il razzismo dello spirito di Evola è qualcosa di più, non qualcosa di meno, di quello biologico.
(cioè quello biologico serve ma non basta)


il razzismo dello spirito di Evola è qualcosa di più, non qualcosa di meno, di quello biologico.
(cioè quello biologico serve ma non basta)


"...Se gli uomini di stato europei potessero capire che le guerre che portano la devastazione nei paesi civilizzati stanno permettendo alle razze subalterne di aumentare i loro numeri e forza. Tra due secoli potrà essere questione di seria preoccupazione se al mondo la Russia sarà stata sostituita dalla Cina sull'Amur, se la Francia non sarà stata capace di colonizzare il Nord Africa, o se l'Inghilterra non avrà tenuto l'India. Per gli uomini civilizzati ci può essere solo una madrepatria, e qualunque cosa estende l'influenza di quelle razze che hanno preso la loro fede dalla Palestina, le loro leggi della bellezza dalla Grecia e la loro legge civile da Roma, dovrebbe essere questione di esultanza di russi, tedeschi, anglosassoni e francesi e simili".
Karl Pearson nel 1890, citato da Stoddard in "The Rising Tide of Color Against White World-Supremacy".
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 16-05-10 alle 20:14


Spengler proprio in Jahre der Entscheidung (Anni della Decisione) - libro del 1933, decisamente migliore del monumentale ed interessante eppure a tratti fumoso, un bel po’ confusionario e troppo astratto Il Tramonto dell’Occidente - spiegava esplicitamente le sue posizioni razziste e 'classiste', antiterzomondiste, antibolsceviche, antiproletarie ed antisocialiste, in pratica reazionarie, paneuropee e (ante-litteram) 'whitepoweriste'.
Se qualcuno pensa che Spengler sia strumentabilizzabile in senso antirazzista od eurasiatista - nel senso in cui lo intendono i soliti noti - si sbaglia di grosso, è in malafede o semplicemente non l’ha letto con la dovuta attenzione.
Carlomartello, fra l'altro, anche il tuo riferimento è errato; da quel che ricordo da quando l'ho letto anni fa, in Anni della Decisione Spengler citava Stoddard (The Rising Tide of Color e non l'altro) sull'alleanza dei popoli di colore, in particolare sulla presunta teoria dell'affinità fra Messicani e Giapponesi che all'epoca veniva celebrata. Non c'entra nulla la contestazione della presunta "purezza nordica" del popolo tedesco, dato che i primi a smentire tale pretesa erano proprio i nordicisti tedeschi i quali ben sapevano che i Tedeschi storici sono un miscuglio di varie sottorazze bianche (nordici, falici, alpini, dinarici e balto-orientali), con prevalenza alpina almeno in Baviera e nel sud del paese. Per il resto, riguardo ai due autori, va detto che Stoddard aveva comunque un forte orientamento nordicista, anche se più moderato rispetto ad altri; in pratica era convinto che il tipo nordico fosse (sia rispetto alle razze di colore che al tipo alpino e mediterraneo della razza bianca) quello superiore da preservare anche negli Usa attraverso l'eugenetica, anche se giustamente gli stava a cuore la difesa dei popoli europei e della razza bianca nel suo complesso.
Spengler invece, pur celebrando la vitalità eroica della "stirpe celto-germanica" (lui a volte la chiamava così), non era convinto della superiorità nordica tout court ed infatti non faceva mai discorsi sulle misure dei crani o cose del genere (non credeva neppure che gli antichi aristocratici Greci e Romani fossero "nordici" e che le civiltà di Grecia e Roma fossero decadute in seguito alla "denordizzazione", infatti per questo H. F. K. Günther lo criticò esplicitamente accusandolo di non aver adeguatamente compreso le cause razziali del "Tramonto dell'Occidente" di cui parlava).
Spengler in sostanza - nella sua concezione più ideale e spirituale della razza, simile a quella di Evola per certi versi - faceva probabilmente riferimento indiretto ad H. F. K. Günther, criticando i nordicisti fissati con la dolicocefalia, la biondezza ed altri caratteri meramente fisici, ecc. (va tenuto conto che all'epoca per "razze" si intendevano anche le "sottorazze" interne alle popolazioni europee, eh!).
Personalmente penso che in parte avessero ragione Evola e Splengler, contro certi eccessi, però così riducevano il razzismo ad un'astrazione ideologica mentre H. F. K. Günther era molto più chiaro, coerente e scientifico nelle sue posizioni che consideravano la razza come dato concreto essenzialmente biologico (del resto, non c'è scissione fra corpo e spirito in una visione tradizionale, se partiamo dall'ovvio presupposto che sono l'uno lo specchio dell'altro, interiorità ed esteriorità coincidono...Ecco perchè per i nobili Elleni il plebeo era brutto e cattivo per definizione, invece chi era bello fuori era anche buono dentro e viceversa).
Spengler in ogni caso era chiaramente per la difesa della razza bianca senza compromessi, al punto che auspicava esplicitamente la collaborazione politica e la solidarietà mondiale dei ceti dirigenti e degli strati superiori di tutti i popoli europei e di origine europea (inclusi quindi i bianchi nord-americani, australiani, sudafricani, ecc.) contro le masse afro-asiatiche all’epoca sottoposte al dominio dalle grandi potenze coloniali d’Europa. Spengler non metteva minimamente in discussione l’egemonia globale della razza bianca, anzi voleva renderla stabile e per riuscirci aveva capito che era necessaria l’unione fra le rispettive élites, dei tedeschi con gli inglesi e con gli altri europei inclusi quelli di altri continenti.
