
Originariamente Scritto da
Abdullah
Elementa sunt plantis elementum, animalibus plantæ, hominibus animalia, erunt et homines aliis, non autem diis, nimis enim remota est eorum natura a nostra, quapropter dæmonibus
Dal famoso “libera Chiesa in libero Stato” del Cavour, mai il tema della separazione dei poteri temporali e spirituali è stato piú dibattuto come in questi ultimi mesi. Le prese di posizione della Chiesa su questioni di etica vengono bollate in serie come illegittime, le rimostranze degli immigrati di fede musulmana di fronte ad episodi di aperta discriminazione e razzismo respinte come retaggio di una cultura e civiltá a noi estranea e incapace di distinguere il sacro dal profano. L’amministrazione della Res Publica, ci dicono, deve restare imparziale e al di sopra delle parti. In sé è una dichiarazione piú che legittima e ovvia. La tolleranza e la convivenza fra etnie, religioni e culture diverse è piú che auspicabile in un mondo dove le barriere politiche, regionali, commerciali, finanziarie crollano una dopo l’altra mettendo in movimento persone che migrano da un continente all’altro in una quantitá e qualitá mai viste nella storia dell’uomo. Eppure qualcosa sembra non funzionare. L’ingranaggio sembra destinato ad incepparsi per una sorta di legge superiore che per motu proprio rende impossibile la convivenza pacifica fra persone con idee, usi e costumi diversi. È sempre stato cosí. Gli Ebrei fuggirono dall’Egitto per sottrarsi alle persecuzioni del Faraone e all’ostilitá della popolazione che considerava un abominio il solo sedere a tavola con loro (Genesi 43, 32). Durante la seconda e la terza ondata di immigrazione verso il continente americano, fu vietata l’immigrazione a persone malate, ai poligami, alle prostitute, ai poveri, gli anarchici, i cinesi (1882), i giapponesi (1907), agli analfabeti (1917). Fra i cosiddetti Nativisti era diffusa la paura di un’alienazione (Überfremdung) della societá americana. Ci furono manifestazioni, disordini, aggressioni agli immigrati e perfino linciaggi. Bartolomeo Vanzetti, al processo che lo vide condannato a morte con Nicola Sacco, dichiaró: „
Al centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa. Gli emigranti venivano smistati come tanti animali. Non una parola di gentilezza, di incoraggiamento, per alleggerire il fardello di dolori che pesa così tanto su chi è appena arrivato in America”.
Cos’è che fa la differenza fra questi esempi e le realtá multietniche del passato e del presente? Geronimo Cardano é stato matematico, medico e astrologo. Noto anche col nome latino di Hieronymus Cardanus ha inventato in pieno rinascimento italiano il giunto cardanico, dispositivo che consente di trasmettere un moto rotatorio da un asse ad un altro di diversa angolatura e viene tuttora usato in milioni di veicoli. Nella sua opera che porta il titolo di Hyperchen, Cardano fa un’affermazione strabiliante che suona pressappoco cosí: “
I minerali (elementi) sono alimento delle piante, le piante (sono alimento) degli animali, gli animali degli uomini e gli uomini (sono alimento) di altri. Non peró degli dei, poiché la loro natura è molto lontana dalla nostra, bensí dei dèmoni”.
Cosa c’entra col discorso fatto fino qui?
C’entra se anziché considerare questa affermazione alla luce della scienza, la esaminiamo alla luce della metafora. Se i minerali hanno da offrire alle piante la loro stessa natura chimica e fisica quale alimento per la trasformazione da materia inorganica in materia organica che le piante a loro volta offriranno come alimento al prossimo stadio della creazione, l’uomo ha, oltre alla capacitá in comune con gli animali della trasformazione delle fibre vegetali in proteine, la capacitá unica dell’evoluzione del pensiero. Cosa significa? Significa che, mentre da che esiste un’osservazione documentata dei comportamenti animali questi sostanzialmente non cambiano se non in maniera insignificante alle mutate circostanze ambientali, all’uomo è data la possibilitá dell’osservazione sistematica del suo habitat, delle relazioni con cose, piante, animali e, quale coronamento della sua natura eccezionale, delle relazioni con sé stesso nei suoi comportamenti sociali. Dal momento che l’uomo, o alcuni elementi della sua specie, considerano con grande orgoglio la propria capacitá al ragionamento razionale, la capacitá di catalogare informazioni e osservazioni riguardanti la natura, la capacitá di associare una lunga catena di conoscenze e osservazioni per produrre macchine dalle capacitá straordinarie, ci si potrebbe aspettare che tale capacitá sia sufficiente alla risoluzione di problemi come la fame, la mancanza di strutture sanitarie e di vita sociale nel rispetto della dignitá individuale per oltre i due terzi della sua specie e, soprattutto, la capacitá di convivere pacificamente coi propri simili. Queste le possibilitá del pensiero razionale. A questo punto diventa quasi superfluo aggiungere che purtroppo non è cosí. Sembra, ad osservare con un po’ di attenzione i suoi comportamenti, che l’uomo abbia messo la sua capacitá di evoluzione del pensiero al servizio dei dèmoni mostruosi dell’egoismo, dell’invidia, della discriminazione, del razzismo, dell’elitarismo, del massimo profitto senza piú regole, della guerra, della distruzione e della morte fisica, morale e spirituale. È questo il ritratto di una specie evoluta in possesso delle capacitá di un pensiero evoluto e razionale? O piuttosto il ritratto di una belva senza cervello, cibo e alimento di dèmoni lasciati liberi di scorrazzare sul pianeta in lungo e in largo facendosi beffa dell’orgoglio illuminista e razionalista che predica “
l'assoluta fiducia nella ragione, in grado di illuminare le menti, contro le superstizioni e i pregiudizi delle religioni, della tradizione e di tutti quegli elementi sociali e culturali che limitano la libertà dell'uomo”?
Per caritá, lasciatemi alle mie “superstizioni” e “pregiudizi”! Al pregiudizio di un Uomo creato ad immagine e somiglianza di un Dio universale, misericordioso e chi ci ha fatto dono di una dignitá inviolabile, sia che siamo in possesso di un passaporto “regolare” o no, sia che parliamo l’idioma della maggioranza o no, sia che la nostra pelle sia chiara o scura, sia che viviamo in una casa di mattoni o in una tenda si stracci. Affermiamo con ancora piú forza il diritto di una “libera Chiesa in libero Stato” perché la Fede sia libera di contribuire alla realizzazione dei sogni e delle utopie di coloro che hanno voluto uno Stato libero. Libero dai predoni dell’economia e della finanza, libero dalle canaglie degli interessi dell’elite, libero dai predicatori dell’odio, libero dai signori della guerra, libero da chi si adopera a stravolgere i valori dello spirito cercando di venderci il male spacciandolo per bene. Fermiamo chi vuole continuare a spacciare come fede o cultura o civiltá la discriminazione gratuita di intere fette di umanitá. Diciamo loro che la smettano di giustificare ogni orrore e obbrobrio come frutto inevitabile della diversitá. Adoperiamoci alla costruzione di una societá in cui tutti gli uomini siano uguali, senza privilegi e senza discriminazioni tra gli individui a causa della loro origine, razza, sesso, colore, lingua e religione, una società dove l’uguaglianza sia il titolo per godere dei diritti e sottostare ai doveri, uguaglianza che trova la sua fonte nell’unità della comune origine umana, una società che costituisca la famiglia a suo nucleo fondamentale, circondandola della sua protezione, tenendola nella più alta considerazione e garantendole tutti i mezzi per la sua stabilità e il suo sviluppo, una società in cui la libertà dell’uomo sia l’assoluto sinonimo del senso dato alla sua propria vita: libero dalla nascita, realizzerà se stesso in un clima di libertà, al riparo da ogni costrizione, da ogni pressione, da ogni svilimento e riduzione a una condizione di schiavitù, una società in cui governanti e governati siano uguali davanti alla legge senza privilegi e senza discriminazioni, una società che offra a tutti parità di opportunità in modo tale che ogni individuo possa assumere delle responsabilità proporzionali alle sue capacità e alle sue attitudini, una società che rifiuti tutte le forme di oppressione e garantisca ad ogni individuo la sicurezza, la libertà, la dignità e la giustizia.
La nostra ragione ne è capace. Vivere per meno di questo significa essere alimento dei dèmoni.
http://www.radio-utopie.de/2008/07/1...tino-delluomo/