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Discussione: Una morale atea?

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciudidudi Visualizza Messaggio
    Un ateo può subire influenze che, al suo interno, determineranno irrazionali quanto imprevedibili reazioni chimiche. Un ateo, per un ateo, pensa, si muove e prova remore, in base ad una cosa molto simile alla "ruota della foruna". Se domani queste reazioni chimiche gli scaturiscono un voglia matta per la nipotina, quell'ateo, a parte altre reazioni chimiche che gli ordinano di non farlo, non avrà altri freni. Ergo, se le reazioni chimiche che lo portano a fare violenza su quella piccola prevarrano su quelle che lo frenano, non dovrà dire "lo faccio ma sbaglio" ma dirà: lo faccio perchè percepisco che, la reazione chimica che mi frena, non è abbastanza forte da frenarmi. Ergo, non sbaglia, è in balia della natura e della chimica.

    Chi gli dice, ad un ateo, che una reazione chimica è più giusta dell'altra? In base a quale principio? Ad un principio scatenato da una reazione chimica differente da un'altra?
    ...ovvio che se i neuroni funzionano bene, anche un ateo, come un credente, arriverà a compiere atti non lesivi al prossimo...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ...ovvio che se i neuroni funzionano bene, anche un ateo, come un credente, arriverà a compiere atti non lesivi al prossimo...

    Il proximus perchè dovrebbe contare qualcosa per un ateo?

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciudidudi Visualizza Messaggio
    Un cattolico, potrebbe sempre? la risposta è si, ma anche no.

    Per un ateo la risposta sarebbe: sempre si.



    Ci arrivi?
    sinceramente non riesco ad arrivare a ragionare per assurdo come fai tu... non capisco davvero perchè un ateo non riuscirebbe a frenare una reazione chimica come presumi possa farlo un credente...

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciudidudi Visualizza Messaggio
    Il proximus perchè dovrebbe contare qualcosa per un ateo?
    ...per il semplice principio "non fare ad altri ciò che non vorresti venisse fatto a te"... l'ha insegnato anche Cristo... "ama il tuo prossimo come te stesso"...

  5. #35
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    sinceramente non riesco ad arrivare a ragionare per assurdo come fai tu... non capisco davvero perchè un ateo non riuscirebbe a frenare una reazione chimica come presumi possa farlo un credente...

    quel è la reazione chimica che, attarverso altre reazioni chimiche, per un ateo, dovrebbe essere preferibile ad una altra come "principio"?
    Tira i dadi? E come fa, un ateo, che pensa solo e soltanto in base a reazioni chimiche, a comandare tutte queste reazioni che sono incontrollabili? Il cervello di un'ateo, per un ateo, non differisce, da una caffettiera, solo e soltanto perchè è capace di cose molto più numerose?

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciudidudi Visualizza Messaggio
    quel è la reazione chimica che, attarverso altre reazioni chimiche, per un ateo, dovrebbe essere preferibile ad una altra come "principio"?
    Tira i dadi? E come fa, un ateo, che pensa solo e soltanto in base a reazioni chimiche, a comandare tutte queste reazioni che sono incontrollabili? Il cervello di un'ateo, per un ateo, non differisce, da una caffettiera, solo e soltanto perchè è capace di cose molto più numerose?
    il buon funzionamento dei neuroni...

    ... e quale sarebbe invece per un credente come te la cosa che dovrebbe frenare una reazione chimica nefasta, che ti farebbe compiere un insano gesto??

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Ciudidudi Visualizza Messaggio
    Riassumo alcuni miei punti di vista espressi su di una altro 3d:

    1) La concezione della vita, per un cattolico, è differente dalla concezione che ha un ateo. Un ateo, se è tale, sa di non errare mai, è questo il punto, qualsiasi cosa esso faccia e in qualsiasi tempo.


    2) un ateo che si dice tale e al contempo lo è, o almeno non ha paura di esserlo, è quasi impossibile che esista.

    Perchè?

    a) Perchè nessuno di chi si dice tale ha il coraggio di dire, forte e chiaro che "polvere è e polvere ritornerà". Ciò non avviene perchè, nel momento in cui lo si ammetesse agli altri, lo si ammetterebbe anche a se stesso. In tal caso subentrerebbe un'insopportabile sentimento di inquietudine e frustrazione.
    Si preferisce quindi non pensarci, e dire ad un credente: tu ti sei inventato un Dio per sopperire a ciò a cui io stesso non voglio pensare (quest'ultima parte della frase ovviamente viene sempre omessa).
    Quest'ultimo punto è la ragione fondamentale per cui, nel medioevo, a differenza di quanto è succeso nel resto del mondo, l'Europa ha fatto passi da gigante nell'elaborazione del pensiero razionale, e di conseguenza nella scienza, nella tecnologia, nella cultura, nella civica et cetera. Una piccola dimostrazione di questo ce l'ha data più di una volta il forumista kenshiroIT , per esempio al seguente post http://www.politicaonline.net/forum/...&postcount=466

    b) ci sono atei che tentano di sopperire a quel vuoto, facendo lo stesso identico sbaglio che loro imputano ai credenti. Questi sono gli atei che, artatamente, si definiscono "non materialisti" e che dicono di credere in un qualcosa di metafisico, in maniera irrazionale aggiungo io, giacché, a differenza di un cattolico, ad esempio, non hanno la menoma prova di quanto dicono. La riprova l'abbiamo dal fatto che, tutti gli atei che hanno sostenuto questo, su questo 3d, non hanno voluto (o saputo) approfondire il loro "credo", ne in maniera razionale, ne in maniera scioentifica, ne in maniera anche leggermente approfondita, ne tantomeno in maniera convincente.
    Per me questi non sono atei.