Hitler stesso nel Mein Kampf esprimeva sincera ammirazione verso l’Impero Britannico e l’Inghilterra auspicando l’intesa della Germania con essa per un codominio anche sull’Europa. Infatti nel Mein Kampf il progetto di Hitler prevedeva proprio la creazione di un comune baluardo anti-sovietico ed anti-bolscevico in Europa tramite una alleanza fra Inghilterra e Germania. Negli Usa, Henry Ford e Prescott Bush, fra gli altri che aderivano ad America First Cometee, finanziarono Hitler e fecero pressione per impedire che gli Usa si facessero coinvolgere in maniera suicida in una guerra voluta da Roosevelt e dalla sua cricca ebraica al governo ma estranea ai reali interessi dei cittadini. Se ci fosse stato un accordo vincente, si sarebbe creato un asse imbattibile composto da Germania-Uk-Usa, come nelle intenzioni originarie di Hitler; il despota slavo-mongolo ed eurasiatico Stalin sarebbe stato isolato e probabilmente la Germania avrebbe potuto attaccare militarmente l’Urss col consenso di UK e USA, per liberare il continente dalla minaccia principale dell’epoca (i bolscevichi e gli ebrei al potere nell’Urss sobillavano le orde di non-bianchi con la loro propaganda anti-europea). Spengler ad una alleanza del genere sarebbe stato ben favorevole. Però il regime hitleriano alla fine, anche per gli ottusi rifiuti dell’alcolizzato Churchill (ebreo da parte di madre, anche se almeno criticava il bolscevismo giudaico) che odiava Hitler pur ammirando Mussolini, per ragioni strategiche e geopolitiche si mise a fare sistematica propaganda anti-britannica ed anti-inglese sfruttando e sobillando arabi, indiani ed altre popolazioni dominate dagli Alleati per provare a vincere la seconda guerra mondiale. Risultato: la Germania ha comunque perso, l’Inghilterra in teoria ha vinto, ma di fatto ha perduto l’Impero ed è stata pochi decenni dopo colonizzata dai suoi ex-sudditi coloniali al punto che ormai si appresta a diventare definitivamente un paese multirazziale del terzo mondo. In sostanza, ancora più in generale: ha perso tutta l’Europa, inclusa la Magna Europa…
Spengler già allora aveva intuito questo pericolo - la fine della supremazia bianca e la riscossa dei popoli di colore del sud del mondo sobillati dal bolscevismo eurasiatico e dai traditori interni - che adesso è realtà ben visibile, sotto gli occhi di tutti; aveva lanciato prontamente l’allarme ma non è stato ascoltato…
Spengler e Stoddard avevano ragione come Cassandra…
Spengler quindi era un razzista suprematista - non un semplice differenzialista – e con quelle parole apparentemente antirazziste in realtà intendeva solo criticare certi eccessi nordicisti tipici di alcune correnti culturali della Germania Nazionalsocialista – quelle legate ad H. F. K. Günther e soci per intenderci – e non a caso l’opera Anni della Decisione è stata pubblicata nel 1933…
Se uno non è in grado di contestualizzare quelle parole di Spengler – come quelle analoghe di Evola – capisce fischi per fiaschi e, oltre a fraintendere e falsificare completamente il pensiero spengleriano ed evoliano, si allinea agli antirazzisti militanti d’oggi che auspicano il meticciato globale come presunta panacea di tutti i mali (quando invece sarebbe l’aggravamento definitivo ed irrimediabile degli stessi!)…
Se uno rifiuta l’idea dell’Internazionalismo bianco e della difesa della razza di conseguenza deve coerentemente accettare con gioia che l’Italia si riempia dei vari Angelo Ogbonna, Mario Balotelli, Stefano Okaka, ecc.; tanto, secondo le superstizioni di tali invasati (che per avvallare storicamente le proprie idiozie ideologiche si rifanno spesso al modello dell’antico Impero romano e alla sua politica integrazionista, ovviamento sorvolando furbescamente sul fatto che c’è una bella differenza fra l’integrare altri bianchi europei come Italici, Iberici, Celti, Illiri, Germani, ecc. oppure allogeni radicali come Maghrebini, Negri subsahariani, Filippini, Cinesi, ecc.), la razza biologica non conta, quindi chiunque può diventare italiano se si integra e si sente tale, magari imparando pure a memoria l’Eneide di Virgilio, La Divina Commedia di Dante e cantando a squarciagola l’Inno di Mameli…Già adesso i vari “patrioti italiani” che ripudiano il “Uait Paua” - cosa becera da squallidi razzisti biologisti e positivisti angloamericani, mentre l’Italia è da sempre meticcia e si deve aprire agli estranei per portare la “buona novella” (cattolicamente o paganamente-romanamente concepita), si sa – non vedono l’ora che fra i “nuovi italiani” spunti quale straordinario talento “diversamente bianco” in grado di portare l’Italia ai fasti di un nuovo “risorgimento” (magari sotto la guida di un emulo italico del presidente Usa Obama, vero messia ed uomo della provvidenza…il prossimo duce sarà infatti un mulatto).
Ciò sarebbe la realizzazione del mondialismo e del babilonico “melting pot razziale” stile Usa in pratica (e per fortuna che loro sono “anti-americani”, infatti schifano proprio quella pre-anni ’60 ancora sana sotto alcuni aspetti), nel nome di un’identità fittizia di matrice ideologica basata su una pseudo-cultura legalitaria condivisa (per cui italiani/europei non si nasce, ma si diventa in base ad un pezzo di carta che certifica la tua buona condotta sociale a prescindere dalle tue origini) e non sull’effettiva comunanza di sangue e di stirpe che lega ognuno ai propri avi.
