra i sostenitori della libertà ritengo che la difesa di questa in senso astratto e puramente filosofico non costituisca grande attrattiva in tempi di nichilismo diffuso e decadenza. Figuriamoci se poi si tratta dei crediti bancari di pochi beneficiari.

    Se si è qualcosa di più che dei meri individualisti allora si guarderà con piacere ad un conservatorismo civico e socialmente consapevole che non per questo metta in discussione valori liberali quali il merito, la competizione e il libero mercato. Tremonti lontano dall’essere un fautore del collettivismo ha solo compreso che il problema a livello internazione oggi è "politico" e non più economico. Appaiono lontani i tempi in cui uno come Bill Clinton poteva diventare presidente degli Stati Uniti con lo slogan "It's the economy, stupid!"; in quanto, se è vero che le elezioni politiche si giocano ancora principalmente sulle tasse, è altrettanto vero che incalzano questioni nuove e dirompenti come lo scontro tra scienza e fede, il relativismo culturale, l'immigrazione, l'Islam terrorista, la globalizzazione. Questi temi negli ultimi anni hanno occupato la scena evidenziando come al cittadino di oggi stia a cuore molto più la concreta sicurezza (personale, nazionale, culturale, religiosa) dell'astratta libertà.
    Tremonti non si è mai schierato contro il mercato, ma contro il "mercatismo", cosa assai diversa indicando ciò il connubio tra mercato e comunismo. Il suo slogan "Market if possible, government if necessary" è a mio avviso assolutamente ragionevole per un politico e soprattutto per un politico conservatore.

    L'essere umano ha bisogno innanzitutto dell'Ordine, senza il quale nessuna civiltà potrebbe esistere. Oggi l'Occidente si sta sgretolando anche perchè la politica si è progressivamente annullata di fronte ad un'economia che abbatte regole e confini tradizionalmente condivisi. E' un dato oggettivo che l'uomo contemporaneo si sia ridotto a mero consumatore e che la libertà individuale abbia spesso relegato in un angolo, disconoscendoli, i diritti della comunità nazionale.
    Non c'è bisogno di scomodare Aristotele per ribadire che l'uomo è un "animale sociale" e che non può vivere fuori da un contesto di relazioni. Tremonti meglio di altri ha capito che la destra contemporanea non poteva irrigidirsi sulle posizioni tipiche degli anni ottanta, funzionali ad un’epoca che doveva fare i conti con un passato di pianificazione e collettivismo. Gli anni del laissez faire indiscriminato sono però finiti da un pezzo in quanto nuovi problemi impongono oggi soluzioni diverse.

    Il fatto che un conservatore abbia a cuore innanzitutto l'individuo non significa che in base a ciò lo Stato e le istituzioni debbano essere per lui aboliti o disprezzati. Spesso viene citata tendenziosamente la famosa frase di Margaret Thatcher circa il fatto che non esisterebbe alcuna società. Ma la Signora Thatcher, pur lodando Hayek, non s’avventurò mai nei terreni scivolosi dell’anarchismo liberale. Vittoriana devota, era convinta che le nazioni avessero un proprio singolare “carattere”, ragion per la quale difficilmente potrebbe essere annoverata oggi tra i seguaci della globalizzazione. Fu ostinatamente nazionalista ed antieuropea, difendendo la potenza e le istituzioni della sua patria come avrebbero fatto gli antichi eroi del partito tory.
    Di Tremonti si dice che è un ex socialista ed uomo di sinistra. Resta il fatto però che nel suo ultimo libro “La paura e la speranza” ha parlato da leader di una moderna destra europea, cosa questa che la sinistra italiana, pur affascinata da alcuni aspetti del suo pensiero, ha compreso benissimo. E ancor di più lo hanno compreso i nostri elettori di centrodestra che hanno votato per Berlusconi anche grazie a quella risposta (che a destra è stata anche l'unica sul piano intellettuale) ai problemi che considerano tanto seri quanto prioritari.

    Credo si possa affermare senz'ombra di scandalo che le idee di Tremonti siano quelle di un liberista moderato. Negli anni Novanta il suo libro "Lo Stato criminogeno" era un manifesto contro l'interventismo governativo della sinistra. Ancor oggi Giulio Tremonti è un liberale classico che cita con rispetto Adam Smith; tuttavia, e non è una colpa da imputargli, non è un dogmatico ma una persona pragmatica. Le sue tesi non sono contro ma a favore del mercato, che cerca solo di salvare dalle sue ultime degenerazioni. Il "mercatismo”, questo il neologismo da lui coniato, mette in evidenza il matrimonio d’interessi consumatosi tra la nuova sinistra rampante e i profittatori di sempre ai danni di quella gente comune rimasta orfana anche dei sindacati. L'obiettivo della sua polemica sono gli speculatori finanziari e i banchieri, non a caso grandi elettori di quella sinistra sedicente riformista che dagli anni novanta ha sposato il liberalismo globalista con la cultura relativista e politicamente corretta.
    Come Sarkozy in Francia, Tremonti ha riportato all'attenzione del popolo italiano cinque "vecchie parole" cadute in disuso dopo essere state a lungo demonizzate dalla cultura del sessantotto: autorità - responsabilità - valore - identità - ordine. Oggi che il comunismo vecchio stampo non esiste più - la stessa Rifondazione Comunista guarda ormai a Veltroni e al suo populismo soft di stampo democratico - la destra ha il compito di rispondere al bisogno popolare di coesione e di sicurezza nazionale. Alle incertezze che dominano l'Occidente contemporaneo si può cercare di rispondere con politiche decisioniste che rimettano in relazione l'individuo con il suo ambiente sociale consolidando così il patto nazionale. Legami che si sono da tempo allentati quando non addirittura sfilacciati e che difficilmente i seguaci del liberalismo anarchico e relativista potranno e vorranno rinsaldare.


