rappresentare le posizioni politiche ed ideologiche e dei rispettivi elettorati in modo franco e leale nel Parlamento di POL, distinguendosi se e quando necessario gli uni dagli altri su ogni tema ma tenendo fermo il rispetto di questo programma al quale le forze si impegnano, ed in cambio del consenso sui punti del quale non chiederanno niente alle forze loro alleate, dovendone dare attuazione per puro impegno con gli elettori.
attuare entro la nuova legislatura la Costituzione di Politica Online in modo forte, con lo sforzo politico verso l'adozione o la modifica in senso adeguativo di almeno due terzi delle leggi di seguito elencate
1) Legge di regolamentazione dei partiti (art. 5)
Una legislazione flessibile ma chiara, che metta ordine nelle controversie fin troppo dubbie fra i partiti ed il Governo e fra i partiti ed altri partiti e salvaguardi al massimo l'indipendenza e l'autonomia organizzativa delle forze politiche. Un solo "codice dei partiti" che sempifichi la pluralità di norme sul registro dei partiti, l'unicità dei nomi e le regole sulla campagna elettorale.
2) Legge elettorale (artt. 9, 20 e 25)
Una legge che vada a disciplinare in modo coerente con la costituzione il fino ad oggi poco ben definito istituto del referendum e adeguare il testo della vigente normativa, senza pregiudicarne il carattere comunque proporzionale con l'obbiettivo di rendere più snelle e comprensibili le norme e cercando di fornire tabelle di marcia più chiare per i periodi di indizione e pre-elettorali.
3) Regolamento del congresso (art. 12)
Un ritorno al passato più funzionale del Congresso di POL, con la soppressione delle inutili Commissioni Autonomie ed Elettorale e della ipertrofica Giunta per il Regolamento, per riassumere le loro competenze in una sola Commissione Affari Costituzionali con un numero di membri sufficiente a rappresentare ogni partito; una ridefinizione delle procedure che permetta di tenere più facilmente un maggiore numero di sedute e smaltire il lavoro congressuale che tende patologicamente ad accumularsi alla fine delle legislature. Un impegno fortissimo per la tutela dei diritti di iniziativa legislativa e di emendamento, per ribadire che il Parlamento è il luogo della produzione di norme, contro le regole dei conciliaboli privati imposte da procedure inutilmente restrittive, modellato sull'esperienza senza dubbio gloriosa della Commissione Affari Costituzionali che ha riscritto con il contributo di tutti e una funzionalità notevole la legge più difficile e controversa dell'Ordinamento in questa legislatura.
4) Legge sulle mozioni (art. 17)
una legge sulle mozioni rivoluzionaria, che definisca le modalità per trasformare in strumenti di concreta pressione sulle istituzioni della politica italiana quelle che sono le mozioni del congresso virtuale di POL, tramite l'invio ai ministeri competenti delle posizioni e la loro diffusione pubblica sulla stampa a cura delle istituzioni virtuali. Da attuare atraverso progetti di legge che spingano alla presentazione e alla discussione di mozioni in maniera argomentata e completa e rendano contemporaneamente realmente utili sia le mozioni stesse che i ministeri di Pol che fungeranno da collegamento tra il forum e le istituzioni reali. In questo contesto si può anche pensare di tornare all'istituzione di tutti i Ministeri presenti nel Governo come lo era alla nascita di questo forum. Con una tale rivoluzione questi ministeri non sarebbero piu contenitori vuoti ma istituzioni del forum che andranno a trattare e rapportarsi coi loro Ministeri "omonimi" reali , con obbligo di relazionare al forum sui rapporti che eventualmente intercorrono trai i due Ministeri "reali" e "virtuali". Insomma , una svolta.
5) Legge sulla responsabilità del Presidente di POL
Una legge di stampo garantista ma severa che renda esperibile la procedura di impeachment stabilendo un forte contrappeso istituzionale previsto dalla nuova costituzione, anche per l'opportunità di rispettare nel pieno i termini dell'accordo chiesto dalla sinistra in Congresso secondo cui si poteva rinunciare alla sfiducia del Presidente (come poi è stato) solo con un impeachment forte, che ci impegnamo quindi a realizzare.
6) Regolamento del Governo (artt. 31 e 18)
La revisione di un regolamento ipertrofico e disapplicato, anche al fine di adeguarla alla soppressione della figura del Premier dovuta all'introduzione del Presidenzialismo ed all'opportunità di un estensione all'economia del gioco, valutando se attribuire al Governo compiti di "esecutivo ombra" nei confronti dell'Esecutivo Nazionale Italiano, onde arricchire il gioco di ulteriori elementi di concretizzazione del dialogo politico.
7) Legge sulla banca centrale (art. 32)
Una legge che fermo il rispetto per l'iniziativa privata disciplini il quadro normativo adeguato per l'estensione del gioco dalla politica virtuale anche all'economia virtuale, sotto istituzioni democratiche, ma nella consapevolezza che dovranno essere i giocatori e non lo stato virtuale a decretare la validità o meno dell'estensione all'economia del gioco, secondo un paradigma liberale per noi irrinunciabile.
8) Regolamento della Corte Costituzionale e dell'Alta Corte di Giustizia (art. 24)
Una legge di stampo fortemente garantista chiamata "Codice di Procedura Polliano" che regolamenti l'elezione dei giudici introducendo l'interrogatorio preventivo in Commissione dei candidati magistrati e un severo processo di selezione e che contemporaneamente ed unitariamente disciplini il lavoro dei giudici e i diritti e poteri dei giudici, ed imponga alla Corte Costituzionale di mantenere determinati ritmi, anche eventualmente prevedendo principi processuali innovativi, declinando le stringenti garanzie costituzionali in procedure efficienti che siano però rispettose dei diritti delle parti in modo sempre estensivo rispetto al testo costituzionale e mai restrittivo, minimizzando ogni arbitrio della magistratura e predisponendo i mezzi per assicurare le tutele garantite dalla Costituzione, da adottarsi se possibile considerando i suggerimenti migliori della magistratura ma nella piena coscienza del ruolo legislativo del Congresso e del ruolo applicativo della Corte, senza pericolose ingerenze.