Spengler oggi, come Rosenberg e Stoddard insieme a tanti altri incluso Romualdi, sarebbe un sempre più convinto Internazionalista Bianco: magari pure iscritto come me sul forum Stormfront…![]()
P.S. 1 Avevo già spiegato la frase di Spengler, contestualizzandola in maniera adeguata, in un mio post in questo 3d:
http://forum.politicainrete.net/dest...ia-idea-4.html
P.S. Riguardo alle citazioni di Evola e Spengler…
La citazione fra l’altro è frutto di una interpretazione palesemente errata, portata fuori dal suo contesto originario, del pensiero di Evola.
Evola faceva riferimento ad una sorta di internazionale aristocratica paneuropea e razzista, come del resto anche Gobineau.
Certo Evola non si sarebbe messo a solidarizzare con chi, dal suo punto di vista, considerava congenitamente inferiore, come le masse di negri ed altra subumanità allogena variopinta inclusa quella del proletariato bianco per cui certo non provava molta simpatia (si sa che era pure fortemente classista)…Al massimo, tale solidarietà internazionale per lui poteva essere allargata ed estesa fino a valere anche nel caso di samurai giapponesi o bramini indiani, quindi con gente di alto rango, ma non oltre. Anche in questo caso, nessun auspicio di meticciato, collaborazione a distanza con ognuno comunque saldo nella difesa della propria rispettiva diversa identità.
La citazione di Spengler poi è anch’essa palesemente male interpretata, in quanto va letta più esattamente come una critica a certi eccessi nordicisti piuttosto che all’idea razziale in sé.
Spengler infatti era pure lui un sostenitore della solidarietà bianca mondiale da acuto lettore di Stoddard.
Gli Anni della Decisione fu pubblicato nel 1933 - anno del tronfo di Hitler e del Nazionalsocialismo - e quella frase era rivolta a certi sostenitori della superiorità nordica che insistevano troppo sulle caratteristiche del tipo fisico nordico.
In quel senso Spengler diceva che conta la razza interna più di quella meramente biologica (vale a dire, all’interno della macrorazza bianca, ad es. un tipo alpino o mediterraneo può individualmente valere più di uno nordico); certo Spengler non auspicava l’assimilazione dei non-bianchi all’interno delle nazioni bianche, anzi tutto il libro gridava l’allarme contro la rivolta dei popoli di colore in atto, figurarsi!!
Se magari si imparasse a contestualizzare certe frasi e certi discorsi…
La famosa frase di Splengler, che viene a torto interpretata come anti-razzista, infatti guarda caso compare nel suo libro più razzista cioè il sopra citato “Gli anni della decisione” e proprio nel capitolo intitolato “La rivoluzione mondiale di colore”!! Splengler si rifaceva a Stoddard…
Questa é la citazione nell’edizione vecchia che possiedo (non c’è manco la data, alcuni scrivono che sia del 1973, altri del 1977 ed altri ancora del 1983!! Forse é quest’ultima, comunque c’è la prefazione di Evola e la prefazione alla nuova edizione di Malgieri):
“Chi parla troppo di razza, proprio questi non ne possiede più. Quello che importa non è la purezza della razza, ma la forza della razza che un popolo ha in sé.” - O. Splengler , Anni Decisivi, Ciarrapico, Roma 1983, p. 224.
Oggi per me quella frase ha il suo prezioso valore proprio nel senso dell’inter-nazionalismo bianco.
P.S. 2 Personalmente ritengo la fase del colonialismo europeo e del vecchio suprematismo razziale politico definitivamente sorpassata - con i suoi pro ed i suoi contro - e di fatto dimostratasi fallimentare a lungo andare (i colonizzatori europei che hanno invaso i paesi extraeuropei hanno creato delle società multirazziali, anticamera della confusione culturale nonché della mescolanza fra le razze, fra dominatori e sottomessi, dato che nella storia prima o poi la fusione avviene); per cui sono differenzialista e separatista come Franco Freda e David Duke, auspico che i vari popoli non-bianchi siano lasciati liberi di organizzarsi da soli in base alle proprie capacità e volontà (ma quelli residenti in Europa da pochi decenni dovrebbero essere cacciati via e rimpatriati oppure sterilizzati, mentre in America, in Africa e altrove dove le società multirazziali ci sono da secoli dovrebbero avere stati propri indipendenti, così come i bianchi che vivono là, ad es. i boeri sudafricani, i bianchi nord-americani e sud-americani) e che i popoli bianchi si uniscano in un Impero sovranazionale basato sul riconoscimento di ampie libertà locali e sul rispetto delle diverse identità.
14 Words! – Holuxar
Ultima modifica di Holuxar; 11-05-10 alle 22:35
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


Spengler non solo non condivideva la politica estera hitleriana che sobillava i popoli di colore contro la Gran Bretagna (a tal proposito Claudio Mutti contrappone von Leers a Spengler, anche se è vero che Rosenberg aveva una visione diversa da von Leers e lo stesso Hitler in 'Mein Kampf' strizzava l'occhio all'Impero britannico), ma non condivideva proprio il regime (unica singolare eccezione fatta per Mussolini, nel quale il filosofo tedesco riconosceva un'anima "prussiana"), per Spengler i nazismo era un totalitarismo proletario lontano dalla sua concezione di cesarismo, osserverà lo stesso Julius Evola. Infatti 'Anni della Decisione' (grido di allarme e richiamo contro il declino) fu ritirato dalle librerie tedesche. Inoltre Spengler non condivideva nemmeno l'antisemitismo hitleriano, egli riteneva il giudaismo in origine una cultura 'magica' (come quella degli arabi) e non faceva distinzione tra tedeschi ed ebrei tedeschi, distingueva piuttosto tra kultur e zivilisation e riteneva che anche gli ebrei sarebbero tramontati inesorabilmente con l'occidente.
