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Marco Musy: Io mi classifico come ateo (perche' semplicemente non vedo ragioni per credere all'esistenza del paranormale) e materialista (perche siamo fatti di materia fisica).
Quindi MarcoMusy sbaglia a definirsi ateo?


La concezione della vita, per un cattolico, è differente dalla concezione che ha un ateo. Un ateo, se è tale, sa di non errare mai, è questo il punto, qualsiasi cosa esso faccia e in qualsiasi tempo.
http://www.politicaonline.net/forum/...92&postcount=2








Un ateo può subire influenze che, al suo interno, determineranno irrazionali quanto imprevedibili reazioni chimiche. Un ateo, per un ateo, pensa, si muove e prova remore, in base ad una cosa molto simile alla "ruota della foruna". Se domani queste reazioni chimiche gli scaturiscono un voglia matta per la nipotina, quell'ateo, a parte altre reazioni chimiche che gli ordinano di non farlo, non avrà altri freni. Ergo, se le reazioni chimiche che lo portano a fare violenza su quella piccola prevarrano su quelle che lo frenano, non dovrà dire "lo faccio ma sbaglio" ma dirà: lo faccio perchè percepisco che, la reazione chimica che mi frena, non è abbastanza forte da frenarmi. Ergo, non sbaglia, è in balia della natura e della chimica.
Chi gli dice, ad un ateo, che una reazione chimica è più giusta dell'altra? In base a quale principio? Ad un principio scatenato da una reazione chimica differente da un'altra?





