





la libertà di espressione è un valore quando funzionale al benessere sociale della nazione. Se per libertà d'espressione intendiamo il presunto diritto inteso da progressisti e libertari di sostenere qualsiasi immonda e depravata tesi pensando che questa prerogativa sia un "diritto dell'uomo" irrinunciabile, allora questo è un principio da combattere.
Io mi rimetto alla parola di Burke:
Noi non abbiamo perduto - come io penso - la liberalità e la dignità di pensiero del quattordicesimo secolo, né però abbiamo fatto di noi stessi dei selvaggi. Noi non siamo i proseliti di Rousseau; noi non siamo i discepoli di Voltaire; Helvétius non ha attecchito tra noi. Gli atei non sono i nostri predicatori; i folli non sono i nostri legislatori.


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Sottoscrivo le parole di Burke, in linea di massima, anche se il commento di Von Braun merita a mio avviso almeno un minimo di riserva, quando si parla di "benessere sociale della nazione"...
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penso che intendesse dire che la diffusione di idee malsane potrebbe essere tollerata allorquando il "sopprimerle" possa generare "mali peggiori"...
una considerazione giusta in teoria e nel solo breve periodo, ma che ha portato allo sfacelo attuale nel lungo periodo (se interpreto bene il Von Braun-pensiero...)