Comunque secondo noi la visione 'spengleriana' e 'stoddardiana' oggi è stata aggiornata e riproposta da Guillaume Faye, in particolare dai suoi concetti di 'Eurosiberia' e di 'Settentrione' (che preferiamo a quello intriso di multiculturalismo antiamericano di 'Eurasia').
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 13-05-10 alle 09:39


Hans Friedrich Karl Günther criticava così, dal suo punto di vista di fautore del razzismo biologico decisamente orientato in senso nordicista, le interpretazioni storico-filosofiche espresse nell'opera monumentale il Tramonto dell'Occidente da Oswald Spengler:
Hans Friedrich Karl Günther, estratto da Tipologia razziale dell’Europa
“C'è un libro che attualmente gode di notevole notorietà in Germania e in Europa: "Der Untergang des Abendlandes" [Il tramonto dell'Occidente*]" di Oswald Spengler. L'autore ha dato considerazione a tutti i sintomi del declino della nostra grande cultura; ma non si è accorto della causa del declino, che è la diminuzione del contenuto di sangue nordico all'interno delle popolazioni considerate. Vale la pena di esaminare le affermazioni dello Spengler da un punto di vista razziologico. In quanto segue userò del materiale tratto, da uno scritto da me preparato per la pubblicazione periodica "Beitrdge zur Philosophie des deutschen Idealismus [Contributi alla filosofia dell'idealismo tedesco]" (1).
L'importanza che viene adesso data al libro dello Spengler giustifica che ci si dilunghi un po' ad analizzarlo, sia pure utilizzando del materiale da me altrove già reso pubblico: "Per Spengler, il cosiddetto approccio antropolgico alla storia non si è ancora dimostrato fecondo - cosa che al giorno d'oggi è però difficilmente sostenibile. Di conseguenza egli arriva a conclusioni sbagliate. Per esempio:Spengler vede nella grecita una specie di anima autoconsapevole, senza storia e senza tempo, 'simbolo di prim'ordine e senza uguale nella storia dell'arte', mentre assicura che gli elleni arcaici, 'improvvisamente', sarebbero 'ritornati' alla costruzione in legno tralasciando temporalmente quella in pietra. E continua: 'Nei tempi omerici, come in quelli vedici, si da il cambiamento dalla sepoltura alla cremazione dei cadaveri, cambiamento non dovuto ad alcuna circostanza materiale'; senza però arrivare alla conclusione esplicita che allora non può essere la stessa 'anima' che si rivela in un caso o nell'altro. Non si rende conto che i conquistatori nordici (ari) che penetrarono in India nei tempi vedici e quelli parimenti nordici (elleni) nei tempi omerici portarono con sé 'improvvisamente' abitudini nordiche proprie della 'qualità della loro anima'. Essi portarono la pratica della cremazione, comune a tutti i popoli nordici (2), e la costruzione in legno (cfr. Cap. 7), che ancora adesso è praticata dai nordici scandinavi. Ne risulta che Spengler non si accorge mai dei condizionamenti razziali dei processi storici; gli esempi potrebbero essere accavallati a iosa. Se Spengler avesse utilizzato un paradigma razziologico per interpretare la storia, si sarebbe certamente accorto che, in senso stretto, non è possibile parlare di un 'invecchiamento' del popolo ellenico o del popolo romano, e meno ancora di un 'nuovo senso della vita' che si sarebbe sviluppato in tempi più tardi. Il popolo greco 'degenerato' non è più quello di prima, di razza nordica, del quale gli scultori ci hanno lasciato l'immagine su marmo. La Roma degenerata non era più da un pezzo la Roma nordica, che aveva fondato un impero mondiale. Il 'nuovo senso della vita' era quello delle popolazioni miste e massificate che, nei tempi di decadenza tiravano avanti una vita opaca e senza creatività; e ogni 'declino', dall'India all'Occidente, fu sempre il segno dell'inaridimento del sangue nordico.”
V. qui su "Etnonazionalismo" altri pezzi di "Tipologia razziale dell'Europa" (un libro - tradotto da Silvano Lorenzoni per le Edizioni Ghènos di Ferrara - da comprare a tutti i costi, perchè gli stralci riportati sono solo una piccola parte dell'opera complessiva che è interessantissima dall'inizio alla fine, mi raccomando!):
http://forum.politicainrete.net/etno...elleuropa.html
http://forum.politicainrete.net/etno...leuropa-2.html
Sempre nella stessa opera Günther, per motivi analoghi, tornava a criticare Spengler (segnalo anche questo 3d su Spengler da SF-I):
SPENGLER: i cicli di civiltà. - Page 6 - Stormfront
“HANS F.K. GUNTHER VS OSWALD SPENGLER (…)
Spengler nel libro menzionato, a un certo punto si dichiara contro l'idea razziale, in quanto imputa ai suoi rappresentanti l'ipotesi ridicola che si potesse identificare i migliori capi di stato tedeschi del futuro a partire dalla forma della loro testa. Ma questa opinione di Spengler non deve impedire ai tedeschi che aderiscono all'idea nordica di prendere in considerazione le proposte espresse nel libro con la serietà che meritano. Visto il suo retroscena intellettuale, da Spengler non è il caso di attendersi la comprensione dell'idea razziale, che egli ignora sistematicamente nella sua filosofia della Storia. Spengler fa parte di quel mondo intellettuale occidentale che non ne vuole sapere ancora di razza, eredità e selezione; e difatti nella sua proposta (peraltro eccellente) di curriculum scolastico egli non menziona mai la necessità di lezioni di biologia e di scienza dell'erediterietà. Ne risulta che è tanto più curioso - anzi, interessante - per chi abbia qualche conoscenza di razziologia, come Spengler in tutti i suoi scritti arrivi a un passo dall'idea razziale, anzi dell'idea nordica; mentre quella gioventù che Spengler vorrebbe fosse risultato di una selezione di natura prettamente nordica. L'appello a questa gioventù, assieme alla brillante proposta di un diritto tedesco basato sull'idea nordico-germanica del Proprio Movimento Nordico - che ha una visione della storia tanto diversa da quella di Spengler - è, o dovrebbe essere, il più appropriato per poter affrontare il compito di superare la visione spengleriana.
Fonte: Tipologia razziale dell'Europa di Hans F.K. Gunther”
Günther in sostanza accusava Spengler (negli anni ’20) di essere troppo astratto nelle sue teorie e di non aderire al nordicismo, pur avvicinandosi poi inconsapevolmente ad esso in maniera indiretta. Sta di fatto che nel 1933 Spengler poneva invece chiaramente la questione della difesa razziale dell’Europa come una delle priorità essenziali dell’epoca. Spengler, se fosse ancora vivo oggi, ne farebbe sicuramente – e a maggior ragione - il fulcro delle sue posizioni dato il sempre maggiore pericolo di estinzione che corre la razza bianca…
P.S. Esatto carlomartello, è giusto quello che hai scritto…
Spengler ammirava molto Mussolini, mentre era sospettoso nei confronti di Hitler che considerava un demagogo ed aveva posizioni critiche sul regime nazionalsocialista; non era particolarmente antiebraico, non si poneva troppo la questione e criticava gli eccessi in tal senso, ed auspicava una intesa con la Gran Bretagna mentre altri erano fortemente anti-britannici per ragioni geopolitiche in Germania. Claudio Mutti ha contrapposto von Leers a Spengler infatti, proprio in un articolo che ha scritto e che hai citato; lo stesso Von Leers, nel nome dei presunti interessi tedeschi e della geopolitica cara agli eurasiatisti di oggi, aveva preso nettamente le distanze dalle posizioni internazionaliste di Spengler opponendosi ad un fronte comune per la difesa della razza bianca. Rosenberg invece concordava abbastanza con Spengler e soprattutto con Stoddard.
Guillaume Faye è forse, come hai detto, un autore contemporaneo che in effetti si avvicina parecchio a Spengler; condivido abbastanza le sue vedute, a parte le scemenze sull’ingegneria e la manipolazione genetica riprese dai transumanisti, valida la sua concezione di EuroSiberia od EuroRussia.
Certamente 100 volte meglio dell’elogio del miscuglio razziale fatto da quelli di Eurasia. Personalmente approverei le vedute eurasiatiste solo se si riferissero all’antica Eurasia bianca ad egemonia indoeuropea – quella di Traci, Sciti ed altri Iranici, Tocari, ecc. – auspicandone la rinascita e la purificazione razziale; loro invece, da bravi mondialisti quali sono, esaltano proprio il crogiulo razziale delle steppe eurasiatiche, ove Mongoli ed Indoeuropei si fusero fin dall’antichità…
La stessa Russia che esaltano non è quella degli Slavi bianchi originari e della tribù variaga dei Rus Svedesi, bensì quella degli ibridi Slavo-Mongoli e delle masse imbastardite che tuttora rimpiangono l’Urss!! Ecco per me l’esaltazione della Russia di Putin – egli stesso, a dirla tutta, è un tipo sospetto che fa il doppio gioco oltre ad avere alcuni palesi tratti somatici mongolici - puzza e non poco…Non mi risulta che Putin pensi a tutelare i Russi etnici, là è solo un fatto di cittadinanza ove anche un mezzo-mongolo è un “russo” così come anche un mezzo-negro, un meticcio messicano o mezzo-pellerossa è uno “statunitense”…Questi stati unitari multirazziali sono uno schifo, bisognerebbe creare nazioni indipendenti. La Russia andrebbe purificata da certo suo retaggio culturale e biologico mongolico, invece purtroppo la Federazione Russa è un enorme Impero multirazziale ove i veri Russi etnici bianchi ed europei sono più o meno in minoranza o al massimo la metà (forse 60-70 milioni circa).
La Russia etnica dovrebbe secedere da tutte le popolazioni mongoliche o di razza mista, riconoscendo loro la piena indipendenza e lasciandole a quel che vogliono fare, per unirsi davvero all’Europa.
La Russia multirazziale così com’è - non troppo diversa dalla Turchia, dato che perfino fra i Turchi c’è una minoranza di bianchi europei - sarebbe solo un pericolo anche per l’Europa! Ma chi li vuole dei mezzi-mongoli con la cittadinanza russa in Europa, a rischio di estendere la contaminazione razziale invece di contenerla il più possibile?! Agli eurasiatisti però della razza non frega nulla, mitizzano la mescolanza, per loro se tutti i Russi bianchi sparissero sarebbe lo stesso se non meglio.
Chissà che differenza c’è con il melting pot statunitense di oggi avvenuto sotto i Bush ed Obama, dato in entrambi i casi l’ibridazione viene glorificata: che si tratti di americanismo od antiamericanismo, è pur sempre mondialismo allo stato puro.
L’eventuale ipotetico Impero euro-russo invece dovrebbe avere come presupposto necessario la comune difesa dell’eredità razziale bianca oltre che delle particolarità etnico-culturali dei singoli popoli che dovrebbero unirsi!
14 Words! – Holuxar
Ultima modifica di Holuxar; 15-05-10 alle 21:19
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Se Spengler riteneva ridicola la misura del cranio come parametro in base al quale scegliere un capo di stato, non possiamo che compiacercene. Poi parlare di Vladimir Putin in Russia come di un soggetto "sospetto" di "affinità" con i mongoli e non come colui che ha guidato la Russia dallo sfacelo dell'era El'cin - El'cin con cranio perfetto magari- allo Stato-impero, impegnatosi a contrastare il calo demografico del popolo russo e a curarne l'educazione morale e spirituale, è sciocco e da piuttosto ragione ad Evola quando parla di rischio di deriva verso la 'zoologia'. Se poi il problema è che in Russia i vari gruppuscoli neonazisti e similari vengono banditi, peggio ancora.
La Federazione russa non è paragonabile agli Stati Uniti per etnopolitica fondamentalmente per questi motivi
- il popolo russo ha una coscienza identitaria e il primato nazionale indiscusso, il popolo americano no, i bianchi Wasp sono sottoposti alle discriminazioni dell'Affirmative action
- le minoranze etniche della Federazione sono dislocate geograficamente per repubbliche-territori identitari, in delle specie di strutture amministrative post-coloniali sottoposte all'autorità superiore della Russia europea, e l'immigrazione da una parte all'altra della Russia non è libera, le minoranze etniche degli Stati Uniti invece sono mischiate con la popolazione Wasp e bianca (al di là della segregarazione reale che possiamo rilevare)
- Vladimir Putin fra le altre cose ha espressamente dichiarato che gli africani non si integrano nella società europea
Esempi:
Immigrazione in Russia | Euro-Holocaust
Russia: immigrazione, natalità, sicurezza nazionale | Euro-Holocaust
Politica demografica russa | Euro-Holocaust
Esempio russo: meno immigrazione regolare e più espulsioni | FATTI D'EUROPA
L'Eurasiatismo russo è in effetti tendente verso un certo 'tradizionalismo multiculturalista' russo che si appoggia alla effettiva camposizione plurietnica di tutta la Federazione, essa tende ad esaltare il carattere "europeo ed asiatico", "ortodosso, islamico, ebraico, buddhista", etc. della Federazione in chiave conservatrice tradizionalista e 'anti-occidentalizzazione'. Più in generale l'Eurasia è un concetto (geopolitico) che include indistintamente tutte le civiltà e culture eurasiatiche in un ipotetico fronte anti-USA, a questo concetto personalmente preferiamo quello forse simile ma più attuale, visto il declino effettivo dell'unipolarismo americano, di 'Settentrione' di Faye.
Comunque stiamo andando parecchio fuori tema, ci fermiamo qui fatte alcune a nostro avviso necessarie puntualizzazioni.
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 17-08-10 alle 00:45


Spengler viveva in un'epoca in cui i problemi dell'immigrazione e della società multirazziale non si ponevano, quindi non è che si trattasse di decidere se i negri potevano essere considerati tedeschi... La società, a livello etnico, era più o meno "naturale", nel senso che ognuno viveva con i suoi vicini di sempre, sia razzialmente che culturalmente, senza cambiamenti eccessivi.
Penso che Spengler, nel suo discorso, si riferisca molto semplicemente ad una situazione "normale" come quella pre-globalizzazione in generale, facendo l'esempio delle antiche tribù guerriere che, dovendo combattere per sopravvivere, dovevano badare al sodo e non pensare ai presunti tratti mongolici o semitici di qualcuno.
Fermo restando che un individuo non è deprecabile in virtù dei tratti mongolici o semitici, ma semmai questi dovrebbero essere (nelle teorie dei razzisti biologici, e non zoologici) una manifestazione corporea di qualcosa che non va nell'interiorità o nell'agire.
Ultima modifica di Malaparte; 16-05-10 alle 02:14
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Rispondo prima a carlomartello e poi ad Aristocle più precisamente sulle frasi di Spengler che lui stesso ha riportato…
In realtà, caro carlomartello, hai frainteso il punto: Spengler credeva in maniera erronea (banalizzando le loro posizioni) che i nordicisti volessero addirittura giudicare e selezionare l’élite dei capi del futuro solo in virtù delle loro misure craniche e del loro aspetto fisico – a prescindere dalle loro effettive qualità - mentre Günther ribadiva che nessuno sarebbe stato così idiota ed ottuso da fare ciò…
Sul resto ti ringrazio per le informazioni fornite.
Forse è ot in questo 3d, ma è interessante discuterne; in fin dei conti sempre di Spengler e di razza si tratta (lui considerava all’epoca la Russia una potenza antieuropea, e non solo perché bolscevica, chissà cosa ne penserebbe ora).
Riguardo all’attualità russa non conosco bene l’effettiva situazione della Russia di Putin anche perché circolano versioni contrastanti, ma di certo sono dubbioso sugli eccessivi entusiasmi che molti identitari (inclusi i miei preferiti come Silvano Lorenzoni, David Duke, ecc.) europei e nord-americani nutrono su di essa (quando magari, fino a 20 anni fa, li descrivevano in maniera opposta ed è il caso di certi ambienti neofascisti e neonazisti).
Per me i Russi certamente non sono una sorta di “subumani” o dei “servi per natura” – come li descriveva certa becera propaganda hitleriana, ma non solo, dato che lo stesso Spengler riteneva la Russia una potenza più asiatica che europea che aveva “gettato via la maschera bianca” – ma neppure i “salvatori” dell’Europa; non condivido le posizioni di chi li denigra né di chi li esalta oltre misura.
Però se sono stati “comunisti” (sia pure nella versione nazionalista e “neozarista” staliniana) per decenni - e molti rimpiangono l’Urss - un motivo ci sarà; è la mentalità delle masse di quel popolo ad essere messianica, dispotica e totalitaria, cercano continuamente un padrone a cui obbedire ciecamente e questo non è genuinamente europeo (anche Blondet ha sottolineato bene certi aspetti oscuri dell’anima russa).
Ecco perché certa propaganda antirussa del passato – diffusa in tutto l’Occidente e non solo in Germania – qualche valida ragione ce l’aveva, pur nelle sue ovvie esagerazioni.
Su Putin avevo solo fatto notare che ha una fisionomia non puramente bianca, tutto qui, senza con questo voler negare o sminuire certi suoi meriti politici; i miei sospetti derivano piuttosto dal fatto che fosse un uomo dei servizi segreti e che da quella gente (che si tratti di Cia o Kgb non fa differenza) non sai mai cosa aspettarti, sono abituati a simulare, mentire ed imbrogliare sistematicamente per lavoro, possono fare il doppio gioco (e pure la corruzione pare sia a livelli molto elevati nel paese).
Dei movimenti neonazisti più o meno violenti che Putin possa aver represso non mi interessa, non è questo il punto, anche perché come dovresti sapere sono distante da quell’area e certo non mi metto a difendere degli alcolizzati che danno brutalmente la caccia al primo straniero che capita a tiro.
Sulla questione demografica ed identitaria della Russia, è chiaro che fra i Russi c’è una consapevolezza etnica e nazionale ben maggiore di quella presente fra gli altri Europei – addirittura i libri di Duke hanno venduto più copie in Russia, Ucraina e dintorni che in tutto il resto dell’Europa! – e questo è un bene.
Hai ragione anche sulle differenze fra la Federazione Russa e gli Usa, dato che non c'è immigrazione incontrollata e che a livello di propaganda il falso mito del melting pot non ha preso piede nella prima che se la passa molto meglio (del resto, peggio che negli Usa i bianchi forse se la passano solo in Sudafrica e nell'ex-Rhodesia, eh!).
Però sui dati demografici, da quel che so e non mi pare esistano statistiche precise su questo, a fare figli nella Federazione Russa sono più le popolazioni non-russe che i Russi Etnici…Così come in Europa occidentale li fanno più gli immigrati di colore che i bianchi autoctoni. Purtroppo.
Quindi la Russia starà relativamente meglio rispetto all’Europa occidentale – grazie anche al fatto che è meno ricca e più abituata a lottare - ma non credo sia un paradiso in terra per la razza bianca, diffido delle idealizzazioni eccessive…
Se poi mi dovessi sbagliare, ne sarei anche felice, perché significherebbe che la situazione non è così disperata come temo: magari fosse vero…
Esatto Aristocle, ecco perché certe frasi vanno sempre contestualizzate per non essere fraintese nel loro senso generale: Spengler viveva in un’epoca nella quale il problema dell’invasione extraeuropea non esisteva, quindi è ovvio che sono cambiate le priorità. Eppure già aveva intuito il pericolo che la decolonizzazione dell’Africa e dell’Asia avrebbe portato, convertendosi magari in una contro-colonizzazione ai danni dell’Europa da parte degli ex-colonizzati (come infatti è puntualmente accaduto negli ultimi decenni in Francia, in Olanda, in Inghilterra).
Riguardo alle tribù guerriere – seminomadiche per definizione, andando alla conquista di nuovi spazi - è ovvio che dovessero badare al sodo e che non stavano a fare i pignoli sui tratti somatici di qualcuno che potevano integrare se gli tornava utile. In tal senso è vero che per loro contava la “razza dello spirito” riguardo alle attitudini guerriere (e si prendevano le donne locali a disposizione, dato che di solito erano gruppi a larga prevalenza maschile).
Ma al tempo stesso è altrettanto vero che queste stesse stirpi conquistatrici come gli Indoeuropei mantenevano regolarmente la distinzione fra se stessi e gli estranei nonchè i propri dominati, non è che si fondessero subito con chiunque. Di solito un certo numero di estranei – ma più o meno affini, come nel caso di popoli comunque europei - veniva integrato e si aggregava, però in una condizione subordinata.
Nella storia di molti popoli indoeuropei la stratificazione sociale rispecchiava la differenza fra gli originari appartenenti alla stirpe e le masse successivamente integrate o dominate.
Al contrario, in diverse tribù a maggioranza mongolica, i capi erano spesso tipi di origine indoeuropea (come pare fosse anche il caso di Gengis Khan, che aveva gli occhi grigio-azzurri e capelli chiari, come gran parte dei suoi familiari...leggersi Karl Earlson, Dughin e Mutti che fanno riferimento a ciò); le grandi civiltà eurasiatiche hanno sovente avuto èlites aristocratiche bianche e nordiche (Traci, Sciti, Alani ed altre stirpi iraniche delle steppe…fatto riconosciuto anche da Claudio Mutti), perfino il ceto dominante degli Unni aveva una certa componente germanica (Attila è un nome di origine germanica).
Sarebbe da indagare meglio il ruolo che gli Indoeuropei hanno svolto in Cina, Giappone e Corea nell’antichità – prima di fondersi con la popolazione locale nettamente maggioritaria - ma basta avere occhio per accorgersi che gli strati superiori di quei popoli non sono composti da mongoli puri, bensì da mongoli con influssi bianchi (si vedano i tratti somatici e la forma del cranio). Purtroppo i governanti nazionalisti cinesi, giapponesi, coreani, ecc. cercano di impedire la presenza di ricercatori occidentali e di far sparire prove archeologiche ed altro che possa sminuire la loro megalomania, perché vogliono far credere che la loro antica civiltà sia puramente autoctona e non debba nulla a popoli originariamente bianchi (gli enigmatici Ainu europoidi dai quali discendeva la casta dei Samurai e ricordo che lo stesso Mishima da giovane era biondo per sua stessa testimonianza dato che lo scrisse in "Sole ed Acciaio" se non mi sbaglio, i Tocari scoperti da Victor Mair, gli Sciti che giunsero fino in Mongolia dove è stato trovato il corpo congelato di un guerriero dai capelli biondi e dal cranio dolicocefalo un paio di anni fa, ecc.).