    Florian


    PS: Posto qui le mie riflessioni sapendo bene che saranno accolte malissimo. Tuttavia proprio per questo, conoscendo le vostre posizioni contrarie al Ministro Tremonti, vorrei sapere qual'è a vostro avviso la via d'uscita di una crisi che prim'ancora che economica è politica e culturale. Tremonti ha fornito una risposta al malessere dell'Occidente. Sarà forse sbagliata, ma al momento è anche l'unica...

  10. #20
    Forumista
    Data Registrazione
    13 Apr 2009
    Località
    Feltre e Basan
    Messaggi
    158
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da florian Visualizza Messaggio
    Con Tremonti


    Premetto che non sono un economista e che solitamente mi trovo più a mio agio con le lettere che con i numeri. Tuttavia negli ultimi tempi ho cercato di ragionare in merito alle posizioni divergenti di due politici ed economisti da me egualmente stimati: Antonio Martino e Giulio Tremonti. Il primo è stato l’indimenticato artefice del programma economico di Forza Italia nel 1994; il succo della “rivoluzione liberale” allora tanto citata da Berlusconi è suo, così come è ancora lui il portabandiera del conservatorismo anglosassone in Italia. Tremonti invece è l’attuale mente economica del Popolo della Libertà, il vicepresidente di Forza Italia e forse il politico di maggior spicco del centrodestra italiano; i suoi ultimi libri sono stati best sellers per Mondadori ed hanno catalizzato l’attenzione dentro e fuori il PDL suscitando trasversalmente critiche e consensi.

    Nonostante stimi molto Martino e comprenda a livello teorico molte critiche di questi nei confronti di Tremonti, devo confessare che sono rimasto affascinato dalla capacità politica con la quale l'attuale Ministro dell'Economia e delle Finanze è riuscito a intercettare le ansie e le paure interne alla società occidentale contemporanea e allo stesso tempo offrire a quest'ultima una speranza di salvezza attraverso il recupero di un “pensiero forte” e di uno Stato autorevole e decisionista.
    In quanto conservatore mi sforzo sempre di guardare al bene della comunità nazionale prima d'ogni altra cosa. E per quanto mi annoveri tra i sostenitori della libertà ritengo che la difesa di questa in senso astratto e puramente filosofico non costituisca grande attrattiva in tempi di nichilismo diffuso e decadenza. Figuriamoci se poi si tratta dei crediti bancari di pochi beneficiari.

    Se si è qualcosa di più che dei meri individualisti allora si guarderà con piacere ad un conservatorismo civico e socialmente consapevole che non per questo metta in discussione valori liberali quali il merito, la competizione e il libero mercato. Tremonti lontano dall’essere un fautore del collettivismo ha solo compreso che il problema a livello internazione oggi è "politico" e non più economico. Appaiono lontani i tempi in cui uno come Bill Clinton poteva diventare presidente degli Stati Uniti con lo slogan "It's the economy, stupid!"; in quanto, se è vero che le elezioni politiche si giocano ancora principalmente sulle tasse, è altrettanto vero che incalzano questioni nuove e dirompenti come lo scontro tra scienza e fede, il relativismo culturale, l'immigrazione, l'Islam terrorista, la globalizzazione. Questi temi negli ultimi anni hanno occupato la scena evidenziando come al cittadino di oggi stia a cuore molto più la concreta sicurezza (personale, nazionale, culturale, religiosa) dell'astratta libertà.
    Tremonti non si è mai schierato contro il mercato, ma contro il "mercatismo", cosa assai diversa indicando ciò il connubio tra mercato e comunismo. Il suo slogan "Market if possible, government if necessary" è a mio avviso assolutamente ragionevole per un politico e soprattutto per un politico conservatore.

    L'essere umano ha bisogno innanzitutto dell'Ordine, senza il quale nessuna civiltà potrebbe esistere. Oggi l'Occidente si sta sgretolando anche perchè la politica si è progressivamente annullata di fronte ad un'economia che abbatte regole e confini tradizionalmente condivisi. E' un dato oggettivo che l'uomo contemporaneo si sia ridotto a mero consumatore e che la libertà individuale abbia spesso relegato in un angolo, disconoscendoli, i diritti della comunità nazionale.
    Non c'è bisogno di scomodare Aristotele per ribadire che l'uomo è un "animale sociale" e che non può vivere fuori da un contesto di relazioni. Tremonti meglio di altri ha capito che la destra contemporanea non poteva irrigidirsi sulle posizioni tipiche degli anni ottanta, funzionali ad un’epoca che doveva fare i conti con un passato di pianificazione e collettivismo. Gli anni del laissez faire indiscriminato sono però finiti da un pezzo in quanto nuovi problemi impongono oggi soluzioni diverse.