    - L'ateo per me è colui che pensa che siamo polvere e che polvere resteremo, e che la propria fidanzata, quando gli dice "ti amo", è la stessa cosa che una manciata di spaghetti che cuoce in una pentola di acqua bollente, solo che quella reazione chimica, muove dei muscoli e dei neuroni, mentre il calore del gas muove solo delle piccole molecole d'acqua. Se poi questi atei non hanno il coraggio di ammettere ciò che pensano, sono semplicemente dei codardi.

    - Per un ateo vero e coerente, la sua vita non dovrebbe essere altro che un'ammasso di materia fisica che ama, odia, apprezza l'arte o un tramonto, studia la scienza della natura solo e soltanto perchè, come una macchina un po' più complessa delle caffettiere, si muove e produce, perchè al suo interno si svolgono determinate reazioni fisiche, chimiche e meccaniche e null'altro.
    non capisco perchè chi nega l'esistenza di dio debba per forza credersi infallibile (incapace di errare). che nesso c'è tra negazione di dio e infallibiltà? per carità... ci saranno atei che si reputano incapaci di errare (ma per via della loro arroganza, non per via del loro ateismo).

    e poi chi non crede nell'esistenza di dio, mica ha una concezione filosofico-morale unica, esattamente come chi crede in dio non ha una concezione filosofico-morale unica. ognuno interpreta l'ateismo alla sua maniera. basta studiare il pensiero dei vari filosofi atei. l'ateismo del positivista comte è profondamente diverso, anzi, agli antipodi rispetto all'ateismo dell'esistenzialista sartre... le teorie di sartre saranno invece molto più vicine, in molti punti coincidenti, con il pensiero del credente kierkegaard...

    scordati di trovare una morale assoluta nell'ateismo e nel pensiero dei filosofi atei. ma non fare l'errore di pensare che una morale relativa sia una mancanza di morale.

    riguardo alla tua concezione di come debba essere la vita di "un'ateo coerente"... beh, lascia un po' il tempo che trova. mi spiego meglio, un ateo, per essere coerente deve semplicemente credere che dio non esiste. la mancanza di dio, non implica necessariamente la mancanza di spiritualità, non implica per forza una concezione del mondo di tipo materialistico e meccanicistico. e ovviamente la non esistenza di dio non implica per forza anche la non esistenza dello spirito (sia esso inteso come, immaterialità, anima, coscienza interiore o qualunque altro elemento spirituale).

    ripeto, esistono concezioni atee di vari tipi. alcuni atei hanno una profonda spiritualità, prendi i panteisti atei o i buddisti atei (ma non solo), altri invece possono avere una concezione più meccanicista, ridurre il tutto a semplice chimica. del resto ache l'ateismo è una forma di fede. fede nella "non esistenza di dio", questa "non esistenza" la si può poi elaborare in infiniti modi... in questo mondo di matti esistono un sacco di nuove religioni atee che nascono e muiono nel giro di niente... i miei preferiti ad esempio sono i raeliani, che, senza voler essere offensivo, sono semplicemente esilaranti.

    comunque bel 3d, offre infiniti spunti di riflessione.

  8. #38
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    il buon funzionamento dei neuroni...

    ... e quale sarebbe invece per un credente come te la cosa che dovrebbe frenare una reazione chimica nefasta, che ti farebbe compiere un insano gesto??

    Io, come cattolico, non CREDO di dipendere dalla casualità delle reazioni chimiche, a differenza di quanto credano (o dovrebbero credere) gli atei, di me e di loro e di te.

  9. #39
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    Io, come cattolico, non CREDO di dipendere dalla casualità delle reazioni chimiche, a differenza di quanto credano (o dovrebbero credere) gli atei, di me e di loro e di te.
    come ha ampiamente spiegato matrix82ct, gli atei non hanno un pensiero unico ed uniforme... come suppongo anche i cattolici... ergo non credo che gli atei in quanto tali credano di dipendere esclusivamente dalla casualità delle reazioni chimiche...


    ... e per curiosità, da cosa credi di dipendere??

  10. #40
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    come ha ampiamente spiegato matrix82ct, gli atei non hanno un pensiero unico ed uniforme... come suppongo anche i cattolici... ergo non credo che gli atei in quanto tali credano di dipendere esclusivamente dalla casualità delle reazioni chimiche...
    infatti. alcuni atei non si pongono nemmeno il problema. altri credono effettivamente di dipendere dalla chimica e di essere un ammasso di sostanza organica "gettata nel mondo" per puro caso, altri ancora danno un senso spirituale alla propria vita pur non credendo in dio... l'ateismo si può vivere in infiniti modi, così come il credere in dio lo si può vivere in infiniti modi.
    questo mi sembra scontato.

    poi si può entrare nel merito di ogni singola posizione, criticarla o accettarla. ma parlando di ateismo in generale mi sembra superficiale ridurlo a materialismo e meccanicismo... e poi ovviamente si può essere meccanicisti e materialisti anche credendo in dio. anzi, credo che queste concezioni non nascano nemmeno da filosofi atei... ma non vorrei dire cazzate, ma non credo proprio che talete fosse ateo. non ricordo...

 

 
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