Intendiamoci, non che voglia attribuire ai bianchi il merito di aver creato la civiltà dell'antica Cina e Giappone, semplicemente ritengo che abbiano ricoperto un ruolo di importanza maggiore di quel che abitualmente si crede; e vari indizi in tal senso ci sono. La stessa Russia deve la sua civiltà storica essenzialmente agli Slavi, agli Scandinavi e ai Germani ben più che ai Mongoli, i quali fecero un bel po’ di massacri, stupri e purtroppo hanno contaminato una parte della sua popolazione.
Ecco perché gli eurasiatisti, almeno quelli che antepongono considerazioni geopolitiche a quelle biopolitiche, sbagliano e si rendono complici della distruzione della razza bianca.
Una cosa sono i rapporti di collaborazione fra razze diverse, che ci possono tranquillamente stare, un’altra è auspicare le commistioni razziali argomentando che tanto ci sono sempre state e non sono un problema.
Non è che io disprezzi automaticamente qualcuno solo perchè non è bianco ed esalti chiunque sia bianco (ah,ah, queste cose le credono solo certi idioti che banalizzano e distorcono completamente il mio pensiero e quello del WN), figurarsi, semplicemente sono fortemente contrario alle mescolanze razziali e penso che ognuno dovrebbe preferire di norma i suoi simili.
Penso sia chiara la mia posizione.
Rivolgendomi infine a taliban, permettete che gli risponda in breve anche se vedo che carlomartello ha cancellato il suo post (lo so, a volte rompe davvero le scatole – tempo fa mi bombardava ovunque con messaggi privati - e fa sparate che dovrebbe evitare di fare, ma in fondo credo sia in buona fede anche se irruento per carattere e per la giovane età), dico che fare un ipotetico Impero Eurasiatico bianco attraverso l’unione e la solidarietà dei popoli europei con l’élite razziale dell’Iran, dell’Afghanistan e dell’India del nord sarebbe una cosa ben diversa…Peccato che sia un’utopia allo stato attuale e che molti eurasiatisti d’oggi propongono ben altro. Sui popoli dell’area caucasica va detto che sono parecchio misti da millenni – l’Asia minore è un crogiuolo di popoli e razze, con prevalenza di tipi levantini anche se ci sono state varie tribù indoeuropee - non so in che percentuali possano essere bianchi, bisognerebbe esserci stato e conoscere bene quelle zone per valutare. Ad es. Georgiani, Ceceni, Armeni, ecc. hanno una parte di popolazione sicuramente bianca (ci sono diverse persone anche bionde), ma il resto è mista. Fra gli Osseti soprattutto, studiati da Dumezil che ne evidenziava la bellezza estetica e la diffusione dei capelli rossi, ci dovrebbero ancora essere parecchi bianchi. Saluti.
14 Words! - Holuxar
Ultima modifica di Holuxar; 16-05-10 alle 22:18
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


Comunque va detto che in Russia ci sono movimenti e partiti critici dell'immigrazione non-slava, da non confondere con gruppi neonazisti e teppistici, come ad esempio il Movimento contro l'Immigrazione Illegale - che si occupa sia dell'infiltrazione clandestina dalle repubbliche asiatiche nella Russia europea sia degli effetti della presenza di caucasici e centro-asiatici nelle grandi città russe. E questi gruppi non sono affatto screditati e demonizzati dalle autorità governative come i think thank e movimenti euro-americani identitari di vario tipo in America bisogna ammettere. Dmtry Rogozin, il cui partito 'Grande Russia' è federato con il Movimento contro l'Immigrazione Illegale, è stato messo da Putin a rappresentare i russi presso la Nato.
La Russia europea poi non dovrebbe secedere dalla parte asiatica: sarebbe una follia, scarsamente abitata la Siberia conta città interamente 'europee' come la stessa Vladivostok, non sopravvalutiamo gli asiatici che pure ci sono (Caucaso e Tartastan principalmente).
Poi - in base al discorso di Faye sulla cosiddetta 'Eurosiberia', sovrana e autocentrata, e sull'unità del 'Settentrione' - il sottoscritto non è anti-americano a prescindere, anzi auspicheremmo volentieri un accordo degli U.S.A. con russi ed europei per la Sicurezza pan-europea che veda - parole di Medvedev e Rogozin - America, Unione europea e Federazione russa come tre diramazioni della civiltà europea e del Settentrione, 'i bianchi' unite contro le comuni sfide, tra cui l'immigrazione dal sud dell'emisfero; che dal Tea Party possa emergere un politico identitario americano (Tom Tancredo?); infine che le polemiche contro il multiculturalismo USA (o "melting pot") e l'Affirmative action di Amren, V Dare e similari, perfino di Samuel Huntington, siano accolte dall'establisment - ma la vediamo dura. Per ora ben venga la Russia per dare una speranza alla civiltà europea nel mondo multipolare.
Su Spengler e la Russia il discorso è complesso, comunque suggeriamo di leggere questo articolo: Oswald Spengler e la Russia « C.S. CURSUS HONORUM
N.B. "Taliban" si comporta come un provocatore, sul nostro blog ci ha inondato di messaggi con svariati pseudonimi costringendoci ad attivare la moderazione, comunque qui personalmente abbiamo smesso di cancellarlo alla trentesima volta, ora lo sta cancellando Giò. :sofico:
carlomartello
Ultima modifica di carlomartello; 16-05-10 alle 23:16


Taliban è un ottimo utente, solo ch eogni tanto delira, non è un troll come non lo sono io
uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!