    Il fatto che un conservatore abbia a cuore innanzitutto l'individuo non significa che in base a ciò lo Stato e le istituzioni debbano essere per lui aboliti o disprezzati. Spesso viene citata tendenziosamente la famosa frase di Margaret Thatcher circa il fatto che non esisterebbe alcuna società. Ma la Signora Thatcher, pur lodando Hayek, non s’avventurò mai nei terreni scivolosi dell’anarchismo liberale. Vittoriana devota, era convinta che le nazioni avessero un proprio singolare “carattere”, ragion per la quale difficilmente potrebbe essere annoverata oggi tra i seguaci della globalizzazione. Fu ostinatamente nazionalista ed antieuropea, difendendo la potenza e le istituzioni della sua patria come avrebbero fatto gli antichi eroi del partito tory.
    Di Tremonti si dice che è un ex socialista ed uomo di sinistra. Resta il fatto però che nel suo ultimo libro “La paura e la speranza” ha parlato da leader di una moderna destra europea, cosa questa che la sinistra italiana, pur affascinata da alcuni aspetti del suo pensiero, ha compreso benissimo. E ancor di più lo hanno compreso i nostri elettori di centrodestra che hanno votato per Berlusconi anche grazie a quella risposta (che a destra è stata anche l'unica sul piano intellettuale) ai problemi che considerano tanto seri quanto prioritari.

    Credo si possa affermare senz'ombra di scandalo che le idee di Tremonti siano quelle di un liberista moderato. Negli anni Novanta il suo libro "Lo Stato criminogeno" era un manifesto contro l'interventismo governativo della sinistra. Ancor oggi Giulio Tremonti è un liberale classico che cita con rispetto Adam Smith; tuttavia, e non è una colpa da imputargli, non è un dogmatico ma una persona pragmatica. Le sue tesi non sono contro ma a favore del mercato, che cerca solo di salvare dalle sue ultime degenerazioni. Il "mercatismo”, questo il neologismo da lui coniato, mette in evidenza il matrimonio d’interessi consumatosi tra la nuova sinistra rampante e i profittatori di sempre ai danni di quella gente comune rimasta orfana anche dei sindacati. L'obiettivo della sua polemica sono gli speculatori finanziari e i banchieri, non a caso grandi elettori di quella sinistra sedicente riformista che dagli anni novanta ha sposato il liberalismo globalista con la cultura relativista e politicamente corretta.
    Come Sarkozy in Francia, Tremonti ha riportato all'attenzione del popolo italiano cinque "vecchie parole" cadute in disuso dopo essere state a lungo demonizzate dalla cultura del sessantotto: autorità - responsabilità - valore - identità - ordine. Oggi che il comunismo vecchio stampo non esiste più - la stessa Rifondazione Comunista guarda ormai a Veltroni e al suo populismo soft di stampo democratico - la destra ha il compito di rispondere al bisogno popolare di coesione e di sicurezza nazionale. Alle incertezze che dominano l'Occidente contemporaneo si può cercare di rispondere con politiche decisioniste che rimettano in relazione l'individuo con il suo ambiente sociale consolidando così il patto nazionale. Legami che si sono da tempo allentati quando non addirittura sfilacciati e che difficilmente i seguaci del liberalismo anarchico e relativista potranno e vorranno rinsaldare.


    Florian


    PS: Posto qui le mie riflessioni sapendo bene che saranno accolte malissimo. Tuttavia proprio per questo, conoscendo le vostre posizioni contrarie al Ministro Tremonti, vorrei sapere qual'è a vostro avviso la via d'uscita di una crisi che prim'ancora che economica è politica e culturale. Tremonti ha fornito una risposta al malessere dell'Occidente. Sarà forse sbagliata, ma al momento è anche l'unica...
    Definire tremonti un "liberista moderato" o addirittura un liberale classico è blasfemia.
    Tremonti è uno statalista molto furbo che fa pressione sui luoghi comuni e sulle "leggende metropolitane" (vedesi complotti di banchieri illuminati) per poter fare i porci comodi di alcuni.
    "Gli anni del laissez faire indiscriminato sono però finiti da un pezzo in quanto nuovi problemi impongono oggi soluzioni diverse." --> purtroppo...

 

 
Pagina 2 di 7 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Tremonti
    Di Il Dandi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 24-05-11, 17:24
  2. L'EDITORIALE Se adesso Tremonti va all'attacco di Tremonti
    Di yure22 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 20-05-11, 22:58
  3. Tremonti al tg1
    Di metapolis nel forum Destra Radicale
    Risposte: 97
    Ultimo Messaggio: 08-07-08, 15:25
  4. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 07-06-07, 23:30
  5. tremonti
    Di larth (POL) nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-07-04, 01:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito